L'Adeguamento Liturgico delle Chiese e i Fondi 8xmille

L'architettura religiosa, come tutta l'arte in generale e l'architettura civile, ha risentito del clima culturale e artistico respirato in diverse epoche. Tuttavia, un edificio sacro non è principalmente un luogo museale; pur prestando attenzione al linguaggio artistico del tempo in cui è stato realizzato, non può dimenticare lo scopo principale: usare un linguaggio al passo con i tempi per il popolo di Dio che in esso si raduna.

Il Concilio Vaticano II e la Riforma Liturgica

Per questo motivo, è fondamentale parlare di adeguamento liturgico delle chiese, che indica l'insieme delle modifiche strutturali apportate all'interno delle chiese di rito romano in conseguenza della riforma liturgica attuata dopo il Concilio Vaticano II. Negli anni, ciò ha creato problemi nel rapporto tra l'importanza degli edifici dal punto di vista storico-architettonico e la necessità di essere al passo con i tempi anche nella riflessione teologico-spirituale. Non è il carattere museale delle chiese che deve prevalere, ma il valore delle opere in esse contenute e lo stesso edificio devono essere messi al servizio del loro carattere di luoghi sacri. Come nel passato le opere d'arte mantenevano principalmente la loro funzione di "Bibbia dei poveri", così anche ora l'adeguamento è importante per aiutare i fedeli a intendere in modo più adeguato il cammino di approfondimento del dogma.

La Nota Pastorale della CEI del 1996

Pagina della Nota Pastorale della CEI

La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) nel 1996 ha emanato una nota pastorale intitolata "L'adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica", in cui i principi esposti nel Messale sono resi più cogenti. Questa nota stabilisce che: «la conformazione e la collocazione dell’altare devono rendere possibile la celebrazione rivolti al popolo e devono consentire di girarvi intorno e di compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti». Oltre all'adeguamento dell'altare, la nota pastorale prevede la trasformazione dello spazio per l'assemblea, di tutto il presbiterio, dell'area battesimale e dell'area penitenziale. Benché questa nota abbia vigore solo in Italia, anche negli altri paesi l'adeguamento liturgico delle chiese ha avuto uno sviluppo simile.

L'adeguamento liturgico e l'orientamento del celebrante non sono mai menzionati nei documenti conciliari, ma la nota pastorale della Conferenza Episcopale Italiana del 1996 al primo punto dichiara che: “L’adeguamento liturgico delle chiese è parte integrante della riforma liturgica voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano II: perciò la sua attuazione è doverosa come segno di fedeltà al Concilio.”

Il Ruolo della Tutela e la Qualità Artistica

Restauro architettonico e adeguamento liturgico del santuario di Cussanio a Fossano (CN), 2018-2021

In virtù dell’unicità e del valore storico e culturale dei manufatti su cui si deve intervenire, le cui bellezze sono spesso frutto di eventi che nel corso delle diverse epoche storiche ne hanno definito le peculiarità, il tema della tutela è particolarmente sentito e complesso. La ricerca di quel punto d'equilibrio, non facile da trovarsi, fra conservazione di quei valori che sono fondamento della nostra cultura e identità da preservare e tramandare, e quella necessità di trasformazione che serve a mantenere vivi i nostri edifici storici, è cruciale.

Va riconosciuto che le diverse forme architettoniche lungo la storia sono anche dovute alla teologia che le ha abitate e giustificate. Per questo, in determinate epoche, contrassegnate da una svolta teologica ed ecclesiologica, si sono operate trasformazioni e adeguamenti liturgici che hanno mutato lo spazio e la forma della chiesa. Questo cammino è stato necessario e si è imposto per ragioni ecclesiali, anche se non sempre è stato operato in modo irreprensibile o esente da critiche. Certamente, nella chiesa cattolica, a differenza di quelle orientali, la tradizione costante è quella della creazione di nuove forme e del ricorso a forme estetiche contemporanee per servire la liturgia, sempre con l'intenzione di aiutare gli uomini e le donne di un determinato tempo alla lode di Dio e al culto cristiano.

