L'Elezione di Davide: Da Pastore a Re d'Israele nel Primo Libro di Samuele

I Libri di Samuele: Contesto e Origini

I due libri di Samuele nacquero originariamente come un libro unico; la divisione iniziò con la versione greca dei LXX. Essi raccontano eventi fondamentali della storia d'Israele, tra cui l'instaurazione del regno dopo l'età dei giudici, la conquista di Gerusalemme da parte del re Davide, l'ingresso dell'arca santa nella città, la promessa di Dio a Davide e l'unificazione di Giuda e Israele sotto la sua guida.

La storia di Samuele è presentata all'inizio del primo libro e ha il suo centro nel racconto della vocazione, testimoniando l'importanza della sua figura nel periodo di transizione dall'epoca dei giudici a quella dei re. Sia la storia di Samuele che quella di Saul costituiscono soprattutto un punto di passaggio per arrivare a Davide, del quale e della sua discendenza si occupa tutto il secondo libro. In queste narrazioni si può rintracciare un certo ordine cronologico, che copre un periodo di circa un secolo.

Un'Opera Teologica e la Storia Deuteronomistica

I libri di Samuele, pur contenendo molto materiale utile per tracciare una storia dell'antico Israele, non hanno come scopo principale quello di servire da fonte storiografica. È preferibile parlare di un'opera teologica espressa in forma narrativa. La complessa interpretazione degli inizi della monarchia in Israele faceva parte, in origine, di una più ampia elaborazione teologica, conosciuta come storia deuteronomistica, che includeva i libri di Deuteronomio, Giosuè, Giudici, Samuele e Re.

In particolare, gran parte di 1 Samuele reca i segni di un livello intermedio di redazione, compiuta da un autore sotto l'influenza dei profeti. Materiali molto antichi emergono a tratti, riportando tradizioni orali risalenti forse al tempo di Saul e di Davide, probabilmente messe per iscritto al tempo di Salomone o più tardi. L'inserzione del blocco di 2 Samuele 21-24 interrompe bruscamente il racconto della successione. La lezione fondamentale che emerge è che l'esercizio del potere deve essere sempre subordinato alla parola del Signore. La centralità della profezia di Natan (2 Samuele 7) e la presentazione idealizzata di Davide nei libri dei Re dimostrano che l'atteggiamento della storia deuteronomistica non era anti-monarchico in linea di principio. Tuttavia, il testo relativizza e condiziona il potere politico: il popolo di Dio potrà prosperare sotto la monarchia solo se l'obbedienza alla parola del Signore sarà accettata dai re come norma di vita.

La Crisi della Monarchia e la Missione di Samuele

Il primo libro di Samuele narra l'ultimo episodio dedicato al giudice/profeta Samuele, che si colora di grande tensione drammatica. Samuele è vecchio e la sua leadership è stata ormai soppiantata dall'inaugurazione della monarchia, che aveva subito dopo forti resistenze. Tuttavia, la sua autorità morale e religiosa non ha perso mordente.

La vicenda del primo re d'Israele, Saul, culmina in un fallimento. Egli era stato scelto dal popolo per conformarsi alle altre nazioni, ma era richiesta da lui l'adesione alla volontà divina, poiché Dio rimaneva il vero re del popolo e il re terreno solo un suo fiduciario.

Il Rifiuto di Saul e il Comando Divino

Il capitolo 16 del Primo libro di Samuele inizia con un'affermazione divina che suona come un rimprovero per Samuele. L'Eterno disse a Samuele: «Fino a quando farai cordoglio per Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni sopra Israele? Riempi il tuo corno di olio e va’; ti mando da Iesse il Betlemita, perché mi sono scelto un re tra i suoi figli» (1 Samuele 16:1). C'è un tempo per fare cordoglio, ma c'è anche un tempo per andare avanti. Dio non permetterà mai che la Sua opera muoia con la morte o il fallimento di un uomo. Se è l'opera di Dio, va oltre qualsiasi uomo.

La Paura di Samuele e la Strategia Divina

Samuele rispose: «Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà». Questa paura di Samuele è comprensibile, poiché Saul avrebbe considerato la designazione di un nuovo re un tradimento. L'Eterno rispose: «Prenderai con te una giovenca e dirai: “Sono venuto per offrire un sacrificio all’Eterno”. Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti indicherò quello che dovrai fare e tu ungerai colui che ti dirò» (1 Samuele 16:2-3). Questo non era un comando di mentire, ma una verità stretta, poiché Samuele avrebbe effettivamente offerto un sacrificio, radunando gli anziani del popolo e i figli di Iesse.

