Taranto si distingue come la seconda città della regione per popolazione e la terza città più popolosa dell'Italia meridionale peninsulare, vantando un'intera area urbanizzata di circa 260.000 abitanti. Situata nel Mare Ionio sull'omonimo golfo, è celebre come la Città dei due mari, una denominazione che ne riflette la peculiare posizione a cavallo tra il Mar Grande e il Mar Piccolo.

Geografia e Morfologia del Territorio
La città si estende per 249,86 km² e rappresenta il naturale affaccio sull'omonimo golfo dell'arco ionico tarantino. Taranto è fisicamente divisa in tre parti: il Centro storico o città vecchia, situato su un'isola formatasi durante la costruzione del fossato del Castello Aragonese, e collegato da un'estremità attraverso il ponte di pietra che conduce al quartiere industriale, e dall'altro estremo tramite il Ponte Girevole che porta al Borgo Umbertino.
Presentando una morfologia prevalentemente pianeggiante, la città si sviluppa lungo tre penisole naturali e un'isola. Il Mar Grande bagna la costa esterna, racchiusa nella baia delimitata a nord-ovest da Punta Rondinella e a sud da Capo San Vito, con l'arco ideale che si chiude con le Isole Cheradi. Sia i venti che le maree, insieme alle sorgenti sottomarine con diversa salinità, influenzano l'andamento delle correnti superficiali e profonde tra i due mari. Entrambi i seni del Mar Piccolo e il Mar Grande potrebbero avere antichissime origini vulcaniche. Il comune possiede sei exclavi, tra cui la frazione di San Donato.

«Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c'è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte.»
Taranto si trova a un'altitudine media di 15 metri sul livello del mare, con un profilo altimetrico pianeggiante e variazioni minime che vanno dagli 0 metri sul livello del mare.
Clima di Taranto
La città di Taranto è caratterizzata da precipitazioni prevalenti e organizzate nel periodo ottobre-marzo, contribuendo al 71% delle precipitazioni annue. La temperatura media estiva (giugno-luglio-agosto) si attesta a 25,5 °C, mentre quella invernale (dicembre-gennaio-febbraio) è di 10,3 °C. Le massime estive superano quasi sempre i 30 °C, con giornate occasionalmente roventi superiori ai 35-36 °C. Le minime invernali scendono sotto i 2-3 °C, e durante le ondate gelide possono avvicinarsi agli 0 °C (il record storico è di -3,8 °C).
Le masse d'aria provenienti dai quadranti meridionali, secche in origine, si caricano di umidità al passaggio sul Mar Ionio, determinando una forte umidità relativa. In questi frangenti, le condizioni meteo possono presentare cielo coperto, vento molto forte e nubi basse e veloci che scorrono con direttrice sud-est/nord-ovest, creando condizioni ideali per forti precipitazioni dovute allo stau murgiano e talvolta alla presenza di nebbia d'avvezione. Le correnti gelide, invece, portano notevoli crolli termici e venti sostenuti, ma la presenza dell'altopiano murgiano determina un cielo sostanzialmente sereno o poco nuvoloso. La neve cade in presenza di una ciclogenesi ionica e venti da est/nord-est, con accumuli più casuali e meno duraturi.
La Millenaria Storia di Taranto
Origini e Magna Grecia
Le origini di Taranto sono antichissime. L'inquadramento etimologico del nome della città è tutt'altro che facile. Il toponimo Taras (in greco antico Τάρας), primo nome della città, è strettamente collegato alla colonizzazione ellenica della Magna Grecia a partire dall'VIII-VII secolo a.C. La cronologia tradizionale assegna la data della fondazione di Taranto al 706 a.C. Le fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea narrano del trasferimento in questa zona dello spartano Falanto, figlio del nobile Arato e discendente di Eracle di VIII generazione, e di altri compatrioti detti Parteni, per necessità di espansione o per questioni commerciali.
Durante il periodo della colonizzazione greca sulle coste dell'Italia meridionale, Taranto fu tra le più importanti póleis della Magna Grecia. Grazie alla sua posizione strategica al centro dell'omonimo golfo, alla fertilità del suo territorio e al commercio, divenne una potenza economica, militare e culturale. La struttura sociale della colonia sviluppò una vera e propria cultura aristocratica, la cui ricchezza proveniva probabilmente dallo sfruttamento delle risorse del fertile territorio circostante, popolato e difeso da una serie di phrouria, piccoli centri fortificati in posizione strategica come Pezza Petrosa.
La città diede i natali a illustri intellettuali come Archita, Aristosseno, Livio Andronico, Leonida ed Eraclide di Taranto, nonché ad atleti le cui gesta divennero famose in tutto il mondo greco, come Icco e il cosiddetto Atleta di Taranto. Divenne anche sede della scuola pitagorica tarantina, la seconda più importante dopo quella di Crotone. A partire dal 367 a.C., fu la città più potente tra quelle che costituirono la Lega italiota.

