La Mariologia di Papa Benedetto XVI e la Devozione nel Mese Mariano

La teologia mariana, o mariologia, di Santo Padre Benedetto XVI confluisce in modo significativo nel Rosario, che ne rappresenta l’espressione riepilogativa. Questo approccio è stato evidenziato in un articolo di Bruno Simonetto su "Madre di Dio" del 10 ottobre 2006, sottolineando la grandezza e la semplicità della devozione mariana del Papa teologo.

La Semplicità della Devozione: Il Rosario Personale di Papa Ratzinger

All'intervistatore Peter Seewald, che chiedeva al futuro Papa Benedetto XVI se avesse una maniera particolare di recitare il Rosario, il Cardinale Ratzinger rispose con disarmante semplicità: "Lo faccio in modo molto semplice, proprio come i miei genitori mi hanno insegnato. Entrambi hanno amato molto il Rosario. E più sono invecchiati più l’hanno amato. Invecchiando, si è sempre meno in grado di fare grossi sforzi spirituali e tanto più forte si sente l’esigenza di individuare un rifugio interiore e di farsi cullare dalle preghiere della Chiesa."

In realtà, la visione che Papa Ratzinger aveva del Rosario è un grandioso quadro che ripropone integralmente il mistero di Cristo, di Maria e della Chiesa. Questa devozione è particolarmente sentita nel mese di Ottobre, dedicato alla "Madonna del Rosario", e nel mese di Maggio, mariano per eccellenza, quando Parrocchie e famiglie promuovono fervorose iniziative liturgiche, catechistiche e pastorali, seguendo tradizioni religiose consolidate.

illustrazione del Rosario con i misteri della vita di Cristo e Maria

Il Rosario: Cuore Cristologico e Compendio Evangelico

Tra le numerose citazioni del Magistero della Chiesa, incluso l'insegnamento di Papa Benedetto XVI, è fondamentale ricordare ciò che scriveva il Servo di Dio Giovanni Paolo II: "Il Rosario, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo verginale."

Facendo sue le commoventi parole della "Supplica alla Regina del Santo Rosario" composta dal Beato Bartolo Longo, Giovanni Paolo II concludeva la sua Enciclica sul Rosario con questa preghiera: "O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci riannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’Inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora dell’agonia. A te l'ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti."

Esortazioni di Benedetto XVI alla Preghiera Mariana

Papa Benedetto XVI ha innumerevoli volte invitato a ricorrere alla preghiera del Rosario e alla devozione mariana. Di seguito, alcune delle sue esortazioni più significative.

Ai Giovani: Cercare il Signore con Maria

In un Messaggio ai giovani d’Olanda, in occasione della "Iª Giornata Nazionale dei Giovani Cattolici", Papa Benedetto XVI scriveva il 21 novembre 2005: "Cari giovani amici, [...] vi invito a cercare ogni giorno il Signore, che non desidera altro se non che siate realmente felici. Intrattenete con Lui una relazione intensa e costante nella preghiera e, per quanto vi è possibile, trovate momenti propizi nella vostra giornata per restare esclusivamente in sua compagnia. Se non sapete come pregare, chiedete che sia Lui stesso ad insegnarvelo e domandate alla sua celeste Madre di pregare con voi e per voi."

L'Apertura del Mese di Maggio al Santuario del Divino Amore

In visita al "Santuario del Divino Amore" a Roma, Papa Benedetto XVI ha aperto un Mese di Maggio con la recita dei Misteri gaudiosi del Santo Rosario, illustrandoli sapientemente e dicendo: "... è per me motivo di conforto essere oggi con voi per recitare il Santo Rosario, in questo Santuario della 'Madonna del Divino Amore', in cui si esprime il devoto affetto per la Vergine Maria, radicato nell’animo e nella storia del popolo di Roma."

