I Conclavi Storici: Dal Più Lungo al Più Breve e l'Evoluzione delle Regole Papali

Con il termine conclave si indica la riunione dei cardinali del sacro collegio scelti per eleggere un nuovo papa. Il tempo che possono impiegare questi cardinali nello scegliere un nuovo pontefice è indeterminato, non esiste un termine temporale che lo regoli.

Il conclave è un momento pieno di simboli e riti, con il mondo che osserva e immagina cosa accade tra le mura affrescate del Vaticano, tra discussioni e votazioni che determinano il futuro della Chiesa.

Il Conclave più Lungo della Storia: Viterbo (1268-1271)

Tra i numerosi conclavi annoverabili nella storia della Chiesa, uno dei più singolari e significativi è quello che portò alla scelta di papa Gregorio X. Questo conclave, il più lungo della storia, si svolse a Viterbo dal 29 novembre 1268 al 1° settembre 1271, durando quasi tre anni, ovvero 2 anni e 9 mesi, o per essere più precisi, 1006 giorni.

L'evento ebbe luogo dopo la morte di Papa Clemente IV, avvenuta per un improvviso malore nel 1268. Venti cardinali elettori si riunirono nella città laziale, ma l'assemblea fu ben presto bloccata da una profonda contrapposizione tra due fazioni: quella francese, composta principalmente da cardinali creati dal papa francese Urbano IV, e quella italiana, che aveva i numeri per impedire al candidato avversario di raggiungere i due terzi dei voti necessari. In questo contesto di stallo, si narra anche che Filippo Benizi, Priore Generale dell’Ordine dei Serviti, quando venne a sapere che il sacro collegio aveva rivolto l’attenzione su di lui per l'elezione del nuovo papa, fuggì in una grotta non sentendosi all’altezza di tale ruolo.

Mappa dell'Italia medievale con evidenziata Viterbo

L'Intervento del Popolo di Viterbo

Diversamente da quanto succede oggi, i cardinali si recavano una volta al giorno presso la Cattedrale di Viterbo per incontrarsi e votare, per poi ritornare alle rispettive residenze. La situazione di stallo, che persisteva dopo più di un anno di votazioni, portò il popolo insofferente viterbese a una reazione drastica. Guidati dal Capitano del popolo Raniero Gatti, il 1° giugno 1270, i viterbesi decisero di agire.

Gli abitanti della città rinchiusero con la forza i cardinali nella grande sala del Palazzo Papale. Furono vietati i contatti esterni per evitare qualsiasi pressione proveniente dall'esterno, si ridusse loro il vitto e, infine, arrivarono addirittura a scoperchiare il tetto della sala, esponendoli alle intemperie per accelerare la decisione. L'episodio fu così drammatico che ancora oggi è ricordato come un momento chiave nella storia delle elezioni papali. È proprio da questo episodio estremo che nacque l'uso moderno della parola "conclave" (dal latino "cum clave", "chiuso a chiave").

Illustrazione storica del Palazzo Papale di Viterbo con i cardinali e il tetto rimosso

L'Elezione di Gregorio X e la Nascita delle Regole

Nonostante le drastiche misure, si dovette comunque aspettare altri 15 mesi per l'elezione del nuovo papa. Tra l’autunno del 1269 e l’estate del 1270, il numero dei cardinali elettori si era ridotto a 16. Questi, alla fine, si accordarono per tenere un'elezione di compromesso: elessero sei di loro con l’incarico di concordare sul nome del candidato al quale gli altri avrebbero aderito.

Il 1° settembre 1271 avvenne l’elezione di Tebaldo Visconti, sessantunenne arcidiacono a Liegi e non ancora ordinato sacerdote, amico di san Tommaso d’Aquino e di san Bonaventura da Bagnoregio. In quel momento si trovava ad Acri in Palestina. Giunto a Viterbo nel febbraio 1272, accettò l’elezione e prese il nome di Gregorio X. Incoronato a Roma il 13 marzo 1272, pur non avendo esperienza della Curia, godeva di un’ottima conoscenza della situazione politica in Europa e in Terra Santa, e si sforzava di portare i cardinali all'unità e all'obbedienza.

Ritratto di Papa Gregorio X

La Costituzione Apostolica "Ubi Periculum"

Fu proprio l’esperienza della sua lunga elezione al soglio pontificio a spingere Gregorio X a riorganizzare l’elezione del Successore di Pietro. Due anni più tardi, nel 1274, durante il Secondo Concilio di Lione da lui stesso convocato, Gregorio X promulgò la Costituzione apostolica “Ubi Periculum”. Questo documento indicava le nuove regole per l’elezione dei papi, prendendo come esempio quanto accaduto a Viterbo nel 1270. Bonifacio VIII la inserì nel Codice di Diritto Canonico nel 1298.

A Gregorio X si deve l’istituzione ufficiale del "Conclave", che prevedeva l’elezione del Pontefice in un luogo chiuso e inaccessibile. La Costituzione Ubi Periculum, approvata nella V sessione del Concilio di Lione II il 16 luglio 1274, introdusse per la prima volta la parola «Conclave», indicando un luogo chiuso e serrato, il salone dove i cardinali si sarebbero dovuti riunire per eleggere il Pontefice.

