La Religiosità Rupestre in Basilicata: Un Viaggio Tra Storia, Arte e Fede

La Basilicata, con i suoi paesaggi suggestivi e le sue antiche tradizioni, offre un'esperienza unica per chi desidera esplorare la profondità della fede e della storia. In particolare, il fenomeno della religiosità rupestre e i pellegrinaggi che ne derivano rappresentano un patrimonio culturale e spirituale di inestimabile valore, con Matera e il suo Parco delle Chiese Rupestri come fulcro principale.

Veduta panoramica dei Sassi di Matera con evidenza delle chiese rupestri

Matera, la Città dei Sassi e le Sue Chiese Rupestri

Matera sorprende già da lontano con i suoi Sassi che sembrano crescere dalla terra stessa. Questa zona offre al visitatore diverse occasioni per entrare in contatto con l'ambiente, la natura e le origini della città. Il territorio, occupato dall'uomo in epoche remote, ha lasciato segni del periodo intercorso tra il Paleolitico e il Neolitico, con decine di villaggi neolitici ricchi di tombe e cisterne.

Il fenomeno delle Chiese Rupestri si è sviluppato con il Monachesimo eremitico del Medioevo, dove le grotte, a ridosso della Gravina o in zone del tutto isolate, sono diventate luoghi di culto. L'ampia presenza di comunità religiose, tra bizantini e benedettini, ha dato impulso all'utilizzo delle grotte come edifici di culto, creando chiese quasi eremitiche, a volte stupendamente affrescate.

Il Parco delle Chiese Rupestri non regala solo gioielli ricchi di religiosità, ma è anche un viaggio alla scoperta di ritrovamenti storici antichi, come gli stanziamenti del paleolitico nella Grotta dei Pipistrelli e i villaggi trincerati di epoca neolitica.

Per il turista che si reca a Matera, una tappa fondamentale è la visita a queste Chiese Rupestri. Riuscire a parlare di tutte le oltre 150 Chiese Rupestri di Matera è un'impresa ardua, non solo per il numero ma anche per la necessaria dovizia di particolari. In questa sede, si vuole rendere edotti di alcune tra le più importanti Chiese Rupestri di Matera che, una volta sul luogo, sarebbe opportuno visitare, dando spazio dapprima alle Chiese presenti in città e in ultimo a quelle subito fuori città.

Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone

La chiesa rupestre di Santa Maria de Idris si trova nella parte alta del Monterrone, una rupe calcarea che si erge nel cuore del Sasso Caveoso. Il nome Idris deriva dalla Odigitria “padrona dell’acqua” o “guida della via”. Questa chiesa si presenta con una natura doppia che la rende unica nel panorama europeo. Le sue origini sono piuttosto antiche, collocandosi tra il XIV e il XV secolo, sebbene l'area fosse già frequentata in epoche precedenti. Accanto alla chiesa principale si sviluppa la Cripta di San Giovanni in Monterrone, che nei fatti è molto più antica e un cunicolo la rende comunicante con essa.

Gli affreschi presenti coprono un arco temporale ampio, dal XII al XVII secolo, testimoniando un utilizzo prolungato del sito e una sovrapposizione di linguaggi artistici. Col passare dei secoli, alcuni interventi di ristrutturazione hanno modificato l'aspetto originario. Un crollo nel XV secolo ha portato alla ricostruzione della facciata in tufo, mentre in epoca successiva sono stati aggiunti elementi decorativi e un nuovo altare, datato 1804 e legato alla famiglia Spuma.

Varcata la soglia di questa bellissima chiesa rupestre, si incontra un ambiente principale che accoglie con una luce soffusa. Le pareti raccontano una storia fatta di immagini sacre che emergono dalla pietra. Sull’altare si trova una tempera del XVII secolo raffigurante la Madonna con Bambino. Accanto compaiono figure come Sant’Antonio e Sant’Eustachio, patrono di Matera. Sulla sinistra si distingue un’Annunciazione, mentre sul lato opposto una Crocifissione richiama una composizione più essenziale. Le decorazioni dell’altare includono motivi floreali e geometrici, realizzati sia a pittura sia a bassorilievo. Un piccolo passaggio conduce verso la Cripta di San Giovanni in Monterrone, uno spazio interamente scavato nella roccia che conserva un carattere più antico e spirituale. Le nicchie affrescate mostrano santi, figure evangeliche e un Cristo Pantocratore che benedice con gesto solenne. Le differenze stilistiche tra le due stanze sono evidenti: nella chiesa superiore compaiono elementi più vicini alla tradizione occidentale, mentre nella cripta emergono rigidità formali e una spiritualità più austera.

