Le Confessioni di un Italiano: un viaggio nella formazione e nel Risorgimento

Il romanzo di formazione, o Bildungsroman, è un genere letterario che narra l'evoluzione del protagonista verso la maturazione e l'età adulta, esplorandone le origini storiche. In questo contesto, "Le Confessioni di un Italiano" di Ippolito Nievo si erge come un capolavoro della letteratura italiana, narrando, sotto forma di un'autobiografia fittizia, le vicende di Carlo Altoviti.

Ritratto di Ippolito Nievo

Il protagonista, ormai ottantenne, narra in prima persona la propria vita, vissuta come patriota e, soprattutto, come uomo che ha attraversato la profonda trasformazione della propria identità da veneziano a italiano. Le sue esperienze personali si intrecciano indissolubilmente con le vicende storiche del Risorgimento italiano. Come afferma lo stesso autore, la sua vita "correva a cavalcione di questi due secoli", testimoniando un'epoca di grandi cambiamenti.

La genesi e il contesto del romanzo

"Le Confessioni di un Italiano" fu composto tra il 1857 e il 1858 e narra la vita di Carlo Altoviti, seguendolo dall'incanto dell'infanzia fino al maturare della passione civile. Il romanzo ci trasporta dal mondo arcaico e ristretto del castello di Fratta alle vie d'Italia e del mondo. Attraverso gli occhi e le parole del protagonista, assistiamo alla sua storia d'amore con la Pisana, così come ai grandi eventi politici del tempo. Carlo, o Carlino, diventa un compagno di strada, sulla quale uomini e donne camminano insieme alla Storia.

Il romanzo si inserisce nel solco dei grandi romanzi dell'Ottocento italiano, seguendo cronologicamente I Promessi Sposi di Manzoni e precedendo opere come I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo e I Viceré. Nonostante la sua importanza, "Le Confessioni" ha dovuto superare ostacoli critici e pregiudizi prima di essere pienamente apprezzato.

L'incipit e la questione identitaria

Il celebre incipit del romanzo:

«Io nacqui veneziano ai 18 ottobre del 1775, giorno dell’evangelista san Luca; e morrò per la grazia di Dio italiano quando lo vorrà quella Provvidenza che governa misteriosamente il mondo»

racchiude in sé il nucleo tematico dell'opera: la transizione da un'identità locale a una nazionale. La militanza garibaldina dell'autore e la storia personale del suo protagonista hanno contribuito a fare del romanzo un "laboratorio" del processo di indipendenza italiana, a volte fagocitato dalla retorica risorgimentale a discapito della sua valenza letteraria.

Tuttavia, dietro questa etichetta di "letteratura proto-risorgimentale", si cela un'opera di straordinaria maturità, scritta da un giovane tra i ventisei e i ventisette anni. Per apprezzarne appieno le qualità, è necessario superare una certa "nebbia" linguistica, caratterizzata da forme arcaicizzanti e da un italiano tributario delle parlate padane, che a volte stride con la prosa.

Mappa dell'Italia durante il Risorgimento

La partecipazione di Ippolito Nievo al Risorgimento

La partecipazione attiva di Ippolito Nievo agli eventi del Risorgimento è un elemento cruciale per comprendere il romanzo. Gli eventi del 1859 e del 1860 intensificarono la sua attività giornalistica, portandolo a pubblicare saggi politici come Venezia e la libertà d’Italia (1859) e Frammento sulla rivoluzione nazionale. L'anno seguente, partecipò alla Spedizione dei Mille, unendosi ai volontari garibaldini il 5 maggio 1860. Imbarcatosi da Quarto a bordo del Lombardo, Nievo salpò con Nino Bixio e Cesare Abba, sbarcando a Marsala.

Distintosi nella battaglia di Calatafimi e a Palermo, raggiunse il grado di colonnello e fu nominato "Intendente di prima classe", con incarichi amministrativi. Fu anche un attento cronista della spedizione, lasciando testimonianze preziose come il Diario della spedizione dal 5 al 28 maggio e le Lettere garibaldine.

Dopo la conquista del Regno delle Due Sicilie, Nievo ricevette l'incarico di riportare dalla Sicilia i documenti amministrativi delle spese sostenute dalla spedizione. Si imbarcò sulla nave a vapore "Ercole" insieme ad altri ufficiali e allo scritturale Fontana. Proprio sul traghetto "Ercole" si consumò la tragica morte di Ippolito Nievo, naufragato al largo del Mar Tirreno.

