La Preghiera del Sole: Un Ponte tra Tradizioni Antiche e Spiritualità Moderna

La venerazione del sole è un rito profondamente radicato nella storia umana, unendo civiltà e tradizioni spirituali fin dall'alba dei tempi. Diverse culture e movimenti spirituali hanno elaborato preghiere e rituali dedicati al sole, riconoscendolo come fonte di vita, energia e illuminazione. Queste pratiche spaziano da formule meditative a complesse sequenze di posizioni fisiche, fino a benedizioni liturgiche.

La Preghiera del Sole di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Il maestro spirituale bulgaro Omraam Mikhaël Aïvanhov (1900-1986) ha lasciato una potente formula da recitarsi in profonda meditazione al sorgere del Sole.

Egli scrive: "Ora, miei cari fratelli e sorelle, vi consiglierò alcune formule che potrete pronunciare guardando sorgere il Sole."

Come questo sole sorge sul mondo, possa il sole della libertà, dell’immortalità, dell’eternità e della verità sorgere nel mio spirito.
Come questo sole sorge sul mondo, che il sole dell’amore e dell’immensità possa sorgere nella mia anima.
Come questo sole sorge sul mondo, che il sole dell’intelligenza, della luce e della saggezza sorga nel mio intelletto.
Come questo sole sorge sul mondo, che il sole della gioia, della felicità e della purezza sorga nel mio cuore.
Come questo sole luminoso, radioso, sorge sul mondo, possa il sole della forza, della potenza, dell’energia, del dinamismo e dell’attività sorgere nella mia volontà.
E come questo sole luminoso, radioso e vivo sorge sul mondo, possa il sole della salute, della vitalità e del vigore sorgere nel mio intero corpo.
Amen. Così sia.

Questa formula è stata pubblicata in contesti legati all'esoterismo ed è contrassegnata con termini come Aïvanhov, preghiera, sole, tipheret e yoga del sole.

Ritratto di Omraam Mikhaël Aïvanhov con simboli solari

Il Saluto al Sole (Surya Namaskara) nello Yoga

Il Saluto al Sole, in sanscrito Surya Namaskara, è una pratica molto antica, un rituale alchemico e magico, ereditato dallo yoga delle origini. A quel tempo, presso le civiltà presenti sulla Terra, l’adorazione del sole era un rito sia sociale che religioso.

Il Saluto al Sole riflette tutta la potenza e l’energia che il sole esprime attraverso le sue parabole, dall’alba al tramonto, dalla primavera all’inverno. Secondo il Rig Veda, il più antico testo della conoscenza vedica, tutto ciò che è vivente nasce da “Surya” il Dio degli Dei, esprimendo al Sole l’omaggio che tutte le civiltà, fin dall’alba della storia, gli attribuirono.

Le più antiche culture, infatti, hanno identificato il sole, fonte di luce e calore, portatore di vita, come sorgente della saggezza e della conoscenza, considerandolo un grande simbolo di fecondità e di crescita, un potente guaritore di malattie sia fisiche che mentali. Persino il nostro Natale è un’eredità della celebrazione del “Dies Natalis Solis Invicti” (giorno di nascita del Sole Invitto), celebrato alcuni giorni dopo il solstizio d’inverno, quando la luce del sole diveniva più lunga e intensa.

Oggi questi rituali possono far sorridere, sono divenuti eventi sporadici di poco conto, non possiamo però negare che il sole resti la maggiore e più ampia fonte di energia per tutte le specie viventi.

Illustrazione delle dodici posizioni del Saluto al Sole (Surya Namaskara)

Surya Namaskara è arrivato ai giorni nostri poiché adottato da molte scuole di yoga, ed esprime, nella sua pratica, le fasi solari dall’alba al tramonto, attraverso dodici Asana, posizioni dell’Hatha Yoga. Praticandolo lo yogi capta la forza dell’energia solare, creatrice, trasformatrice, respira Prana (energia vitale, universale) con tutto l’organismo, risveglia in sé una nuova energia e ritrova un nuovo equilibrio. Il Saluto al Sole è un Rito che consente allo yogi di accumulare energia e ottenere una condizione di grande benessere psicofisico.

Per l’uomo dei tempi più antichi il Rito era spesso un evento sacrificale, fatto anche di offerte di vittime animali. Esso aveva nell’anima una funzione grossolana di sostegno e di regolazione delle energie cosmiche personificate negli dei; l’officiante, con la celebrazione, cercava di ottenere vantaggi per la comunità, come ad esempio un raccolto migliore. Un significato diverso e più evoluto nasce invece nel pensiero filosofico indiano: nasce la consapevolezza che dietro alla danza delle forze cosmiche e il dispiegarsi della manifestazione esiste un principio unico, assoluto, immanifesto, Brahman, da cui ogni cosa prende forma e diviene manifesta. Il Rito si sposta su un piano simbolico e viene celebrato per ripercorrere a ritroso il processo di discesa dall’Uno alla molteplicità delle forme, cercando di ristabilire una sintonia con l’unità originaria.