Periodo Romano e Medioevo
Nel 281 a.C., Taranto entrò in conflitto con Roma (guerra tarentina) insieme al suo alleato Pirro, Re dell'Epiro, capitolando definitivamente nel 272 a.C. Fu l'ultima città magnogreca a cadere in seguito all'espansione romana, dopo un conflitto durato 5 anni, passato alla storia come Guerre Pirriche. Pur sconfitta, Taranto continuò a esercitare un'importante influenza culturale sul resto dell'Italia meridionale e sulla stessa Roma, entrando a far parte dell'immaginario collettivo come luogo contraddistinto da opulenza e grandi bellezze naturali, celebrate da Orazio, Virgilio e numerosi altri autori. Durante la seconda guerra punica, Taranto aprì le porte ad Annibale nel 212 a.C., ma fu punita tre anni dopo con la strage dei suoi cittadini e il saccheggio quando Fabio Massimo la riconquistò. Nel 125 a.C. vi fu dedotta una colonia romana (colonia neptunia), mentre nel 90 a.C. fu eretta a Municipium con la Lex municipii Tarentini.
Nel Medioevo, Taranto fu conquistata da Totila nel 549 e ripresa da Narsete nel 552. Espugnata dai Longobardi, fu ripresa dall'Imperatore Costantino II nel 663, per poi passare in mano a Romualdo Duca longobardo di Benevento, e tornare ai Bizantini nell'803. Conquistata dai Saraceni nell'846, nell'868 e nel 927, l'Imperatore Niceforo Foca la fece ricostruire nel 967. Occupata nel 1063 da Roberto il Guiscardo, divenne il centro di un potente feudo. Il primo reggente fu suo figlio, Boemondo I d'Antiochia, che ottenne il titolo in seguito a una disputa di successione. La città ospitava anche una cospicua comunità ebraica, quantificabile nel 1167 in 200 famiglie, secondo la cronaca di Beniamino di Tudela. Dal 1301 al 1463 fu un fiorente Principato di Taranto.
Età Moderna e Contemporanea
Taranto divenne un importante porto militare sotto gli Spagnoli, per poi decadere nel XVII secolo sotto i Borbone. La città venne unita al Regno d'Italia nel 1860. Il 21 agosto del 1889, dopo sei anni di lavori, fu inaugurato l'Arsenale Militare Marittimo alla presenza di Umberto I di Savoia, aumentando l'importanza della città sia dal punto di vista economico che militare e demografico.
Tra la notte dell'11 e del 12 novembre 1940, a causa della sua importanza strategica e militare, la città subì un devastante attacco da parte della Royal Navy britannica. La dinamica di questa azione fu attentamente studiata dai giapponesi in previsione dell'attacco alla base di Pearl Harbor. Durante quella notte, 21 aerei Fairey Swordfish dotati di siluri e bombe si alzarono dalla portaerei inglese Illustrious, scortata da navi da battaglia e incrociatori. Gli aerei inglesi, partiti in due ondate successive, giunsero indisturbati su Taranto. Grazie a una precedente ricognizione non contrastata dalla difesa italiana, i piloti conoscevano perfettamente le unità da colpire, che erano dotate di reti parasiluri insufficienti e protette da pochi palloni di sbarramento. Nell'attacco la flotta italiana subì gravi danni: la corazzata Conte di Cavour fu parzialmente affondata, e le corazzate Duilio e Littorio, l'incrociatore Trento, e i cacciatorpediniere Libeccio e Pessagno furono seriamente danneggiati. Furono attaccati anche vari depositi di carburante sulla terraferma, con un bilancio finale di 85 morti (di cui 55 civili) e 581 feriti, nonostante il Bollettino di Guerra del Comando Supremo n. 158 del 12 novembre 1940 affermasse l'assenza di vittime.
CITTA' IN GUERRA - Taranto, la notte della verità. 11-12 novembre 1940
Marina Militare e Sviluppo Industriale
La Marina Militare Italiana ha una presenza storica nella città, risalente alla fine dell'Ottocento, svolgendo un ruolo primario nel tessuto economico e sociale del territorio. A Taranto si trovano il Comando Marittimo Sud (MARISUD) e il Comando Flottiglia Sommergibili (MARICOSOM), insieme a numerosi centri formativi come la Scuola Sottufficiali Marina Militare (MARISCUOLA), la Scuola Sommergibili e il Centro di Addestramento Aeronavale (MARICENTADD), oltre a numerosi enti logistici collegati.
Nel 1965 fu inaugurato dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat il IV Centro Siderurgico Italsider, il più grande centro per la produzione dell'acciaio in Europa, la cui prima produzione furono i tubi che oggi portano il gas dalla Siberia all'Italia. Questa nuova realtà industriale, unita alla presenza di un grande porto mercantile, diede un marcato slancio all'economia locale, con un conseguente aumento della popolazione e del reddito pro-capite. Negli anni successivi, la città divenne zona di insediamento per cementifici, raffinerie e industrie metalmeccaniche. Tuttavia, il 18 ottobre 2005, è stato dichiarato ufficialmente il dissesto finanziario del Comune di Taranto.

