Il Rito dell'Ordinazione Presbiterale: Significato e Fasi

Il percorso verso il sacerdozio ministeriale nella Chiesa Cattolica è scandito da diverse tappe, che preparano il candidato al secondo grado del Sacramento dell'Ordine: il Presbiterato. Questo sacramento imprime nel candidato un indelebile "carattere ministeriale", abilitandolo a partecipare in modo unico alla missione di Cristo.

Il Sacramento dell'Ordine e i suoi Gradi

Nella Chiesa, coloro che esercitano il servizio di vescovi, presbiteri e diaconi ricevono il Sacramento dell'Ordine. I segni visibili che compongono l'Ordine, così come tramandati dall'epoca degli Apostoli, sono l'imposizione delle mani da parte del vescovo e la preghiera di consacrazione. Prima di accedere ai gradi dell'ordine sacro, i candidati possono ricevere dei ministeri istituiti.

  • Lettorato: È il primo ministero istituito, che il vescovo conferisce alla fine del terzo anno di formazione. L'ufficio liturgico del lettore è la proclamazione delle letture nell'assemblea liturgica. Di conseguenza, il lettore deve curare la preparazione dei fedeli alla comprensione della parola di Dio ed educare nella fede i fanciulli e gli adulti. È un ministero di annunciatore, catechista, educatore alla vita sacramentale e evangelizzatore per chi non conosce o misconosce il Vangelo.

  • Accolitato: È il secondo ministero istituito, che il vescovo conferisce alla fine del quarto anno. L'ufficio liturgico dell'accolito è di aiutare il presbitero e il diacono nelle azioni liturgiche, e di distribuire o di esporre, come ministro straordinario, l'Eucaristia. Di conseguenza, l'accolito deve curare con impegno il servizio all'altare e farsi educatore di chiunque nella comunità presta il suo servizio alle azioni liturgiche. Il contatto con "i deboli e gli infermi" lo stimola a farsi strumento dell'amore di Cristo e della Chiesa nei loro confronti.

  • Diaconato: È il primo grado del sacramento dell'ordine. Il candidato, attraverso l'ordinazione e l'imposizione delle mani da parte del vescovo, viene abilitato al servizio della carità.

  • Presbiterato: È il secondo grado del sacramento dell'ordine, che imprime al candidato il “carattere ministeriale”. Con il Rito dell'Ordinazione Presbiterale, un fedele, normalmente diacono, riceve il Sacramento dell'Ordine Sacro nel suo secondo grado.

Il Rito dell'Ordinazione Presbiterale: Panoramica Generale

Il Rito dell'Ordinazione Presbiterale, come elaborato dopo il Concilio Vaticano II, è ricco di significati biblici e teologici. Il rituale, in ogni sua parte, incluso nella benedizione finale, intende situare la ricchezza dell’agire del presbitero del Nuovo Testamento nella conformazione alla vita del Cristo storico: maestro, pastore e sacerdote, di cui l'Eucaristia è sacramento. Il rituale post-conciliare muove da questa prospettiva: il presbitero è ordinato perché, chiamato da Cristo a collaborare con un Vescovo, possa edificare la Chiesa. Questa è la causa finale che muove quella iniziale, la chiamata di Cristo.

rappresentazione stilizzata del Sacramento dell'Ordine con vescovo e candidati

Preparazione e Partecipazione della Comunità

È dovere di tutti i fedeli della Diocesi accompagnare con la preghiera i candidati al presbiterato, specialmente nella preghiera universale della Messa e nelle intercessioni dei Vespri. Poiché il Presbitero viene costituito a servizio di tutta la Chiesa particolare, all’ordinazione dei presbiteri si invita il clero e il popolo in modo da avere il maggior numero di partecipanti alla celebrazione. È opportuno che la Chiesa particolare si prepari alla celebrazione dell'ordinazione.

Le Fasi della Liturgia di Ordinazione

L'ordinazione del presbitero ha inizio dopo la proclamazione del Vangelo, con il vescovo seduto alla sede preparata per lui con la mitra in capo.

Presentazione ed Elezione

L'ordinando, che rimane in piedi mentre l'assemblea è seduta, viene chiamato per nome dal diacono e risponde "Eccomi", avvicinandosi al vescovo con la dovuta riverenza. Quindi, il Rettore del Seminario Maggiore presenta il candidato, affermando che la Santa Madre Chiesa chiede che sia ordinato presbitero. Il vescovo interroga sulla sua dignità, e il Rettore attesta l'idoneità basandosi sulle informazioni raccolte e sul giudizio dei formatori. Il vescovo, con l’aiuto di Dio, sceglie il fratello per l’ordine del presbiterato, e l’assemblea risponde con un “Rendiamo grazie a Dio” o un canto di acclamazione.