Dio stava dicendo a Samuele: "La tua inclinazione naturale è di giudicare solo in base all'apparenza esteriore. Ma Io posso giudicare il cuore che tu non puoi vedere. Quindi, guarda a Me e non essere così veloce nel giudicare una persona solo in base alla loro apparenza."

A Betlemme: La Ricerca del Nuovo Re

Nonostante l'esitazione iniziale, Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e andò a Betlemme. Betlemme era una piccola città non molto lontana da Gerusalemme, la casa di Rut e Booz, da cui discendeva la famiglia di Iesse. Gli anziani della città gli andarono incontro tremanti e gli chiesero: «Vieni pacificamente?». Egli rispose: «Vengo pacificamente; sono venuto ad offrire un sacrificio all’Eterno; purificatevi e venite con me al sacrificio» (1 Samuele 16:4-5).

L'Errore di Giudizio di Samuele: L'Apparenza contro il Cuore

Quando i figli di Iesse giunsero, Samuele posò lo sguardo su Eliab, il figlio maggiore, pensando: «Certamente l’unto dell’Eterno è qui davanti a lui». Eliab sembrava il prototipo di un re. Ma l’Eterno disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, poiché io l’ho rifiutato, perché l’Eterno non vede come vede l’uomo; l’uomo infatti guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore» (1 Samuele 16:6-7).

Questo fu lo stesso errore che Israele fece riguardo al loro primo re, Saul, che sembrava un leader nato ma non aveva il cuore adatto. Samuele fece l'errore di giudicare Eliab in base al suo aspetto, la sua inclinazione naturale. Dobbiamo capire che non possiamo leggere i segreti del cuore di un altro e spesso giudichiamo solo in base all'apparenza esteriore.

Infografica sulla famiglia di Iesse, mostrando i sette figli maggiori e il più giovane, Davide

Iesse fece poi passare Abinadab, Shammah e tutti gli altri sette figli davanti a Samuele, ma per ognuno Samuele disse: «L’Eterno non si è scelto neppure questo». Dio disse a Samuele che non aveva scelto nessuno dei sette figli di Iesse presenti al banchetto. Non era che questi figli fossero uomini cattivi, ma non erano la scelta di Dio. Eliab e i sette figli maggiori di Iesse erano potenziali re perfetti per quanto riguarda l'aspetto esteriore, ma Dio non voleva un re secondo la carne.

Davide: Il Prescelto Improbabile

Samuele chiese a Iesse: «Sono tutti qui i tuoi figli?». Egli rispose: «Rimane ancora il più giovane che ora si trova a pascolare le pecore» (1 Samuele 16:11). Questo mostra la scarsa considerazione che Davide aveva nella sua stessa famiglia. Suo padre non lo menzionò nemmeno per nome e non fu invitato al banchetto sacrificale. Dio spesso sceglie persone improbabili per fare la Sua opera, in modo che tutti sappiano che l'opera è opera di Dio, non opera dell'uomo.

Il Ruolo del Pastore: Formazione e Qualità

Davide fu chiamato per questa grande unzione quando era fuori a pascolare le pecore. Pascolare le pecore era un lavoro da servo e il fatto che Davide lo svolgesse indicava che la famiglia di Iesse non era particolarmente ricca. Questo lavoro richiedeva un cuore speciale e una cura particolare, insegnando a Davide a comprendere i bisogni delle pecore e a confidare in Dio in mezzo al pericolo, confrontandosi con leoni, orsi e lupi. Gli anni di Davide a pascolare le pecore non furono tempo di attesa, ma tempo di formazione. Davide divenne un grande uomo e un grande re su Israele perché non perse mai il suo cuore di pastore, come testimoniato in Salmo 78:70-72, che collega Davide il re a Davide il pastore.

Illustrazione di Davide pastore che veglia sul gregge in un paesaggio biblico

L'Unzione e lo Spirito del Signore

Iesse mandò a prendere Davide. Egli era "fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto" (1 Samuele 16:12). Questa descrizione fisica ci dice che aveva una carnagione chiara (considerata attraente in quella cultura) e occhi che parlavano di vitalità e intelligenza. Davide aveva un aspetto piacevole, ma non come Saul, che sembrava un leader nato. Quando la gente guardava Saul, diceva: "Ecco un leader nato. Ecco un re." Con Davide, questo non accadeva.

