Chiesa Parrocchiale di San Giovanni a Suergiu: Storia e Resti

La chiesa di San Giovanni a Suergiu, un tempo parrocchiale del comune, è oggi un edificio sconsacrato e in avanzato stato di rovina. Sebbene intitolata a San Giovanni Battista, alcune fonti locali suggeriscono una possibile dedicazione a San Giovanni Evangelista.

L'abbandono dell'edificio avvenne nel 1935 a causa delle precarie condizioni conservative. La chiesa fu quindi sostituita dall'attuale parrocchiale, inaugurata nel 1959. La nuova chiesa vanta un pregevole mosaico sulla facciata, opera di Filippo Figari, che raffigura San Giovanni Battista e i frutti della terra irrigata dalla diga di Monte Pranu.

Facciata in rovina della vecchia chiesa parrocchiale di San Giovanni a Suergiu

Origini e Architettura

Le prime attestazioni documentali della chiesa risalgono al 1341, ma la sua costruzione è probabilmente precedente di alcuni decenni. Gli studiosi ipotizzano un'edificazione tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, basandosi sul suo impianto tardoromanico e sulla decorazione di matrice toscana.

L'edificio era realizzato in calcare e trachite locali. Attualmente, si conservano solamente la parte inferiore della facciata e alcuni tratti del fianco settentrionale. In quest'ultimo, sono ancora individuabili una monofora e una porta architravata, entrambe oggi tamponate. La porta è sormontata da una lunetta a tutto sesto.

Questo impianto architettonico presenta similitudini con altre chiese coeve, come San Ranieri a Villamassargia (oggi Madonna del Pilar) e San Nicola di Narcao (distrutta nel XX secolo). Le facciate di queste chiese erano caratterizzate da lesene che si raccordavano in alto con archetti paralleli allo specchio del portale e obliqui lungo gli spioventi del frontone. È plausibile ipotizzare una simile configurazione anche per l'originaria facciata della chiesa di San Giovanni.

Dettaglio di una monofora e porta architravata sulla facciata della chiesa

Elementi Architettonici Sopravvissuti

Nello spigolo sinistro della facciata, poco al di sotto dell'altezza degli archetti, è visibile un concio con una croce greca clipeata a bracci ansati, scolpita a basso rilievo.

Interno e Arredi

Le informazioni relative all'interno della chiesa provengono principalmente da documenti d'archivio e da una relazione parrocchiale del 1933. I documenti relativi alla dismissione dell'edificio menzionano un soffitto ligneo a capriate e una pavimentazione in piastrelle di cotto.

La relazione del parroco del 1933 descrive la presenza di un fonte battesimale in trachite, diviso in due parti e decorato con l'immagine di San Giovanni Battista. Il presbiterio era separato dal resto della chiesa da una balaustra. Accanto a questa, addossato alla parete sinistra, si trovava un semplice pulpito in legno, privo di baldacchino.

Il sacerdote ricorda inoltre l'esistenza di tre altari e di altrettante statue lignee: una raffigurante il patrono San Giovanni, una di San Isidoro e una di San Biagio. Sul lato sinistro del presbiterio, una porta conduceva alla sacrestia e alla canonica.

Ricostruzione ipotetica dell'aspetto originario della chiesa di San Giovanni

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