Patrimonio Culturale e Punti di Interesse
La millenaria storia di Taranto ha lasciato sul territorio una vasta e talvolta poco conosciuta testimonianza del suo passato. Si distinguono numerosi luoghi di interesse che testimoniano la sua importanza storica e culturale, dagli antichi luoghi di culto ai palazzi appartenuti a famiglie nobili e personalità illustri. Tra questi spiccano i resti del Tempio Dorico, i resti archeologici delle necropoli greco-romane e delle tombe a camera, la Cripta del Redentore, oltre a Palazzo Pantaleo e Palazzo d'Ayala Valva.
La città offre un panorama architettonico ricco e vario, dal romanico-gotico della Chiesa di San Domenico Maggiore ai palazzi in stile rinascimentale del Borgo Umbertino, al barocco della Cattedrale di San Cataldo e dei palazzi signorili della città vecchia, dalle rimanenze di strutture medievali (come la Torre del Gallo nel centro storico) alle forme più eleganti di edifici in stile Liberty e neoclassico. Sono inoltre presenti numerose cripte, monasteri, santuari ed edicole votive.
Cattedrale di San Cataldo
La Cattedrale di San Cataldo (o Duomo di San Cataldo) è la più antica cattedrale pugliese e si trova nel cuore del centro storico, comunemente noto come Città Vecchia. Dedicata a san Cataldo, vescovo irlandese morto a Taranto nel VI-VII secolo, del quale ospita il sepolcro, fu costruita nella seconda metà del X secolo durante i lavori di ricostruzione voluti dall'imperatore bizantino Niceforo II Foca, sui resti di un edificio religioso paleocristiano risalente almeno al VII secolo. Nell'XI secolo, l'impianto bizantino venne rimaneggiato per costruire l'attuale cattedrale a pianta basilicale. Nel 1713, la facciata barocca fu aggiunta per opera dell’architetto leccese Mauro Manieri. Nel XII secolo fu innalzato il campanile normanno, danneggiato dal terremoto del 1456 e sostituito durante i restauri del 1952 con l'attuale, che ne riprende le forme. La cattedrale misura 84 metri di lunghezza e 24 di larghezza, con una navata centrale contornata da colonne dai capitelli tutti differenti tra loro, due laterali e un transetto a una navata. Nella zona antistante la facciata romanica, corrispondente all'attuale pronao, furono accolte le tombe dei personaggi più illustri della città. Nel Cappellone di San Cataldo sono conservate le spoglie e la statua argentea del santo. È una delle più alte espressioni del barocco, con opere dello scultore Giuseppe Sanmartino, affreschi di Paolo De Matteis e marmi policromi. Nella Cripta Bizantina, a pianta cruciforme, si possono ammirare affreschi del Duecento e del Trecento, bassorilievi e sarcofagi.

Chiesa di San Domenico Maggiore
Ubicata all’estremità nord della città vecchia, la Chiesa di San Domenico Maggiore poggia le sue fondamenta sui resti di un tempio greco risalente al VI secolo a.C. e fa parte dell'ex complesso conventuale omonimo. Edificata nel 1302 su committenza del nobile franco-provenzale Giovanni Taurisano, subì nel corso dei secoli numerose ristrutturazioni, sino alla più significativa tra il XVII e il XVIII secolo. Ancora intatti in facciata i caratteri trecenteschi, con il portale a sesto acuto sormontato da un protiro pensile e da uno splendido rosone con colonnine pensili laterali. Il prospetto è coronato da archetti pensili trilobati. Del XVIII secolo è la scala a due rampe attraverso la quale si accede alla chiesa. L’interno, a un'unica navata, presenta lungo il fianco sinistro quattro cappelle tardo cinquecentesche decorate da altari barocchi, bilanciate sul lato destro da arcate cieche con pregevoli dipinti del Seicento e Settecento. Degni di nota sono un dipinto di Leonardo Antonio Olivieri raffigurante il Trionfo dell'Ordine francescano e La Trinità con la Vergine, opera del pittore Giuseppe Mastroleo (1740).
Santuario della Madonna della Salute
La costruzione del Santuario della Madonna della Salute risale alla seconda metà del XVII secolo, grazie all’opera dei Padri Gesuiti che si erano stabiliti a Taranto già nel 1612 nella chiesa del Salvatore, oggi non più esistente. La facciata ha due ordini sovrapposti, entrambi cadenzati da lesene con capitelli ionici e compositi nella parte superiore.
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