Allora l’Eterno disse a Samuele: «Àlzati, ungilo, perché è lui» (1 Samuele 16:12). Davide era un pastore, ma c'erano molti pastori. Davide era di bell'aspetto, ma lo erano molti giovani. Dio descrisse ciò che rendeva Davide speciale in 1 Samuele 13:14: «L’Eterno si è cercato un uomo secondo il suo cuore, e l’Eterno lo ha destinato a essere principe del suo popolo». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno in poi lo Spirito dell’Eterno investì Davide (1 Samuele 16:13). La vera unzione avvenne quando lo Spirito Santo venne su Davide.

RACCONTANDO - 35 L'UNZIONE DI DAVIDE

Samuele non iniziò un partito politico "Intronizziamo Davide" né minò il trono di Saul. Egli reagì esattamente come Dio voleva: "SIGNORE, non so perché hai scelto questo ragazzo. Ma dovrai metterlo Tu sul trono." E Dio lo fece. Questa è la prima menzione del nome "Davide" nel libro di 1 Samuele, sebbene fosse stato menzionato profeticamente in precedenza (come in 1 Samuele 13:14 e 15:28).

Il Contrasto: Il Declino di Saul e l'Ascesa di Davide

Contemporaneamente all'unzione di Davide, la situazione di Saul si deteriorava. In 1 Samuele 16:13, lo Spirito del Signore investì Davide da quel giorno. Poco dopo, "lo Spirito del Signore si era ritirato da Saul ed egli veniva atterrito da uno spirito cattivo, da parte del Signore" (1 Samuele 16:14).

Lo Spirito del Signore si Ritira da Saul

La domanda sorge spontanea: se Dio è tutto buono, perché mandò uno spirito angosciante su Saul? Dio può mandare qualcosa in senso attivo o passivo. Attivamente, Dio non inizia né compie il male. Tuttavia, lo Spirito del Signore si ritirò da Saul, il che significava che Saul perse la sua "protezione" e copertura spirituale. Questo ritiro era forse per giudicare la passata malvagità e ribellione di Saul contro la guida dello Spirito Santo. Saul aveva resistito allo Spirito Santo così tante volte che Dio alla fine gli diede ciò che voleva, ma Saul non comprese mai il prezzo da pagare. Un cattivo spirito, permesso dal Signore, lo tormentava; oggi, Saul sarebbe probabilmente diagnosticato come malato mentale, sebbene sia importante riconoscere che non ogni caso di angoscia mentale sia spirituale.

Davide Musico alla Corte di Saul

I servi di Saul gli dissero: «Ecco, un cattivo spirito da parte di DIO ti turba. Il nostro signore comandi dunque ai tuoi servi che ti stanno davanti di cercare un uomo che suoni bene l’arpa; quando poi il cattivo spirito da parte di DIO ti investirà, egli metterà mano all’arpa e tu starai bene» (1 Samuele 16:15-16). Questa necessità di Saul era evidente ai suoi servitori. Saul rispose: «Ebbene cercatemi un uomo che suoni bene e fatelo venire da me» (1 Samuele 16:17).

Uno dei giovani rispose: «Ecco, ho visto il figlio di Iesse il Betlemmita: egli sa suonare ed è forte e coraggioso, abile nelle armi, saggio di parole, di bell'aspetto e il Signore è con lui» (1 Samuele 16:18). Dio creò la musica e le diede la capacità di toccare le persone con grande potenza. Così Saul mandò messaggeri a Iesse con l'invito: «Mandami Davide tuo figlio, quello che sta con il gregge». Davide giunse da Saul e cominciò a stare alla sua presenza. Saul gli si affezionò molto e Davide divenne suo scudiero, e quando il cattivo spirito investiva Saul, Davide prendeva l'arpa e suonava, e Saul si sentiva meglio e lo spirito cattivo si ritirava.

La Teologia dell'Elezione Divina di Davide

L'elezione di Davide è un evento cardine nella storia della salvezza, con elementi comuni alla vocazione di Giosuè (Numeri 27:18-20). Dio risponde alla richiesta di Israele di avere un re, ma la sua scelta si manifesta in modo sorprendente.

