Il Presepe di Santo Stefano a Bologna: storia e arte

All’interno del noto complesso architettonico di Santo Stefano a Bologna, conosciuto anche come "Sette Chiese" o "Sancta Jerusalem Bononiensis", è custodito quello che è ritenuto il più antico presepe al mondo composto da statue a tutto tondo. Questa monumentale Adorazione dei Magi rappresenta una testimonianza unica dell'arte sacra del XIII secolo.

Veduta architettonica del complesso di Santo Stefano a Bologna

L'origine e l'attribuzione del gruppo ligneo

L'opera, scolpita in legno di tiglio e olmo, risale probabilmente all'ultimo decennio del XIII secolo. Sebbene l'autore rimanga ufficialmente ignoto, alcuni studi ipotizzano che si tratti del "Maestro del Crocifisso", il cui stile è accostabile a quello custodito nelle Collezioni d’Arte del Comune di Bologna. L'opera rimase priva di colore fino al 1370, anno in cui il pittore bolognese Simone dei Crocifissi fu incaricato di arricchire le statue con una raffinata policromia e doratura, imprimendo il suo personalissimo stile gotico.

Il restauro e la conservazione

La splendida policromia è riemersa dall'oscuramento provocato dal tempo grazie a un importante intervento di restauro nel 1983. Nei primi anni duemila si è reso necessario un ulteriore intervento conservativo, finalizzato a frenare i danni causati dall'umidità sui colori originali, come l’oro, il rosso, il blu e il verde. Dopo essere stata esposta nella Pinacoteca di Bologna, nel 2007 l'opera è tornata definitivamente nel complesso di Santo Stefano, dove è oggi conservata all'interno di una teca a umidità e temperatura controllate.

Descrizione delle figure e significato iconografico

Il gruppo scultoreo è composto da cinque figure a grandezza naturale:

  • La Vergine: raffigurata seduta con il Bambino in braccio.
  • San Giuseppe: rappresentato in posizione eretta.
  • I tre Magi: due in posizione eretta (160 cm) e il più anziano inginocchiato (110 cm).

Particolarmente significativo è il fatto che il re più anziano sia privo di corona: questo dettaglio simboleggia che, di fronte alla regalità di Dio, la regalità umana decade. Gli sguardi tra i personaggi creano un armonioso gioco interattivo, mentre la gestualità dei Magi - uno che indica la stella, un altro in adorazione e il terzo che porge il dono - narra l'evento dell'Epifania come un momento che si ripete costantemente nella storia e nella vita di ogni uomo.

Schema illustrativo della disposizione delle statue nel gruppo dell'Adorazione dei Magi

Il presepe nella tradizione italiana

Il termine "presepe" deriva dal latino praesaepe (greppia o recinto chiuso). Sebbene la tradizione di rappresentare la Natività risalga alle sacre rappresentazioni medievali, l'usanza moderna si deve a San Francesco d’Assisi, che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente. Successivamente, l'iconografia si spostò dall'ambito liturgico a quello artistico e popolare.

Elemento Significato simbolico
Grotta/Stalla Simbolo cosmico e luogo di nascita del Messia.
Bue e Asinello Derivati dai Vangeli apocrifi e dalla profezia di Isaia.
Manto di Maria Azzurro, simbolo del cielo.
Manto di Giuseppe Colori dimessi, simbolo di umiltà.

Simone dei Crocifissi: il pittore e il contesto artistico

Simone di Filippo Benvenuti, noto come Simone dei Crocifissi (c. 1330), fu uno dei massimi rappresentanti della pittura bolognese del secondo Trecento. Oltre al celebre intervento sul presepe di Santo Stefano, l'artista ha lasciato numerose opere devozionali per committenti privati, caratterizzate da una espressività intensa e dalla maestria nell'uso della doratura. La sua opera si inserisce nel solco della grande tradizione "vitalesca", pur evolvendo verso stilemi gotici maturi visibili in polittici e trittici oggi conservati nei principali musei internazionali.

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