Il Conclave: Processo e Conclusione dell'Elezione Papale

Il Conclave è l’assemblea dei cardinali riunita per eleggere un nuovo Papa. È uno dei momenti più solenni e misteriosi della Chiesa cattolica, un processo attraverso il quale i cardinali elettori si riuniscono per eleggere il nuovo Pontefice, seguendo riti e regole secolari. Dopo la morte del Pontefice, ha inizio la cosiddetta “Sede Vacante”, un periodo di transizione all’interno della Chiesa gestito dal Camerlengo.

Foto di cardinali riuniti o in processione per il Conclave

Cos'è il Conclave e Come Termina

Il Sacro Collegio dei Cardinali vota a più riprese finché il Papa non viene eletto. Il Conclave termina quando un candidato ottiene almeno due terzi dei voti dei cardinali presenti. Solo i cardinali elettori, con meno di 80 anni al momento del decesso del papa, sono ammessi a partecipare. Il numero di cardinali elettori può variare, ma per prassi partecipano tutti i cardinali sotto gli 80 anni.

Il Conclave si svolge in totale segretezza. Le votazioni si svolgono nella Cappella Sistina del Palazzo Apostolico, che durante il Conclave viene chiusa al pubblico e sarà letteralmente blindata fino alla scelta del nuovo pontefice.

La Fumata: Segnale di Conclusione o Continuazione

Quando il Papa viene eletto la folla di fedeli attende in Piazza San Pietro per vedere la fumata. Questa è l’annuncio ufficiale della Chiesa che segnala l’elezione del nuovo Papa. Se la fumata è nera, significa che i Cardinali non hanno ancora eletto il Papa e il voto non ha portato a nulla; se è bianca, significa che il nuovo Papa è stato eletto.

Foto di Piazza San Pietro con fumata bianca dalla Cappella Sistina

La Durata del Conclave: Esempi Storici e Recenti

La durata del Conclave varia: può concludersi in uno o più giorni. A volte bastano pochi giorni, altre un po’ di più. In momenti storici come questi, è normale chiedersi quale sia stato il Conclave più lungo della storia e quanto durerà il prossimo.

Esempi Recenti di Durata

  • Nel 2025, l’elezione del Papa si concluse dopo quattro votazioni avvenute in due giorni.
  • Nel 2013, furono necessarie cinque votazioni, con un Conclave che si protrasse per poco meno di 27 ore, e che vide l'elezione di Papa Francesco.
  • Nel 2005, invece, furono sufficienti quattro votazioni e il Conclave si chiuse in circa 24 ore, eleggendo Benedetto XVI.

Il Conclave Più Lungo della Storia

Il termine Conclave deriva dal latino cum clave, che significa “con la chiave”, indicando l’isolamento dei cardinali durante l’elezione papale. Questa pratica ebbe origine nel 1270 a Viterbo, quando, dopo un periodo di vacanza papale di 18 mesi, i cittadini, esasperati dall’indecisione dei cardinali, li rinchiusero nel palazzo papale per costringerli a una decisione sul nuovo Pontefice.

È proprio questo il conclave più lungo della storia, svoltosi tra il 1268 e il 1271 per ben 33 mesi. I 18 cardinali riuniti nel Palazzo papale di Viterbo, per eleggere il successore di Papa Clemente IV, non riuscivano a trovare un accordo, causando una delle elezioni papali più travagliate. Per forzarli a decidere, i cittadini di Viterbo chiusero i cardinali a chiave nel palazzo papale, ridussero il loro vitto e addirittura scoperchiarono il tetto dell’edificio. Alla fine, fu eletto Teobaldo Visconti, che non era nemmeno cardinale al momento dell’elezione, e che prese il nome di Papa Gregorio X.

