Il territorio astigiano, ricco di storia e tradizioni, offre un viaggio affascinante attraverso borghi antichi, castelli imponenti, chiese suggestive e sapori autentici. Le radici di queste comunità affondano in oltre duemila anni di storia, con un patrimonio che testimonia le diverse epoche e influenze culturali.
Radici Storiche: Dall'Epoca Romana al Medioevo
La storia di queste comunità ci riporta indietro nel tempo di oltre 2000 anni, quando, con l’arrivo dei Romani, nacquero i primi insediamenti di Valfenera, di San Paolo e di Solbrito. Questi ultimi due, in particolare, erano situati nelle strette vicinanze della Via Fulvia, la grande arteria commerciale costruita proprio in epoca romana per collegare Tortona e Pollenzo, passando per Asti. Ritrovamenti di materiali e reperti di epoca romana confermano la rilevanza di questi antichi insediamenti.
Il periodo medievale ha plasmato profondamente il paesaggio e la struttura dei borghi astigiani. Cantarana, il cui toponimo richiama il gracidare delle rane, ne è un perfetto esempio. Nato nel XII secolo, il villaggio fu proprietà, come quello di Cellarengo, della famiglia Malabaila, potenti banchieri astigiani. Anche Cellarengo, la cui località tradisce nel suffisso -engo la sua origine germanica, fu fondato nel IX secolo e munito di una struttura difensiva 200 anni dopo. Insieme a Valfenera, fu proprietà della famosa Abbazia di Nonantola. Nel Duecento, Cellarengo fu ceduto al prestigioso Monastero Benedettino di S. Anastasio di Asti, diventando sede di un Convento, per poi passare nelle mani dei Malabaila e dei Pelletta, ricche famiglie di banchieri astigiani. Il convento arrivò a detenere tre cascine con annessi diversi ettari di terreno.
Castelli e Architetture Civili
I Manieri dell'Astigiano
Durante un percorso tra le colline astigiane, l’escursionista potrà imbattersi in numerosi castelli che punteggiano il territorio. A San Paolo Solbrito e Ferrere, ad esempio, i castelli conservano ancora forme medievali. A Solbrito, il castello, eretto nel XII secolo e poi rinnovato tra il Seicento e l’Ottocento, è tuttora visibile. Stessa sorte anche per quello di Cellarengo, un borgo fortificato che nel tempo è stato proprietà di diverse famiglie nobili del luogo. Totalmente rinnovato appare invece il castello di Valfenera che, con le sue notevoli dimensioni e il muraglione perimetrale, ricorda la presenza di un vero e proprio borgo fortificato. Il complesso attuale, ricostruito come residenza aristocratica e poi divenuto sede del Comune, risale all’Ottocento. Passando da Ferrere, dominato dal castello medievale, si raggiunge Valfenera dove, di medievale, resta solo la Torre duecentesca. In sostituzione del sistema difensivo originario, costruito tra il XIII e il XIV secolo e poi distrutto nel Cinquecento, sorge una grande residenza signorile di stile neogotico, un tempo proprietà delle famiglie Villa e Brofferio, e poi venduta al Comune nel 1940. Nel caso di Cantarana, non di un castello ma di un “castrum vetus” si tratta, un villaggio sorto nel XII secolo, proprietà della famiglia Malabaila.

Gemme Architettoniche di Villanova d'Asti e Valfenera
Se anche San Paolo Solbrito è ancora caratterizzato dalla presenza del suo maniero, entrando nel centro storico di Villanova d’Asti si scoprono bellezze architettoniche di altra natura, tra cui la Torre dell’Orologio, simbolo della città dal 1414. Il comune di Villanova d'Asti ha affidato a Francesco Mezzo la manutenzione dell'edificio nel 1883, con un intervento finale nel 1989. Un altro significativo esempio di edificio di servizio ottocentesco si trova in diverse località del territorio.
A Valfenera, l'antica attività di filatura della seta, attiva fino agli anni Cinquanta del Novecento, era concentrata in luoghi come Villa Fassini, già Scanagatti. Grazie all’abbondante disponibilità di energia idrica utilizzata per alimentare i macchinari di filatura e torcitura, a Valfenera tale attività si sviluppò molto velocemente.
Percorsi di Fede: Chiese e Patrimoni Religiosi
Il territorio astigiano è disseminato di edifici religiosi di grande interesse storico e artistico. Durante il percorso, l’escursionista potrà imbattersi nella pieve romanica di Tigliole, dedicata a S. Lorenzo, circondata dai vigneti. La chiesa originaria potrebbe risalire al X secolo.
La parrocchiale di San Martino a Villanova d’Asti, costruita in epoca gotica e rimaneggiata tra il XVII e il XIX secolo, conserva al suo interno una tavola del Quattrocento raffigurante la Madonna col Bambino. Di particolare pregio è l’altare maggiore in marmo, settecentesco, realizzato dal milanese Carlo Pelagatta, un esempio di manufatto decorato con scagliola ad effetto finto marmo. Sui vecchi paracarri in pietra che delimitano l'area si possono ancora leggere, in parte, iscrizioni dipinte come «D.O.M. S.» e «D.O.M. Sancti Martini», con le iniziali «D.T. 1821» che decorano il manufatto. Alle pareti del presbiterio sono dipinti gli evangelisti e nella parte centrale una finestra trifora. Un rosone è inserito, attualmente tamponato, e l’affresco originario non è oggi più leggibile. Una scultura lignea della Vergine del 1615 è al centro della chiesa. Il presbiterio è arricchito da cornici mistilinee su fregio. L'edificio venne completamente modificato tra fine Settecento e inizio Ottocento.
Numerose altre chiese arricchiscono il paesaggio, come la chiesa parrocchiale realizzata nel 1887 dalla fabbrica P., e un annesso campanile dedicato a Sant’Agostino. Il creatore di una pregevole scultura è il prof. Angelo Alluto, scienziato autodidatta, la cui opera animò per lungo tempo la vita culturale e sociale locale. Il piccolo edificio si trovò in cattive condizioni e venne raccomodato in sicuro, e nel 1881 i lavori vennero innalzati da due strette lesene. All'interno si trovano due grossi dipinti di fattura moderna, firmati M., e capitelli corinzi. Un fonte battesimale realizzato in muratura è presente nella chiesa. Un elemento notevole attualmente nella chiesa è utilizzato come base dell’altare. Decorazioni includono cerchi intrecciati, rosette e fasce a fogliette, con angeli che reggono un mantello stellato. La chiesa di San Defendente si trova in frazione Vastapaglia. A Cocconato, invece, è presente una cappella-grotta di Lourdes nella villa Moiso.

