Nuove testimonianze e denunce pubbliche
Nuove testimonianze di abusi compiuti da padre Rupnik sono state raccolte da "Le Iene", il programma di Italia Uno. Tra queste, quella di Suor Samuelle, che racconta di essere stata invitata dall'ex gesuita sloveno a incontri notturni con una raccomandazione precisa: "Mi raccomando, stai attenta di non farti sentire da nessuno perché la gente potrebbe avere idee strane vedendoti scendere da me alle 22 di sera". Consacrata della Fraternità Monastica di Gerusalemme, la suora ha confidato i traumi subiti in un'inchiesta di Roberta Rei e Marco Occhipinti.
Nel servizio sono presenti anche le parole di Gloria e Mirjam, che, dopo anni di sofferenze e tentativi di ottenere ascolto all'interno della Chiesa, hanno scelto di denunciare pubblicamente quanto subito. Hanno aggiunto dichiarazioni inedite alle testimonianze già rese in passato, evidenziando come i casi fossero stati denunciati ai loro superiori già molti anni fa.
Intervistata anche l'avvocatessa Laura Sgrò, autrice del libro "Stupri Sacri", che ricostruisce le drammatiche vicende vissute dalle vittime.
Le esperienze delle vittime
“Durante la cena - ricorda Suor Samuelle - lui mi mandava baci a distanza, io stavo malissimo, guardavo il mio piatto, mangiavo e dopo tre secondi alzavo lo sguardo solo per verificare che aveva smesso. Questo l’ha fatto in diversi posti. Ha creato un clima nel quale stavo male, avevo paura di lui. Avevo il cuore che batteva tanto, sudavo tanto. Erano i segni di una ansia alta. Una volta mi ritrovo con lui giù, si avvicina, mi parla del mosaico e mette la mano sulla mia spalla. Poi la mano è scesa dietro la schiena, a un certo punto si ferma e con il dito ha iniziato a giocare con il mio reggiseno. Quindi mi sono staccata, e lui mi ha guardato molto sorpreso: ‘Ma Samuel che c’è? Guarda, è bello che possiamo fare questo insieme, perché io sono un sacerdote, tu sei suora tranquilla, … tutto puro’”.
“Mi abbracciava e provava anche a masturbarmi, oppure - denuncia Gloria, all’epoca studentessa di medicina alla Sapienza - mi metteva la mano sul suo membro dicendo ‘Io sono a tua disposizione’, cosa che io non facevo. In Slovenia c’è stata una masturbazione molto violenta, in macchina, nella quale ho perso la verginità. Lui diceva che era bellissimo, che non c’era stata nessuna sopraffazione”.
Padre Rupnik avrebbe giustificato i suoi atti come un dono spirituale condiviso tra loro: “Una sessualità pura”. Quando Gloria avrebbe provato a opporsi, la reazione dell’allora gesuita sarebbe stata violenta, attaccandola psicologicamente e isolandola dal resto della comunità.
“Se io non mi lasciavo abbracciare o accarezzare, lui cominciava a parlare male di me agli altri”, afferma Mirjam confermando questo meccanismo di manipolazione: “Mi disse che non potevo più essere amica di Gloria”.

Il silenzio di Rupnik e la copertura delle opere
Per completare la loro inchiesta, "Le Iene" hanno avvicinato Rupnik all’aeroporto di Fiumicino. Alle domande sui presunti atti di abuso spirituale e sessuale, Rupnik ha evitato di rispondere, allontanandosi senza fornire spiegazioni.
Nel frattempo, i pellegrini arrivati a Lourdes hanno notato una squadra di operai intenti a coprire con dei maxi pannelli semi permanenti i giganteschi mosaici sulle porte e le navate laterali del santuario mariano. Su quei mosaici da tempo era in corso una battaglia sotterranea in Vaticano tra chi voleva coprirli o smantellarli e chi, invece, avrebbe voluto lasciare tutto così, nonostante le accuse di reiterate e scabrose violenze sessuali su decine di suore.
I mosaici, di carattere sacro, fanno riferimento all'amore di Dio e alla figura della Vergine. Tuttavia, alcune vittime hanno rivelato che proprio dagli abusi sessuali Rupnik avrebbe tratto spunto e ispirazione artistica, alimentando lo scontro ecclesiale sulla permanenza delle sue opere nei luoghi sacri.
