Confessioni di un malandrino: L'incontro di Angelo Branduardi con la poesia russa

I cantautori italiani degli anni '70, '80 e '90 del secolo scorso hanno svolto un ruolo fondamentale nel far conoscere al pubblico italiano non solo la musica, ma anche l'arte di colleghi stranieri, includendo cantanti, letterati, poeti e artisti di ogni genere. Un caso meno noto riguarda il primo Angelo Branduardi e il suo legame con la poesia russa, in particolare con Sergej Esenin.

Una traccia del secondo LP di Branduardi, pubblicato nel 1975, intitolata "Confessioni di un malandrino", rappresenta un'affascinante sintesi di questo incontro. La canzone, dal carattere autobiografico, vede Esenin, ormai figura di spicco della poesia russa, narrare le difficoltà familiari della sua infanzia e adolescenza. Con affetto, egli misura la distanza culturale che lo separa dai genitori, ignari del suo straordinario talento e del successo raggiunto.

Esemplare in questo senso è la strofa che descrive questa scissione:

«Poveri genitori contadini,
certo siete invecchiati e ancora temete
il signore del cielo e gli acquitrini,
genitori che mai non capirete
che oggi il vostro figliolo è diventato
il primo tra i poeti del paese,
ed ora in scarpe verniciate
e col cilindro in testa egli cammina.»

Angelo Branduardi in concerto a Trento (16 marzo 2012)

Nella traduzione italiana di questa poesia, Angelo Branduardi e il suo paroliere occasionale, lo slavista Renato Poggioli, dimostrano una meticolosa attenzione al lessico, a partire dal titolo stesso. La parola russa che solitamente si traduce con "malandrino" (malandrino in italiano) assume in russo significati come "mascalzone, disonesto, teppista". Tuttavia, nel contesto di Esenin, essa assume una sfumatura più delicata di "monello, birbante". L'adattamento italiano con "malandrino" ridimensiona il giudizio negativo, mantenendo un valore semantico scherzoso e affettuoso, in linea con l'uso comune della parola in italiano. I dizionari stessi attestano questo passaggio da un significato più antico di "fuorilegge dedito alla rapina" a uno più clemente di "ragazzo maliziosamente furbo, scaltro, svelto". Questo si riflette anche nel testo italiano, dove troviamo i "furti di monello", evocando l'episodio citato in epigrafe: "Mi sono cari i miei furti di monello, quando rubavo in casa un po’ di pane e si mangiava come due fratelli, una briciola l’uomo ed una il cane".

Per quanto riguarda il cognome Branduardi, di origine lombarda e concentrato a Milano, esso equivale a Brandovardi. Si ritiene sia composto dai nomi germanici "branda" e "vardu" o più semplicemente dal nome "Brando" con uno pseudosuffisso "-ardo", simile a molti nomi ancora oggi diffusi (Leonardo, Edoardo, Riccardo) o comunque familiari (Bernardo, Everardo, Gerardo, Abelardo).

Il testo originale, composto da dodici strofe di quattro versi ciascuna e tre ritornelli di otto versi (per un totale di 72 versi endecasillabi), offre un ricco vocabolario. L'analisi delle rime, come lume-piume, ingiuria-capigliatura, campi-scampi, stagione-forcone, campagna-compagna, vetturino-ronzino, natale-nuziale, rugginosi-sospirosi, uova-nuova, cima-prima, pane-cane, luna-bruna, male-fanale, bonario-solitario, matura-velatura, chiome-nome, rivela la cura lessicale e la profondità semantica, evitando banalità o eccessiva ermeticità.

"Confessioni di un malandrino" nell'album del 1975

"Confessioni di un malandrino" è parte di un 33 giri ricco di idee, melodie e suoni rari o inediti per il cantautorato italiano della seconda metà del Novecento. L'album include brani come "La luna", "Tanti anni fa", "Donna mia", "Gli alberi sono alti", "Notturno", "Rifluisce il fiume", "Primavera" e "La danza". In questo lavoro, Branduardi collabora con Maurizio Fabrizio, un cantautore noto per operare spesso dietro le quinte.

L'evoluzione artistica di Angelo Branduardi

Non si può considerare Angelo Branduardi un artista acerbo in questa fase della sua carriera. Dal punto di vista musicale, è stato un enfant prodige, diplomato giovanissimo in violino al Conservatorio "Niccolò Paganini" di Genova. La successiva elaborazione di arrangiamenti complessi con grandi orchestre non è stata una necessità per lui, che ha sempre privilegiato l'esecuzione con la semplice chitarra o il violino.

Presto sarebbero seguiti tre album di grande successo e riconoscimento: "Alla fiera dell’est", "La pulce d’acqua" e "Cogli la prima mela". Questi lavori videro la partecipazione di musicisti e arrangiatori di primo livello e consolidarono la sua presenza in grandi concerti internazionali. Successivamente, Branduardi ha esplorato collaborazioni nel mondo del cinema e si è nuovamente dedicato alla poesia straniera, traducendo nel 1995 dieci testi del poeta irlandese W.B. Yeats, con la collaborazione di sua moglie Luisa Zappa.

Angelo Branduardi - Confessioni Di Un Malandrino (Live @Antwerpen)

Tuttavia, molte altre composizioni ed esecuzioni del "menestrello lombardo" (unendo all'epiteto principale l'aggettivo etnico) hanno superato la magia delle sue opere iniziali. Branduardi, cantautore, compositore e polistrumentista, ha ispirato la sua musica a melodie, strumenti e testi che evocano in particolare il Medioevo e il Rinascimento, spesso con un sapore celtico.

Opere successive e ricerca sulle melodie antiche

Tra i suoi dischi successivi si ricordano "L’infinitamente piccolo" (2000), dedicato a san Francesco d'Assisi, contenente brani come "Il Cantico delle creature", "Il lupo di Gubbio", "Divina Commedia, Paradiso, Canto XI - Il trattato dei miracoli", "La regola", "La predica della perfetta letizia" e "La morte di Francesco".

Nel 2019, ha pubblicato "Cammino dell’anima", ispirato all'opera di Ildegarda di Bingen, mistica del XII secolo. Particolarmente significativa è la serie "Futuro antico" (otto opere, tra il 1996 e il 2014). Sotto questo titolo, l'artista ha rielaborato antiche melodie, adattandole a un'estetica moderna senza stravolgerne le caratteristiche originali. Alcuni titoli del primo album sono in provenzale o in gallego-portoghese (come "A l’entrada del temps clar", "Calenda Maia" di Raimbaut de Vaqueiras, "Imperayritz de la ciutat joyosa"). Il secondo album è intitolato "Sulle orme dei patriarchi", il terzo "Mantova: la musica alla corte dei Gonzaga", seguiti da "Venezia e il carnevale", "Musica della Serenissima", "Roma e la festa di San Giovanni", "Il Carnevale romano" e "Trentino - Musica alla corte dei Principi Vescovi".

Nonostante la ricchezza della sua discografia, non tutte le sue opere sono facilmente reperibili su ogni supporto. Il ritorno all'ascolto di "Confessioni del malandrino" acquista un valore particolare, poiché questo titolo è anche quello della sua autobiografia pubblicata nel 2022 (con Fabio Valdemarin). Nel 2023-2024, inoltre, una grande tournée celebra i 50 anni di carriera di Branduardi, accompagnata dalla ripubblicazione di vinili storici.

tags: #valore #vinile #angelo #branduardi #confessioni #di