Programma Catechistico per la Cresima

L'itinerario di preparazione alla Santa Cresima si propone di guidare i ragazzi alla riscoperta profonda della vita cristiana e del dono dello Spirito Santo.

La Nuova Vita in Cristo

L'amore di Dio per noi si è manifestato pienamente inviando il Suo Unigenito Figlio nel mondo, affinché noi avessimo la vita in Lui, come espresso in Giovanni 4,9. Questa "vita" di cui parla San Giovanni non è la vita fisica, che abbiamo già ricevuto dai nostri genitori, ma un'altra "nascita" e un'altra "vita". Gesù ne parla nel Vangelo, in particolare nel colloquio con Nicodemo. Secondo Giovanni 3,3-5, Gesù afferma: "In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio." Quando Nicodemo chiese come un uomo potesse nascere una seconda volta, Gesù rispose: "In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da Acqua e da Spirito, non può entrare nel Regno di Dio".

Gesù e Nicodemo, rinascita spirituale

La Condizione Umana e la Grazia Divina

L’uomo nasce "carnale", ovvero condizionato dalla carne in cui risiede il germe del peccato, facilmente individuabile nei "vizi capitali" presenti in ognuno di noi. Tuttavia, la "carnalità" dell’uomo, cioè il suo corpo, non è di per sé un male. Anche il nostro corpo è stato creato da Dio e tutto ciò che Dio ha creato è buono. Gesù afferma che ciò che contamina l’uomo esce dalla sua bocca, cioè dal suo "cuore", non dal corpo. Il corpo si muove e agisce in base agli impulsi che provengono dalla mente e dal cuore. Se gli impulsi che arrivano al corpo sono maliziosi, si mettono in moto i famosi "vizi capitali".

Gesù parla dell’occhio come specchio dell’anima in Matteo 6,22-23: "La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto sarà grande la tenebra!" Sebbene il corpo sia bello, se l’anima è brutta, anche il corpo perde la sua bellezza e il suo splendore. Per essere "belli" in senso spirituale, non serve a molto truccarsi; il vizio non si può mascherare, trasformandoci in "maschere". Dobbiamo piuttosto fare un maquillage spirituale. Questa azione di bellezza inizia con il Battesimo, che ci inonda di luce, donandoci una "veste bianca", simbolo della Grazia e della Vita Divina.

Il Dono della Grazia

La Grazia è un grande dono di Dio, un dono permanente che va accolto, coltivato e accresciuto ogni giorno sempre di più. È un dono da non perdere, da non sciupare scioccamente. Chi non sa apprezzare la Grazia, non ha capito una cosa fondamentale nell’esperienza di fede: l’amore che Dio ha per lui. Chi non ha a cuore la Grazia Divina che gli è stata data col Battesimo, è povero come il figlio della parabola che, abbandonato il padre e spesi tutti i suoi soldi, si riduce a mangiare il cibo dei porci (Luca 15,20-24). L’impegno più grande per un battezzato è quello di non perdere mai l’abito della Grazia, poiché senza di esso non si può entrare al banchetto delle Nozze Eterne (Matteo 22,11-14).

Dio nostro Padre soffre terribilmente quando ci allontaniamo da Lui; di conseguenza, è grandissima la sua gioia quando decidiamo di tornare, come afferma Luca 15,7: "Vi dico: ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione". Il Padre Celeste non desidera altro che ridarci la dignità perduta. Ogni volta che cediamo al peccato, perdiamo la nostra dignità, perdiamo la Grazia, cioè il favore di Dio, spezziamo il legame di figliolanza con Lui. In pratica, è come se sbattessimo la porta; con il peccato ci allontaniamo, voltiamo le spalle a Dio. Dio non può fare nulla contro questa nostra decisione: può solo starci vicino con amore, aspettando la nostra conversione e il nostro ritorno. Molto possono fare le preghiere delle persone che ci sono vicine e ci vogliono bene, esse possono affrettare la nostra conversione per le vie misteriose della Divina Provvidenza.

La Battaglia Spirituale e la Scelta per la Vita

È importante rendersi conto che viviamo una continua battaglia tra il bene e il male. La nostra vita può inclinarsi di qua o di là: possiamo diventare santi o dannarci l’anima. Nel Vangelo troviamo questo consiglio di Gesù in Matteo 7,13-14: "Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano". Anche il Vecchio Testamento ci parla di questa scelta cruciale in Deuteronomio 30,15-16.19-20, dove si invita a scegliere "la vita e il bene" amando il Signore e obbedendo alla Sua voce.

Rappresentazione della via stretta e della via larga

Il male esiste e insidia la nostra vita, ma più forte del male è l’amore di Dio, lo Spirito Santo, Spirito d’Amore che è stato effuso nei nostri cuori con il Battesimo, e che ci prepariamo a ricevere in pienezza con la Cresima. Con le nostre deboli forze non ce la faremmo mai a vincere il male, come ammonisce Marco 14,38: "Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole".

