Il 24 Giugno: Onomastico, Significato e Tradizioni di San Giovanni Battista

Il 24 giugno si celebra la festa di San Giovanni Battista. Per la Chiesa cattolica è una ricorrenza molto importante, dato che ricorda il giorno in cui è nato colui che ha battezzato Gesù. Ad incuriosire e ad attirare, però, oltre alla giornata in sé, che ha una forte valenza religiosa, è la notte che la precede, quella tra il 23 e il 24 giugno, che secondo la tradizione pagana è invece considerata la Notte delle Streghe, un momento carico di ritualità magiche e di riti d’amore.

San Giovanni Battista: La Figura e la Sua Importanza

Giovanni, detto il Battista, era un asceta di origini ebraiche nato alla fine del primo secolo avanti Cristo e morto tra il 29 e il 32 dopo Cristo. Secondo la tradizione, in vita ha passato diverso tempo nel deserto in penitenza e preghiera. Per la Chiesa cattolica è famoso con il nome di Battista per aver battezzato Gesù, ed è per questo una delle figure più importanti dei Vangeli.

Giovanni è citato anche nel Corano con il nome di Yaḥyā ed è riconosciuto dai musulmani come uno dei massimi profeti che hanno preceduto Maometto. San Giovanni Battista è l’unica persona, insieme alla Vergine Maria, di cui la Chiesa celebra con una festa solenne la nascita. La sua nascita avvenne in modo miracoloso, poiché sua madre Elisabetta era sterile, e tutto cominciò con l’annuncio dell’Angelo Gabriele a suo padre Zaccaria, che inizialmente non credette alle parole del messaggero celeste. Il nome “Giovanni”, che significa “Dio ha avuto misericordia”, anticipa già la sua missione.

La festa della nascita di San Giovanni Battista, celebrata il 24 giugno, ha origini molto antiche. Nel IV secolo la Chiesa fissò la data della nascita di Gesù al solstizio d’inverno (25 dicembre). Per rispettare quanto riportato nel Vangelo, la nascita di Giovanni Battista fu collocata sei mesi prima, al solstizio d’estate (24 giugno), quando le giornate iniziano ad accorciarsi.

Secondo l’insegnamento dei Padri della Chiesa, Giovanni fu liberato dal peccato originale ancora prima di nascere, quando Maria, incinta di Gesù, fece visita a Elisabetta. In quel momento, Giovanni sussultò nel grembo della madre, riconoscendo la presenza del Salvatore. Lo stesso Arcangelo Gabriele aveva detto che Giovanni sarebbe stato pieno di Spirito Santo fin dal grembo materno. Così, per volontà di Dio, Giovanni venne preparato fin da prima della nascita per il ruolo di profeta dell’Altissimo. L’attività pubblica di Giovanni iniziò intorno all’anno 27-28 d.C., come descritto nel Vangelo di Luca, e fu preceduta da un periodo di solitudine nel deserto, dove visse in preghiera e penitenza per rafforzare il suo spirito.

Giovanni Battista fu l’ultimo e il più grande tra i profeti, perché fu l’unico a indicare direttamente il Messia dicendo: “Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”. In uno dei suoi discorsi tenuti proprio per questa solennità, Sant’Agostino spiegò il significato del ruolo di Giovanni Battista nella storia della salvezza, facendo un paragone simbolico: la voce di Zaccaria, padre di Giovanni, che si apre alla nascita del figlio, è come il velo del tempio che si strappa durante la morte di Gesù. Questo perché Zaccaria riacquista la parola solo quando nasce Giovanni, che è la “voce” che annuncia la venuta del Signore. Se Giovanni avesse parlato solo di sé stesso, suo padre non avrebbe ripreso a parlare. Infatti, quando Giovanni inizia la sua missione, gli viene chiesto chi sia, e lui risponde: “Io sono voce di uno che grida nel deserto” (Mc 1, 3). Giovanni è dunque la voce che grida per preparare il cammino del Signore. Di Gesù, invece, si dice che è il “Verbo” (cioè la Parola di Dio) esistente fin dall’eternità. Giovanni è solo una voce temporanea, mentre Cristo è il Verbo eterno, presente fin dall’inizio.

illustrazione religiosa di San Giovanni Battista che battezza Gesù

La Notte di San Giovanni: Tra Antiche Credenze Pagane e Magia

La Festa di San Giovanni cade dopo il solstizio d'estate quando, secondo tradizione, il Sole e la Luna si sposano donando forza e vigore a tutte le creature. Si pensa che il santo faccia riaffiorare energie mistiche e divinatorie. Ed è per questo che quella che precede la ricorrenza è considerata la notte dell’impossibile, dei prodigi e delle streghe. La notte del 24 giugno è stata dai tempi più remoti considerata una notte piena di magia.

