La Trasfigurazione rappresenta una manifestazione particolare della vera identità divina e gloriosa di Cristo e della sua missione nel mondo. Gesù, dopo essersi appartato con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni su un monte, stando in preghiera cambia d'aspetto, mostrandosi ai tre discepoli con uno straordinario splendore della persona e con una stupefacente bianchezza delle vesti. Luca è l'unico evangelista che nota esplicitamente come Gesù fosse salito sul monte proprio per pregare.

Il contesto teologico e biblico
La collocazione del racconto, che segue la Confessione di Pietro e il primo annuncio della passione, fa di essa una riaffermazione della messianicità di Gesù. Egli non è meno Messia quando la sua gloria appare nascosta nell'incarnazione e nella sofferenza. Il tema della trasfigurazione, o metamorfosi, era un tema apocalittico che esprimeva l'attesa del profondo cambiamento nell'aspetto dei giusti nel mondo futuro.
La presenza di Mosè ed Elia simboleggia la Legge e i Profeti, che avevano annunciato sia la venuta del Messia che la sua passione e glorificazione. Insieme, essi indicano l'intera raccolta dei libri dell'Antico Testamento. L'argomento della loro conversazione con Gesù è l'esodo (greco exodos) che si sarebbe compiuto a Gerusalemme: Mosè ed Elia vedono in questo esodo il compimento reale della passione e risurrezione.

Simbolismo e rivelazione
- La Nube: Immagine dell'Antico Testamento che descrive la dimora di Dio in mezzo al suo popolo.
- La Voce dal cielo: Esprime la rivelazione della figliolanza divina di Gesù, designandolo come il profeta-servo del Signore, la cui Parola va ascoltata.
- Le tre tende: Alludono alla Festa delle Capanne, commemorando il soggiorno degli israeliti sul Sinai durante la ricezione della Legge.
L'accenno degli evangelisti al fatto che Pietro non sapeva cosa dire rivela che l'apostolo si trova di fronte al Mistero di Cristo. La voce che dice "Ascoltatelo" designa Gesù come il profeta uguale a Mosè, il cui insegnamento va seguito sotto pena di esclusione dal popolo di Dio.
La Trasfigurazione come esperienza di preghiera
La Trasfigurazione è, prima di tutto, un avvenimento di preghiera in cui Gesù mostra il suo essere una cosa sola con il Padre. Secondo i Padri della Chiesa greca, la metamorfosi è un evento che riguarda gli occhi e il cuore dei discepoli: ciò che è stato trasfigurato è lo sguardo dei tre, che hanno visto per grazia ciò che non sapevano cogliere nella quotidianità.
Questa esperienza di gloria è rivelazione non solo per i discepoli, ma anche per Gesù stesso: per affrontare la prova del Calvario, non occorre essere esperti in sofferenza, ma avere visto la luce nella fede. Gesù e i discepoli salgono sul Tabor, così come saliranno sul monte degli Ulivi, per pregare. I discepoli hanno visto la gloria di Gesù sul Tabor perché sono restati in preghiera; al contrario, non hanno saputo contemplare Gesù durante l'agonia perché in quel momento non sapevano pregare.
Trasfigurazione di Gesù: cosa significa davvero? ☀️ 6 Agosto
L'attualità del mistero: Tabor e Calvario
Esiste una stretta interdipendenza spirituale tra il Tabor e il Calvario. La Trasfigurazione prepara i discepoli alla passione, mostrando loro un assaggio della gloria divina per infondere coraggio nell'affrontare il cammino della vita. La gloria di Cristo trasfigurato rivela non soltanto la gloria della Trinità, ma anche la gloria della nostra persona umana e dell'intera creazione materiale.
Contemplare il Cristo trasfigurato significa comprendere che nulla è misero o disprezzabile: tutte le cose create possono diventare un veicolo delle energie increate di Dio. La vita di ciascuno di noi può essere piena di esperienze mistiche di trasfigurazione, a patto di mantenere vivo il dialogo costante con Dio attraverso la preghiera e l'ascolto della Parola.
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