Affresco del Cristo Pantocratore all'interno di una chiesa rupestre

Chi raggiunge la cima del Monterrone porta con sé qualcosa di più di una semplice visita: resta la percezione di aver toccato un punto in cui natura, storia e spiritualità si intrecciano in maniera armoniosa.

Convento e Chiesa delle Sante Lucia e Agata alle Malve

Il Convento e Chiesa delle Sante Lucia e Agata alle Malve facevano parte di un insediamento monastico benedettino femminile del IX secolo, inizialmente dedito al culto di Sant'Agata. Successivamente, tra il 1217 e il 1267, il monastero fu rinominato delle Santissime Lucia e Agata. La chiesa si presenta ricavata entro un unico blocco di roccia tufacea, esempio di architettura “al negativo”, cioè scavata e non costruita.

La chiesa è particolarmente interessante per il suo impianto complesso e ricco di particolari architettonici: l'apertura d’ingresso è coronata da un arco parabolico, fiancheggiato da due tozze colonne, che introduce in un piccolo nartece. L'aula ha pianta trapezoidale e lungo le pareti corre un sedile di pietra. Nella parete destra è ancora parzialmente conservato un affresco raffigurante Santa Barbara, con il suo tipico elemento iconografico distintivo, la torre. L'interno della chiesa è davvero notevole, con le sue tre navate ricche di affreschi creati tra il XIV e il XVI secolo. Nel 1525, la badessa Antonia Muschettula di Taranto trasferì il monastero sulla Civita, e la chiesa nel Sasso Caveoso fu trasformata in abitazione, subendo diversi rimaneggiamenti.

Interno della chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve con affreschi

Complesso Rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci

Il Complesso Rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci rappresenta uno tra i principali attrattori dei Sassi di Matera. Situato in Via Madonna delle Virtù, subito dopo Via Sant’Antonio Abate, nel Sasso Barisano, è posto su una delle poche arterie dei Sassi percorribili in automobile.

La struttura, interamente scavata nella roccia calcarea ed esempio dell’architettura "in negativo", è composta dalle due chiese di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, da un monastero, da una “Casa grotta” e da un’antica cantina. Tutti gli ambienti sono comunicanti tra loro per mezzo di stretti passaggi e ripide scalinate, che si aggrovigliano in un percorso articolato fino a salire verso un affaccio da cui si può ammirare il torrente Gravina e la Murgia.

Chiesa Rupestre di Madonna delle Virtù

L’interno della Chiesa Rupestre di Madonna delle Virtù è a tre navate, in origine suddiviso da sei pilastri. La sua realizzazione è fatta risalire, con buone probabilità, all’inizio del IX secolo d.C., anche se le numerose ristrutturazioni susseguitesi nel tempo ne rendono difficile la datazione esatta. Le tre navate, separate da colonne, terminano con delle absidi sulla cui volta è incisa una croce. La più importante traccia artistica è un affresco del XVI secolo nell'abside della navata centrale che raffigura la Crocifissione con la Madonna e San Giovanni. Il soffitto a schiena d’asino, decorato a bassorilievo con arcate che ricordano il matroneo, è anch’esso in stile romanico. L'attuale struttura è stata modificata nel 1674, con l'intervento delle dominicane dell’Annunziata che hanno traslato l’asse e posto un altare barocco in fondo all’attuale navata centrale.

Monastero Rupestre

Attraverso una piccola e stretta rampa di scale si raggiunge il Monastero, anch’esso completamente ricavato nella roccia. La sua costruzione è probabilmente iniziata nel IX secolo e ha subito numerose ristrutturazioni nel tempo. Questo monastero ha inizialmente ospitato monache originarie della Palestina.

Chiesa Rupestre di San Nicola dei Greci

Al di sopra della chiesa rupestre di Madonna delle Virtù sorge la chiesa rupestre di San Nicola dei Greci, realizzata intorno al IX secolo in stile Bizantino-orientale. Anch’essa interamente scavata nella roccia, fu edificata in seguito all’arrivo a Bari delle reliquie di San Nicola. La struttura si presenta a due navate con altrettanti absidi, arricchiti da numerosi dipinti del XII secolo. A destra si può ammirare la Crocifissione con la Madonna e San Giovanni Battista, mentre a sinistra sono raffigurati Santa Barbara, San Pantaleone e un San Nicola del XIV secolo. Questa struttura è ubicata in un'ampia area cimiteriale che ha restituito numerose ceramiche dell’VIII e IX secolo a.C.

