L'Abbazia di Fontenay in Borgogna: Un Capolavoro Cistercense

L'Abbazia di Fontenay, situata a circa un’ora d’auto da Digione, nel cuore della Borgogna, è universalmente riconosciuta come uno dei monasteri cistercensi più celebri e meglio conservati al mondo. Questo eccezionale capolavoro di architettura romanica è stato iscritto sulla lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1981, confermando la sua importanza storica e culturale.

Fondata nel 1118 da San Bernardo di Chiaravalle, l'abbazia si trova in una valle isolata e protetta, non lontano da Montbard, circondata in origine da foreste e paludi. I monaci bonificarono il terreno, e il luogo prese il nome di "Fontenay" che significa "sorgente" in latino, per l'abbondanza di fonti d'acqua naturali nella zona. L'isolamento e la serenità di questo luogo ancora oggi conservano le tracce dei suoi primi abitanti, con antichi sentieri percorsi un tempo da monaci e pellegrini, servendo anche come tappa del Cammino di Santiago in direzione di Vézelay.

Mappa della Borgogna con indicazione dell'Abbazia di Fontenay

La Nascita dell'Ordine Cistercense e la Fondazione di Fontenay

L’ordine cistercense nasce alla fine dell’undicesimo secolo, a seguito di critiche mosse contro l’ordine benedettino, che secondo alcuni si era allontanato dall’ideale di povertà. Si sviluppò così una riforma del mondo monastico con la ferma volontà di tornare all’ideale di povertà, umiltà e solitudine, seguendo l’esempio dei primi eremiti cristiani. Nel 1098, Robert de Molesme creò l’abbazia di Cîteaux, nel mezzo di un bosco in Borgogna, con l’intento di applicare la regola di San Benedetto e uno stile di vita basato sull’isolamento, la povertà e il lavoro manuale.

Tra il 1112 e il 1113, Bernard de Fontaine (meglio conosciuto come San Bernardo) arrivò all’abbazia di Cîteaux insieme a numerosi familiari, dando un vero impulso all’ordine. Le vocazioni crebbero rapidamente e l’abbazia conobbe un successo significativo. Si decise quindi di fondare altri monasteri per evitare comunità troppo numerose, mantenendo il limite di non oltre 12 monaci per ciascuna. Nacquero così le abbazie di Laferté (1113), Pontigny (1114), Clairvaux e Morimont (1115). Nel 1118, San Bernardo inviò monaci a fondare Fontenay, che divenne una delle prime abbazie "figlie" legate a Cîteaux da un forte vincolo di fedeltà.

Illustrazione storica di San Bernardo di Chiaravalle

Architettura Cistercense: Austerità e Simplicità

L'Abbazia di Fontenay fu costruita tra il 1130 e il 1150 circa, con l'altare della chiesa dedicato nel 1147. È uno dei monumenti cistercensi più antichi e conservati, nonché il più grande in stile romanico. La sua lunghezza di 66 metri afferma l'estetica di austerità e rigore che mira a esprimere il pensiero teologico cisterciense, profondamente influenzato dalle idee di San Bernardo. Nei suoi testi, egli criticava il lusso delle abbazie benedettine, ritenuto una distrazione per i monaci e un allontanamento da Dio, richiamando la necessaria semplicità della vita monastica.

San Bernardo non fornì indicazioni architettoniche precise, ma nel 1116 fu istituito il capitolo generale dell’ordine a Cîteaux per codificare la vita dei monaci e prevenire abusi. Furono stabilite direttive chiare: tutti gli ornamenti - sculture, pitture o vetri colorati e figurativi - furono proibiti nelle chiese cistercensi, ad eccezione di una croce di legno.