Lo Spirito Santo: Forza Trasformatrice

Dentro di noi Dio mette una forza potente, lo Spirito Santo, cioè lo stesso Spirito di Gesù. Giovanni 14,16-17 rivela: "Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché Egli dimora presso di voi e sarà in voi".

3MC 51 - Cos'è lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo ha la forza di trasformare le persone. I primi a farne esperienza sono stati gli Apostoli il giorno di Pentecoste, come descritto in Atti 2,2-4: "Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi". Da quel giorno è in atto una continua Pentecoste. Lo Spirito che Gesù ci ha donato è l’artefice della nostra santificazione. Egli vuole fare di ciascuno di noi uno splendido capolavoro: vuole trasmettere alla nostra mente i pensieri di Gesù e nel nostro cuore i suoi sentimenti. Se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo, Egli ci trasformerà fino a pensare come Gesù, a pregare, amare e agire come Lui. San Paolo è un testimone di questa trasformazione, quando afferma di se stesso: "Non son più io che vivo, ma Cristo vive in me".

Il Sacramento della Confermazione: Origini e Rito

Preparandoci a ricevere la Cresima, sappiate che verremo vincolati più perfettamente alla Chiesa e, per essa, a Cristo. Saremo arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo e saremo chiamati a diffondere e a difendere con la parola e con le opere la fede come veri testimoni di Cristo.

Fin dal tempo degli Apostoli, in adempimento al volere di Cristo, essi comunicavano ai neofiti (i nuovi Battezzati) attraverso l’imposizione delle mani il dono dello Spirito Santo, destinato a completare la grazia del Battesimo. Atti 8,14-17 narra come Pietro e Giovanni pregarono perché i Samaritani ricevessero lo Spirito Santo e poi imposero loro le mani.

Gli Apostoli impongono le mani per conferire lo Spirito Santo

Per meglio esprimere il dono dello Spirito Santo, ben presto all’imposizione delle mani si aggiunse una unzione di olio profumato, il Crisma. Tale unzione spiega il nome di "cristiano" che significa "unto", cioè consacrato. Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve il SIGILLO dello Spirito Santo, come ricordato in 2 Corinti 1,22: "È Dio stesso che ci conferma, insieme con voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori".

La Liturgia del Sacramento

La liturgia del Sacramento della Confermazione ha inizio con il rinnovo delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei Cresimandi. In questo modo risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al Battesimo e lo richiama.

Il Vescovo poi stende le mani sul gruppo dei Cresimandi, gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito. Spetta al Vescovo invocare l’effusione dello Spirito con queste parole:

"Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall’acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, infondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito: Spirito di sapienza e di intelletto, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scienza e pietà, e riempili dello Spirito del tuo santo timore. Per Cristo nostro Signore".

Segue il rito essenziale del Sacramento: l’unzione con il Crisma sulla fronte, mediante le parole: "RICEVI IL SIGILLO DELLO SPIRITO SANTO CHE TI È DATO IN DONO". Il segno della pace che il Vescovo dà al Cresimando (una carezza sulla guancia) significa ed esprime la comunione ecclesiale con il Vescovo e con tutti i fratelli nella fede.

Gli Effetti della Confermazione

L’effetto del Sacramento della Confermazione è la piena effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste. Ne deriva che la Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale:

  • Ci radica più profondamente nella filiazione divina, grazie alla quale diciamo "Abbà, Padre" (Rm 8,15).
  • Ci unisce più saldamente a Cristo.
  • Aumenta in noi i doni dello Spirito Santo.
  • Rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa.
  • Ci accorda "una speciale forza dello Spirito Santo" per "diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo", per "confessare coraggiosamente il nome di Cristo" e per non vergognarci mai della sua croce.

Sant’Ambrogio ci ricorda: "Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale, 'lo Spirito di sapienza e di intelletto, lo Spirito di consiglio e di fortezza, lo Spirito di conoscenza e di pietà, lo Spirito di timore di Dio', e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo Spirito".

Gesù, il Figlio di Dio, vincendo la morte, ci ha dato il diritto alla Vita Eterna. Con il suo Sangue ci ha liberati dal peccato e ci salva l’anima dal tormento eterno. Non esiste nessuno che sia più potente di Lui, come afferma in Giovanni 11,25-26: "Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in ME, anche se muore, VIVRÀ: e chiunque vive e crede in me NON MORRÀ IN ETERNO."

Preparazione e Risorse Catechetiche

Una buona preparazione è fondamentale per accogliere pienamente questo Sacramento. Non siamo stolti! Non siamo insensati, ma saggi e astuti. Evitiamo il morso mortale del serpente e facciamo alleanza con il più forte, uniamoci con Cristo, e avremo la certezza della vittoria finale! Durante il percorso, possono essere utilizzate presentazioni multimediali e slide per illustrare concetti complessi come i simboli dello Spirito Santo, i sette doni e i frutti, il rito della Cresima e le scelte di vita cristiana, rendendo la catechesi più coinvolgente e accessibile ai ragazzi.

Ragazzi del catechismo in aula con slide proiettate

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