Illustrazione storica del Conclave di Viterbo con i cardinali chiusi a chiave

Il Conclave Più Breve della Storia

Il Conclave più breve della storia si svolse nella notte tra il 31 ottobre e il 1º novembre 1503, durando circa 10 ore. In quell’occasione, i cardinali elessero Giulio II, noto per essere stato un importante mecenate del Rinascimento. L’elezione avvenne pochi giorni dopo la morte del predecessore, Pio III, che aveva regnato solo per 26 giorni. Giulio II, al secolo Giuliano della Rovere, era già da tempo una figura influente nella Curia romana e aveva un vasto consenso tra i cardinali. Nonostante ciò, fu necessario un compromesso politico per favorire la sua elezione. Il suo pontificato durò dieci anni e passò alla storia per l’intensa attività politica e militare, oltre che per la promozione delle arti. Fu lui a commissionare a Michelangelo la decorazione della Cappella Sistina.

L'Elezione di Papa Francesco

L’elezione di Papa Francesco avvenne durante il conclave del 2013, convocato dopo la storica rinuncia di Benedetto XVI. Fu un evento senza precedenti nei tempi moderni, perché un papa non si dimetteva da circa 600 anni. Il conclave si aprì il 12 marzo e si concluse il giorno successivo, il 13 marzo, dopo cinque votazioni. Si trattò, dunque, di un’elezione relativamente rapida. La fumata bianca annunciò al mondo l’elezione del cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio, il primo Papa non europeo dopo più di mille anni. Scelse il nome Francesco in onore di San Francesco d’Assisi, simbolo di umiltà e povertà.

Il Funzionamento del Conclave

Dopo la scomparsa di Papa Francesco, la Chiesa è chiamata a eleggere il 267° pontefice della sua storia. In un futuro ipotetico, i cardinali si riuniranno il 7 maggio 2025 per eleggere un successore a Bergoglio e dare una nuova guida, politica e spirituale, allo Stato più piccolo del mondo. L'elezione avviene per mezzo di una delle votazioni più affascinanti che esistano: quella del Conclave.

Inizio e Preparazione del Conclave

Secondo l’Universi Dominici Gregis, il diritto di eleggere il Romano Pontefice spetta unicamente ai cardinali elettori. Si dovranno attendere 15 giorni dal decesso del pontefice prima di iniziare il Conclave. Papa Benedetto XVI aveva modificato questa norma, lasciando al Collegio dei Cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del Conclave se consta della presenza di tutti i Cardinali elettori, come pure la facoltà di protrarre, se ci sono motivi gravi, l’inizio dell’elezione per alcuni altri giorni. Al massimo, però, si potranno attendere 20 giorni prima di procedere all’elezione.

In un contesto ipotetico, il 28 aprile, a due giorni dai funerali di Papa Francesco, la Congregazione generale dei cardinali ha deciso che il Conclave inizierà mercoledì 7 maggio 2025. La prima fumata dovrebbe essere prevista già per la sera stessa, l'unica della giornata, poi ce ne dovrebbero essere due al giorno fino all'elezione del nuovo pontefice.

Il rito ha inizio con la celebrazione di una messa chiamata “pro eligendo Romano Pontefice”, durante la quale i cardinali riuniti nella Basilica di San Pietro invocano lo Spirito Santo. Nel pomeriggio, il raduno dei cardinali elettori si tiene nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico, poco distante dalla Cappella Sistina dove avranno luogo le votazioni. Ognuno di loro indossa la veste rossa, a cui aggiungono il rocchetto, la mozzetta e la berretta.

Schema del processo di votazione del Conclave

L'Isolamento e il Giuramento: "Extra Omnes"

Nei giorni precedenti al Conclave, la Cappella Sistina è preparata eliminando qualsiasi strumento di comunicazione con il mondo esterno e installando i banchi per i votanti e la stufa per la celebre fumata. Proprio dalla Cappella Sistina, verrà pronunciata la frase latina “Extra Omnes”, ovvero "Fuori tutti", annunciata dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, dando ufficialmente il via alle fasi di voto. Da questo momento, le porte della Cappella Sistina si chiudono, lasciando i cardinali soli con l'affresco del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti.

