Il matrimonio è un vincolo affettivo e sociale di unione tra un uomo e una donna, attraverso il quale si costituisce una comunità corporale e spirituale permanente. Questa comunione si fonda sulla distinzione e sull'attrazione tra maschio e femmina, poiché Dio creò l'essere umano maschio e femmina. Il matrimonio realizza pienamente l'umanità dell'uomo e della donna, caricandola di profondi significati sociali e religiosi. Nell'insegnamento del Nuovo Testamento, esso sfocia nella concezione sacramentale, diventando segno che manifesta e rivela l'amore tra Cristo e la Chiesa.

L'Istituzione Divina del Matrimonio
Il matrimonio trova il suo senso ultimo nella comunione duratura e nella donazione reciproca dell'uomo e della donna. Non soltanto la loro relazione si fonda sulla parità, ma anche sull'essere ordinati l'uno all'altro. Il matrimonio si trova quasi subito nella Bibbia, costituendo lo step appena successivo alla creazione. Nel racconto jahvista della creazione (Genesi 2), il matrimonio scaturisce dall'ordinamento voluto da Dio. Dopo aver formato l'uomo, averlo posto nel giardino, e avergli dato la visione morale per la vita, Dio disse: "Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui" (Genesi 2:18). Questa frase fondamentale evidenzia che Dio stesso ha istituito il matrimonio, cioè ha stabilito che un uomo e una donna lascino le famiglie in cui sono cresciuti per formare una nuova famiglia. Non è, quindi, qualcosa stabilito dallo Stato o dalla religione, ma da Dio stesso.
La donna è tratta dall'uomo (Genesi 2:21-22) perché, dice JHWH, "non è bene che l'uomo sia solo: gli darò un aiuto simile a lui" (Genesi 2:18). La moglie è dunque donata all'uomo anzitutto quale "aiuto" o "assistente", pari a lui in dignità. I termini ebraici per "aiuto" e "adatto" (ezer) significano circondare, proteggere, aiutare, soccorrere. Eva fu creata per stare accanto ad Adamo come la sua "altra metà" che ne fosse l’aiuto e il sostegno. Come Dio ha portato ad Adamo una compagna, così procura a ciascun uomo una moglie, preparandogliela dall'eternità (Tobia 6:18). Quando un uomo e una donna si sposano, diventano "una stessa carne" (Genesi 2:24).
Il Matrimonio nell'Antico Testamento
L'Antico Testamento vede il matrimonio nell'ottica della cultura mediorientale, che attribuiva una primaria importanza all'aspetto procreativo. La prole era considerata necessaria al matrimonio e l'unione dell'uomo e della donna era orientata a questa realtà. In quest'ottica si comprende l'apertura alla poligamia, come pure il diritto del maschio di avere figli dalla schiava, essendo sterile la moglie legittima. L'avere molti figli è dunque dono di Dio, mentre la mancanza di prole è ritenuta infelicità e castigo (Levitico, Isaia, 1 Samuele). L'importanza attribuita alla prole va di pari passo con la concezione della sessualità come partecipazione alla fecondità divina. Genesi pone la procreazione nella linea dell'immagine e somiglianza con Dio posta nell'uomo e nella donna, trasmessa attraverso la procreazione.
L'Antico Testamento conosce anche la pratica del ripudio. La posizione che il divieto dell'adulterio occupa nel decalogo, tra la proibizione dell'uccidere e quella del furto, lascia intendere la gravità di tale colpa.
Il profeta Osea sperimenta l'infedeltà della propria moglie, Gomer, ma nonostante tutti i suoi tradimenti, il profeta la ama, come JHWH che non cessa di amare il popolo che lo ha abbandonato e ha rivolto il suo culto a dei stranieri. Ezechiele usa l'immagine simbolica del matrimonio con notevole abbondanza di particolari nei capitoli 16 e 23. In Isaia, abbiamo l'annuncio che JHWH, come un marito, punisce le genti che si sono allontanate per richiamarle alla fedeltà (Isaia 54). Il Cantico dei Cantici esalta con svariate immagini il simbolismo matrimoniale, mostrando la bellezza e la sacralità dell'amore coniugale.
