Il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, una delle massime realizzazioni dell'architettura sacra di età romana, ha conosciuto un'incessante stratificazione storica e culturale e una notevole serie di riusi, soprattutto per scopi industriali, sino a tempi recenti. Situato a circa 300 metri fuori dalla cinta di mura dell'antica città, il Santuario fu edificato nel II secolo a.C. e dedicato al dio protettore dell’antica Tibur. La città di Tivoli, con il suo grande valore artistico e architettonico, attira milioni di turisti ogni anno, e il Santuario ne è parte integrante.
Il sito, incluso dal 2016 nell'Istituto Villa Adriana e Villa d'Este (MiC), è ora oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione e valorizzazione. Questo progetto si propone di offrire una narrazione aggiornata e rivista, che tiene conto delle testimonianze di archeologia industriale e le integra nei percorsi di fruizione, costruendo così una nuova esperienza per i visitatori. La "superfetazione di spazi e di forme che a volte, anche in maniera inconsapevole ed incongrua, si aggiungono e si mescolano attraverso i secoli, sono il valore aggiunto di molti complessi archeologici," arricchendo il valore storico e culturale del Santuario.
Il Progetto di Riqualificazione e i Nuovi Interventi
Il progetto di valorizzazione dell’area sacra settentrionale del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli propone una modifica della volumetria industriale esistente. Attraverso un’operazione di sottrazione critica, l'intervento mira a distinguere, ordinare e conservare i differenti elementi archeologici e architettonici. L'obiettivo primario è offrire una narrazione accessibile e inclusiva, sia in presenza che a distanza, con l'ambizione di fare del museo un luogo per tutti.
Restauro del Teatro Romano e Servizi
Il restauro e la reintegrazione del teatro romano sono stati completati, consentendo ora una capienza di circa 1300 posti a sedere. Nella parte antistante il podio sono stati restaurati i resti della grande scalinata che separava il tempio dal teatro.
Il palcoscenico è stato concepito con una parte fissa, che occupa la superficie della scena esistente, e una parte amovibile, che aggetta nella zona posteriore. È inoltre dotato di un sipario montato su due pantografi movimentati elettricamente, che ne consentono l’alloggiamento all’interno della buca antistante la scena. In altri ambienti della via Tecta sono stati realizzati i servizi igienici destinati al pubblico e i camerini a servizio del teatro, migliorando significativamente l'infrastruttura per i visitatori e gli eventi.

Recupero degli Spazi Industriali e Panoramici
Il susseguirsi delle vicende storiche ha fatto sì che il santuario, situato in un punto strategico dell’antica rete commerciale del territorio tiburtino, abbia subito varie metamorfosi, trasformandosi in un’importante centrale idroelettrica e una cartiera industriale. Il progetto attuale crea un percorso per i visitatori che permette non solo la lettura del portico romano, ma anche di altri elementi significativi quali il canale Canevari e parte della Cartiera Segre (1500 mq).
La volumetria industriale viene separata dal portico romano, alleggerita da grandi aperture verticali e perforata da diagonali prospettiche. Questo approccio consente una smaterializzazione visuale che agevola, da più punti, la vista del portico e accentua la presenza e la valorizzazione dei resti romani. Con l’apertura di ampie superfici vetrate e la realizzazione di una grande copertura piana praticabile, si recupera la vista panoramica del santuario su Roma.
Questa duplice valenza di filtro fra epoche differenti e la sua diretta relazione con l'esterno è arricchita dalla presenza di un giardino botanico. Questo giardino è caratterizzato dall'utilizzo di piante e arbusti usati dagli artisti romani come modello per bassorilievi ornamentali dalla profonda valenza simbolica. In particolare, è stata scelta la collocazione di piante relazionate al mito di Ercole e alla descrizione del giardino delle Esperidi, scenario di una delle sue fatiche. Il padiglione Sud-Ovest, terminata la visita ai resti romani, resta aperto al pubblico e si trasforma in questo suggestivo spazio industriale riutilizzato come “orto botanico”.