A Fontenay, questa volontà di semplicità è estremamente evidente nell'architettura sobria della chiesa, quasi del tutto spoglia di ornamenti. Non vi si trovano capitelli decorati con figure fantastiche o raffigurazioni di storie bibliche, come invece era di moda nell'architettura romanica dell'epoca. Le mura della chiesa di Fontenay sono senza decorazioni, ad eccezione della geometria dei pilastri e dei capitelli a foglia liscia, talvolta chiamati "citelles" (piante simili a canne lacustri), che sono caratteristici dell’architettura cistercense. Pur nella semplicità delle forme, si possono notare molte varietà nei dettagli dei capitelli osservandoli da vicino.

Foto interna della chiesa abbaziale di Fontenay, che mostra l'austerità

La prima struttura costruita nell'abbazia fu la Cappella di San Paolo, con la sua caratteristica torre ottagonale. La chiesa abbaziale, un vero capolavoro romanico, presenta un impianto a croce latina che trasmette un'impareggiabile sensazione di pace e semplicità. Un’altra peculiarità visibile è il piano rettilineo dell’abside con cappelle quadrate ai lati, formando una linea retta anziché la consueta disposizione semicircolare. Questa originale configurazione è una specificità dell’architettura cistercense e si ritrova in altre chiese dell’ordine, poiché, oltre alle direttive dei capitoli di Cîteaux, esistevano anche monaci-architetti che viaggiavano tra i monasteri per costruirli, favorendo la circolazione di piani architettonici. Questo spiega le notevoli somiglianze tra le abbazie cistercensi, spesso con una reinterpretazione delle forme in chiave locale.

Disegno tecnico della pianta dell'abbazia di Fontenay

L'Organizzazione del Monastero: Tra Preghiera e Lavoro

Direttamente accanto alla chiesa si sviluppavano gli altri spazi indispensabili alla vita monastica. Al centro dell'abbazia si trova il chiostro, un gioiello architettonico del XII secolo, progettato per favorire la riflessione e la preghiera. Era un luogo fondamentale per le letture religiose e le processioni dei monaci, collegando le diverse parti dell'abbazia. I libri sacri erano custoditi nell'armarium, un armadietto scavato nel muro ancora visibile oggi. Dal chiostro si accedeva alla sala capitolare, dove i monaci si riunivano per discutere vari argomenti sulla vita della comunità e ascoltare la lettura della Regola di San Benedetto fatta dall'abate. Qui venivano assegnati i compiti della giornata.

Foto del chiostro dell'Abbazia di Fontenay

Al primo piano si trovava il dormitorio, la cui imponente struttura in quercia risale al XV secolo. Poteva accogliere fino a cento monaci, che dormivano tutti nella stessa sala su cuccette separate da divisori, in una grande stanza senza finestre e non riscaldata, dove sopportavano le gelide temperature invernali. Una scala consentiva loro di accedere direttamente alla chiesa, a testimonianza di quanto la vita liturgica fosse fondamentale per l'ordine: i monaci partecipavano a sette messe al giorno. La giornata iniziava alle 2 del mattino con la preghiera delle Veglie, seguita dalle Lodi.

L’altro elemento fondamentale nella vita dei cistercensi era il lavoro manuale, promosso da San Bernardo. Accanto alla sala capitolare, si trovava una sala di lavoro, dove i monaci copiavano libri manoscritti. Il "chauffoir", una sala dotata di grandi caminetti, era l'unico ambiente riscaldato in modo significativo, con lo scopo di riscaldare sia la sala di lavoro sottostante sia il dormitorio sovrastante. Lo scriptorium era una delle poche stanze riscaldate per impedire che l'inchiostro si congelasse, mentre i monaci copiavano e illustravano meticolosamente i manoscritti. Il lavoro era intervallato da servizi religiosi ogni tre ore.

La Fucina: Innovazione e Prosperità Metallurgica

L'importanza del lavoro si manifestava anche con la presenza di un altro edificio, leggermente distaccato dalla parte religiosa ma tuttora visitabile: la fucina. Secondo le idee di San Bernardo, i monaci dovevano vivere in completa autonomia, e i monasteri possedevano terreni agricoli per provvedere ai propri bisogni. Questo edificio multiuso serviva per lavorare il cuoio, produrre farina, ma soprattutto ospitava una delle più antiche fabbriche di lavorazione del metallo in Europa.

