Acquaformosa: tradizioni arbëreshe e rinascita sociale

Acquaformosa, piccolo comune montano in provincia di Cosenza, rappresenta un esempio unico di resilienza e coesione. Immerso nel cuore dell'Eparchia di Lungro, il paese conserva gelosamente il rito bizantino e la cultura arbëreshe, portati in queste terre nel 1500 da profughi albanesi in fuga dall'invasione ottomana.

Mappa storica o veduta panoramica del borgo di Acquaformosa incastonato tra le montagne della Calabria.

Le radici storiche e spirituali

La comunità di San Giovanni Battista affonda le sue origini nel 1501, quando un gruppo di rifugiati albanesi, provenienti dalla regione greca della Beozia, ottenne il permesso di stabilirsi nei pressi dell'Abbazia di Santa Maria di Leucio. Nel 1505, l'Abate cistercense concesse alla comunità la costruzione di una chiesa, nucleo originario dell'attuale edificio parrocchiale, ricostruito tra il 1936 e il 1938.

Oggi, il paese mantiene vive tradizioni secolari, come le Kalimere - cantilene drammatizzate che rievocano la passione di Cristo - e l'uso dell'abito tradizionale arbëresh. Tra il patrimonio artistico locale spicca il Santuario di Santa Maria del Monte, situato a 1426 metri sul livello del mare, e la chiesetta della Madonna della Concezione, che vanta un pregevole soffitto ligneo del XVIII secolo.

La parrocchia come motore di sviluppo

Nonostante lo spopolamento e una popolazione composta in gran parte da anziani, Acquaformosa vive una stagione di rinnovato impegno sociale grazie all'attività della parrocchia di San Giovanni Battista, guidata da Padre Raffaele De Angelis. La Chiesa locale ha scelto di farsi carico delle necessità del territorio, trasformando spazi inutilizzati in servizi essenziali per la comunità.

Il ristorante parrocchiale "Sapori DiVini"

Nell'aprile 2022, la parrocchia ha inaugurato il ristorante "Sapori DiVini", ricavato in un edificio precedentemente utilizzato come casa famiglia. Il progetto, nato per contrastare la perdita di posti di lavoro, è oggi gestito da quattro persone del luogo. Il ristorante non è solo un punto di ristoro dove gustare piatti tipici, come le Shtridlie (pasta arbëreshe con fagioli), ma un vero e proprio luogo di incontro per residenti e turisti.

Foto degli interni del ristorante parrocchiale Sapori DiVini con piatti della tradizione locale.

"Una comunità di abbracci": inclusione e assistenza

L'impegno parrocchiale si estende al campo del sociale e dell'educazione:

  • Residenza per anziani: attiva dal 2021 negli spazi dell'ex casa famiglia.
  • Centro pastorale ludico-ricreativo: denominato "Una comunità di abbracci", inaugurato nel novembre 2022. Realizzato con il contributo dell'8xmille e il supporto della Caritas Italiana, offre attività gratuite a bambini autistici e con bisogni educativi speciali, sotto la guida di una pedagogista clinica.
  • Gestione dell'asilo: la parrocchia ha assunto la gestione dell'unica scuola dell'infanzia del paese per evitarne la chiusura, garantendo la continuità educativa dei più piccoli.

Come sottolinea Padre Raffaele, la missione della parrocchia è quella di agire per il benessere della persona, dimostrando concretamente che la Chiesa può fungere da motore di sviluppo per l'intera società, opponendosi al declino demografico attraverso l'accoglienza e la valorizzazione delle risorse locali.

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