Innovazione e Sostenibilità
Nelle prime due navate a Nord-Est si propone, dopo un adeguato restauro degli interni, l’inserimento di un incubatore di imprese per i Beni Culturali e un laboratorio di restauro, promuovendo così nuove attività legate al patrimonio.
Il progetto, al di là del rigore e della pulizia formale delle strutture principali, nasconde una tecnologia di punta che permette l'uso prevalente di energie pulite e la minima contaminazione ambientale. Questo sarà ottenuto non solo tramite l'uso di pannelli solari ad alto rendimento e il recupero delle acque piovane, ma anche grazie a soluzioni più avanzate, quali uno scambiatore di calore che possa sfruttare la ingente presenza d'acqua nell'area.
Il Team di Progetto
Il progetto di riqualificazione è stato curato da POLIS s.r.l. come capogruppo, con l'Arch. Gennaro Farina, i coprogettisti Arch. Francesco Arrigoni e Arch. Luca Ximenes, e vari collaboratori. Le consulenze specialistiche hanno incluso l'Arch. Francesco Marvardi per la storia urbanistica tiburtina e la Prof.ssa Giulia Caneva per le specie botaniche nella decorazione del Tempio.
Una Fruizione Accessibile e Inclusiva
I percorsi all'interno del Santuario si avvalgono di diversi media e strumenti innovativi, dai pannelli visivi e tattili ai fumetti e ai videogiochi, per rendere l'esperienza più coinvolgente e accessibile a tutti, inclusi bambini e scuole nell'ambito di percorsi didattici. Visitare il Tempio di Ercole Vincitore a Tivoli è relativamente semplice, ma data la sua vasta estensione, è consigliabile dedicare tempo sufficiente. La visita è particolarmente piacevole in periodi non piovosi. Con l'acquisto del biglietto per le due ville (Villa d'Este e Villa Adriana), è possibile visitare anche il Santuario di Ercole Vincitore.
Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli - Camper 27/06/2024
Straordinari Ritrovamenti Archeologici
Nel corso delle indagini archeologiche presso il Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, uno dei complessi monumentali più spettacolari dell’Italia romana, è emerso un ritrovamento di straordinaria rilevanza. Un'iscrizione, databile all’epoca dell’imperatore Augusto (fine I secolo a.C.), ha permesso di identificare con certezza la basilica del Santuario di Ercole Vincitore, uno degli spazi pubblici più significativi del complesso. Questa scoperta restituisce nuova chiarezza alla sua articolazione monumentale e alla sua funzione. L'iscrizione offre inoltre un riscontro concreto a quanto tramandato dalle fonti antiche: il passo di Svetonio, che ricorda Augusto mentre amministra la giustizia a Tivoli, trova qui una corrispondenza tangibile.
Di questa struttura era già stata messa in luce la facciata monumentale, articolata in nove ingressi. Il recente rinvenimento dell’iscrizione consente finalmente di identificare con certezza questo edificio come la basilica, restituendo pieno significato a uno degli spazi più rappresentativi del complesso.
Il Contesto dello Scavo e i Reperti
La scoperta si inserisce in un contesto di scavo eccezionalmente ben conservato. Circa tre metri sotto l’attuale piano di calpestio sono emersi estesi livelli di crollo, probabilmente causati da un terremoto avvenuto in età tardoantica. Questi strati, rimasti sigillati per secoli, hanno restituito un insieme straordinariamente ricco e integro di materiali: ceramiche, elementi architettonici in terracotta, iscrizioni su lastre di marmo, oggetti in metallo, rilievi scultorei e numerosi frammenti di intonaco dipinto.
Tra i materiali rinvenuti figurano inoltre bolli impressi sui mattoni con i nomi dei produttori C. Naevius Asc(lepiades?) e P. Gli strati successivi al crollo hanno restituito abbondante ceramica databile tra V e VI secolo d.C., tra cui sigillata africana, lucerne e anfore da trasporto. Questi materiali attestano la persistenza di attività e traffici nell’area anche in epoca tarda e rafforzano l’ipotesi di un riutilizzo del santuario in funzione difensiva durante le guerre greco-gotiche, combattute nel VI secolo d.C.

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