Omelia del Vescovo

Dopo la presentazione ed elezione, tutti siedono e il vescovo pronuncia l'omelia, seguita da un breve silenzio.

Impegni dell'Eletto Presbitero

L'eletto si alza in piedi e si pone davanti al vescovo, che lo interroga riguardo alla sua volontà di assumere gli impegni del presbiterato. Le domande vertono sull'esercizio del ministero sacerdotale come cooperatore dei vescovi sotto la guida dello Spirito Santo, sulla celebrazione fedele dei misteri di Cristo (specialmente Eucaristia e Riconciliazione), sulla dedizione assidua alla preghiera per il popolo affidato, e sull'unione sempre più stretta a Cristo sommo sacerdote. A tutte le domande i candidati esprimono insieme, ma al singolare, la propria volontà: "Sì, lo voglio" o "Sì, con l’aiuto di Dio, lo voglio".

Il rito esplicita che il presbitero è chiamato a cooperare (cooperatores) con i Vescovi per servire il popolo di Dio sotto la guida (duce) dello Spirito Santo. Questo aspetto sottolinea una “tensione” potenziale: sebbene il primato nella conduzione sia dello Spirito, nella prassi è spesso il Vescovo a decidere. Il presbitero riceve da Cristo la chiamata, è guidato dallo Spirito Santo e donato ad un Vescovo come collaboratore. Il Vescovo, quindi, dovrebbe essere attento a comprendere il dono specifico (carisma) che lo Spirito ha fatto a quella persona, valorizzandolo come il miglior aiuto e collaborazione all’opera di Dio nella Diocesi.

Successivamente, l'eletto si inginocchia davanti al vescovo e pone le proprie mani congiunte in quelle del vescovo, promettendo rispetto e obbedienza al vescovo diocesano e al suo legittimo superiore.

Litanie dei Santi

Dopo gli impegni, il vescovo invita il popolo alla preghiera. Tutti si alzano e si prostrano mentre vengono cantate le litanie dei Santi. Durante il Tempo di Pasqua e nelle domeniche le litanie si cantano stando in piedi, negli altri giorni in ginocchio. Le litanie includono invocazioni a vari santi e richieste di misericordia a Dio per il candidato, la Chiesa e il mondo intero. Esse invocano i nomi degli "abitanti della Gerusalemme celeste", unendo la Chiesa terrena a quella celeste.

illustrazione di un sacerdote in preghiera prostrato a terra durante le litanie dei santi

Imposizione delle Mani e Preghiera di Ordinazione

L'imposizione delle mani avviene senza dire nulla. Il Vescovo la effettua, imponendo le mani sul capo di ogni candidato inginocchiato dinnanzi a lui. Dopo il vescovo, il gesto viene ripetuto dai presbiteri presenti. Fin dall’antichità è conosciuta la tradizione dell’imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri. La Preghiera Consacratoria viene pronunciata dal solo Vescovo consacrante, con le braccia allargate.

Questa preghiera, un testo molto antico attestato nel Sacramentario Veronense del VI secolo, invoca il Padre Santo affinché doni al candidato la dignità del presbiterato e rinnovi in lui l'effusione del Suo Spirito di santità. È interessante notare che la preghiera utilizza il termine innova (rinnova in lui l'effusione del tuo Spirito di santità; adempia fedelmente, o Signore, il ministero del secondo grado sacerdotale da te ricevuto e con il suo esempio guidi tutti a un'integra condotta di vita) anziché renova. Questo suggerisce un dono nuovo dello Spirito Santo, non solo un rinnovamento di quanto già ricevuto nel battesimo e nella cresima, ma una realtà specifica legata al carattere ministeriale.

La preghiera ripercorre la storia del ministero ordinato fin dalla Prima Alleanza, identificando la tipologia del presbiterato nei collaboratori associati a Mosè e Aronne (settanta uomini saggi e prudenti, i figli di Aronne), e poi agli Apostoli. Si chiede al Padre di continuare a donare «questi collaboratori», chiamati da Cristo per «annunziare e attuare l’opera della salvezza».

Vengono chiesti al Padre tre ambiti ministeriali per i nuovi presbiteri:

  1. La predicazione, affinché la parola del Vangelo «fruttifichi nel cuore degli uomini e raggiunga i confini della terra».
  2. La dispensazione dei misteri (sacramenti: Battesimo, Eucaristia, Riconciliazione e Unzione) con i loro rispettivi frutti.
  3. Il mandato della preghiera di intercessione per implorare la misericordia del Padre per il popolo affidato al presbitero (commisso) e per il mondo intero.