Nel XIII secolo, Fontenay divenne una delle prime acciaierie d'Europa. I cistercensi furono all’avanguardia nel campo della metallurgia medievale: estraevano il minerale di ferro dalle colline circostanti e lo trasformavano grazie a tecnologie innovative come il martello idraulico. Questo tipo di martello, che funziona grazie a un sistema di ruote azionate dal ruscello di Fontenay che scorre proprio a lato dell’edificio, esisteva in varie abbazie cistercensi, inclusa Fontenay, dove un martello idraulico è stato ricreato di recente grazie a un progetto europeo. Una riproduzione al vero ricrea ancora oggi il suono metallico dei magli e delle incudini che battevano il ferro incandescente. L'abilità metallurgica portò notevole prosperità finanziaria all'abbazia.

Le officine di Sant'Eustachio.

Tutto questo lavoro, tuttavia, non era svolto dai soli monaci: i cistercensi potevano anche contare sull'appoggio dei "conversi", laici che desideravano condividere la vita religiosa ed erano incaricati dei lavori manuali. Il loro statuto speciale, con preghiere più brevi e meno impegnative rispetto alle sette messe quotidiane dei monaci, permetteva loro di occuparsi delle attività agricole lontane dall’abbazia o dei compiti che non potevano essere interrotti facilmente, come il lavoro nella fucina.

Declino e Rinascita: Dalla Rivoluzione ai Giorni Nostri

Questa efficiente organizzazione permise all'abbazia di funzionare in modo prospero per molti secoli. La protezione reale, concessa a Fontenay nel 1269, permise all'abbazia di fiorire, raggiungendo il suo apice nel XIV secolo con circa 300 monaci e conversi. Tuttavia, l'abbazia subì periodi di guerra e sconvolgimenti. Nel 1359, Edoardo III d'Inghilterra saccheggiò l'abbazia, e nel 1557 le truppe protestanti causarono ulteriori distruzioni. Entro il XVI secolo, il numero di monaci era sceso a circa 150.

Dopo l'annessione della Borgogna alla Francia, l'abbazia passò sotto il controllo reale, con abati nominati dal re che mostrarono scarso interesse per il futuro del monastero. Di conseguenza, la vita monastica iniziò a declinare e diversi edifici, incluso il refettorio, furono demoliti per mancanza di fondi. Al tempo della Rivoluzione Francese, nell'abbazia rimanevano solo otto monaci. L’abbazia fu venduta nel 1791 come bene nazionale e fu trasformata in una cartiera da Claude Hugot, un atto che la salvò dalla distruzione.

Nel 1820, Élie de Montgolfier, discendente degli inventori della mongolfiera, acquistò l'abbazia e ne continuò l'uso industriale, installando macchinari per la produzione di carta persino all'interno della chiesa. Grazie a questi sforzi, il sito fu designato Monumento Storico nel 1862. Quando la cartiera chiuse nel 1903, Rose Montgolfier e suo marito Édouard Aynard intrapresero significativi lavori di restauro, rimuovendo le strutture industriali e restituendo all'abbazia il suo aspetto monastico originale.

Oggi, l'Abbazia di Fontenay rimane un tesoro di proprietà privata, amorevolmente conservato dalla famiglia Aynard per oltre cinque generazioni. È un sito che non si può mancare quando si visita la Borgogna, e il suo magnifico parco paesaggistico ha ricevuto il prestigioso marchio "Jardin Remarquable" nel 2004, distinguendosi per il suo interesse storico, culturale ed estetico. La valle in cui fu costruita l'abbazia è ora un'area protetta e classificata, offrendo un ambiente naturale di eccezionale bellezza.

Foto aerea dell'Abbazia di Fontenay che mostra la sua integrità nel paesaggio

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