Le regole introdotte furono estremamente rigorose, finalizzate a scongiurare il ripetersi di una lunga sede vacante. Si prevedeva che:

  • Se tre giorni dopo l'ingresso dei cardinali nel conclave non si fosse pervenuti all'elezione, la consistenza dei pasti ai cardinali sarebbe stata ridotta da due a una portata per i successivi cinque giorni.
  • Se dopo questi cinque giorni non fossero ancora pervenuti all'elezione, i pasti sarebbero stati ridotti a solo pane, acqua e vino fino all'elezione.
  • Durante il Conclave i cardinali non avrebbero percepito alcun emolumento da parte della Camera Apostolica.

Il Conclave di Viterbo - "cum clave"

L'eredità di "Ubi Periculum": Confronto con "Universi Dominici Gregis"

Di questo importante documento, che è anche premessa della Universi Dominici Gregis, la legislazione oggi in vigore per l’elezione del Successore di Pietro, l’Archivio Apostolico Vaticano custodisce otto ratificazioni sigillate dai padri conciliari. Questi sono esemplari di formato voluminoso, in buono stato di conservazione e contraddistinti dai sigilli di vescovi di Francia, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Spagna, Italia, dai patriarchi di Costantinopoli, Antiochia, Grado e dai tre abati degli ordini religiosi: cistercensi, cluniacensi e premostratensi.

Marco Maiorino, Scriptor dell’Archivio Apostolico, evidenzia le differenze e le convergenze tra la Ubi Periculum e la Universi Dominici Gregis. La legislazione curiale è tendenzialmente conservativa, con lo scopo preciso di garantire il perseguimento della verità e la salvaguardia della giustizia. Se la Ubi Periculum prevedeva che i cardinali si adunassero in un luogo chiuso e che in questo palazzo tutti abitassero in uno stesso salone, chiamato Conclave, con una sola finestra per consentire il passaggio delle vivande, la Universi Dominici Gregis stabilisce ancora oggi che il Conclave debba svolgersi in settori ed edifici determinati, chiusi agli estranei. Fino all'elezione del nuovo Pontefice, i locali della Domus Sanctae Marthae, l’edificio voluto da Giovanni Paolo II per ospitare i cardinali, restano chiusi alle persone non autorizzate. Esistono inoltre norme per ammettere i ritardatari al Conclave previste dalla Ubi Periculum che sono state recepite anche nella Universi Dominici Gregis.

Di grande interesse, impatto e attualità resta il testo più ampio della Costituzione Ubi Periculum, in cui i padri conciliari pregano i cardinali affinché riflettano con attenzione sul dovere che pesa su di loro nell'eleggere il vicario di Gesù Cristo. Essi esortano a dimettere ogni privata passione, a non guardare tanto a sé stessi e a non lasciarsi influenzare da nessuno, salvo Dio, nel loro giudizio, cercando senza paura ciò che è di comune utilità e affrettando un’elezione utile e necessarissima per dare alla Chiesa uno sposo degno.

Il Conclave più Breve della Storia: L'Elezione di Giulio II (1503)

All'opposto del conclave di Viterbo, il conclave più breve della storia della Chiesa cattolica si tenne nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 1503. Dopo la morte di Papa Pio III, avvenuta il 18 ottobre a seguito di un pontificato di soli ventisei giorni, i cardinali si riunirono ed elessero Giuliano della Rovere come Papa Giulio II in appena dieci ore.

La rapidità dell'elezione fu favorita dalla necessità di stabilità e dalla figura autorevole del nuovo pontefice, noto per il suo ruolo di mecenate e per aver promosso la costruzione della Basilica di San Pietro. Al momento della sua elezione, la salute di Pio III già vacillava da tempo; affetto da grave ulcera e non trattata efficacemente, peggiorò rapidamente, evolvendo in febbre altissima, e alle prime ore del 18 ottobre il papa spirava.

Dato che Pio III non aveva nominato nuovi cardinali, il collegio cardinalizio era diminuito di un membro, per un totale di quarantaquattro, di cui trentotto parteciparono al conclave. Questi entrarono in processione nella cappella maggiore del Palazzo Apostolico nel pomeriggio del 31 ottobre, dopo la Messa del Santo Spirito. Non ci furono scrutini quel giorno, ma i cardinali si erano già accordati sul nome: si avvicinarono alla cella del Cardinale della Rovere e di fatto lo acclamarono papa. Il mattino seguente, dopo la discussione sulle capitolazioni, si procedette a uno scrutinio per confermare la scelta della sera precedente.

Ritratto di Papa Giulio II

Conclavi Recenti: Brevità e Organizzazione

Il professore ha spiegato che le disposizioni di Gregorio X hanno portato a conclavi più veloci e organizzati. Nella storia più recente, la durata delle elezioni papali si è significativamente ridotta, generalmente a pochi giorni. Gli ultimi conclavi sono stati brevi:

  • Il conclave che ha eletto Papa Francesco è durato tre giorni, con circa cinque scrutini.
  • Benedetto XVI fu eletto con quattro scrutini e il conclave fu di due giorni.
  • Breve fu anche il conclave che elesse Giovanni Paolo II, con circa otto scrutini.
  • Giovanni Paolo I fu eletto con quattro scrutini.

Si nota che quando il conclave è chiamato a riunirsi di nuovo in poco tempo - ovvero quando le morti di due papi sono ravvicinate - la nomina è velocissima perché gli schieramenti e gli accordi presi non sono cambiati di molto. Oggi, sebbene siano passati anni dall'elezione di Papa Francesco, è improbabile che si debbano attendere mesi per avere il nome del nuovo Pontefice, poiché i giorni e gli scrutini non sono stati tanti negli ultimi conclavi.

Il Conclave di Viterbo - "cum clave"

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