Suor Tecla Merlo, al secolo Teresa, è stata una figura centrale nella fondazione e nello sviluppo della Pia Società delle Figlie di San Paolo. La sua vita, interamente dedicata all'apostolato della comunicazione e alla santità, è un esempio di fede e dedizione.

Le Origini e la Vocazione Negata
Nata a Castagnito (Cuneo) il 20 febbraio 1894, Tecla Merlo era la secondogenita dei quattro figli di Ettore e Vincenza Rolando, una famiglia di contadini. Fin da giovane, Teresa maturò una profonda vocazione religiosa, un ideale che inizialmente non poté realizzare a causa della sua fragile salute. Verso i 17-18 anni, chiese di entrare tra le suore del Cottolengo di Torino, ma non fu ritenuta idonea proprio per motivi di salute.
L'Incontro con Don Giacomo Alberione e la Nascita di un Istituto
Il destino di Teresa cambiò ad Alba, dove il sacerdote Don Giacomo Alberione aveva fondato nel 1914 una sua Congregazione per l’apostolato della buona stampa, prevedendo la collaborazione di un ramo femminile. Il 27 giugno 1915, tramite il fratello Leone Merlo, seminarista, Teresa Merlo incontrò Don Giacomo Alberione nella sacrestia della chiesa di San Damiano, ad Alba. Don Alberione propose a Teresa di fidarsi di lui e di acconsentire a prestare la sua opera in un laboratorio di cucito che aveva avviato pochi giorni prima, il 15 giugno, sempre ad Alba.
Questo giorno, il 15 giugno 1915, rappresenta il punto di partenza: insieme con alcune ragazze, sotto la guida paterna di Don Alberione, si iniziò a dar vita a una comunità religiosa femminile, inizialmente dedicata alla confezione di camicie per i soldati. Nel 1918, si verificò una tappa decisiva: il vescovo di Susa chiese a Don Alberione di assumere la stampa e la diffusione del giornale diocesano La Valsusa. Questo segnò l'inizio formale dell’apostolato della stampa per Teresa e le altre giovani che vivevano con lei, le quali fecero una prima esperienza in tale campo a Susa (Torino) dal 1918 al 1922. Un gruppetto si trasferì a Susa, e nella sala dove si componeva e stampava il giornale, campeggiava un quadro raffigurante l’Apostolo Paolo.

La Fondazione delle Figlie di San Paolo e la "Prima Maestra"
Il 22 luglio 1922, Teresa e le altre giovani furono richiamate ad Alba, dove emisero i voti secondo la loro consuetudine in privato, costituendo così l’Istituto delle “Figlie di San Paolo”. In quello stesso giorno, Angela Maria Boffi († 1926), che aveva diretto il piccolo gruppo fino al 1922, fu sostituita nella carica di superiora da Teresa Merlo. Quest'ultima assunse il nome di Tecla, ricevendo, come nel ramo maschile, il titolo di ‘Prima Maestra’.
Negli anni successivi, la costituzione dell’Istituto di Don Alberione prese forma, e le suore furono avviate verso la costituzione di un Istituto autonomo, come Congregazione religiosa vera e propria, staccata dal ramo maschile. Tecla Merlo vestì l’abito religioso insieme alle consorelle il 30 ottobre 1928. Dopo l’approvazione diocesana del 15 marzo 1929 da parte del vescovo di Alba, monsignor Francesco Giuseppe Re, la vita di Madre Tecla si fuse indissolubilmente con la storia della Famiglia Paolina. La congregazione fu poi riconosciuta come Istituto di diritto pontificio nel 1953, con l’approvazione delle Costituzioni.

L'Espansione e la Missione nel Mondo
L'influenza di Madre Tecla si estese ben oltre le Figlie di San Paolo. Collaborò attivamente alla fondazione delle Pie Discepole del Divin Maestro, delle Suore di Gesù Buon Pastore e delle Apostoline, mostrando la sua capacità di leadership e la sua visione per l'apostolato in diverse forme. Tra il 1929 e il 1931, iniziarono gli insediamenti paolini in varie città d'Italia e poi in tutto il mondo.
A partire dal marzo 1936, Maestra Tecla intraprese il primo di una lunga serie di viaggi nelle diverse parti del mondo per incontrare le sue "figlie" e confermarle nel cammino della vocazione paolina. Visitò più volte le case del suo Istituto, che si diffondeva in ogni continente, incoraggiando l'impegno nella vita paolina e indirizzando le attività di redazione, stampa e diffusione. Spostò la Casa Generalizia a Roma e fondò per le suore ammalate una clinica ad Albano, nella provincia romana, che nel tempo si è trasformata nell'attuale ospedale "Regina Apostolorum", aperto a tutti i religiosi e religiose, sito sempre ad Albano Laziale. I suoi innumerevoli viaggi furono caratterizzati da un amore materno e attento, partecipe del cammino di ogni singola realtà e di ogni porzione di mondo che le era dato di conoscere, per "fare del bene".
Tecla Merlo: una vita per il Vangelo
Gli Ultimi Anni e il Testamento Spirituale
Il 28 giugno 1961, in occasione della festa della Santissima Trinità, Maestra Tecla offrì la sua vita affinché tutte le Figlie di San Paolo fossero sante. Morì ad Albano, nella casa di cura Regina Apostolorum, il 5 febbraio 1964, all'età di 70 anni. Inizialmente tumulata nel cimitero del Verano, tre anni dopo, nel 1967, le sue spoglie furono traslate nella cripta del Santuario "Regina degli Apostoli" a Roma.
Alla sua morte, nel 1964, il Fondatore Don Giacomo Alberione testimoniò: «Era il Signore che la sosteneva. Fu un’anima contemplativa. Sapeva anche ricorrere agli uomini, ma sempre e in primo luogo a Dio.»
Maestra Tecla concentrò il suo insegnamento su un unico obiettivo: la vocazione alla santità. Diceva, infatti: «Siete tutte incamminate per la via della santità? La cosa più importante che dobbiamo fare è proprio farci sante. Prima farci sante noi, poi esercitare l'apostolato.» E aggiungeva: «Il Signore ci invita a una grande santità. Ci ha chiamate alla vita apostolica che è la vita più preziosa, la vita più bella, la stessa che Gesù e gli apostoli hanno vissuto.»
Nel 1955, Suor Tecla affermava: «Ringraziamo il Signore di averci chiamate a questo apostolato, di averci data questa vocazione, che è vocazione apostolica, con la quale possiamo esercitare la missione di Gesù e degli apostoli. San Paolo, il grande apostolo, ci ottenga l’amore all'apostolato, che sappiamo sacrificarci per le anime.» Questi doni - gratitudine per la vocazione, amore per l’apostolato e sacrificio per le anime - sono il prezioso lascito di Maestra Tecla, che ha saputo comprendere e incarnare mirabilmente il carisma paolino, alla scuola del Beato Don Giacomo Alberione. Come diceva lei stessa: «Noi, chiamate a un apostolato così vasto che può abbracciare tutto il mondo, dobbiamo sentire il bisogno di aiutare tutte queste povere anime, far loro del bene, contribuire alla loro salvezza, sia con la preghiera che con l'apostolato intero.»
Il Percorso verso la Santità: Venerabile
Il profondo impatto della sua vita spirituale e apostolica è stato riconosciuto dalla Chiesa. Suor Tecla Merlo è stata proclamata Venerabile da Papa Giovanni Paolo II il 22 gennaio 1991. Attualmente, sono in corso i processi canonici per la sua beatificazione, a testimonianza della sua straordinaria vita di fede e servizio.