L'Abbazia di Whitby e il Capitolo 8 di Dracula

L'Arrivo di Dracula a Whitby e i Diari di Mina

Il celebre romanzo Dracula di Bram Stoker dedica particolare attenzione all'arrivo del vampiro in Inghilterra, con la città di Whitby e la sua iconica abbazia in rovina che fungono da sfondo per eventi cruciali, narrati principalmente attraverso il diario di Mina Murray (successivamente Harker). Questi passaggi, spesso associati al Capitolo 8 del romanzo, descrivono il misterioso deterioramento della salute di Lucy Westenra e le sinistre manifestazioni notturne.Il 11 agosto, Mina si ritrova in uno stato di nervosismo. Dopo aver sonnecchiato per circa un’ora, un brusco sussulto la sveglia. Sfregando un cerino, Mina scopre il letto di Lucy vuoto. La porta è chiusa ma non a chiave. Per non svegliare la madre di Lucy, Mina si veste senza rumore, constatando che nessun vestito manca dal portamantelli di Lucy e il suo accappatoio è lì sul letto. Scende rapidamente le scale ed esplora il pianterreno, dove scopre che la porta d’entrata è aperta. Avvolta in uno scialle, si lancia alla ricerca dell'amica. L’orologio della Mezzaluna suona l’una. Nessuno è in vista. Mina corre lungo la spiaggia, senza scorgere la forma bianca che spiava.La luna brilla; Mina discerne le rovine della Badia di Whitby, una massa scura sul cielo chiaro, e la distesa del cimitero. Lì, sul loro banco favorito, scorge una figura bianca indistinta e, un po’ indietro, un’ombra nera: uomo o animale? Mina scala i ripidi gradini; le pareva non finissero più; aveva l’impressione d’essere calzata di piombo. Quando raggiunge la porta del cimitero, vede nettamente una lunga forma nera curva verso la sua amica. Spaventata, chiama: «Lucy! Lucy!». Ella non si muove ma, dietro a lei, due occhi brillanti e rossi squadrano Mina. Mina spinge il cancello; per un minuto, la chiesa le maschera il gruppo.Mina trova Lucy addormentata, con le labbra semiaperte, e respira a fatica, come se le mancasse l’aria. Lucy si porta le mani al collo come per incrociare il bavero d’un mantello. Temendo che prendesse freddo, Mina le getta sulle spalle il suo scialletto, che aggancia con uno spillo da balia. Mina si chiede se l'abbia punta senza saperlo, poiché Lucy si porta la mano al collo come se risentisse un dolore. Mina le calza le sue scarpe e la sveglia dolcemente. A poco a poco Lucy riprende i sensi e non le pare stupita di vederla. Comincia a tremare e le getta le braccia al collo. Mina le spiega in qual modo fosse lì e perché bisognasse rientrare subito in casa. Lucy la segue docilmente e tornano senza incontrare anima viva. Per fortuna! Quando Lucy è a letto e Mina le ha rincalzato le coperte, Lucy prega Mina di non raccontare a nessuno la sua avventura.
Illustrazione del cimitero e dell'Abbazia di Whitby di notte, con la luna piena e una figura oscura.
Nei giorni successivi, la situazione non migliora del tutto. Verso mezzanotte, Mina si sveglia, Lucy, seduta sul suo letto, indica la finestra dormendo. Mina si alza senza far rumore e solleva la tenda. C’era un bel chiaro di luna, una gran pace saliva dal mare. Nel cielo, girava un pipistrello enorme. Si avvicina alla finestra ma, spaventato alla vista di Mina, fugge verso la badia. Mina trascorre il pomeriggio leggendo sulle dune. A Lucy questo posto piace e Mina fa fatica a ricondurla in casa per le ore dei pasti. Una sera, prima di tornare, hanno voluto ammirare lo splendido tramonto. Le nubi di porpora incendiavano il cielo e gettavano una luce rosea sul paesaggio. Mina trasale di sorpresa a una frase che non ha senso detta da Lucy, il cui sguardo assente si posa sulla figura straniera d’un uomo seduto sul banco di pietra; gli occhi di quell’uomo nella luce del tramonto brillano. Questi eventi preannunciano la successiva trasformazione di Lucy, legando indissolubilmente l'immagine dell'Abbazia di Whitby al tema del vampirismo e al mistero che avvolge l'arrivo di Dracula.

