Il Perdòn de Barbana, o Processione della Madonna di Barbana, rappresenta la più importante manifestazione religiosa e folcloristica della comunità gradese. Ogni prima domenica di luglio, dal 1237, Grado rinnova un antico voto alla Madonna di Barbana attraverso una spettacolare processione di imbarcazioni addobbate a festa. Questo evento è riconosciuto come la più significativa espressione di pietà non solo a Grado, ma anche nella regione e nelle nazioni confinanti, attirando turisti e avventori sull'isola del Sole.

L'Antico Voto e le Sue Origini
La tradizione del Perdòn de Barbana affonda le radici in un tragico evento storico: una terribile epidemia di peste che colpì Grado nel XIII secolo. Secondo la narrazione, i gradesi riuscirono a salvarsi solo invocando la loro protettrice, la Madonna di Barbana. Nata nel 1237, la processione fu istituita per ringraziare la Madonna per la fine della pestilenza.
Il Voto del Patriarca Leonardo Querini
Il tutto ebbe inizio quando il Patriarca di Grado, Leonardo Querini, convocò i padri di famiglia e decise di far voto alla Madonna di Barbana. Il voto prevedeva che ogni anno, e in perpetuo, almeno una persona per ogni famiglia di Grado partecipasse alla processione che, attraverso la laguna, sarebbe approdata all’isoletta di Barbana, per chiedere alla Madonna il “perdòn”. Questo atto votivo di riconoscenza per la liberazione dalla pestilenza si perpetua ancora oggi, a distanza di tanti secoli, come la ricorrenza più sentita dalla comunità gradese.
La Processione: Un Rito Spettacolare
La processione parte verso le ore 9 del mattino da Grado con un grandioso corteo di imbarcazioni imbandierate. Essa è sempre guidata dal vescovo, mentre l'imbarcazione che trasporta la statua della Madonna degli Angeli, custodita nella basilica di Grado, è denominata "Battella".

Il Percorso e il Ritorno
Durante l'occasione, viene aperto il ponte girevole che collega Grado alla terraferma, e l'autorità civile consegna un dono simbolico alla Madonna. Verso mezzogiorno, la processione ritorna a Grado con lo stesso sfarzo, chiudendo un ciclo di devozione che si rinnova di anno in anno.
L'Isola di Barbana e le Origini del Santuario
Il santuario della Madonna di Barbana, situato nell’omonima isola della laguna di Grado, è da secoli un luogo di pellegrinaggio di fedeli.
La Leggenda della Statua Miracolosa
Secondo un'antica tradizione, l’origine del santuario risale al 582 d.C., o più precisamente all'anno 589, quando una violenta mareggiata minacciò la città di Grado. Al termine della tempesta, un’immagine della Madonna, trasportata dalle acque, venne ritrovata sull’isola ai piedi di un olmo (o, secondo un’altra tradizione, sui suoi rami), nei pressi delle capanne di due eremiti originari del trevisano, Barbano e Tarilesso. Perciò, il patriarca di Grado Elia fece erigere una prima chiesa come ringraziamento alla Madonna per aver salvato la città, che divenne ben presto meta devozionale per frotte di pellegrini.
Evoluzione Storica dell'Isola e del Santuario
Le origini dell’isola di Barbana sono relativamente recenti, poiché la laguna di Grado si è formata tra il V e il VII secolo su un’area precedentemente occupata dalla terraferma. Attorno a Barbana si formò una prima comunità di monaci, i “barbaniti”, che ressero il santuario per i successivi quattro secoli. Nel 734, un documento di papa Gregorio III attestava che Barbana era già un'isola, a testimonianza della continua avanzata del mare.
I Monaci e gli Ordini Religiosi
- Attorno all’anno mille, ai barbaniti subentrarono i benedettini, che ufficiarono il santuario per cinquecento anni.
- Dal 1450 è documentata la presenza di frati francescani conventuali, che sostituirono i benedettini prima in chiave provvisoria e poi, dal 1619, in modo definitivo.
Oggi, l’isola è dominata dalla mole della chiesa e del campanile. La continua azione della laguna ha impedito la conservazione di tracce significative dei santuari più antichi, rendendo la storia dell'isola particolarmente affascinante.

Collegamento con Grado
L’isola di Barbana è collegata a Grado da un regolare servizio di traghetti, con partenza dal Canale della Schiusa. Il viaggio richiede circa 20-25 minuti di navigazione, rendendo l'isola facilmente accessibile per i pellegrini e i visitatori.
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