Santuario della Madonna di Campoè

Il Santuario della Madonna di Campoè è un luogo di profonda devozione e storia, situato in un contesto naturale suggestivo nella Vallassina. La sua origine è legata a un'antica edicola mariana e a un evento miracoloso che ha segnato la sua storia e quella della comunità locale.

Le Origini e lo Sviluppo del Santuario

Dall'Edicola Mariana alla Cappella

Sul luogo, già nel basso Medioevo, esisteva un’edicola mariana, segno di devozione per i viandanti che percorrevano il sentiero collegante il centro della Vallassina con il ramo occidentale del lago di Como. All’inizio del XVI secolo, certo Antonio Pellecani fece erigere una cappella sul posto dell’edicola, forse in ringraziamento di benefici ricevuti.

Le Visite Pastorali e i Primi Ampliamenti

Durante l’episcopato di San Carlo Borromeo, la chiesetta posta sul colle di Pomè, in località Campoè, fu visitata più volte in occasione delle visite pastorali che il Cardinale Borromeo e i suoi delegati arcivescovili effettuarono a Caglio. L’interno del Santuario fu arricchito di pregevoli stucchi, le cappelle laterali si ampliarono nella forma quadrangolare che ancora si osserva, il portico fu inglobato nella navata e fu costruita la Sacrestia.

illustrazione storica del Santuario della Madonna di Campoè

L'Apparizione Miracolosa del 1626

La storia del Santuario è indissolubilmente legata all'evento straordinario avvenuto all’inizio di Luglio dell’anno 1626, durante l’episcopato del Cardinale Federico Borromeo. In quell'anno, la chiesetta di Campoè fu teatro di un miracolo il cui eco si diffuse presto anche in tutta la Lombardia.

Si tramanda che nella parrocchia di Caglio vivesse una pastorella sedicenne, inferma fin dalla nascita. All’inizio di Luglio di quell'anno, mentre un giorno, come al solito, era stata adagiata su di una pietra a custodire alcune pecore sul vicino Colle di Pomè, poco lontano dall’attuale Santuario, le apparve la Vergine e la ragazza fu guarita. La ragazzina subito percorse di corsa i tre chilometri che la separavano dal paese e annunciò a tutti quello che aveva visto e sentito. Le persone che la incontrarono restarono meravigliate più dal suo correre che da quanto lei cercava di dire loro, soffocata dall’emozione.

La notizia della straordinaria apparizione si sparse subito in tutta la Vallassina, tanto che nei giorni seguenti si assistette a un consistente pellegrinaggio dai paesi circostanti. Iniziò così un rinnovato fervore che contagiò tutta la valle.

A questo evento si associa una tradizione popolare che narra dell'intenzione di costruire una chiesa sul colle ove era avvenuta l'apparizione. Tuttavia, il materiale per la costruzione veniva trasportato dalle rondini al Santuario, un gesto interpretato come segno della volontà della Vergine di fare di quel luogo la sua casa.

Evoluzione Architettonica e Devozione Popolare

Dopo il 1626 e nei primi decenni del Settecento, la chiesa di Campoè subì ulteriori interventi architettonici ed artistici che ne migliorarono l’estetica e ne ampliarono la struttura. Dopo l’apparizione, la chiesetta, ormai chiamata comunemente Santuario, fu dotata di torre campanaria e arricchita di ulteriori decorazioni a stucco nelle cappelle laterali e nella prima campata sopra l’ingresso.

Nel corso degli anni, diversi paesi si votarono alla Madonna di Campoè per essere risparmiati dalle ricorrenti epidemie di peste o di colera, testimoniando la profonda e duratura devozione.

Caglio - recupero santuario Campoè

Il Luogo dell'Apparizione: Colle di Pomè

Descrizione e Posizione Geografica

Il Luogo dell'Apparizione della Madonna di Campoè si trova sul Colle di Pomè, una radura ai piedi del Monte Croce, cima minore lungo la Dorsale Lariana tra il Monte Palanzone e la Colma di Sormano. Si presenta come una piacevole radura al cui centro si trova un masso erratico accanto al quale è stata eretta una croce in legno.