Durante la recita, ha proseguito: "Abbiamo recitato il Santo Rosario percorrendo i 5 'Misteri gaudiosi', che fanno passare davanti agli occhi del nostro cuore gli inizi della nostra Salvezza, dal concepimento di Gesù per opera dello Spirito Santo nel grembo della Vergine Maria fino al ritrovamento di Lui, ormai dodicenne, nel Tempio di Gerusalemme, mentre ascoltava e interrogava i Dottori. Abbiamo ripetuto e fatto nostre le parole dell'Angelo: 'Rallegrati Maria, piena di grazia, il Signore è con te', e anche le espressioni con cui Santa Elisabetta accolse la Vergine, che si era prontamente recata da lei per aiutarla e servirla: 'Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo'. Abbiamo contemplato la fede docile di Maria, che si fida senza riserve di Dio e si mette totalmente nelle sue mani. Ci siamo sentiti anche noi, con i pastori, vicini al Bambino Gesù che giace nella mangiatoia e abbiamo riconosciuto e adorato in Lui il Figlio Eterno di Dio diventato, per amore, nostro fratello e così anche nostro unico Salvatore. Siamo entrati anche noi, con Maria e Giuseppe, nel Tempio per offrire a Dio il Bambino e compiere il rito della Purificazione: e qui ci siamo sentiti anticipare, nelle parole del vecchio Simeone, insieme alla Salvezza la contraddizione e la Croce, e quella spada che, sotto la Croce del Figlio, trafiggerà l'anima della Madre e proprio così la renderà non soltanto Madre di Dio ma anche nostra comune madre…."

Appello all'Intensificazione della Pratica del Rosario

A conclusione dell’Udienza Generale di Mercoledì 17 Maggio 2006, rivolgendosi ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, il Pontefice esortava tutti a "intensificare la pia pratica del Santo Rosario, specialmente in questo mese di Maggio dedicato alla Madre di Dio": "Invito voi, cari giovani, a valorizzare questa tradizionale preghiera mariana, che aiuta a meglio comprendere i momenti centrali della Salvezza operata da Cristo. Esorto voi, cari malati, a rivolgervi con fiducia alla Madonna mediante questo pio esercizio, affidando a Lei tutte le vostre necessità."

Maria "Donna Eucaristica" e la Prima "Processione Eucaristica"

Il Papa ha anche concluso il mese di maggio radunandosi nei Giardini Vaticani, presso la Grotta di Lourdes, recitando il Santo Rosario, "quasi rispondendo all’invito della Vergine ad elevare lo spirito verso il Cielo." Ha sottolineato come "Nello speciale Anno dell’Eucaristia, che stiamo vivendo, Maria ci aiuta soprattutto a scoprire sempre più il grande sacramento dell’Eucaristia. L’amato Papa Giovanni Paolo II nell’ultima Enciclica - Ecclesia de Eucharistia - ce l’ha presentata come 'donna eucaristica' nell’intera sua vita (cfr n. 53)."

In particolare, Benedetto XVI si è soffermato a meditare il mistero della Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta, descrivendo la visita di Maria: "È una giovane ragazza, ma non ha paura, perché Dio è con lei, dentro di lei. In un certo modo possiamo dire che il suo viaggio è stato - ci piace sottolinearlo in questo Anno dell’Eucaristia - la prima 'processione eucaristica' della storia. Tabernacolo vivente del Dio fatto carne, Maria è l’arca dell’Alleanza, nella quale il Signore ha visitato e redento il suo popolo. La presenza di Gesù la ricolma di Spirito Santo."

Continuava: "Quando entra nella casa di Elisabetta, il suo saluto è traboccante di grazia: Giovanni sussulta nel grembo della madre, quasi avvertendo la venuta di Colui che dovrà un domani annunciare ad Israele. Esultano i figli, esultano le madri. Non è forse questa anche la gioia della Chiesa, che incessantemente accoglie Cristo nella santa Eucaristia e lo porta nel mondo con la testimonianza della carità operosa, permeata di fede e di speranza? Sì, accogliere Gesù e portarlo agli altri è la vera gioia del cristiano! Cari fratelli e sorelle, seguiamo ed imitiamo Maria, un’anima profondamente eucaristica, e tutta la nostra vita diventerà un Magnificat (cfr Ecclesia de Eucaristia, 58). Sia questa la grazia che insieme questa sera domandiamo alla Vergine Santissima, a conclusione del mese di maggio."

