La storia di Medjugorje, la cittadina della Bosnia-Erzegovina dove dal 1981 apparirebbe la Vergine Maria, è da sempre un intreccio complesso di devozione popolare, presunti fenomeni soprannaturali e intense discussioni sulla sua autenticità e sulle implicazioni economiche. Il Vaticano, pur riconoscendo i frutti spirituali positivi, mantiene una posizione cauta, ponendo l'accento sulla cura pastorale dei fedeli e sulla necessità di vigilare contro la speculazione.

La Posizione Ufficiale della Santa Sede
Culto Pubblico Riconosciuto, Dubbi sui Veggenti
La Nota vaticana sul caso Medjugorje, pubblicata dal Dicastero per la dottrina della fede con l'approvazione del Papa, si potrebbe riassumere grossolanamente con: "Sì al culto pubblico e ai pellegrinaggi, dubbi sui veggenti". Il documento non si pronuncia sulla soprannaturalità degli eventi ma ribadisce come a Medjugorje si riscontrano frutti spirituali positivi. Nonostante il Papa metta in guardia da coloro che dicono di ricevere messaggi a orari ben precisi «come se la Madonna fosse un capoufficio della posta», il popolo affezionato a Medjugorje guarda con speranza a questa nomina di Monsignor Hoser.

Il Ruolo dell'Inviato Papale
L'arrivo dell'inviato papale a Medjugorje è stato il primo passo verso qualcosa di grande. Monsignor Hoser, arcivescovo di Varsavia-Praga, ha avuto il compito di capire cosa succede sul territorio, senza però occuparsi delle apparizioni, quanto piuttosto dei pellegrini e dei fedeli. Monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, ha testimoniato: «Io vado ogni anno lì, al festival dei giovani, e posso testimoniare che non c'è alcun fanatismo. Penso che sia un fatto importante che il Vaticano si prenda una responsabilità diretta perché i vescovi del luogo vanno di certo aiutati a gestire la mole di fedeli che arrivano da tutto il mondo».
Il "Business" di Medjugorje: Tra Devozione e Speculazione
Una delle principali preoccupazioni espresse è quella legata al business. Non è giusto che si speculi sulla fede, e la pensa così la maggior parte dei pellegrini che da anni visita la piccola cittadina bosniaca, dove dal 1981 alcuni veggenti riceverebbero messaggi dalla Madonna. Monsignor Sigalini ha sottolineato che il «commissario» papale dovrà anche controllare che non si speculi sulla fede: «Dovrà guardar bene anche se c'è un business, dove c'è gente che va, ci sono soldi. Molti purtroppo portano la gente per fare affari, costruiscono alberghi e non va bene. Noi vescovi non organizziamo pellegrinaggi ma dobbiamo seguire i fedeli che vanno, curarli spiritualmente».
Bruno Marcello, un fedele che racconta di essere stato miracolato a Medjugorje nel 2009 da un cancro ormai in fase terminale, commenta: «Spero che la nomina di Monsignor Hoser sia una cosa positiva, non ho capito bene se nasce da una diffidenza del Vaticano verso Medjugorje». Ha inoltre aggiunto: «Vado sempre a Medjugorje, porto anche degli ammalati lì, anche se negli ultimi anni per il lavoro ho dovuto un po' rallentare. I primi tempi andavo anche 5 volte all'anno. Non organizzo pellegrinaggi perché non mi interessa, molti ci lucrano ma tanti lo fanno per vera fede. Io non ho molto tempo per farlo ma posso dirvi che aspettiamo tutti che possa diventare un luogo di culto».