Imposizione delle mani nell ordinazione presbiterale. Messina 28.06.2018

Riti Esplicativi

I riti esplicativi hanno il fine di mostrare visivamente ciò che è accaduto con l'ordinazione, esplicitando la missione affidata. Tutti siedono, il vescovo riceve la mitra, e l'ordinato si alza per essere aiutato da un presbitero a rivestire la stola al modo sacerdotale e la casula, rendendo così visibile il suo ingresso in un ministero ordinato.

Unzione Crismale

Il vescovo unge con il sacro crisma le palme delle mani dell'ordinato inginocchiato davanti a lui, pronunciando la formula: "Il Signore Gesù Cristo, che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza, ti custodisca per la santificazione del suo popolo e per l’offerta del sacrificio". Questo gesto esprime il dono dello Spirito Santo che il sacerdote riceve per compiere la missione di Cristo, ed è un rimando all’unzione di Cristo. L'unzione del sacerdote avviene non primariamente per "l'offerta del sacrificio" ma anzitutto per la santificazione del popolo di Dio, che può avvenire con la celebrazione degli altri sacramenti e sacramentali, ma soprattutto con l'offerta di sé, partecipazione di quella di Gesù Cristo, "l'Unto" del Padre, vero modello di ogni offerta a Dio.

Consegna del Pane e del Vino

Il Vescovo consegna a ciascun ordinato, genuflesso davanti a lui, la patena con il Pane e il Calice con il Vino, che nella Messa diventeranno il Corpo e il Sangue di Cristo. Accompagna il gesto con l'esortazione: "Ricevi le offerte del popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai, conferma la tua vita al mistero della croce di Cristo". Questa è un’indicazione preziosa per ogni presbitero: la conformazione a Cristo maestro, pastore, sacerdote, trova il suo compimento e la sua categoria unificante nella partecipazione al Cristo che si offre al Padre ogni giorno, fino alla morte di croce. Inizia così il suo ministero a servizio dell’eucaristia e della comunione ecclesiale.

foto delle mani unte con il crisma e della consegna del calice e della patena

Abbraccio di Pace

Successivamente, il vescovo scambia con l'ordinato l'abbraccio di pace, dicendo: "La pace sia con te", a cui l'ordinato risponde: "E con il tuo spirito". Lo stesso gesto viene compiuto da tutti i presbiteri presenti. L'abbraccio di pace esprime la comunione gerarchica che lega il nuovo sacerdote alla Chiesa locale.

Liturgia Eucaristica

Tutto si svolge secondo il rito della Messa, con l'omissione della preparazione del calice già effettuata. Nelle prime tre preghiere eucaristiche viene aggiunto il ricordo del neo-ordinato secondo questi termini: «fa che sia fedele dispensatore dei santi misteri per l’edificazione del tuo regno».

Riti di Conclusione e Benedizione Finale

Nei riti di conclusione, la benedizione solenne adottata chiede a Dio la grazia del Suo Spirito affinché il neo-ordinato possa adempiere la sua missione, possa essere "servo e testimone della sua verità e del suo amore [di Cristo] e fedele ministro della riconciliazione", ed infine perché sia "un vero pastore che distribuisce il pane e la parola di vita ai credenti perché crescano sempre più nell’unità del corpo di Cristo". Da quest’ultima affermazione ricaviamo un’importante indicazione sull’importanza della cura pastorale.

La Teologia del Presbiterato nel Rito Post-Conciliare

Il rito post-conciliare pone il presbitero in una prospettiva chiara: è ordinato per edificare la Chiesa in collaborazione con il Vescovo, spinto dalla chiamata di Cristo e guidato dallo Spirito Santo. La sua via è la conformazione a Cristo Maestro, Pastore e Sacerdote, una conformazione segnata per ogni cristiano secondo la propria elezione e stato di vita. Questo si esplicita nella sua missione di annunciare il Vangelo, dispensare i sacramenti e dedicarsi alla preghiera di intercessione.

Un punto di riflessione teologica riguarda l'idea di un presbitero senza popolo a lui affidato (commisso). Il rito non sembra contemplare questa possibilità, poiché Dio chiama il presbitero ad edificare la Chiesa, suggerendo che ogni presbitero dovrebbe avere una porzione di popolo da edificare e una comunità di riferimento dove crescere nella paternità pastorale, al fine di vivere pienamente la ricchezza che il rito esprime.

La categoria del "carattere" sacramentale, intesa comunemente come un "timbro sull’anima", meriterebbe un approfondimento teologico alla luce del Concilio Vaticano II, per comprenderne la reale dimensione e la sua relazione con tutti i sacramenti e, in particolare, con i tre gradi dell’ordine (Episcopato, Presbiterato e Diaconato).

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