Torri di Bambù per la Raccolta dell'Acqua: Il Progetto Warka Water

Immaginate una torre di bambù che, senza elettricità né pompe complesse, riesca a produrre acqua potabile semplicemente dall’umidità dell’aria. Questa è la promessa del progetto Warka Water, ideato dall’architetto italiano Arturo Vittori con Andreas Vogler dello studio Architecture and Vision. Una struttura modulare, realizzabile con materiali naturali e locali, che può raccogliere fino a 100 litri al giorno, rispondendo in modo sostenibile al bisogno quotidiano di acqua.

Torre Warka Water in un paesaggio arido

Cos'è il Warka Water?

Il Warka Water è una sorta di albero che toglie la sete, una struttura leggera ed elegante che si erge tra i villaggi, specialmente nelle aree più aride. Progettata dall’architetto italiano Arturo Vittori, questa torre in bambù è in grado di "mungere" le nuvole, raccogliendo fino a 100 litri di acqua potabile al giorno. Il tutto avviene senza elettricità, pompe o tubature moderne.

Il nome "Warka" è stato scelto per il progetto e deriva dalla lingua etiope, identificando un grande albero di fico che nella tradizione è simbolo di fecondità e generosità. Allo stesso tempo, nella cultura pastorale etiope, "Warka" designa il luogo di aggregazione e istruzione della comunità.

Caratteristiche della Struttura

  • Altezza e Peso: La torre è alta circa 10 metri e pesa solo 60-80 kg, rendendola facilmente trasportabile e installabile.
  • Materiali: È costruita interamente con materiali locali, ecologici e facilmente reperibili come bambù, corde naturali, nylon e tessuti riciclabili o bioplastica.
  • Funzionamento: Si basa sul principio della condensazione dell’aria, sfruttando l’escursione termica giorno-notte, molto accentuata in Africa.

Come Funziona il Warka Water

La torre è formata da uno scheletro semi-rigido fatto da steli di bambù e una rete di plastica interna, spesso di colore arancione, o una rete speciale in poliestere. Il suo funzionamento sfrutta l'escursione termica tra giorno e notte: l'aria si condensa in goccioline d'acqua che si depositano sulle fibre della rete interna alla struttura. La struttura cattura infatti rugiada, nebbia e minuscole particelle di umidità, trasformandole in acqua potabile. Da qui, seguendo i percorsi intrecciati della maglia, le gocce scivolano in un bacino alla base della torre e l'acqua, attraverso un tubo, arriva a una fonte.

Schema di funzionamento della Torre Warka Water con la rete interna e il bacino di raccolta

Contesto e Nascita del Progetto

L’idea di Warka Water è nata nel 2012, quando Arturo Vittori, colpito dalle condizioni di vita nelle zone più remote dell’Etiopia, ha deciso di intervenire concretamente. In Etiopia, la maggior parte della popolazione vive senza disponibilità di acqua, elettricità, servizi igienici o doccia. Per sopravvivere, le donne e i bambini sono costretti a camminare per chilometri per raggiungere fonti di acqua spesso contaminate. Questa è un'autentica piaga che affligge circa sessanta milioni di etiopi.

Il progetto è stato sviluppato con il sostegno del Centro Italiano di Cultura di Addis Abeba e la EiABC (Ethiopian Institute of Architecture, Building Construction and City Development), con il primo prototipo in grado di produrre fino a 100 litri d’acqua al giorno, sfruttando l’umidità dell’atmosfera, ideato dall’architetto italiano Arturo Vittori, sviluppato con Kickstarter e realizzato direttamente sul territorio etiope grazie al sostegno della Cooperazione Italiana.

Vantaggi e Impatto Sociale

Il Warka Water fa della sua facilità di costruzione e di funzionamento il suo pregio principale, dato che permette una gestione diretta da parte delle comunità locali. Se il progetto Warka Water diventasse realmente operativo e diffuso, le popolazioni locali dei paesi in cui la siccità è molto accentuata vedrebbero un miglioramento consistente della loro vita. Dato che la speciale struttura è in grado di catturare l’umidità dall’atmosfera e trasformarla in acqua, le donne delle comunità potrebbero dedicarsi ad altre attività invece che passare sei ore al giorno lontane da casa per procurarsi acqua.

Limiti e Prospettive Future

Attualmente, la torre è un prototipo, e per trasformarla in realtà e ampliarne la diffusione, l'equipe italiana ha bisogno di ulteriori finanziamenti. Sebbene i 100 litri di acqua al giorno non bastino a dissetare un intero villaggio, il progetto Warka Water può alleviare le gravissime condizioni di disagio di piccole comunità, data la sua leggerezza e sostenibilità. È improbabile che queste costruzioni possano soppiantare i veri pozzi o le opere ingegneristiche più complesse, sempre necessarie in Africa, ma rappresentano un importante complemento e un simbolo di innovazione e sostenibilità al servizio delle persone più vulnerabili.

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