icona della Visitazione di Maria a Elisabetta

Il Rosario: Una "Nuova Primavera" per le Nuove Generazioni

San Giovanni Paolo II diceva che il Rosario era la sua preghiera preferita. Sulla stessa linea, Benedetto XVI, il 3 maggio 2008 a Santa Maria Maggiore, ha detto: "Oggi insieme confermiamo che il santo Rosario non è una pia pratica relegata al passato, come preghiera di altri tempi a cui pensare con nostalgia. Il Rosario sta invece conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è senz’altro uno dei segni più eloquenti dell’amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre sua Maria."

Ha aggiunto: "Nel mondo attuale così dispersivo, questa preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che si diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e diceva. Quando si recita il Rosario si rivivono i momenti importanti e significativi della storia della salvezza; si ripercorrono le varie tappe della missione di Cristo. Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesù. Si mette Cristo al centro della nostra vita, del nostro tempo, delle nostre città, mediante la contemplazione e la meditazione dei suoi santi misteri di gioia, di luce, di dolore e di gloria. Ci aiuti Maria ad accogliere in noi la grazia che promana da questi misteri, affinché attraverso di noi possa “irrigare” la società, a partire dalle relazioni quotidiane, e purificarla da tante forze negative aprendola alla novità di Dio. Il Rosario, quando è pregato in modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione. Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria." Il Papa ha invitato ad affrettare il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come a Fatima il 13 maggio 2010.

Approfondimenti Teologici sulla Devozione Mariana di Benedetto XVI

La devozione mariana di Benedetto XVI non era solo una pratica pia, ma profondamente radicata nella sua teologia, riflettendo la sua visione di uno dei più grandi Papi teologi, con la fiducia di un bambino.

Pregare Semplicemente come un Bambino: L'Esempio dei Ratzinger

Benedetto XVI ha spiegato che pregava come i suoi genitori, cioè semplicemente: "Non è così importante seguire con razionale concentrazione ogni singola parola, ma al contrario lasciarsi cullare dalla calma che induce la reiterazione, l’uniformità del ritmo. [...] Penso che questa arcaica esperienza della storia delle religioni della reiterazione, del ritmo, della parola collettiva, della coralità che mi trascina e mi culla e riempie di sé lo spazio, che non mi tormenta, ma mi trasmette la calma, mi consola e mi libera, questa esperienza arcaica è stata assunta pienamente dal cristianesimo" (J. Ratzinger - P. Seewald, Dio e il mondo, San Paolo, Torino 2001, p. 289-290). Il Papa ha incoraggiato a ornare con fiori la statua della Vergine Maria nel mese mariano e a imitare la famiglia Ratzinger pregando semplicemente, come bambini, la Madre di Dio e Madre nostra.

Contemplare Gesù con Maria: La Preghiera di Loreto

La Vergine Maria ha contemplato Gesù durante i trent'anni della vita nascosta. Nel Santuario di Loreto, il 2 settembre 2007, Benedetto XVI ha composto questa preghiera per i giovani: "Maria, Madre del sì, tu hai ascoltato Gesù e conosci il timbro della sua voce e il battito del suo cuore. Stella del mattino, parlaci di Lui e raccontaci il tuo cammino per seguirlo nella via della fede. Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù, imprimi nella nostra vita i tuoi sentimenti, la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta e fa fiorire la Parola in scelte di vera libertà. Maria, parlaci di Gesù, perché la freschezza della nostra fede brilli nei nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra, come Tu hai fatto visitando Elisabetta che nella sua vecchiaia ha gioito con te per il dono della vita. Maria, Vergine del Magnificat, aiutaci a portare la gioia nel mondo e, come a Cana, spingi ogni giovane, impegnato nel servizio ai fratelli, a fare solo quello che Gesù dirà. [...] Maria, Madonna di Loreto, porta del cielo, aiutaci a levare in alto lo sguardo. Vogliamo vedere Gesù. Parlare con Lui. Annunciare a tutti il Suo amore." Con Benedetto XVI, siamo invitati ad andare a Gesù per mezzo di Maria, che ci guiderà sul cammino del Cielo.