Yoga per bambini - Il saluto al sole

La Birkhat ha Chammah: La Benedizione Ebraica del Sole

Una preghiera per il sole può sembrare un rito pagano, ma si tratta di uno dei più rari riti ebraici: la Birkhat ha Chammah. Il Talmud (Berakhot 59a) ci dice che ogni 28 anni il sole si trova nella stessa posizione, nella stessa ora del giorno e nello stesso giorno in cui fu creato a Gerusalemme esattamente alle 6 del pomeriggio.

Questo della Birkhat ha Chammah è forse il rito più raro della ritualistica ebraica e non scevro da numerose discussioni fra i Maestri che temevano si potesse fraintendere il senso di questa celebrazione. Storicamente, in occasioni specifiche, come l’otto aprile, vigilia di Pesach, nelle prime ore del mattino, i fedeli sono usciti dalle sinagoghe e davanti al sole hanno recitato questa speciale preghiera.

L’archivio Terracini, nato nel 1973 grazie a un notevole lascito di libri e documenti, dispone anche di una biblioteca nella quale sono pervenuti volumi da tutte le comunità ebraiche del Piemonte. Nel fondo della Comunità di Mondovì, alcuni anni fa, è stato trovato un antico manoscritto dell’800 che attesta una Birkhat ha Chammah, e si è deciso di stamparlo nell’ambito di una ricerca che si sta conducendo sul patrimonio storico ebraico di quella città. Vi è un contenuto in versetti e salmi in cui le creature ringraziano l’Onnipotente per l’opera della creazione. A Torino, ad esempio, si è svolta una cerimonia subito dopo la tefillà di shachrit.

Manoscritto antico ebraico relativo alla Birkhat ha Chammah

Il Significato e le Controversie della Birkhat ha Chammah

Sull'interpretazione di questa benedizione, Rabbi Jehudà dice: "Chi recita una benedizione per il sole, segue una via estranea." L'espressione "una estranea" è stata interpretata dai commentatori come "via eretica", e da ciò sembrerebbe risultare che Rabbi Jehudà non accettasse l'opinione di coloro che recitavano questa benedizione per timore che arrivassero all'idolatria. Vi è però chi spiega che Rabbi Jehudà intendeva riferirsi a coloro che recitavano sì la benedizione, ma non nel momento per essa stabilito.

Comunque stiano le cose, sembra che anche Rabbi Jehudà Ha-Nasi, il redattore della Mishnà, ritenesse che non si dovesse recitare una benedizione per la creazione del sole e per questo motivo non ne avesse inserito la norma nella sua Barajtà citata dal Talmud babilonese (Berakhot 59 b) "Chi vede il sole nel suo periodo ecc."

Nel Talmud è detto: "Chiunque veda il sole nella sua epoca, dice Benedetto Colui che fece l'opera creativa"... e quando avviene ciò? "E il Signore disse, vi siano luminari nella distesa celeste che servano a distinguere il giorno dalla notte...; ...e il Signore fece il luminare più grande per dominare di giorno e quello più piccolo per la notte e tutte le stelle...e fu sera e fu mattina il quarto giorno."

La posizione chiara è che "noi non ci rivolgiamo direttamente al sole, ma al Creatore e lo ringraziamo per l’opera della creazione del sole, per la sua bellezza, per il suo calore, per la sua luce. Non c’è alcuna possibilità di fraintendere." Nello Shulchan 'Arukh orach chaim, si specifica che durante la benedizione si deve vedere il sole e il cielo deve essere completamente privo di nubi, ma se c'è soltanto una nuvola che però non copre il sole la si dica ugualmente. È uso recitarla subito dopo il Kaddish Titkabal della preghiera del mattino che si dice dopo Ashrè e uvà le Zijon.

Una Preghiera Poetica e Personale al Sole

Oltre alle pratiche rituali codificate, il sole continua a ispirare preghiere e riflessioni personali, come questa composizione poetica:

Grande sole che sei il mio alleato
Riporti calore in me quando la freddezza dentro sembra avere il sopravvento,
e mi fai ricredere in tempi migliori,
ripescandomi dalle profondità del vuoto,
riaccendendo la fiamma della speranza
Tu che fai sembrare straordinario anche l’ordinario più routinario
Che conduci all’adesso davanti a te, e coi tuoi caldi raggi scacci le ansie
Che riporti a galla le mie parti migliori con la tua luce,
continua, ti prego, ad alimentare l’apprezzamento della vita,
l’ascolto del calore addosso, e dei suoni del mondo attorno,
che appaiono amplificati al tuo cospetto, e infondono nutrimento alla mia anima
Grande sole, le cui ombre sono solo sollievo dal tuo calore,
riparo e protezione, e non tempi bui e dolorosi
Penetra, irradia, illumina, governa me in modo che anche da un giorno, un’ora, un momento con te, si generi la fede nei giorni a venire, e in giorni migliori
Anche quando, sopra le nuvole, non riesci a giungere a me, nonostante il tuo perenne e inconfutabile sorgere.

Zamorani Editore, pagg. Febbraio 2024

Foto artistica del sole che sorge o tramonta

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