Nei giorni vicini al solstizio, il sole rinvigorisce la terra e introduce la nuova stagione piena di fecondità e di magia, dove la natura si trova nel suo massimo splendore e bisognava celebrare queste forze per non incorrere in eventi avversi, come malattie o siccità o tempeste. In epoca pagana era una festa dedicata all’amore, quello carnale e terreno, e in quelle ore ci si congiungeva perché era di buon auspicio dopo che la coppia aveva saltato i falò che festeggiavano il solstizio d'estate.

rappresentazione artistica della Notte delle Streghe con figure danzanti attorno a un falò

Rituali e Simbolismi della Notte Magica

I Falò Purificatori

In un intreccio di fede e credenze pagane, nella notte di San Giovanni in molti accendono falò purificatori. L’obiettivo è quello di scacciare le tenebre per celebrare la luce e il bene. La tradizione vuole che si brucino le erbe vecchie, si salti il fuoco per avere fortuna e si metta la sua cenere sui capelli. Si credeva che i giovani danzanti intorno al fuoco e che saltavano sulle braci si sarebbero sposati o avrebbero avuto un figlio entro l’anno. Questi falò diventano parte della cultura cittadina e decine di pire vengono accese, sui monti, nelle piazze e lungo il Bisagno, come avviene a Genova.

La Raccolta delle Erbe di San Giovanni

Altro elemento magico della notte di San Giovanni è la raccolta delle nuove erbe. Il mazzetto secondo alcuni ne dovrebbe contenere 7, per altri 9. Queste erbe servono a scacciare il malocchio e a portar fortuna. Se messe sotto il guanciale la notte, portano sogni premonitori.

Non può mancare l'iperico, detto anche “Erba di San Giovanni”. Tra i componenti dell’iperico, abbiamo un olio essenziale e dei derivati fenolici, tra cui un pigmento di colorazione rossa chiamato ipericina. Possiede proprietà farmaceutiche. Si racconta che col favore delle tenebre le streghe fossero solite riunirsi sotto un albero di noce per raccoglierne i frutti ancora verdi e preparare il nocino, liquore ritenuto terapeutico.

La Rugiada e i Riti di Purificazione

Altro rito che è legato a San Giovanni è quello di bere la rugiada che copre i prati perché, si dice, ha capacità di purificazione ed emendazione. Raccoglierla (con un telo passato sull'erba per poi strizzarlo) per berla si crede possa allontanare il malocchio e favorire la fecondità. Pare che la rugiada caduta nella notte tra il 23 e il 24 giugno sia la rugiada degli dei che benedice i nuovi nati. Paradossalmente, nel giorno di S. Giovanni Battista non ci si doveva bagnare in mare, mentre si raccoglieva la rugiada in piccole ampolle e i bambini venivano fatti rotolare sui prati per proteggersi dalle malattie.

L'Acqua di San Giovanni

La preparazione dell’acqua di San Giovanni è uno dei riti beneauguranti più importanti dell’anno per i contadini perché coincide con il periodo del solstizio d’estate. San Giovanni Battista portò nel cattolicesimo la pratica del battesimo; tuttavia l'atto di purificare, benedire e rinnovare il corpo e l'anima con l'acqua è una pratica antica che precede il cristianesimo.

È un procedimento semplice e alla portata di tutti: bisogna raccogliere il 23 giugno un insieme di erbe e fiori di vario tipo. Tra questi si possono includere ginestre, papaveri, fiordalisi, petali di rosa, gelsomini, caprifogli, fiori di sambuco, garofanetti, ranuncoli, lavanda, camomilla, foglie profumate come menta, trifoglio, timo, origano, amaranto, basilico, salvia, rosmarino, mentuccia, malva, foglie di noce e di alloro, artemisia (l’erba di Diana-Artemide), finocchio selvatico, avena, e tutte quelle che si possono reperire. Ma non dovrebbe mancare l’iperico, chiamato appunto erba di San Giovanni. Dopo averle raccolte, si lasciano in infusione in acqua all'aperto per tutta la notte, in modo che possano assorbire la rugiada e le energie magiche. La mattina seguente si inizierà la giornata con le abluzioni di questo infuso che nella notte ha raccolto sostanze e profumi inebrianti e freschi.