Il Santuario Mariano come "Casa": La Testimonianza di Altötting

Il Papa ha espresso un profondo amore per i santuari mariani, sentendosi "a casa" in essi. "Rendere Dio grande vuol dire dargli spazio nel mondo, nella propria vita, lasciarlo entrare nel nostro tempo e nel nostro agire: è questa l'essenza più profonda della vera preghiera. Dove Dio diventa grande, l'uomo non diventa piccolo: lì diventa grande anche l'uomo e luminoso il mondo." Parlando di Altötting, l'11 settembre 2006, disse: "Mi sento davvero a casa [ad Altötting], non solo perché sono nel mio Paese natale, ma anche perché mi sento unito a mia Madre. Dove c'è la Madre di Dio, tutti ci sentiamo a casa." Questa testimonianza di Benedetto XVI invita i fedeli a fare pellegrinaggi ai santuari mariani.

foto del Santuario della Madonna del Divino Amore a Roma

Devozione Radicata nella Scrittura e Tradizione: Maria Madre della Chiesa

La devozione mariana è profondamente radicata nella Scrittura e nella Tradizione. Benedetto XVI ricordava con forza il momento in cui, al Concilio Vaticano II, i Padri si alzarono e applaudirono spontaneamente sentendo le parole: "Mariam Sanctissimam declaramus Matrem Ecclesiae - dichiariamo Maria Santissima Madre della Chiesa". Nell'onorare Maria, la Chiesa non sta inventando qualcosa "accanto" alla Scrittura, ma risponde alla profezia fatta da Maria quando visita sua cugina Elisabetta: "D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata." Il Papa ha esortato a testimoniare senza paura la nostra devozione mariana, profondamente radicata nella Sacra Scrittura e nella Tradizione.

Maria: Baluardo della Chiesa contro le Eresie

Il mistero della Vergine Maria è essenziale per comprendere il mistero di Cristo e della Chiesa. Nei suoi scritti "Maria, Chiesa nascente" (con Hans Urs von Balthasar) e "La figlia di Sion", Mons. Joseph Ratzinger aveva sottolineato che "la mariologia non può mai essere semplicemente mariologica, ma si colloca nella totalità dell'insieme fondamentale costituito da Cristo e dalla Chiesa, è l'espressione più concreta di questo insieme." Maria esprime infatti "l'unità tra Cristo e la sua Chiesa". È una figura femminile essenziale per la religione cattolica: "Negare o rifiutare il femminile nella fede, diciamo concretamente il carattere mariano, porta in definitiva alla negazione della Creazione. Maria non è quindi un'opzione nella fede cristiana. Ella le dà il suo pieno significato."

Benedetto XVI, come San Giovanni Paolo II, ha chiaramente compreso che i misteri dell'Immacolata Concezione, della concezione verginale di Gesù, della sua divina Maternità, della sua partecipazione al mistero della Redenzione e della sua Assunzione, sono per sempre legati al mistero di Cristo e della Chiesa. Questo legame ha permesso a diversi teologi di proclamare che il mistero della Vergine Maria è il baluardo della Chiesa contro tutte le eresie.

Nell'udienza di mercoledì 2 gennaio 2008, Benedetto XVI aveva inoltre detto: "Dopo questo Concilio [Efeso nel 431] si registrò una vera esplosione di devozione mariana e furono costruite numerose chiese dedicate alla Madre di Dio. Tra queste primeggia la Basilica di Santa Maria Maggiore, qui a Roma. La dottrina concernente Maria, Madre di Dio, trovò inoltre nuova conferma nel Concilio di Calcedonia (451) in cui Cristo fu dichiarato 'vero Dio e vero uomo (...) nato per noi e per la nostra salvezza da Maria, Vergine e Madre di Dio, nella sua umanità' (DS, n. 301). [...] La qualifica di Madre di Dio, così profondamente legata alle festività natalizie, è pertanto l'appellativo fondamentale [...] [che] esprime bene la missione di Maria nella storia della salvezza. Tutti gli altri titoli attribuiti alla Madonna trovano il loro fondamento nella sua vocazione ad essere la Madre del Redentore, la creatura umana eletta da Dio per realizzare il piano della salvezza, incentrato sul grande mistero dell'incarnazione del Verbo divino." Da queste parole si comprende l'importanza, con Benedetto XVI, del capitolo 8 della Lumen Gentium.