Chiusi i contatti con l'esterno, i cardinali pronunciano un giuramento in cui si impegnano a rispettare i vincoli della Costituzione, a ricoprire con fedeltà l'incarico da Papa qualora fossero eletti e a tenere il segreto su quanto avviene durante il periodo di voto. Poi, tutti i cardinali elettori prestano un nuovo giuramento sui quattro Vangeli, chiedendo a Dio l'aiuto per adempiere al meglio il proprio compito.

Il Processo di Votazione

Il nuovo Pontefice deve ottenere i due terzi dei voti per poter essere eletto. La fase di voto si divide in tre momenti:

  • Ante-scrutinio: Si organizza il voto con tre schede per ogni cardinale e la nomina di tre scrutatori, tre revisori e tre incaricati di raccogliere i voti dei cardinali infermi o impossibilitati. Ogni scheda è già compilata con la frase in latino “Eligo in Summum Ponteficem”, sotto cui ogni cardinale scrive il nome del suo candidato. La compilazione delle schede deve essere fatta segretamente da ciascun cardinale elettore.
  • Scrutinio: Dopo aver scritto il proprio “papabile”, la scheda viene piegata in due e poggiata su un piatto che, a seguito di un altro giuramento, viene fatta scivolare nell'urna. La prima operazione è quella del conteggio, per verificare il numero di voti corrispondenti. Due dei tre cardinali addetti allo scrutinio leggono il nome su ogni scheda, il terzo lo legge a voce alta e lo infilza con un filo formando una sorta di collana.
  • Dopo-scrutinio: Se non viene raggiunto il quorum dei due terzi, si procede direttamente a una nuova votazione. Se viene raggiunto il quorum, l’elezione del nuovo Papa è ritenuta valida. Tutte le schede, a prescindere dal risultato, saranno bruciate dopo lo scrutinio per dar vita alla fumata.

Quante Fumate in un Giorno?

Durante il Conclave, i cardinali votano due volte al mattino e due volte al pomeriggio. Generalmente, ci sono due fumate al giorno, una intorno alle 12 e l’altra alle 19, ma se l’elezione avviene al primo scrutinio del mattino o del pomeriggio, la fumata può verificarsi prima di questi orari.

Le schede vengono bruciate per una questione di segretezza, in questo modo nessun segno tangibile del voto viene lasciato. A dare il colore al fumo è un fumogeno composto di sostanze chimiche che viene inserito nel momento in cui le schede vengono date alle fiamme. Per le fumate nere, il fumogeno è costituito da perclorato di potassio, antracene e zolfo; per quella bianca, invece, da clorato di potassio, lattosio e colofonia.

Immagine degli affreschi della Cappella Sistina

L'Annuncio: "Habemus Papam"

Quando i cardinali iniziano a rendersi conto dalla lettura dei nomi che il nuovo Papa è stato eletto, iniziano ad applaudire. A questo punto, al neo-eletto viene fatta la seguente domanda, in latino: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?”. Dopo una risposta positiva del nuovo Papa, gli si chiede, sempre in latino: “Quo nomine vis vocari?”, ovvero come vuole farsi chiamare. Dopo la scelta del nome, viene fatta partire la fumata bianca.

Probabilmente il momento più noto di tutto il Conclave, diventato anche un modo di dire, è l'annuncio al mondo dell'elezione del nuovo Pontefice con le parole “Habemus Papam”. Dopo la fumata bianca, infatti, i fedeli iniziano ad assieparsi in Piazza San Pietro in attesa di conoscere il volto del nuovo successore al soglio Pontificio. Due parole con una storia millenaria e che si udiranno al termine di ogni Conclave.

L'Evoluzione delle Regole del Conclave

La via verso il 267.mo Pontefice passa attraverso questa istituzione nata per evitare il prolungarsi della Sede vacante. Il Conclave, in un contesto ipotetico imminente, è il settantaseiesimo della storia della Chiesa; il ventiseiesimo che si tiene sotto gli auspici del Giudizio Universale di Michelangelo. Il termine Conclave, che deriva dal latino "cum-clave", si riferiva ad uno spazio riservato della casa, appunto "chiuso a chiave". Nel linguaggio della Chiesa viene usato per indicare sia il luogo chiuso dove avviene l'elezione dei Pontefice sia l’insieme del Collegio dei cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa.