Pianta del complesso Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci

Le Chiese più Celebri e Iconiche

Cripta del Peccato Originale: la "Cappella Sistina delle Chiese Rupestri"

L'unica eccezione tra le chiese urbane e quelle fuori città è la Cripta del Peccato Originale. Meglio conosciuta come la "Cappella Sistina delle Chiese Rupestri", cela al suo interno alcuni segreti che rendono la visita a questa meraviglia unica e davvero emozionante. Situata a soli 14 chilometri dal centro di Matera, all'interno di una grotta su un costone della Gravina di Picciano, è diventata famosa anche grazie alle leggende narrate dai pastori locali. Questi ultimi, di notte, trovando riparo in questo luogo, solevano dire che le immagini dei Santi sulle pareti parevano moltiplicarsi nell'oscurità. A distanza di decenni, in questo luogo, grazie a un fondamentale lavoro di restauro, la fede e la spiritualità delle origini hanno ritrovato il loro splendore. Qui è possibile ammirare l'opera di un pittore che ha anticipato Giotto, introducendo elementi presenti poi solo nella Cappella Sistina, portando a riflettere sulla vera natura del frutto del Peccato Originale.

Affreschi della Cripta del Peccato Originale

Chiesa Rupestre di San Pietro Barisano (ex San Pietro in Veteribus)

Si tratta della più grande delle chiese rupestri dell’abitato di Matera. Qui è meglio visibile come l'antica chiesa scavata nel tufo sia stata trasformata in un ambiente moderno, ampliato esternamente. La prima edificazione di questa chiesa rupestre risale all’anno mille. Il suo primo nome è stato San Pietro in Veteribus, e ha subito diversi interventi con un ampliamento nel XIII secolo e l’aggiunta della facciata, intorno al 1700. Dall’esterno si può notare un campanile eretto sul lato sinistro della chiesa, innalzato a partire da un ripiano roccioso, e un ampio rosone quadrilobato da cui confluiva la luce all’interno dell’ambiente.

Complesso di Sant'Agostino e la Cripta di San Guglielmo (San Giuliano)

Eretta nel 1591 e inizialmente dedicata alla Madonna delle Grazie, la Chiesa di Sant'Agostino si affianca al convento costruito nel 1592 dai monaci dell’ordine degli Eremitani di Sant’Agostino. Il complesso è posto su un antico ipogeo risalente all’XI secolo, dedicato a San Guglielmo da Vicenza. La storia narra che in questo luogo, inizialmente una grotta a ridosso della Gravina, si rifugiò San Guglielmo, venuto a Matera per incontrare il monaco benedettino San Giovanni da Matera. Per questo motivo la grotta, ritenuta dagli abitanti un luogo sacro, divenne meta di pellegrinaggio e fu rinominata Cripta di San Guglielmo. In realtà, studi moderni rivelano che la Chiesa rupestre celata dentro Sant’Agostino è la Chiesa Rupestre di San Giuliano. In seguito a un terremoto è stata ricostruita intorno al 1750, e oggi si presenta con uno stile barocco a navata unica con altari laterali. L’accesso alla cripta affrescata di San Guglielmo è sulla sinistra dell’altare maggiore. Sulla facciata, realizzata nel 1706, campeggiano le statue della Madonna del Confalone, di San Pietro e di San Paolo. All'interno, invece, sono presenti diverse opere attribuite a Altobello Persio, tra cui la Madonna col Bambino e San Giovanni da Matera, e sei formelle in pietra del 1531 nella cappella dedicata a Sant’Antonio.

Complesso Rupestre dei Quattro Evangelisti o Pecchiara di Don Pirro Groya

Questo complesso, oltre alle sue qualità storico-artistiche, custodisce un rilevante valore antropologico e documentario. È possibile immergersi in uno spaccato di vita di 500 anni fa e vivere un’esperienza unica nella cappella della famiglia Groya, una cripta rupestre scavata nella roccia, completamente affrescata con dipinti murali di pregevole fattura, in cui si può percepire e rivivere un rapporto intimo e diretto con la divinità. La struttura si presenta esternamente con un muro di cinta che delimita un’area interna di circa 700 mq, da cui si accede ai diversi ambienti ipogei, un tempo utilizzati per la produzione di miele e i suoi derivati. Nella corte è anche presente una cisterna per la raccolta delle acque piovane, che permette di capire come funzionavano queste pregevoli opere.