Il Monte Croce è una cima lungo la Dorsale Lariana Como-Bellagio, posizionata tra la Braga di Cavallo, ad Est, e la Bocchetta di Caglio, a Ovest. A dispetto del nome, non c’è nulla, tantomeno una croce, a rimarcare la sommità di questo monte. Si ipotizza che il nome e il riferimento alla croce possano essere legati al Luogo dell'Apparizione della Madonna di Campoè, che si trova infatti quasi alla base della cresta meridionale.

mappa sentiero per il Luogo dell'Apparizione della Madonna di Campoè

Percorso per Raggiungere il Luogo dell'Apparizione

Per raggiungere il Luogo dell'Apparizione dal Santuario della Madonna di Campoè, si deve proseguire per l'omonimo viale superando L'Oasi Botanica di Caglio, il Campo da Tennis ed il Jungle Raider fino a giungere alla strada sterrata che, attraversando il torrente della Valle Sassina, conduce poi verso l'Alpe di Enco.

Poco dopo aver superato il torrente, si trova sulla destra una ben visibile fontana in sasso accanto alla quale è posto un crocefisso in legno e una chiara indicazione per il luogo dell'apparizione. Da qui prende avvio un sentiero che, con pendenza moderata, risale fino alla radura del luogo dell'apparizione.

Il percorso è intensamente contrassegnato sulle piante con un simbolo azzurro: una "M" sormontata da una croce. Questo tracciato, di tipo E (Escursionistico), è di circa 1.20 km per un dislivello complessivo di 50 metri. Non è particolarmente impegnativo, ma si consigliano calzature idonee a un tracciato nel bosco. Le persone affette da disabilità, visto il fondo naturale e non uniforme che caratterizza il sentiero, necessitano di accompagnamento e il percorso non è indicato per le sedie a rotelle.

La Comunità Pastorale e la Devozione Attuale

La devozione alla Madonna di Campoè continua ad essere un pilastro per la comunità locale. Don Valentino Viganò, parroco, sintetizza la realtà di Sormano, Caglio e Rezzago, i tre paesi della Vallassina che sorgono nell’anfiteatro dei Monti di Sera, sulla dorsale sud del monte Palanzone, come «Tre paesi, tre chiese parrocchiali, una sola Comunità pastorale con il parroco a fare da collante».

La popolazione di questo luogo, privilegiato di villeggiatura per i week-end dei milanesi, non raggiunge d’inverno i 1500 abitanti, ma d’estate arriva anche a 8 mila. La Comunità Madonna di Campoè, costituitasi due anni fa, ha superato le comprensibili difficoltà dei primi mesi di rodaggio. La realtà presentatasi a don Valentino, destinato ai Monti di Sera da Busto Arsizio, era quella di tre parrocchie con 14 chiese, 9 messe festive da celebrare, tre oratori da gestire e 34 bollette dell’Enel da pagare ogni mese, una realtà decisamente non facile. Ma a don Valentino non è mai mancato l’ottimismo e l’entusiasmo.

Il parroco ha dovuto introdurre cambiamenti, come la riduzione delle messe feriali a una sola a rotazione nelle tre chiese e l'introduzione della messa prefestiva al Santuario di Campoè. Qui viene venerata da 500 anni un’artistica immagine della Madonna del Latte, e i festeggiamenti dell’anniversario si concluderanno il prossimo 5 luglio con l’incoronazione della Vergine.

Gli oratori, da tre, sono stati unificati in uno, localizzato a Sormano, dove ogni domenica pomeriggio si tiene il catechismo per i ragazzi, anche per quelli che si preparano alla comunione e alla cresima. L’oratorio è gestito da un gruppo di 20 mamme, e tutte le attività, gli ambienti e le varie iniziative della Comunità pastorale hanno un responsabile. Ciò permette al parroco di dedicarsi alla pastorale con maggior serenità e di spostarsi nei vari paesi per le celebrazioni, sapendo che nelle tre chiese tutto è già pronto.

Sono maggiormente i ragazzi ad aiutare don Valentino ad amalgamare la Comunità. Ogni due mesi, i ragazzi delle elementari, delle medie e delle superiori, che fanno parte dei gruppi dei chierichetti e del coretto, a turno, si ritrovano in canonica a Rezzago e trascorrono una settimana insieme. Arrivano alla sera del lunedì, cenano e pregano insieme, poi dormono sotto lo stesso tetto, da soli. Al mattino, vanno a scuola, per ritrovarsi ancora nel pomeriggio per fare i compiti, sempre insieme, con la guida dei loro responsabili. Questa esperienza si conclude il venerdì mattina, quando ciascuno torna a casa propria. Questa iniziativa, come anche la collaborazione di tutta la popolazione, è stata accolta positivamente da ragazzi e famiglie.

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