Il Contesto Storico del Conte Dracula

Il personaggio di Dracula, sebbene un'entità soprannaturale, affonda le sue radici storiche nella regione della Transilvania e nelle aree limitrofe, un contesto caratterizzato da un Medioevo lungo e turbolento, differentemente dalla periodizzazione occidentale. Il periodo iniziò con il ritiro dell'esercito romano e dell'amministrazione dalla provincia di Dacia negli anni 270 e terminò con la dipartita dell'influente sovrano Stefano III di Moldavia nel 1504. Nell'arco temporale oggetto d'esame si susseguì una lunga, variegata e tumultuosa serie di popoli, la maggior parte dei quali controllava solo due o tre delle quasi dieci regioni storiche che oggi formano la Romania. La Transilvania è abitata da quattro distinte nazionalità: i sassoni a sud, cui si mescolano i valacchi, che sarebbero i discendenti dei daci; i magiari a ovest, e gli szekeli a est e a nord, che si vantano di discendere da Attila e dagli unni.In questo arco temporale, la Dacia provincia vide il ritiro romano negli anni 270, seguito dall'insediamento di popolazioni come i Germani dell'est, nello specifico i Goti e i Gepidi, i quali avevano adottato uno stile di vita sedentario. Il loro potere crollò sotto gli attacchi dei nomadi unni. Successivamente, gli Avari, una popolazione nomade di lingua turcica, sottomisero i gepidi nel 568, e i Bulgari stabilirono un potente impero nel 670, mentre un conflitto armato tra il Primo impero bulgaro e i nomadi ungari diede il via, intorno all'895, alla conquista del bacino dei Carpazi. Le Gesta Hungarorum compiono il primo riferimento a terre governate da un duca di etnia rumena, tale Gelou.
Mappa storica della Transilvania e delle regioni circostanti nel Medioevo.
L'emergere dei principati indipendenti di Valacchia e Moldavia, fondati rispettivamente da Basarab I (1310 circa-1352) e Bogdan I (1359-1365), segnò un'epoca di resistenza contro la sovranità ungherese e, successivamente, contro l'espansione ottomana. Sebbene la Valacchia avesse reso omaggio all'impero ottomano dal 1417 e alla Moldavia dal 1456, i due rispettivi monarchi medievali, Mircea il Vecchio (1386-1418) e Ștefan III cel Mare (1457-1504) condussero comunque operazioni militari contro i turchi, terminate tra l'altro spesso con delle vittorie. Il XIV secolo vide anche cambiamenti politici e religiosi per i contadini rumeni sotto la corona ungherese, con una frammentazione religiosa e la perdita di potere degli aristocratici rumeni. La caduta di Costantinopoli nel 1453 e l'espansione ottomana ebbero un impatto significativo, isolando ulteriormente i principati rumeni e rendendo più difficile la preservazione della loro autonomia, nonostante gli sforzi di campioni della cristianità come Giovanni Hunyadi. Questo contesto turbolento e ricco di conflitti ha fornito a Bram Stoker un terreno fertile per la creazione del suo immortale antagonista.

