Il Santuario e la Statua della Beata Vergine della Consolazione di Montovolo

Il Santuario della Beata Vergine della Consolazione, situato all’interno del Parco di Montovolo e Monte Vigese a 912 metri di altitudine, rappresenta un centro di attrazione sia artistico che religioso di notevole importanza. Sorge su un pianoro che unisce i due monti e si trova al confine fra l'Esarcato Bizantino e i Longobardi. Questo complesso ecclesiale è dedicato a Santa Maria della Consolazione ed è un significativo esempio di fattura comacina.

Veduta aerea del Santuario di Montovolo e del paesaggio circostante

Origini Antiche e la Fondazione del Santuario

Nella lunetta di arenaria del portale d’accesso è riportata l’iscrizione "A.D. MCCXI R.O. I. P", interpretata come "Anno Domini 1211 Regnante Othone ImPeratore" (cioè Ottone IV di Brunswick che regnò dal 1209 al 1218), ponendo una collocazione temporale precisa per l’edificazione del Santuario. Tuttavia, la storia di questo luogo ha origini ben più antiche, come dimostrano alcuni rinvenimenti di reperti etruschi di varia natura trovati nei dintorni.

Il santuario fu edificato su un luogo dove vi era una chiesa ancora più antica, risalente al IX - X secolo, come attestato dai resti della cripta. Gli stessi resti della cripta sarebbero di età proto-romanica, divenuta Santuario nel 1925, la chiesa risplende di un fascino unico grazie all’opera di ripulitura che ne ha riportato alla luce lo stile originario. Molte sono le parti protoromaniche dell'antica costruzione: elementi absidali, monofore e capitelli a motivi vegetali e zoomorfi.

La Ricostruzione e il Contesto Storico del XIII Secolo

La primitiva chiesa, intitolata alla Beata Vergine, andò distrutta da un incendio definito “ab immissione Diabolica” in un documento con cui Ottaviano Ubaldini, arcidiacono del capitolo metropolitano di San Pietro, promosse una raccolta fondi per la sua ricostruzione. La ricostruzione della chiesa di Santa Maria di Montovolo si inserisce probabilmente nel quadro della lotta che in quegli anni vide Bologna opporsi all’imperatore Federico II in difesa della propria autonomia comunale.

Questa lotta vide in perfetta sintonia di intenti l’autorità cittadina e il proprio Vescovo, di cui il capitolo dei canonici era il braccio operativo. Alla logica della chiamata a raccolta contro l’imperatore scomunicato ed eretico, risponderebbe anche la regia dell’Ubaldini nella leggenda, dai più ritenuta di origine popolare, del martirio sul Montovolo di S. Acazio. S. Acazio, fratello di Santa Caterina d’Alessandria, visse al tempo dell’imperatore romano Adriano (117 - 138 d.C.).

Il Complesso Ecclesiale e le Sue Leggende

Pochi passi sopra al Santuario sorge il piccolo, ma affascinante Oratorio di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, edificato nel medesimo periodo della ricostruzione di Santa Maria, ad una quota più alta (940 m). La sua costruzione, risalente anch’essa agli inizi del ‘200, è dovuta all’ex voto di un gruppo di crociati bolognesi di ritorno dalla crociata di Damietta, in Egitto.

Questa circostanza è alla base dell’accreditamento di Montovolo come "Sinai bolognese", avanzato per primo dal Rubbiani nel 1908. Il complesso ecclesiale di Montovolo, dal secolo XIII, cominciò a richiamare il Monte Sinai, allo stesso modo in cui la Sancta Jerusalem delle basiliche bolognesi stefaniane. Questa caratteristica è peraltro sottolineata anche negli statuti bolognesi del 1249 con l'indizione, esentasse, delle grandi Fiere settembrine da svolgersi dal 8 al 14 settembre, in concomitanza con le feste religiose.

Eventi Soprannaturali e Devozione Popolare

Il Santuario di Montovolo fu per molti secoli, fino all’edificazione di quello di San Luca, centro devozionale bolognese per eccellenza, nonostante l’assenza di eventi miracolosi ivi avvenuti. L’unico evento soprannaturale di cui si ha notizia risale al 1399, durante una delle tradizionali processioni che raggiungevano la cima del monte. In prossimità del balzo di Santa Caterina apparve una croce come di fuoco ed un giovane alla vista di essa cadde a terra. Dopo essersi rialzato, affermò che la Santa Vergine gli aveva chiesto di erigere in quel luogo una croce.

Montovolo, Grizzana Morandi. Com'è nata la leggenda del re Serpente. Storie e tradizioni d'Appennino

Evoluzione e Gestione nei Secoli

Alterne, in questi secoli, sono state le vicende di gestione e manutenzione del complesso ecclesiale. Ad esempio, fu anche completamente intonacato all’interno e verniciato a strisce alternate coi colori calce chiaro e scuro per imitare i marmi bicromi delle chiese romaniche toscane. In questo lasso di tempo, il Santuario di Montovolo annoverò come amministratore il Conte Cesare Mattei, eclettico edificatore della Rocchetta a Riola. A lui per primo si deve l’individuazione del ripristino della primitiva pseudo cripta come obiettivo prioritario da raggiungere.

Un tempo, l'interno conservava anche una statuetta in terracotta policroma della Madonna con Bambino, che fu rubata nel dopoguerra, a differenza della statua lignea principale.

La Statua della Beata Vergine della Consolazione

Al di sopra dell’altare maggiore campeggia l’immagine sacra della Beata Vergine con bambino. Si tratta di una scultura lignea di grandi dimensioni, policroma, di autore ignoto e scolpita in legno di sorbo, databile al XVI secolo. L'interno conserva anche un Crocefisso bizantino, oltre ad affreschi e dipinti come la "Madonna con i SS. Rocco, Sebastiano e Giorgio", un affresco devozionale del XVI secolo. Nella chiesa risale ad epoca medievale anche il culto della Santa Croce di cui si conserva una reliquia.

Durante le distruzioni della Seconda guerra mondiale, l’immagine sacra della Madonna fu nascosta in un oratorio ai piedi del monte, l’oratorio degli Sterpi, riuscendo così a scampare e ritornare nella sua sede a conflitto terminato, probabilmente a Bologna per ragioni di sicurezza.

Foto della Statua della Beata Vergine della Consolazione di Montovolo

Architettura e Elementi Distintivi del Santuario

La chiesa odierna risale al 1211, come iscritto nella lunetta che sormonta l’ingresso. Il portale reca sul timpano una breve iscrizione che ricorda la costruzione "A.D. MCCXI" a cui fanno seguito le lettere "1211 R.O.I.P." (Regnando l'Imperatore Ottone IV di Brunswich), poste sotto la lunetta con una croce di Malta fiancheggiata da due colombe graffite. Sul campanile, risalente al 1838, è inserita una meridiana tuttora funzionante.

La parte più interessante, riportata alla luce attorno al 1925, è senz’altro la cripta, testimonianza importantissima della chiesa originaria, sulla cui pianta è stata edificata la successiva. Si accede alla cripta dall'interno della chiesa.

Significato Contemporaneo e VIII Centenario

Il Santuario della B.V. di Montovolo continua a essere un luogo di devozione popolare della montagna bolognese, da cui si gode un magnifico panorama. Le celebrazioni per l’VIII centenario del 2011 hanno probabilmente rinnovato, secondo modalità contemporanee, l’antico e stretto vincolo del Santuario di Montovolo con il Capitolo Metropolitano di San Pietro. Ci sono state decorazioni di tipo vegetale, probabilmente in previsione del VIII centenario.

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