“Dormivano insieme? La vera sessualità nel matrimonio dell’antico Israele”
Gli Insegnamenti di Gesù e Paolo sul Matrimonio
La Visione di Gesù: Indissolubilità e Grazia
Nel Vangelo secondo Matteo (Matteo 19), gli insegnamenti di Gesù sul ripudio e l'adulterio contengono un'eccezione: l'unione illegittima. Questa espressione è interpretata in diverse tradizioni; ad esempio, la Bibbia CEI 2008 la intende in un contesto specifico, mentre le Bibbie protestanti la traducono come "fornicazione" o "infedeltà", ritenendo legittimo il divorzio in caso di tradimento da parte del coniuge. Gesù rafforza la visione di Dio del matrimonio nella creazione, affermando: "Quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi." Questo sottolinea che, sebbene il peccato abbia invaso la creazione, il matrimonio è fatto per resistere al peccato e non può sovvertire il piano originario di Dio.
Le Direttive di Paolo: Fede, Amore e Ruoli
Un insegnamento fondamentale sul matrimonio cristiano si trova in Efesini 5 e 1 Corinzi 7. Nel caso di un matrimonio tra un credente e un pagano, il matrimonio possiede la forza di santificare la parte pagana. Confidando in questa forza, Paolo raccomanda di mantenere la convivenza matrimoniale con il coniuge non ancora convertito a Cristo, quando costui non intende separarsi, poiché, afferma: "che sai tu, donna, se salverai il marito? O che ne sai tu, uomo, se salverai la moglie?" (1 Corinzi 7:16). Tuttavia, con l'espressione greca οὐ δεδούλωται (oú dedhoulotai), "non è soggetto a schiavitù", Paolo insegna che non vi è obbligo a continuare a qualsiasi costo la convivenza matrimoniale con il coniuge non credente, qualora quest'ultimo decida di separarsi. L'Apostolo non parla di un nuovo matrimonio in tali circostanze, poiché tale possibilità è data solo dalla morte di uno dei due coniugi (Romani 7:2-3), ma solo della separazione. Paolo rivendica per la parte credente il diritto a vivere la propria fede nella libertà e nella pace.
In Efesini 5, Paolo, pur seguendo la visione sociologica del matrimonio propria della sua epoca, insegna che la moglie deve essere sottomessa al marito, ma aggiunge "come al Signore" (Efesini 5:22). Ugualmente, l'amore dei mariti verso le rispettive mogli deve essere "come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei" (Efesini 5:25). In tal modo, il matrimonio viene trasformato dall'interno, immettendo l'esempio e l'insegnamento dell'amore vissuto da Cristo nella quotidianità dell'unione matrimoniale. Questa diversità di ruoli, che ad alcuni potrebbe apparire come una gerarchia, è istituita da Dio per la responsabilità e il dono di sé.
Il Peccato e le Sue Conseguenze sull'Unione Matrimoniale
Nonostante l’inizio promettente, il peccato è entrato nel mondo (Genesi 3). L’uomo non protesse il giardino, abbassando la guardia e permettendo al serpente di ingannare sua moglie. Poi l’uomo stesso, dopo aver ascoltato il comandamento di Dio, diede ascolto alla voce di sua moglie, e peccò contro Dio. Questo evento tragico ci mostra come si arriva a peccare: scartare le vere benedizioni per un inganno. Eva scelse di fidarsi delle menzogne del serpente anziché della cura perfetta di Dio, e Adamo la seguì. Questo spiega perché il mondo è pieno di male e perché il matrimonio è così spesso fonte di dolore e frustrazione anziché di gioia.