Chiesa di Santa Maria della Valle (o della Vaglia)

La Chiesa di Santa Maria della Valle (o della Vaglia) si trova percorrendo la Strada Statale 7, subito fuori del centro abitato di Matera, nei pressi di quella che era l’antica Via Appia. Questa chiesa, considerata la prima Cattedrale della città e la più grande chiesa rupestre di Matera, apre al pubblico solo in rare occasioni. L’impianto originario risale probabilmente all’VIII secolo ed è stato certamente utilizzato almeno fino al 1756 come meta di pellegrinaggi, per poi chiudere a causa del degrado delle strutture. In seguito, Santa Maria della Valle in Contrada la Vaglia diventò prima stalla, poi ovile e infine deposito di munizioni durante la Seconda Guerra Mondiale. L’elemento distintivo è la straordinaria facciata sul fianco esterno della navata destra, ma ciò che rende davvero unica questa chiesa sono gli affreschi che in varie epoche hanno contribuito a valorizzare le pareti, con trompe l’oeil, marmi e rappresentazioni di Cristo, dei Santi e della Madonna con Bambino.

Santuario di Santa Maria della Palomba

Il Santuario di Santa Maria della Palomba è da molti considerato il più bel luogo di culto di Matera. La costruzione della chiesa è riconducibile probabilmente alla fine del XVI secolo, sebbene il culto della Madonna affrescata al suo interno potrebbe risalire al XIII secolo. Lo stile della chiesa è romanico-rinascimentale. L’attuale struttura ingloba al suo interno l’antica chiesa rupestre preesistente, ancora oggi visitabile. La facciata presenta notevoli decorazioni scolpite nella pietra. La Sacra Famiglia è stata qui rappresentata da Giulio Persio, figlio del più famoso Altobello Persio. Al suo interno la chiesa presenta diverse nicchie che ospitano statue realizzate dallo stesso Persio verso la fine del XVI secolo. È possibile accedere all’antica chiesa rupestre dal presbiterio.

Facciata scolpita del Santuario di Santa Maria della Palomba

La Religiosità in Basilicata Oltre Matera

La devozione religiosa in Basilicata ha aspetti significativi e ancora oggi conserva testimonianze storiche e artistiche che corrono indietro nei millenni fino al Paleolitico. Suggestivi paesaggi, dove l’arte di scultori e pittori si sposa con la devozione popolare, si scorgono nei luoghi che custodiscono la Chiesa rupestre di Sant’Antuono ad Oppido Lucano e nella Grotta di San Michele a Maratea. A Moliterno è possibile ammirare gli affreschi di stile greco-bizantino nella Chiesa di S. Pietro e Paolo. Tra le cripte più antiche all'interno del parco delle chiese rupestri è collocata la famosa Cripta di San Falcione, databile intorno al IX secolo d.C., con una pianta quadrangolare e due absidi particolari: una di forma semicircolare e l’altra a cameretta con banchina.

Un sentimento indissolubile lega le genti della Basilicata al culto della Vergine Maria. Legate alla devozione mariana sono le processioni che portano in trono Maria, come nel caso del Santuario della Madonna del Carmine di Avigliano, del Santuario di Santa Maria degli Angeli di Pantano a Pignola, o della sacra effigie della Madonna del Sirino trasportata dai fedeli lungo i suggestivi sentieri tra Lagonegro e il Santuario della Madonna della Neve. Da non perdere anche il bellissimo chiostro e i preziosi affreschi della Chiesa e Convento di Sant’Antonio a Rivello, il Santuario di San Donato di Ripacandida e l’importante complesso monumentale dell’Abbazia benedettina della SS. Trinità di Cava dei Tirreni (situata al confine). L'area naturale che lambisce la Puglia, le chiese rupestri e la macchia verde tra le terre della regione sono i pregiati ingredienti che rendono questo angolo di paradiso un'occasione unica di riscoperta della natura e della storia.

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Feste e Riti Tradizionali

I riti legati alla fertilità della terra in onore del santo patrono, tra storia e leggenda, sono un’antichissima tradizione mantenutasi più o meno intatta in molte località del Sud Italia. In Basilicata ricordiamo le famose sagre del Maggio di Accettura, Oliveto Lucano, Castelmezzano e Pietrapertosa, dell’Abete di Rotonda, della Pitu di Viggianello, dell’Antenna di Castelsaraceno, della Pita di Terranova del Pollino. Antiche tradizioni che si caratterizzano con balli, danze e canti popolari attorno all’albero, per celebrare simbolicamente la fertilità della natura, l’abbondanza dei raccolti e la vittoria del bene sulle forze del male. Queste feste dal sapore sacro e profano, con connotati magici e religiosi, terminano solitamente con la scalata dell’albero.