Quello che si sta per aprire è il settantaseiesimo Conclave strutturato nella forma che conosciamo oggi, a partire da quanto stabilito da Gregorio X nel 1274. Nel periodo precedente a questa data si parlava semplicemente di elezione del Pontefice.

Le Origini e le Prime Modifiche

Per i primi 1.200 anni circa della storia della Chiesa il successore di Pietro, in quanto Vescovo di Roma, veniva infatti eletto con il coinvolgimento della comunità locale. Il clero vagliava i candidati proposti dai fedeli e il Papa veniva scelto dai vescovi. Dal IV all’XI secolo, l’elezione era contraddistinta anche dalla questione delle influenze esterne: imperatori romani, carolingi e altri tentarono in vario modo di controllare il processo di designazione del Pontefice.

Lungo i secoli, si sono susseguite modifiche che hanno disegnato poi il tessuto del Conclave fino a quello attuale. Il primo ad intervenire, in questo senso, fu Papa Niccolò II nel 1059 con la bolla In nomine Domini, stabilendo che solo i cardinali potevano eleggere il Romano Pontefice. A ratificarlo definitivamente fu la Costituzione Licet de vitanda promulgata da Alessandro III nel 1179, che introdusse la necessità della maggioranza dei due terzi dei voti, un tassello rilevante dell’elezione del Papa giunto fino ai giorni nostri.

Nel 1268, come menzionato, si svolse il Conclave più lungo. Fu Gregorio X che, nel 1274, promulgò la Costituzione Ubi periculum con cui si istituì ufficialmente il Conclave, stabilendo che debba tenersi in un luogo, appunto, "chiuso a chiave" dall’interno e dall’esterno. In base a queste disposizioni, il primo Conclave della storia, successivo alla promulgazione della costituzione Ubi periculum, è quello di Arezzo nel 1276 con l’elezione di Innocenzo V.

Regole Moderne e Recenti Riforme

Nel 1621 Gregorio XV introduce l’obbligo del voto segreto e scritto. Nel 1904 Pio X proibisce il preteso diritto di esclusiva. Viene anche introdotto l’obbligo del segreto su quanto avvenuto in Conclave e la norma di conservare la documentazione, a disposizione solo del Papa.

Dopo la guerra, nel 1945 viene promulgata da Pio XII la Costituzione “Vacantis Apostolicae Sedis” che presenta alcune novità. In particolare, dal momento dell’inizio della Sede vacante, tutti i cardinali - compresi il segretario di Stato e i prefetti delle Congregazioni - cessano dal loro incarico, ad eccezione del camerlengo, del penitenziere e del vicario di Roma. Con il Motu Proprio Ingravescentem Aetatem Paolo VI decide poi che i cardinali possano essere elettori solo fino al compimento degli 80 anni.

La legislazione oggi in vigore per l’elezione del Pontefice è la Universi Dominici Gregis, promulgata da Giovanni Paolo II nel 1996 e modificata da Benedetto XVI nel 2013. Si stabilisce tra l’altro che il Conclave si debba tenere nella Cappella Sistina, definita Via Pulchritudinis, la via della bellezza capace di guidare la mente e il cuore verso l’Eterno. Il Motu Proprio di Benedetto XVI De Aliquibus Mutationibus in Normis de Electione Romani Pontificis prevede inoltre che, dopo 34 scrutini in cui non sia avvenuta l'elezione, i cardinali siano chiamati a votare i due nomi che hanno ricevuto più voti nell'ultimo scrutinio, mantenendo però - anche al ballottaggio - la regola della maggioranza dei due terzi, necessaria per eleggere il nuovo pastore della Chiesa universale. Sono dunque gli affreschi di Michelangelo a vegliare sull’elezione del Romano Pontefice. Nella Cappella Sistina sta per aprirsi un nuovo capitolo della storia della Chiesa.

Conclave: come si elegge il nuovo Pontefice

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