Le conseguenze del peccato furono immediate e profonde. Dopo essersi nascosti dalla presenza di Dio, Adamo ed Eva tentarono di incolparsi a vicenda. Dio pronunciò giudizi che avrebbero alterato drasticamente l'esperienza umana e matrimoniale:
- Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te." (Genesi 3:16). Questa è una previsione dei dolori nel parto e una descrizione della dinamica disfunzionale che si sarebbe sviluppata nel matrimonio a causa del peccato, dove il desiderio della moglie potrebbe degenerare in un controllo manipolatorio e la leadership del marito in dominio oppressivo.
- Ad Adamo disse: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare," il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita." (Genesi 3:17). Il lavoro, che prima era una benedizione senza fatica, divenne arduo e difficile.
Questo cambiamento drastico evidenzia che le difficoltà nel matrimonio non sono una sorpresa, ma una conseguenza della caduta. Per avere matrimoni benedetti, è fondamentale comprendere che solo Dio può benedirci e che la felicità non deriva dall'assenza di sofferenza, ma dalla presenza dello Spirito Santo e dalla nostra volontà di onorare Dio.

Principi Fondamentali per un Matrimonio Cristiano
La Bibbia offre principi chiari per costruire un matrimonio che onori Dio e sia fonte di benedizione, nonostante le sfide del peccato:
- Uguaglianza e Diversità Complementari: Fin dal principio, Dio creò l’uomo e la donna con uguale dignità, ma con meravigliose differenze che si completano a vicenda. Siamo distintamente uomini o donne in ogni aspetto del nostro essere, e questa diversità è voluta da Dio (Genesi 1:27, 2:18).
- Unione Indissolubile e Nuova Entità: Il matrimonio è l'unione di due persone che diventano una nuova entità. L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e lei lascerà la casa di suo padre, per formare una nuova famiglia (Genesi 2:24; Salmo 45:10). Sotto l’autorità di Dio, il coniuge diventa l'impegno più importante.
- Il Matrimonio è Fatto per Resistere al Peccato: Anche se il peccato ha invaso la creazione, Gesù rafforza la visione di Dio del matrimonio, affermando che "quello che Dio ha unito, l’uomo non lo separi." I mariti sono chiamati a custodire e proteggere la moglie e il matrimonio con zelo santo, e i fallimenti di un coniuge non sono scuse per i fallimenti dell'altro. Il patto del matrimonio è creato per tenere insieme la coppia anche nei momenti difficili.
- Benevolenza e Rispetto Reciproco: Non c'è posto per cattiveria o disprezzo tra un marito e una moglie. I coniugi devono trattarsi con amore e rispetto (Efesini 5:33). Le correzioni e le conversazioni difficili devono essere fatte con amore, e il perdono deve essere chiesto e concesso regolarmente.
- L'Amore Sacrificale del Marito: La chiamata specifica di Dio per il marito è di amare la moglie come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei. Questo amore non è solo un sentimento, ma un patto che prevede fedeltà e atti di sacrificio. Il marito deve esercitare una tenerezza attiva, che è forza sotto controllo per portare vita, non debolezza (Efesini 5:25).
- La Sottomissione Rispettosa della Moglie: La chiamata di Dio per la moglie è di sostenere, accettare e nutrire la leadership amorevole del marito nel matrimonio. La sua sottomissione è rivolta solo a suo marito e non è assoluta, ma "come si conviene nel Signore" (Colossesi 3:18), riconoscendo Gesù Cristo come autorità suprema anche per lei (Efesini 5:22; Tito 2:5; 1 Pietro 3:1, 5). Una sottomissione santa non è passiva, ma un atto di profondo rispetto e considerazione.
- Il Matrimonio come Mistero che Rileva Cristo e la Chiesa: Il significato più profondo del matrimonio è che esso è un mistero che indica Gesù. È un'anticipazione della futura cena delle nozze dell'Agnello (Apocalisse 19:9). L'amore di Gesù per la sua Chiesa è il significato supremo del matrimonio, e la chiamata del marito a guidare dando, e non ricevendo, ci fa vedere Cristo che si è sacrificato per noi.