Nell’ambito di questi antichi riti, legati al rapporto tra uomo e terra, bisogna annoverare il tradizionale ballo dello stendardo in onore del Dio Salvatore, che si tiene la seconda domenica di settembre nel borgo di Timmari. Questo rito antichissimo, che ha rischiato di scomparire per sempre, oggi rivive grazie all’impegno degli anziani del borgo, “i Tammarali”, che, dopo aver conservato gelosamente lo stendardo, organizzano la festa a proprie spese per non perdere la tradizione e tramandare ai giovani una danza difficile e impegnativa. Il ballo consiste nel tenere in equilibrio tra i denti, al ritmo dei tamburi, uno stendardo di alcuni metri con in cima un’antica bandiera della Confraternita dei Coloni di Timmari, recante l’immagine del Dio Salvatore. Anticamente il ballo si faceva con l’agave americana, una pianta che in dialetto si chiamava “stannord”. La festa inizia il sabato con la funzione religiosa nel santuario di San Salvatore e prosegue la domenica successiva con la processione, il ballo dello stendardo e l’albero della cuccagna.

Informazioni Utili per la Visita

Arrivare a Matera risulta semplice sia in auto, sia tramite collegamenti ferroviari e autobus dalle principali città del Sud Italia. Una volta nel centro storico, l’accesso avviene esclusivamente a piedi.

Visite Autonome e Tour Guidati

Molte visite alle chiese rupestri si svolgono in autonomia, con supporti cartacei talvolta disponibili all’ingresso. Gli orari sono variabili in quanto seguono le stagioni: nei mesi più caldi l’apertura si estende fino alla sera, mentre in autunno e inverno si riduce. Per raggiungere la Chiesa di Santa Maria de Idris, si deve affrontare una salita breve ma intensa, con una rampa di scale che conduce direttamente all’ingresso, partendo nei pressi della Chiesa di Santa Lucia alle Malve.

Esistono anche tour organizzati per un'esperienza più approfondita:

  • Il tour delle “Vie del rupestre” ha un costo di 79 € a persona. Il prezzo include il servizio navetta da e per Matera, l’escursione con guida autorizzata e l’ingresso alle chiese rupestri. La visita si può effettuare solo su prenotazione, poiché l’accesso è consentito a un numero limitato di persone. La prenotazione è garantita attraverso l’acquisto del biglietto presso la sede in Via De Viti de Marco 15 a Matera, oppure contattando telefonicamente. Il biglietto dà diritto alla visita solo per il giorno e il turno prescelto. Il percorso può risultare accidentato, pertanto è necessario prestare la massima attenzione e si consiglia di indossare calzature adeguate.
  • Avvertenze: Non è possibile l’accesso per le persone con disabilità o con limitata mobilità e non è raccomandato per donne in stato di gravidanza. Il percorso è sconsigliato per bambini con età inferiore a 12 anni, poiché è necessario percorrere strade rurali e in alcuni punti non regolari. Per tali necessità, si suggerisce sempre di contattare in largo anticipo l’agenzia per verificare la fruibilità della visita.

Orari e Costi di Alcuni Complessi

Per il Complesso Rupestre Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, gli orari e i costi specifici sono i seguenti:

  • Biglietto d'ingresso: 5 Euro prezzo intero; 3,50 Euro ridotto (over 70, bambini dagli 11 ai 18 anni, studenti fino a 24 anni, giornalisti, disabili, soci FAI, soci AVIS, soci Touring Club, ospiti accompagnati dai soci del Circolo Culturale “La Scaletta”). Gratuito per bambini fino a 10 anni e guide turistiche autorizzate.
  • Orari di apertura (contingentati per eventi o periodi specifici, esempio Presepe Vivente):
    • Giorni 4, 5, 6, 7 ed 8 dicembre: dalle 10.00 alle 20.00 (orario continuato), biglietto d’ingresso al costo di 2,00 euro.
    • Giorni 12, 13, 19 e 20 dicembre: dalle 10.00 alle 18.00.
    • Giorni 25, 26, 31 dicembre e 1 gennaio: apertura alle 10.00, chiusura alle 13.30.
    • Giorni 2, 3, 4, 5 e 6 gennaio: dalle 10.00 alle 17.00.
Mappa schematica dei principali siti rupestri di Matera

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