Il caso Rupnik: insabbiamenti e giustizia ecclesiastica
Il caso di questo ex gesuita è emblematico degli insabbiamenti della Chiesa e delle coperture che molti predatori hanno potuto godere grazie ai loro legami con personaggi influenti. Gli abusi di Rupnik erano noti alla Chiesa già dalla metà degli anni novanta. Solo di recente la Compagnia di Gesù lo ha espulso e ha chiesto perdono alle vittime per la loro cecità e sordità.
In Vaticano, Papa Francesco è stato costretto ad aprire un processo che sta andando a rilento al Dicastero della Fede. Il cardinale prefetto Fernandez ha spiegato che il Vaticano fa fatica ad individuare giudici competenti, poiché il caso è diventato troppo mediatico. Rimane oscuro il motivo per cui Rupnik, scomunicato nel 2020, sia stato misteriosamente reintegrato pochi mesi dopo per volontà superiore.
Il vescovo di Lourdes ha incontrato le vittime di Rupnik e ha preso pubblicamente le distanze, istituendo una commissione interna per valutare come procedere. Oggi i mosaici sono stati tutti coperti.

Le vicende giudiziarie e le misure cautelari
Nel luglio scorso, la Chiesa di Francia ha istituito una commissione per valutare lo smantellamento dei mosaici a Lourdes. Tre sono le novità nella vicenda: le censure dei gesuiti della provincia della Cechia al Centro Aletti, la decisione della Segreteria della comunicazione vaticana di rimuovere le immagini dell'ex gesuita dai siti della Santa Sede e le parole di autocritica del preposito generale dei gesuiti, p. Arturo Sosa.
Il 10 giugno, il nuovo provinciale in Cechia ha scritto ai padri del Centro Aletti, rimuovendo e sostituendo il direttore e il superiore della comunità e avviando un'indagine sulla casa editrice Refugium. Il Centro Aletti era nato in Cechia come filiazione di quello di Roma negli anni Novanta.
Dopo le vicende canoniche di Rupnik, Katerina Klosova ha diffuso una rivelazione che afferma la totale estraneità di Rupnik alle accuse. Tuttavia, la Compagnia di Gesù prende le distanze dalla comunità femminile e dalle presunte rivelazioni, affermando che l'opera delle SJVS non è mai stata opera dell'ordine dei gesuiti.
La Compagnia di Gesù ha confermato che sul gesuita sono ancora pendenti delle misure cautelari: proibizione di confessare, di esercitare la direzione spirituale e di accompagnare gli esercizi spirituali. Inoltre, a padre Rupnik è vietato esercitare attività pubbliche senza il permesso del suo superiore.
Il Dicastero per la dottrina della fede ha ricevuto una denuncia nel 2021 nei confronti del gesuita Marko Rupnik, riguardante il suo modo di esercitare il ministero, ma non era coinvolto alcun minorenne. L'indagine preliminare ha concluso che c'è un caso da risolvere, ma il Dicastero ha dichiarato che le accuse riguardano vicende prescritte.
Nonostante ciò, le restrizioni al ministero di p. Rupnik continuano. Il 15 giugno 2023, il superiore generale padre Arturo Sosa Abascal decreta l'espulsione di Rupnik dalla Compagnia di Gesù a causa del suo "ripetuto ed ostinato rifiuto" di obbedire alle misure restrittive.
Opere artistiche e dibattito
Marko Ivan Rupnik ha realizzato in tutto il mondo opere famose, come i mosaici della Cappella "Redemptoris Mater" in Vaticano, quelli delle basiliche di Fátima e di San Giovanni Rotondo, e quelli sulla facciata del santuario di Lourdes. Le sue opere sono diffuse in numerosi luoghi sacri internazionali.
Oltre all'attività di artista e teologo, si è dedicato anche a quella pastorale, attraverso conferenze e la guida di corsi ed esercizi spirituali. Nel 1973 entra nella Compagnia di Gesù e studia filosofia e teologia a Roma, specializzandosi in missiologia. Nel 1985 diventa sacerdote.
Le sue opere sono composte con tessere irregolari di materiali diversi: granito, marmi, travertino, smalto, argento, madreperla, foglie d'oro. Rupnik descrive il mosaico come un'arte esigente e corale, un'esperienza ecclesiale che richiede collaborazione e dialogo tra la tradizione iconografica orientale e la sensibilità artistica occidentale.
Il dibattito sulle opere di Rupnik è ancora aperto, con alcune istituzioni che hanno deciso di oscurare la loro presenza per ragioni di opportunità pastorale, mentre altre sostengono che l'arte non vada criminalizzata.