L'emergenza Covid-19 all'Università Pontificia Salesiana di Roma

L'Università Pontificia Salesiana (Ups) di Roma ha dovuto affrontare una situazione inaspettata a causa dell'emergenza sanitaria globale. All’interno dell’ateneo pontificio, situato nel quartiere Nuovo Salario, sono emersi infatti casi di Covid-19.

La diffusione del virus e i primi interventi

Negli ultimi giorni, l’Ups ha comunicato il riscontro di circa venti casi di positività al coronavirus. Di questi, quattro persone sono attualmente ricoverate in ospedale. Con l’emergere dei primi casi di sintomi tra i membri delle comunità residenti nel campus, l’ASL ha immediatamente preso in mano la situazione. Le autorità sanitarie hanno avviato un controllo capillare tramite tamponi su tutte le persone coinvolte.

Grazie a questa azione tempestiva, sono emersi gli altri casi, tutti asintomatici. I contagiati sono stati inizialmente messi in isolamento all'interno del campus e successivamente trasferiti dalla ASL in altre strutture dedicate. Nonostante la preoccupazione, «non ci sono situazioni di particolare gravità», sebbene «un po’ di preoccupazione naturalmente c’è».

Foto dell'ingresso dell'Università Pontificia Salesiana di Roma

La risposta dell'Ateneo e la filosofia di Don Bosco

L'ateneo, pur essendo chiuso fisicamente, ha reagito prontamente all'emergenza. Il rettore dell’Università Pontificia Salesiana, don Mauro Mantovani, ha espresso la filosofia che guida l'istituzione in questo difficile periodo: «Ovviamente non avremmo voluto vivere questa situazione, ma la affrontiamo nello spirito di don Bosco: da buoni cristiani e onesti cittadini».

L'Università Pontificia Salesiana, con quasi 2.000 studenti, in maggioranza laici, provenienti da 93 nazioni diverse, ha dovuto adattare rapidamente le proprie attività. Dal 5 marzo, tutta l’attività didattica si è spostata online. Le lezioni vengono tenute tramite video su Zoom ed esercitazioni su Moodle, una piattaforma digitale per la formazione che l’Ups usava già da diversi anni. Anche gli esami si svolgeranno a distanza, garantendo la continuità accademica. I dipendenti dell’ateneo lavorano in modalità smart working.

La vita nel campus e le misure di prevenzione

All’interno del campus vivono sei comunità religiose, per un totale di circa 280 persone. Queste comunità si sono attenute rigorosamente alle restrizioni previste dal governo e alle misure di prevenzione, protezione e distanziamento sociale in queste settimane, contribuendo a contenere la diffusione del virus e a proteggere la salute di tutti i membri della comunità universitaria.

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