Superare le Sfide: Fede, Obbedienza e Compassione
Spesso, gli articoli e i libri cristiani sul matrimonio possono generare false aspettative, suggerendo che l'ubbidienza ai precetti biblici garantisca automaticamente una felicità matrimoniale senza problemi. Questa impostazione può produrre sensi di colpa ingiustificati quando le difficoltà inevitabilmente sorgono. Invece, la Bibbia insegna che la gioia non deriva dall'assenza di sofferenza, ma dalla presenza dello Spirito Santo e dalla misura in cui ci lasciamo plasmare da Lui per onorare Dio (1 Tessalonicesi 1:6).

In una relazione coniugale, ci sono sempre due "cuori" e due volontà che ragionano e agiscono in modo individuale. È essenziale che ogni coniuge coltivi la propria relazione con il Signore e si lasci trasformare dall'opera dello Spirito, manifestando il frutto descritto in Galati 5:22: "amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo."
Il matrimonio, sebbene sia un'istituzione divina e debba essere "tenuto in onore da tutti" (Ebrei 13:4), è per questa vita ed è perciò qualcosa di caduco. Tuttavia, ogni credente ha il dovere di realizzare gli obiettivi di Dio nel matrimonio, non i propri. In un mondo dove prevalgono relazioni effimere e aumentano le sofferenze causate da adulteri, separazioni e divorzi, è fondamentale impegnarsi a fare il bene "per quanto dipende da noi" (Romani 12:18), anche se non ci si aspetta un contraccambio. Questa è la prova della nostra fede e della nostra fedeltà a Dio, anche nelle "cose minime" (Luca 16:10).
Responsabilità e Ruoli Specifici
Marito e moglie devono trattarsi con amore e rispetto (Efesini 5:33) e soddisfare i reciproci bisogni sessuali in modo amorevole, evitando ogni forma di infedeltà (1 Corinzi 7:3; Ebrei 13:4). Nonostante la Bibbia non dettagliatamente specifichi l'organizzazione del lavoro e delle faccende domestiche, essa delinea ruoli distinti:
- Ruolo del Marito: La Bibbia dice che "il marito è capo della moglie" (Efesini 5:23). Deve assicurarsi che i bisogni fisici, emotivi e spirituali della famiglia siano soddisfatti (1 Timoteo 5:8). Un marito saggio dà grande valore alle qualità e alle capacità della moglie, collaborando con lei e tenendo conto della sua opinione e dei suoi sentimenti nelle decisioni (Proverbi 31:11, 28).
- Ruolo della Moglie: La Bibbia dice che "la moglie deve avere profondo rispetto per il marito" (Efesini 5:33). Il ruolo della moglie è quello di collaborare con il marito, aiutandolo a prendere buone decisioni e sostenendo la sua autorità (Genesi 2:18).
Riguardo alla procreazione, in passato Dio comandò ad alcuni suoi servitori di avere figli (Genesi 1:28; 9:1), ma questo comando non riguarda universalmente i cristiani. Gesù non diede mai l’ordine ai suoi seguaci di avere figli, né i primi discepoli dissero che le coppie sposate erano tenute ad averli. È un dono, non un obbligo universale.
Accompagnare chi Soffre nel Matrimonio
È fondamentale non giudicare coloro che, per l’egoismo dell’altro coniuge, assistono impotenti alla distruzione del loro matrimonio o subiscono un divorzio. Spesso, queste persone, invece di trovare conforto e grazia, si scontrano con atteggiamenti ostili e accusatori, dove si punta il dito e si condanna, senza valutare la differenza tra il colpevole e la vittima. La fede deve portare alla compassione e al sostegno, riconoscendo la complessità delle situazioni umane e la necessità di santificarsi anche affrontando un matrimonio infelice o subendo un divorzio.
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