Requisiti per l'Adeguamento Liturgico

È fondamentale che l'adeguamento liturgico di una chiesa rispetti alcune esigenze imprescindibili: la salvaguardia della polarità dell'altare, dell'ambone e della cattedra. L'ambone deve essere e mostrarsi come il pulpito da cui risuona la Parola per tutta l'assemblea, "la tribuna posta in un luogo elevato", secondo il brano biblico che testimonia per la prima volta questo elemento essenziale (cf. Ne 8,1-12). Deve significare, semaínein, fare segno al Cristo presente nella sua Parola, «perché è lui che parla quando nella chiesa si leggono le Sante Scritture» (Sacrosantum Concilium 7). Non più dunque lettura verso nord, in cornu altaris, ma lettura rivolta all'assemblea, la quale deve «vedere la Parola».

La cattedra, pur leggermente elevata, dovrebbe stare là dove può essere letta la presidenza del vescovo, la sua funzione di proestós e, nel contempo, là dove il vescovo si mostra anche come il primo uditore della Parola. Inoltre, è essenziale che nell’opera di adeguamento liturgico sia salvaguardato l’orientamento escatologico dell’assemblea. La chiesa deve avere un orientamento, perché l’assemblea in atto è una comunità pellegrinante che attende e invoca la venuta del Signore. Nella liturgia eucaristica tutti sono conversi ad Dominum, verso l’altare.

L’adeguamento liturgico delle chiese alla riforma della liturgia voluta dal Concilio Vaticano II è diventato oggi un tema di grande attualità. Si è compreso che in questa operazione è in gioco l'identità del culto cristiano e che non è possibile che una certa trasformazione degli spazi e dei poli liturgici non tenga conto, oltre che degli opportuni criteri artistici, di alcuni elementi irrinunciabili nella tradizione cristiana e cattolica. La CEI, nella sua nota pastorale, chiede che l'adeguamento abbia la qualità di un cammino percorso nella comunione tra pastori e fedeli, nutrito da sapienza liturgica, ricerca paziente, dialogo tra gli organi collegiali della chiesa locale, ricerca di soluzioni segnate da un’elevata qualità artistica e anche confronto tra comunità ecclesiale e comunità civile.

Esempi e Interventi con i Fondi 8xmille

Mappa degli interventi finanziati dall'8xmille in Italia

Sono molti ormai gli esempi realizzati di adeguamento liturgico. Tra questi, il progetto di adeguamento liturgico della Chiesa del Santissimo nome di Gesù all’Argentina- ROMA. Dalla costruzione di nuove chiese agli adeguamenti liturgici di due cattedrali, l'Ufficio Nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto presenta gli interventi conclusi ad aprile 2026 grazie ai fondi 8xmille. L'Ufficio Nazionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della CEI sottolinea come le pratiche concluse riguardino opere di restauro, risanamento conservativo, nuova edificazione, adeguamento liturgico e manutenzione straordinaria distribuite in diverse diocesi italiane.

Non è solo edilizia di culto: attraverso questi finanziamenti è stato possibile sostenere interventi differenti per tipologia e localizzazione, accomunati dall’obiettivo di rispondere ai bisogni concreti delle comunità locali, tutelare il patrimonio storico-artistico, garantire la sicurezza degli edifici e migliorare la qualità degli spazi destinati alla vita liturgica e pastorale.

Regolamenti e Contributi della CEI

La Conferenza Episcopale Italiana, nella 71° Assemblea Generale (Roma, 21-24 maggio 2018), ha esaminato ed approvato il nuovo testo delle Disposizioni relative alla concessione di contributi finanziari per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto. Il Consiglio Episcopale Permanente, nella sessione del 18-20 marzo 2024, ha approvato la nuova stesura del "Regolamento applicativo" delle "Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Conferenza Episcopale Italiana per i beni culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto", promulgato con decreto del Presidente della CEI in data 21 marzo 2024. Nella sessione del 27 maggio 2025, il Consiglio Episcopale Permanente ha approvato l’aggiornamento delle tabelle 1,2 e 3 e delle tabelle parametriche superfici che costituiscono la base di riferimento per la concessione dei contributi relativi all’edilizia di culto, stabilendo che entrano in vigore a decorrere dalla data di pubblicazione sul sito istituzionale della CEI.