L'Influenza di Whitby nell'Immaginario Gotico Moderno

L'immagine dell'Abbazia di Whitby, con le sue rovine che dominano le scogliere dello Yorkshire, è diventata un elemento iconico nell'immaginario gotico, particolarmente dopo la sua associazione con Dracula. Questa suggestiva ambientazione ha continuato a ispirare autori anche nel Novecento, consolidando il suo ruolo nel genere horror.Un esempio significativo è il romanzo horror gotico per ragazzi La stanza 13 (titolo originale "Room 13") di Robert Swindells, scritto nel lontano 1989. Il romanzo, che valse all'autore il Children’s Book Award, è ambientato in una vecchia villa decadente trasformata in albergo, a ridosso della scogliera di Whitby. Swindells "sfrutta abilmente il legame sinistro tra la cattedrale gotica e i vampiri, tessendo una storia piena di suspense".La trama di “La stanza 13” è semplice e avvincente. Fliss e i suoi compagni di seconda media vanno in gita scolastica a Whitby e sono vittime di un’entità maligna che si nutre della loro energia vitale. Gli adulti che li accompagnano non solo non credono a una parola dei loro racconti ma sono addirittura sospettosi nei confronti delle loro azioni. Felicity Morgan - per tutti Fliss - non riesce a calarsi nell’atmosfera, è di pessimo umore e inquieta. La notte prima della partenza ha fatto un sogno terribile, il cui ricordo non smette di tormentarla, tanto più che molti dei suoi sogni si avverano. Sognava di camminare su una strada alta sopra il mare, al buio ed era sola. Si ritrovò davanti ad una casa alta, con molte finestre buie, che si stagliava minacciosa contro il cielo. Aveva paura. Il cancello si aprì da solo e non appena lo attraversò Fliss udì una voce che sussurrava: «Il Cancello del Destino». Venne trascinata lungo un breve sentiero e poi su per dei gradini di pietra, fino alla porta d’ingresso che si aprì da sola. Fliss si è svegliata terrorizzata. La mamma è accorsa alle sue grida, l’ha coccolata e rassicurata, ma Fliss le ha detto di non voler più andare in gita. Fliss si fermò a guardare il mare e notò in lontananza una roccia scura, spruzzata dalle onde, su cui stava appollaiato un uccello nero, che teneva le ali spalancate, come in attesa che il vento gliele asciugasse. Fliss avvertì un brivido e sentì che l’incanto di quella giornata stava per svanire. L’uccello le ricordava qualcosa, forse una strega o un ombrello rotto.La prima notte passa tranquilla, ma la mattina seguente Ellie May inizia a stare poco bene. Nei giorni seguenti le escursioni al monumento del Capitano Cook, a Runswick Bay e alla bellissima Baia di Robin Hood svagano i ragazzi, ma durante la notte tornano le inquietudini e le domande. Inutile chiedere aiuto ai professori, Mrs. Marriott e Mr. Hepwor, e in ogni caso chi mai crederebbe all’esistenza di una creatura antichissima e dotata di un oscuro e orribile potere? Così Fliss e i suoi amici - Lisa Watmough, Gary Bazard e David Trotter - decidono di andare in fondo alla faccenda. Cosa combina Ellie May tutte le notti? Perché sale fino al quarto piano, dove dicono esserci solo un ripostiglio? Fliss scopre l’inimmaginabile. Di notte Ellie May si infila nella Stanza 13 al quarto piano e ne esce solo la mattina seguente, pallida, emaciata, smunta, stravolta. Fliss e gli altri progettano la spedizione fin nei minimi particolari. La luce della torcia illuminò la bara. Giaceva con le mani incrociate sul petto e gli occhi chiusi. Era magro, piccolo e sporco. Il volto di un bianco mortale, tranne una macchia scura sulla fronte e una crosta marrone intorno alle labbra bluastre. Una folta chioma di capelli arruffati e impolverati gli copriva il cranio e ricadeva sul letto di terra che copriva il fondo della bara. Nella notte della verità Fliss e i compagni sono chiamati ad affrontare una prova indimenticabile. Questo dimostra come Whitby e la sua abbazia continuino a essere un fertile terreno per storie di vampiri, perpetuando il fascino oscuro instillato da Bram Stoker.

La stanza 13 di Robert Swindells

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