schema che illustra la relazione teologica tra Cristo, Maria e la Chiesa

Maria Maestra della Parola di Dio: L'Omelia a Notre-Dame

La Vergine Maria ci insegna ad amare la Parola di Dio, ad accoglierla e a meditarla. Il 12 settembre 2008, a Notre-Dame de Paris, Benedetto XVI ha concluso la sua omelia dicendo: "Maria nella Parola di Dio è veramente a casa sua, ne esce e vi rientra con naturalezza. Ella parla e pensa con la Parola di Dio; la Parola di Dio diventa parola sua, e la sua parola nasce dalla Parola di Dio" (Deus caritas est, 41). Possiamo dirle con serenità: "Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Indicaci la via verso il suo regno!" (Spe salvi, 50). Amen."

Cercare il Sorriso della Madonna: L'Appello di Lourdes

Il 15 settembre 2008, a Lourdes, Benedetto XVI ha tenuto una commovente omelia: "I cristiani da sempre hanno cercato il sorriso di Nostra Signora, quel sorriso che gli artisti, nel Medioevo, hanno saputo così prodigiosamente rappresentare e valorizzare. Questo sorriso di Maria è per tutti: esso tuttavia si indirizza in modo speciale verso coloro che soffrono, affinché in esso possano trovare conforto e sollievo. Cercare il sorriso di Maria non è questione di sentimentalismo devoto o antiquato; è piuttosto la giusta espressione della relazione viva e profondamente umana che ci lega a Colei che Cristo ci ha donato come Madre."

Ha spiegato ulteriormente: "Desiderare di contemplare questo sorriso della Vergine non è affatto un lasciarsi dominare da una immaginazione incontrollata. La Scrittura stessa ci svela tale sorriso sulle labbra di Maria quando ella canta il Magnificat: 'L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore' (Lc 1,46-47). Quando la Vergine Maria rende grazie al Signore, ci prende a suoi testimoni. Maria condivide, come per anticipazione, con i futuri figli che siamo noi la gioia che abita nel suo cuore, affinché tale gioia diventi anche nostra. Ogni proclamazione del Magnificat fa di noi dei testimoni del suo sorriso."

A Lourdes, nel corso dell’apparizione del 3 marzo 1858, Bernadette contemplò in maniera del tutto speciale questo sorriso di Maria. "Fu questa la prima risposta che la Bella Signora diede alla giovane veggente che voleva conoscere la sua identità. Prima di presentarsi a lei, qualche giorno dopo, come 'l’Immacolata Concezione', Maria le fece conoscere innanzitutto il suo sorriso, quasi fosse questa la porta d’accesso più appropriata alla rivelazione del suo mistero. [...] Poiché tu sei il sorriso di Dio, il riflesso della luce di Cristo, la dimora dello Spirito Santo, poiché tu hai scelto Bernadette nella sua miseria, tu che sei la stella del mattino, la porta del cielo e la prima creatura risorta, Nostra Signora di Lourdes”, con i nostri fratelli e le nostre sorelle i cui cuori e i cui corpi sono dolenti, noi ti preghiamo!" Il Papa ha invitato tutti a seguire le sue orme e cercare il sorriso di Maria, che fu all'origine della guarigione della piccola Thérèse Martin un 13 maggio.

statua della Madonna di Lourdes con Bernadette

Vivere il Mese Mariano nella Vera Gioia

Infine, Benedetto XVI ha invitato a vivere il mese di Maria nella vera gioia. Nell'udienza del 19 dicembre 2012, ha parlato della gioia messianica annunciata dall'Angelo Gabriele, un'eco della gioia che Maria porta nel mondo.

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