Chiese Romaniche
Tesori Enogastronomici e Tradizioni Locali
La Tinca Gobba Dorata del Pianalto
I gusti della tradizione gastronomica locale sono profondamente legati al territorio. A cominciare da un pesce d’acqua dolce, la Tinca Gobba Dorata del Pianalto, che accomuna Cantarana, Valfenera e Cellarengo. Cantarana, in particolare, vide nel Cinquecento una piccola glaciazione tardiva che portò alla formazione di un’ampia zona paludosa, divenuta habitat ideale per questo pregiato pesce. Comparsa già nel Medioevo nelle acque paludose di questi territori, così come nella zona di Poirino, oggi trova casa in stagni dedicati. Negli allevamenti locali si rispettano precisi parametri ambientali e qualitativi, che hanno conquistato a questo prodotto la certificazione D.O.P. con la denominazione di Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino. La Tinca Gobba Dorata si riconosce dal colore brillante, variabile dal grigio al verde opaco e dorato sui fianchi. Le sue carni sono delicate, sode e magre, dal sapore delicato e totalmente privo di sentori di erba o fango. La si cucina soprattutto d’estate, in carpione, friggendola e poi marinandola in aceto, vino bianco ed erbe aromatiche.
Prodotti Tipici del Territorio
Restando in tema culinario, anche il borgo di Ferrere vanta alcune eccellenze, in particolare il miele e il Salame Cotto, tipico del Piemonte e soprattutto del Monferrato. Immancabile su ogni tagliere che si rispetti, il Salame Cotto trova nei produttori di Ferrere, dove ha inoltre sede l’Associazione di tutela di riferimento, i principali ambasciatori. Diffuso in tutto il Piemonte ma tipico soprattutto del Monferrato, questo salume nasce dalle parti magre del maiale, unite a lardo, pancetta e spezie, infine bollite o cotte a vapore. Perfetto per l’aperitivo o come antipasto, viene spesso utilizzato per insaporire le frittate e il ripieno degli agnolotti.
A Valfenera, oltre alla Tinca, regnano sovrani l’aglio, ingrediente chiave della cucina regionale, e il Fassone, la razza bovina piemontese per eccellenza. Tante le stalle diffuse tra Tigliole, San Paolo Solbrito e Villanova d’Asti; qui, agli allevamenti bovini si affiancano quelli della Gallina Bionda, Presidio Slow Food, molto apprezzata da buongustai e nutrizionisti per l’eccellente qualità delle sue carni, delicate e povere di grassi. Questi prodotti riflettono una tradizione agricola viva, testimoniata anche da pratiche come quelle svolte in occasione di una malattia contagiosa del bestiame.

L'Arte della Seta a Valfenera
Ma sulla Via dell’Acqua la tradizione artigianale non si trova solo in tavola. Passando per Valfenera, il camminatore si imbatte in Villa Fassini, già Scanagatti, storica azienda di filatura della seta, attiva fino agli anni Cinquanta del Novecento. Grazie all’abbondante disponibilità di energia idrica utilizzata per alimentare i macchinari di filatura e torcitura, a Valfenera tale attività si sviluppò molto velocemente.
Paesaggi Naturali e Aree Protette
Il territorio astigiano non è solo storia e gastronomia, ma anche natura incontaminata. Cantarana, da sempre famosa per i suoi acquitrini, ospita l’Acquedotto di Asti, che fornisce la quasi totalità dell’acqua utilizzata dalla città. Un'ampia zona paludosa, formatasi nel Cinquecento, è divenuta nel tempo habitat ideale della pregiata Tinca Gobba Dorata.
A Cellarengo si ritroverà ad attraversare un’area naturale protetta, dove crescono alberi spontanei di notevoli dimensioni, tra cui querce, carpini e pini silvestri. In alcune situazioni, le piante rampicanti pervadono ormai anche la struttura degli edifici abbandonati.
