Il territorio di Pray e delle zone limitrofe nel Biellese custodisce un ricco patrimonio di edifici sacri, testimonianza di una devozione secolare che ha saputo adattarsi ai mutamenti demografici e storici della valle. Tra le figure di riferimento nel culto locale, la devozione a Santa Rita occupa un posto di rilievo, celebrata in contesti che uniscono l'architettura storica alla spiritualità contemporanea.

La Chiesa sussidiaria e il culto di Santa Rita
La chiesa sussidiaria di Pray, situata in frazione Pray Alto, rappresenta una risposta concreta alle necessità di una popolazione che, con lo sviluppo industriale del XX secolo, si era spostata dalle colline verso il fondovalle. La struttura, dedicata originariamente a San Giuseppe, è caratterizzata da un'unica grande navata sovrastata da una cupola e affiancata da uno snello campanile.
All'interno si distinguono quattro cappelle dedicate a:
- Santa Rita
- Cristo che aiuta il peccatore
- L'Addolorata
- San Pietro
La realizzazione dell'edificio si deve all'iniziativa di don Giacomo Gilardino, con il fondamentale contributo delle benefattrici Flora e Marina Trabaldo Togna. La prima pietra fu benedetta nel 1935 e la consacrazione avvenne nel 1938. Oggi, il legame con Santa Rita è vivo grazie ad iniziative come il Cammino della Luce, che promuove momenti di preghiera e cura dei luoghi sacri, culminando nelle celebrazioni del 22 maggio.
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Testimonianze storiche: l'Oratorio di Santa Maria
L'area di Pray conserva anche tracce di insediamenti religiosi molto più antichi. In particolare, è degna di nota la chiesa situata nella zona di Valsessera superiore. Sebbene citata nei documenti solo all'inizio del XVII secolo, la sua antichità è confermata dai resti della base absidale semicircolare, costruita con grossi ciottoli del torrente Sessera.
Evoluzione architettonica e scoperte artistiche
Le relazioni delle visite pastorali (1606, 1661, 1665) descrivono una chiesa parrocchiale dotata di un piccolo cimitero esterno e arricchita da dipinti sacri. Nel 1780, l'edificio subì una significativa trasformazione con la sopraelevazione delle murature e la costruzione della volta a vela.
Recenti campagne di restauro hanno portato alla luce straordinarie testimonianze artistiche:
- Affreschi del Quattrocento: Sulla facciata esterna è stata rinvenuta una Madonna che allatta il Bambino, opera di scuola piemontese.
- Ciclo pittorico del XV secolo: Sulle pareti laterali della navata sono emersi affreschi raffiguranti scene sacre, tra cui il Martirio di Sant'Agata, San Giorgio col drago, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina e una Crocifissione.

Il contesto devozionale del Biellese
Il territorio circostante Pray è parte di un sistema più ampio di santuari alpini. La storia religiosa locale è profondamente intrecciata con l'evoluzione del paesaggio: se nei secoli successivi al Mille l'area abitata era concentrata sulle alture, la costruzione di cappelle e oratori ha segnato il passaggio verso un'organizzazione territoriale più strutturata. Queste architetture, spesso sorte in prossimità di antiche vie di comunicazione o in luoghi legati a leggende di apparizioni mariane, costituiscono ancora oggi un punto di riferimento fondamentale per la comunità e per i pellegrini che percorrono i sentieri montani.