Paolo Brosio, giornalista che dal 2009 racconta la sua conversione e devozione verso la Madonna di Medjugorje, ha definito la decisione del Papa "clamorosa". Ha dichiarato: «Con la mia associazione organizzo pellegrinaggi almeno 20 volte all'anno, in pullman o in aereo, portiamo un migliaio di fedeli ogni anno, anche se il numero è calato rispetto al passato soprattutto per colpa della crisi economica. Noi non ci lucriamo, facciamo opere di carità, ci appoggiamo a un tour operator che invece porta migliaia e migliaia di persone e non solo lì». Brosio ha aggiunto: «Avevo scritto al Papa nel 2015, gli avevo detto che lì mancava una guida e ci ha donato questo suo inviato. Sono certo che il Vaticano abbia un progetto ben preciso, ossia di trasformare la parrocchia di Medjugorje in un Santuario controllato direttamente dalla Santa Sede, come succede oggi con Loreto o con Pompei».

Controversie sui Messaggi e la Fede "Sbagliata"
L'Analisi Critica di Cesare Morone e Mauro Leonardi
Cesare Morone, referente in Italia di un'associazione internazionale no profit che si occupa dell'accoglienza dei pellegrini sul luogo, è più cauto, sostenendo che la decisione del Papa non dev'essere considerata come un'approvazione ma come cura per il cammino spirituale dei pellegrini. Morone ha citato il titolo di un pezzo pubblicato sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi: "Tanta fede sbagliata e tanto business a Medjugorje". A un commento di un lettore che affermava: “I frutti di Medjugorje sono la risposta al signor Pierri. E i 10 segreti svelati e realizzati nel loro contenuto con i veggenti ancora in vita sarà la vittoria finale su chi li denigra”, Morone ha risposto confutando tali punti. Ha evidenziato che il fatto che maghi, fattucchiere e cartomanti conseguano grande successo, o che milioni di persone seguissero Mussolini o credessero a Matteo Salvini, non significa che dicano cose vere, poiché "tanta è la gente suggestionabile". Morone sostiene che i veggenti di Medjugorje, «magari in buona fede, non dicono cose vere, eppure sono tantissime le persone che gli credono e sono entusiaste di ciò che dicono».
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La Questione dei "Segreti" e i Messaggi Controversi
Morone ha anche sollevato dubbi sui "segreti" delle apparizioni: «Dove c’è luce non ci sono segreti. I segreti appartengono alle tenebre. I banditi hanno segreti, i mafiosi hanno segreti. Le persone oneste non hanno segreti. Una Madonna con segreti non è una Madonna credibile». Ha citato Paolo Del Debbio che ha intitolato un programma "Medjugorje: fede o business?", la cui risposta, secondo Morone, è: «tanta fede sbagliata e tantissimo business». Ha criticato l'assenza di chi potesse far notare che la fede in una Signora che dà messaggi in contrasto col Vangelo è una fede sbagliata, trascrivendo alcuni dei primi, considerati "assurdi", messaggi:
- 29 agosto 1981: «Mi domandate di quella donna che vorrebbe lasciare il marito perché la fa soffrire. Io dico: resti con lui e accetti la sofferenza. Anche Gesù ha sofferto». Morone definisce questo un discorso che «una madre saggia e amorevole non farebbe mai ad una figlia», poiché la sofferenza di Gesù, stando al Vangelo, aveva uno scopo preciso.
- 19 settembre 1981: «La messa di Natale sia celebrata a mezzanotte e non alla sera». Un'«idea di una mente infantile e sciocchina».
- 14 aprile 1982: «Dovete sapere che Satana esiste…Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case». Morone conclude che «questa la Madonna di Medjugorje» e si chiede se non si dovrebbe chiamarla «Madonna di quei simpatici uccelli del genere strix» (alludendo a civette o barbagianni, animali notturni).
Riguardo ai veggenti, Mauro Leonardi scrive sul suo blog: «Io ho avuto la fortuna di conoscere da vicino Marija Pavlovic Lunetti e Jelena Vasilj e sono moralmente certo che non mentono e non hanno mai mentito su nulla». Morone ribatte che il problema non è appurare se le veggenti siano delle bugiarde, ma «appurare se non siano loro ad ingannarsi, se non abbiano preso e non continuino a prendere lucciole per lanterne, a non scambiare le proprie fantasie per realtà». Suggerisce che un metodo per verificarlo è confrontare i messaggi con il Vangelo. I veggenti di Medjugorje avrebbero «sfruttato e stanno sfruttando economicamente le apparizioni, col benestare della loro Madonna», giacché tra gli infiniti messaggi si è guardata bene dall’inserirne uno analogo a quello di Luca 16, 13: «Nessun servo può servire a due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona». Questo evidenzierebbe una «Madonna diversa dal Figlio».