Casi Specifici di Adeguamento Liturgico

Cattedrali

Ogni chiesa da adeguare è dotata di specifica fisionomia che la rende, in qualche modo, un caso unico. La cattedrale si può considerare la chiesa madre di tutte le altre chiese di una diocesi in quanto sede della cattedra del magistero episcopale. Essa è anche il loro modello in quanto centro principale di culto della diocesi ed è luogo ordinario per la celebrazione delle ordinazioni. La liturgia delle Ore e il servizio corale, che vi celebra il capitolo dei canonici, mettono in evidenza la realtà della "Ecclesia orans". In alcuni casi nella cattedrale vengono sepolti i vescovi e si conservano le memorie e le tradizioni storiche della Chiesa locale. Per questo complesso di ragioni il progetto di adeguamento liturgico della chiesa cattedrale è necessario e in qualche modo prioritario per l'intera diocesi, dovendo servire come esempio per gli altri casi di adeguamento. In particolare, si dovrà procedere con attenzione contestuale all'adeguamento dei vari luoghi liturgici e specialmente della cattedra episcopale.

Un esempio concreto è l'adeguamento liturgico della Cattedrale di Acireale. “In applicazione alle indicazioni del Concilio Vaticano II, la Diocesi di Acireale sta compiendo un cammino, voluto dal Vescovo Mons. Antonino Raspanti, riguardante l’adeguamento liturgico della Cattedrale. Negli ultimi anni molti interventi hanno dato maggiore dignità alla Cattedrale. Tra questi, assume speciale rilevanza l’adeguamento degli spazi liturgici che si rende necessario per alcune criticità. Queste riguardano principalmente: l’altare, non fisso e realizzato in legno e truciolato con pitture a finto marmo; l’ambone, fungente come tale un leggio in legno decorato e appoggiato alla balaustra; la cattedra del Vescovo, attualmente formata da poltrone mobili poste su un soglio molto alto che pone il Vescovo in un distacco che pare eccessivo.” La Diocesi di Acireale, per volere del Vescovo, sta partecipando al bando nazionale attraverso il quale ogni anno la Conferenza Episcopale Italiana seleziona le diocesi che hanno i requisiti per l’adeguamento liturgico delle cattedrali. Di conseguenza, verranno attuate alcune iniziative per coinvolgere l’intera Comunità diocesana a vari livelli.

Grazie ai bandi proposti e ai contributi erogati, anche grazie ai fondi dell’8xmille, è stato realizzato l’adeguamento della Cattedrale di Cremona e sono stati portati a completamento i concorsi per le cattedrali di Asti, Sessa Aurunca e Belluno-Feltre; a fine dicembre verranno pubblicati gli esiti del concorso della cattedrale di Acireale. Si tratta di un’esperienza preziosa, di coinvolgimento dell’intera comunità diocesana, di approfondimento storico, artistico e liturgico della Cattedrale, di formazione ecclesiologica e liturgica per l’intera diocesi.

Chiese Parrocchiali

La chiesa parrocchiale, con altri analoghi centri di attività pastorale, rappresenta il caso più tipico e frequente nel quale si richiede il progetto di adeguamento liturgico. Tale progetto implica un particolare impegno per evidenziare il presbiterio, la sede del presidente e l'ambone. Notevole attenzione deve essere rivolta anche al recupero della centralità dell'altare nuovo in rapporto all'altare preesistente che, essendo in molti casi da conservare integralmente, deve però cambiare funzione. Siccome nella pastorale parrocchiale ha grande importanza la celebrazione dei sacramenti, notevole cura deve essere riservata all'adeguamento del battistero e del fonte battesimale oltre che delle sedi confessionali. Si provveda inoltre che la chiesa sia anche adeguata alla celebrazione del matrimonio e delle esequie cristiane.