Dio non Guarda all'Apparenza: L'Uomo "Secondo il Suo Cuore"

Davide è ricordato nella tradizione ebraica come re esemplare perché "secondo il cuore di Dio" (Atti 13:22; 1 Samuele 13:14). La sua elezione dimostra che non è necessario lasciare il proprio lavoro o essere famosi per essere persone secondo il cuore di Dio. La grandezza di una persona, per la Bibbia, è nell'essere il "tu" che Dio istituisce con il suo "Tu" e alla cui libertà di risposta egli affida il suo amore. Ciò che conta per Dio non è quanto appare, ma l'altro nella sua nuda alterità sulla quale veglia il suo amore.

Schema che illustra due colonne:

La scelta di Davide da parte di Dio mostra la sua predilezione per i meno qualificati sul piano umano, affinché la bontà di Dio si manifesti chiaramente e nessuno abbia a gloriarsi davanti a Lui (1 Corinzi 1:29). La linea di benedizione non passa mai attraverso la primogenitura, come si vede con Giacobbe preferito a Esaù, Efraim a Manasse, Giuda a Ruben, e Davide a Eliab.

Il Re come Pastore del Popolo e la Regalità come Servizio

Davide è un pastore, una professione che nel Vicino Oriente antico aveva un grande valore simbolico per indicare il ruolo del sovrano nei confronti del suo popolo (Ezechiele 34; Giovanni 10). La vocazione di Davide è una consacrazione regale, un re-pastore capace di governare il suo popolo con saggezza e giustizia (Salmo 78:70-72). Davide regnerà per quarant'anni, un numero che nella Bibbia esprime l'idea della perfezione.

Davide è preso di mezzo al gregge, e ciò mostra un modo chiaro e costante dell'agire di Dio: la chiamata di Dio si manifesta quando ci troviamo nel pieno della vita e dei nostri impegni. Dio rispetta la persona con il suo carattere e la sua professione, inserendo la chiamata all'interno del lavoro: Davide da pastore di pecore sarà pastore di uomini.

La grandezza di Davide è stata di essere il re esemplare la cui regalità fu esercitata in conformità al volere divino. Di fronte a Dio, il senso del "potere", di cui la regalità è la figura principale, è di essere a servizio dell'alterità dell'altro: non il potere dell'io-per-l'io bensì il potere dell'io-per-l'altro. È conforme al "cuore" di Dio e al suo volere quel "potere" il cui fine non è l'io bensì l'altro. Ogni "potere" dovrebbe servire questa finalità.

Le Grandezze e le Cadute di Davide

Davide, anche se grande re e paradigma di una regalità gradita a Dio, si macchia di colpe gravi. Un giorno il Signore mandò il profeta Natan da Davide per raccontargli una storia su un uomo ricco che prese l'unica pecorella di un povero per un ospite (2 Samuele 12:1-4). Davide, indignato, dichiarò che un tale uomo meritava la morte. Ed ecco il colpo di scena quando Natan apostrofò Davide con queste parole: «Tu sei quell'uomo! Così dice il Signore, Dio d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul... Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l'Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti» (2 Samuele 12:7-9).

Il Grande Peccatore e il Grande Penitente

Davide si macchiò della duplice colpa dell'omicidio di Uria e dell'adulterio con Betsabea. Il peccato, il negarsi a Dio per consegnarsi alla voluttà del proprio io, non risparmia nessuno, nemmeno Davide. Oltre che grande peccatore, Davide però è anche grande penitente. Di fronte a Natan che smaschera la sua colpa, non accusa né si giustifica, ma chiede perdono e la riconosce umilmente: «Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia; nella tua grande bontà cancella il mio peccato. Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa. Il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che è male ai tuoi occhi io l'ho fatto...» (Salmo 51). In questa piena libertà, anche l'elezione di Davide si trasforma in amore, pur se nel secondo Libro di Samuele quest'uomo sbaglia, si pente e ricomincia. In tutto questo, si scopre l'amore che guida nelle strade della vita e il volto di Dio manifestato in Cristo Gesù, il volto umano capace di amare.

Mosaico o pittura raffigurante Natan che rimprovera Davide, sottolineando la gravità del suo peccato

tags: #1 #lubro #samuele #bibbia #elezione #di