Medjugorje: Una Storia Lunga 35 Anni
Dalle Prime Apparizioni alle Commissioni Vaticane
In quasi 35 anni di esistenza, Medjugorje è diventato un santuario discusso ma popolarissimo, vantando oltre 50 milioni di pellegrini e un numero impressionante di conversioni. Un flusso numeroso e costante di fedeli, che non si è interrotto neanche sotto i bombardamenti della guerra nell’ex Jugoslavia. A partire dalle prime apparizioni della Vergine ai sei veggenti adolescenti il 24 giugno 1981, fattesi poi quotidiane, Medjugorje è diventata una delle mete di pellegrinaggi mariani più frequentate al mondo, pur senza il riconoscimento ufficiale della Chiesa. Con l’asserito dialogo costante con la “Gospa” (la Signora) che i sei veggenti dicono di vedere a cadenza mensile, in questi decenni Medjugorje non ha ancora dissolto i dubbi se si sia in presenza di fenomeni soprannaturali o di suggestione.

Scandali e Figure Controverse
Il nodo rimane tutto da sciogliere, sospeso com’è tra il fenomeno di devozione popolare inarrestabile e il suo “status” per così dire informale di santuario. In più, luci e ombre si gettano sul santuario tra accuse di business, celebrità che vi si recano in pellegrinaggio e persino scandali come quello che nel 2009 ha portato alla cacciata, con le accuse di stupro ed eresia, del francescano Tomislav Vlasic, “padre spirituale” dei sei veggenti. Dal 1981, quando sei ragazzini di uno sperduto paesino della Bosnia-Erzegovina raccontarono di apparizioni quotidiane della Madonna, continuate poi con cadenza mensile fino ad oggi (se ne conterebbero decine di migliaia, oltre 40 mila riferì già nel 2006 il vescovo di Mostar, mons. Ratko Peric), Medjugorje è una vera e propria calamita per i fedeli.
Sul caso, il cardinal Ratzinger volle vederci chiaro già quando era a capo della Congregazione per la dottrina della Fede. Il verdetto fu cauto - “Non è accertato che i fenomeni siano soprannaturali” - ma tale da chiudere la porta al riconoscimento ufficiale del santuario, a riprova della diffidenza che si coltivava a Roma. Poi, da Papa, nel 2010 istituì la commissione di studio guidata dal cardinale Camillo Ruini, che ha lavorato per cinque anni (anche con incontri con una delle veggenti), fino alla consegna del responso al successore di Benedetto XVI, Papa Francesco.
Medjugorje Oggi: Tra Fede Popolare e Status Informale
Amato dalle masse cattoliche e anche da numerosi vip (tutti ricordano Paolo Brosio), il viaggio nella cittadina dell’Erzegovina resta per molti un momento di grande suggestione e anche motore di un grande business per i tour operator religiosi. Chi torna da Medjugorje, al di là dei molti dubbi sulla veridicità delle apparizioni che circolano anche nella Chiesa, ne resta fortemente colpito. Anche per questo, essendo un grande serbatoio di fede popolare che non andava dispersa, le gerarchie cattoliche non hanno finora mai voluto esprimersi contro, nonostante vescovi locali spingessero in questo senso. Intanto Medjugorje cresceva imponendosi come uno dei santuari mariani più gettonati, con file chilometriche di malati disperati invocanti il miracolo tra cui non pochi volti noti. Tra le tante personalità che vi si sono recate anche un cardinale del calibro dell’arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, che vi ha celebrato messa. Il tono con cui Papa Francesco ha liquidato i veggenti, che ricorda il passo evangelico della cacciata dei mercanti dal Tempio, autorizza a credere che la Chiesa un vero e proprio riconoscimento della veridicità delle apparizioni non lo darà.