La Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Vieste vanta una storia ricca e affascinante, testimoniata da documenti antichi e da un patrimonio artistico di notevole valore. Il suo ruolo nella comunità viestana è mutato nel corso dei secoli, ma ha sempre mantenuto un significato profondo per i fedeli.
Storia Millenaria e Trasformazioni
Il più antico documento che cita questa chiesa risale al 1272, mentre la Bolla di Papa Niccolò V del 1288 la elenca tra le custodie dei conventi francescani. Nel XIV secolo, con la scissione dell’ordine, la chiesa passò dai Conventuali agli Osservanti. Dopo il tragico sacco turco del 1554, gli Osservanti abbandonarono Vieste. I Conventuali, invece, si trasferirono nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria e fondarono il convento di San Francesco.
Da quel momento, la chiesa fu abitata da eremiti che la gestirono in estrema povertà, preservandone l'essenza spirituale. Un cambiamento significativo avvenne dal 1° luglio 1962, quando la chiesa iniziò a svolgere la funzione di parrocchia per accogliere i residenti del nuovo quartiere cittadino. Di conseguenza, il complesso ha subito radicali cambiamenti con la costruzione dell’attuale oratorio per adattarsi alle nuove esigenze della comunità.
Architettura e Antichità degli Interni
L’interno della chiesa presenta una sola cappella sul lato destro, dove l’architettura medievale ne rivela chiaramente la sua antichità. Questa cappella è da considerare la primitiva chiesetta prospiciente il mare che, anticamente, lambiva questo sito, testimoniando un legame ancestrale con il paesaggio costiero di Vieste.

Il Pregevole Patrimonio Artistico
Nella chiesa si conservano due interessanti testimonianze del patrimonio artistico viestano: la Madonna delle Grazie e la pala situata nella piccola cappella, entrambe di grande valore storico e culturale.
La Statua della Madonna del Latte
La Statua della Madonna, posta nella sua edicola originale, rappresenta la Madonna del latte. Risalente al XIV secolo ma d’impostazione medievale, questa scultura è un esempio significativo dell'arte sacra dell'epoca. Una caratteristica peculiare di questa immagine è la decorazione del mantello, che è arricchita da orchidee albine, una specie molto rara presente nel territorio garganico, aggiungendo un elemento di unicità botanica all'opera.

La Pala d'Altare della Sacra Conversazione
Il quadro, invece, risale al XVIII secolo e rappresenta una Sacra Conversazione con la Madonna. Questo dipinto di scuola napoletana, di autore ignoto, presenta un paesaggio idealizzato. In esso viene raffigurata la chiesa stessa con lo sfondo di Vieste e le sue bianche falesie, inclusa la presenza iconica del monolito di Pizzomunno. Quest’ultimo è rappresentato, forse, per la prima volta in un’opera d’arte, conferendo alla pala un ulteriore valore storico-artistico legato al territorio.

La Madonna della Libera: Un Titolo Storico
I viestani ricordano affettuosamente questa chiesa anche con il titolo di Madonna della Libera. Questa usanza risale al 1835, quando la regina Maria Cristina, moglie del re di Napoli Ferdinando II di Borbone, ebbe una gravidanza difficile. La regina chiese ai sudditi di pregare la Madonna per “liberarla” dai dolori che l’affliggevano, da cui derivò questo appellativo.
Tradizioni e Festività Legate alla Chiesa
Ogni 23 Aprile, in questa chiesa, si porta in processione la statua di San Giorgio, patrono della città, seguita da una straripante moltitudine di fedeli, in una manifestazione di fede e tradizione molto sentita dalla comunità.