Santuari

Nei santuari la dimensione devozionale prevale spesso rispetto a quella liturgica. È quindi necessario che il progetto di adeguamento conferisca alla liturgia il ruolo centrale che le compete e dia un migliore equilibrio all'intero edificio nelle sue varie componenti. Siccome i santuari sono spesso il risultato di costruzioni aggiunte l'una all'altra, diventa necessario mettere in evidenza l'unico altare e l'unico ambone. Nei santuari si celebra con grande frequenza il sacramento della Penitenza e quindi particolare cura deve essere rivolta alla soluzione dei problemi connessi. Grande cura sia dedicata anche alla corretta disposizione degli spazi circostanti, dei percorsi e degli accessi (luoghi di soste e di parcheggio, aree per le celebrazioni all'aperto, sagrato, porte, atrii, ecc.).

Il Concorso di Progettazione

Schizzo di un progetto architettonico per l'adeguamento liturgico

Il concorso, pur con i limiti che può incontrare nella partecipazione degli artisti e nel difficile compito della giuria, è un percorso fruttuoso di confronto tra discipline diverse: la storia - della Chiesa, dell’architettura e dell’espressione artistica - la scienza liturgica, l’uso dei materiali e delle tecniche artistiche tipiche locali. Altri dialoghi poi si pongono in particolare tra gli usi degli arredi esistenti e stratificati nei secoli, la loro funzione nella prassi rituale attuale e le possibili attività e interventi artistici volti alla loro valorizzazione secondo il genio artistico necessariamente contemporaneo. Un compito difficile che ha visto nel tempo esiti controversi e tra gli interventi più riusciti i vincitori di alcuni concorsi.

Il compito è dei più ardui. Occorre instillare in spazi già esito di sovrapposizioni plurali e spesso plurisecolari la spazialità liturgica rinnovata dal Concilio Vaticano II, immagine di quel progresso nel processo di auto-comprensione della Chiesa a se stessa che descrivono i documenti conciliari, in particolare Lumen Gentium, Sacrosanctum Concilium e Gaudium et Spes. Al rinnovo dell’icona della Chiesa cui provvede l’azione liturgica, l’adeguamento delle chiese deve coordinare un sapiente dialogo con le architetture esistenti, per cui, già nel 1974, le Norme per la tutela e la conservazione del patrimonio storico-artistico della Chiesa in Italia suggerivano di tenere i documenti canonici in una mano e la Carta del Restauro (1972) nell’altra. Le successive e numerose realizzazioni non mancano di esiti controversi.

Alla complessità del tema la coralità tra le competenze professionali, auspicata dalla stessa CEI, pareva essere un antidoto efficace che però è stato spesso disatteso, talvolta prevalendo privati innamoramenti per architetti e, specialmente, per artisti le cui intuizioni spesso non sono andate oltre la modellazione di oggetti incapaci di costruire una spazialità complessiva e talvolta deludenti (se non del tutto incongrui) anche come interventi singolari. Tra gli interventi più riusciti, quello di Paolo Bedogni per il Tempio di Santa Maria sopra Minerva in Assisi (1993), tra quelli più coraggiosi quello della Cattedrale di Reggio Emilia. Il bando in due fasi per la cattedrale di Alba resta il modello per la prossima occasione concorsuale, che riguarderà la Diocesi di Pescia (Pistoia), il cui territorio pressoché coincide con quello magnifico della Valdinievole, lungamente contesa tra Pistoia e Lucca per i suoi borghi fortificati che in qualche modo ritornano anche nell’edificio della Cattedrale, con la sua torre campanaria romanico-gotica del 1306. Per il resto la chiesa è un rifacimento barocco di un’antica pieve, con una facciata neo-barocca, dell’ultimo Ottocento. Alla sovrapposizione delle fabbriche corrisponde anche quella dello status giuridico, poiché la diocesi di Pescia, terra di confine, è d’istituzione recente e fino al 1727 prelatura nullius, con il governo territoriale affidato al capitolo dei canonici della cattedrale.

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