La preparazione dell'acqua di San Giovanni fra riti e tradizione

Riti di Premonizione e Amore

Quella di San Giovanni, poi, è la notte della premonizione, soprattutto per ciò che riguarda l'amore. Le donne che vogliono sposarsi, in questa notte possono “vedere" il loro futuro marito, a seconda dei riti, nel riflesso in un pozzo, nel riflesso di uno specchio o in sogno. La tradizione vuole che si debba anche rompere un uovo e lasciare sulla finestra l'albume a riposare. Tra i riti della notte di San Giovanni c’è pure quello di raccogliere una foglia di felce e mettersela nel taschino.

Tradizioni Regionali

La festa di San Giovanni, con le sue origini pagane, si celebra in molte parti d’Europa. Anche in Italia è radicata in alcune zone particolari, con specifici rituali e credenze.

Roma

Nella Capitale, secondo le tradizioni popolari, si credeva che le streghe si dessero appuntamento vicino alla Basilica di San Giovanni in Laterano per un grande Sabba e andassero in giro per la città a catturare le anime. Le streghe erano chiamate a raccolta dai fantasmi di Erodiade e Salomè, dannate per aver causato la decapitazione del santo. I romani si spostavano verso San Giovanni in Laterano per pregare e per mangiare le lumache nelle osterie e nelle baracche. Le corna delle lumache, infatti, simboleggiano le avversità.

foto storica di pellegrini a San Giovanni in Laterano durante la festa

Genova

Una festa di fuoco e di acqua è quella che il 24 giugno si celebra in onore del Santo Patrono di Genova, San Giovanni Battista. Nel “ramo d’oro” di James Frazer, si racconta che la festa aveva fortissime valenze legate all’acqua. Si usava remare su barche adornate di fiori, e altri fiori venivano lanciati sulla folla come segno benaugurante di fortuna e fertilità. È proprio l’acqua che lega la festa al santo cristiano che battezzò Gesù Cristo.

La celebrazione con cui ogni anno le ceneri del santo vengono portate in processione per le vie cittadine ricorda l’arrivo delle reliquie nel lontano 1098, quando ritornarono i genovesi dalla prima crociata guidata da Guglielmo Embriaco che portava con sé un’altra reliquia fondamentale nella storia della città: il sacro catino. Il potere prodigioso delle ceneri del Battista che, nel viaggio verso Genova dalla Terrasanta, placarono la tempesta solo quando, riunite, furono riposte in una sola nave. Giovanni Battista diventa patrono della città nel 1391 proprio per questa sua particolare capacità di controllare i flutti marini e alla sua protezione venivano affidate le navi genovesi.

Il cristianesimo, quindi, ammanta la festa con la sua cultura, ma restano tante le manifestazioni e le tradizioni popolari che continuano a mantenersi dai vecchi riti pagani. I falò diventano parte della cultura cittadina e decine di pire vengono accese, sui monti, nelle piazze e lungo il Bisagno. Questa notte resta la festa degli innamorati e rimane la tradizione del salto del falò; la notte trascorre insonne aspettando l’alba.

Le Marche

La tradizione di fare l’acqua di San Giovanni ancora vive in tutta la regione, e addirittura vengono organizzati incontri per perpetuare questo rito. Se ne hanno notizie in quel di Cingoli, dove un agriturismo celebra e fa celebrare tale consuetudine. Nel pesarese all’alba del 24 giugno le donne si ritrovano per aspettare il sorgere del sole in riva al mare, secondo le tradizioni connesse a questo magico giorno. Nelle campagne di Jesi sono molti gli anziani che ricordano i riti della notte magica, anche se poche sono le famiglie che li praticano ancora.

A Fabriano nelle case tuttora si raccolgono fiori e foglie, convinti che “la guazza di Santo Gioanno fa guarì da ogni malanno” e la Cartiera da qualche anno realizza La Carta Di San Giovanni, impastata mescolando fiori e foglie insieme alla cellulosa. A Macerata i fiorai vendono mazzetti di erbe atti a fare una buona acqua.

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