Alessandro Barbero - Giuseppe Garibaldi

Struttura e tematiche del romanzo

"Le Confessioni di un Italiano" è un'opera poliedrica che abbraccia diverse sfaccettature narrative: è un romanzo di formazione, un romanzo storico, un romanzo d'amore e un romanzo d'avventura. Carlo Altoviti racconta la sua vita dall'infanzia, "quella età fiduciosa che non conobbe ancora dove stia di casa l’impossibile", fino alla vecchiaia triste e solitaria.

Il romanzo attraversa momenti storici cruciali, dalla caduta della Serenissima per mano francese, alle scorrerie napoleoniche, fino agli anni della Seconda Guerra d'Indipendenza. La morte della Repubblica di Venezia, descritta con dovizia di eventi storici e vicende personali, segna un passaggio fondamentale nella narrazione. Le parole di Nievo mettono in luce la contraddizione tra gli ideali di "libertà" proclamati dai francesi e la realtà di ruberie e violenze.

Attraverso la vita di Carlino, che nasce veneziano e morirà italiano, il romanzo illustra il processo di maturazione degli Italiani dalla fine del Settecento alla metà dell'Ottocento, un percorso segnato da lotte e sacrifici per conquistare il diritto a essere un popolo libero e indipendente. Il protagonista incontra figure storiche come Napoleone, Foscolo e Byron, e vive una complessa storia d'amore con la Pisana, uno dei personaggi femminili più riusciti dell'Ottocento italiano, tanto da ispirare uno dei primi sceneggiati televisivi della RAI, La Pisana (1960).

Il romanzo è strutturato in ventitré capitoli, ognuno anticipato da un breve riepilogo. Nonostante alcune presunte incompiutezze abbiano generato fraintendimenti critici, l'opera ha goduto di buona popolarità. Il tono del romanzo è ironico ma profondamente coinvolto nelle vicende del protagonista, mentre il linguaggio, pur presentando alcune forme arcaicizzanti, è lontano dall'aulico o dal volutamente popolareggiante, attestandosi su un registro intermedio.

L'amore e la formazione

L'amore nel romanzo è inteso sia come trasporto dei sensi che come passione sublime. La Pisana rappresenta l'espressione di una passione genuina, che trova in sé la propria redenzione, distinguendosi dalla concezione manzoniana. Carlo, attraverso le diverse età della vita, giunge a un processo di maturazione che lo porta alla saggezza della vecchiaia, confermando la natura di romanzo di formazione dell'opera.

La trama segue le vicende sentimentali di Carlino, tra cui l'idillio con Clara e l'amore per la Pisana, intrecciandosi con eventi storici e personali. Carlino si ritrova coinvolto in sommosse popolari, incontra Bonaparte, diventa patrizio veneziano, si sposa e vive gioie e dolori, partecipa alla rivoluzione contro re Ferdinando, viene ferito e fatto prigioniero. La sua vita è un susseguirsi di esperienze che lo portano a una profonda comprensione della condizione umana e della storia.

La figura della Pisana è centrale, incarnando un amore passionale e tormentato, che accompagna Carlino attraverso le sue trasformazioni. La sua morte, descritta con toni lirici, viene interpretata come un "sublime ridestarsi a vita più alta e serena", un passaggio verso una dimensione spirituale.

"O primo ed unico amore della mia vita, o mia Pisana, tu pensi ancora, tu palpiti, tu respiri in me e intorno a me! Io ti veggo quando tramonta il sole, vestita del tuo purpureo manto d'eroina, scomparir fra le fiamme dell'occidente, e una folgore di luce della tua fronte purificata lascia un lungo solco per l'aria, quasi a disegnarmi il cammino. Ti intravedo azzurrina e compassionevole al raggio morente della luna, ti parlo come a donna viva e spirante nelle ore meridiane del giorno. Oh tu sei ancora con me, tu sarai sempre con me, perché la tua morte ebbe affatto la sembianza d'un sublime ridestarsi a vita più alta e serena. Sperammo ed amammo insieme; insieme dovremo trovarci là dove si raccolgono gli amori dell'umanità passata, e le speranze della futura. Senza di te, che sarei mai io?..."

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