Guida Completa a "Predicare il mio Vangelo"

«Predicare il mio Vangelo» è una risorsa fondamentale e un manuale essenziale per i missionari a tempo pieno de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, progettato per aiutarli a soddisfare le loro esigenze e adempiere il loro scopo missionario. Sebbene sia rivolto principalmente ai missionari, i principi e le dottrine in esso insegnate si applicano anche ai missionari e ai dirigenti di rione quando sono intenti a edificare il regno del Signore, rendendolo una risorsa preziosa per tutti i membri della Chiesa.

Flessibilità e Scopo del Manuale

Il manuale offre grande flessibilità nel suo utilizzo. È possibile dedicare un'intera sessione di studio ad appena qualche paragrafo o a un capitolo completo. I capitoli possono essere studiati nell'ordine in cui sono presentati oppure in una sequenza diversa che meglio si adatti alle esigenze individuali. Tutti i capitoli contenuti in «Predicare il mio Vangelo» ti aiuteranno a prepararti a adempiere il tuo scopo di missionario.

«Predicare il mio Vangelo» si concentra sugli aspetti fondamentali del lavoro missionario. Non risponde a tutte le domande o situazioni che ti troverai ad affrontare; tuttavia, è una risorsa essenziale per accrescere il tuo potere e le tue capacità spirituali. Lo scopo non è solo quello di presentare tutto il materiale, ma di aiutare le persone a venire a Cristo tramite la fede in Gesù Cristo, il pentimento, il battesimo, ricevendo il dono dello Spirito Santo e perseverando sino alla fine.

Missionari che studiano il manuale

Struttura e Contenuti Specifici

Quando inizierai a studiare il capitolo 3, potresti notare una differenza di approccio. La maggior parte dei capitoli è rivolta a te, mentre il capitolo 3 è rivolto a un pubblico più vasto. Le dottrine contenute in alcuni altri capitoli possono inoltre aiutarti a insegnare ai simpatizzanti e ai nuovi membri della Chiesa. Ad esempio:

  • Il capitolo 4, «In che modo posso riconoscere e comprendere lo Spirito?», può aiutarti a insegnare ad alcuni simpatizzanti come ottenere una testimonianza mediante il potere dello Spirito Santo.
  • Il capitolo 5, «Qual è il ruolo del Libro di Mormon?», può aiutarti a risolvere i problemi dei simpatizzanti riguardo al Libro di Mormon.

Strategie di Studio e Apprendimento Missionario

Durante la missione, uno studio efficace ti aiuterà a adempiere il tuo scopo come missionario e a rafforzare la tua testimonianza del vangelo di Gesù Cristo. Continua a studiare i capitoli durante tutta la missione. Metti in pratica ciò che apprendi. Valuta il tuo lavoro. Hai la flessibilità di insegnare le lezioni in qualsiasi modo aiuti meglio le persone a prepararsi per il battesimo e la confermazione. Una lezione raramente dovrebbe durare più di 45 minuti. Potresti vedere che il tempo a tua disposizione ti consente solo visite più brevi per insegnare. Puoi insegnare le lezioni in molti modi. Le necessità dei simpatizzanti e la guida dello Spirito sono ciò che meglio può stabilire quale lezione insegnare, quando farlo e quanto tempo dedicarci.

Quattro delle occasioni più importanti per apprendere sono lo studio personale e con il collega, le riunioni di distretto e le conferenze di zona. Predicare il mio vangelo intreccia le Scritture e i principi del Vangelo per aiutarti a conoscere il Salvatore e il Suo vangelo. Ha lo scopo di aiutarti ad attingere dalle Scritture e ad arricchirne il tuo studio.

Studio Personale e con il Collega

Per la maggior parte dei giorni, il tuo programma missionario prevede il tempo per lo studio personale e con il collega. Ciò che impari durante lo studio personale ti aiuterà nello studio con il collega e nelle altre opportunità di apprendimento.

  • Lo scopo dello studio personale è rafforzare la tua conoscenza e testimonianza del vangelo restaurato, e aiutarti a soddisfare le esigenze di coloro cui insegni. Inizia il tuo studio chiedendo in preghiera che lo Spirito Santo ti aiuti ad apprendere. Egli ti darà conoscenza, comprensione e convinzione che benediranno la tua vita e che ti consentiranno di benedire gli altri. Apri la mente e il cuore alle impressioni e agli spunti che ricevi dallo Spirito. È utile avere un piano di studio personale, dando priorità ai principi del Vangelo che vorresti comprendere meglio o strutturando lo studio in base ai capitoli del manuale, usando ad esempio le lezioni del capitolo 3 come guida.
  • Lo scopo dello studio con il collega è: (1) creare un’unità nella coppia missionaria in modo da insegnare mediante lo Spirito e (2) concentrarsi sul progresso di coloro cui insegnate. Vi preparate per appuntamenti specifici d’insegnamento, visite ai fedeli, occasioni per trovare le persone cui insegnare e altre attività. Studiate il materiale che vi aiuterà a insegnare, trovare e lavorare più efficacemente. Parlerete delle persone con le quali state lavorando.

I dirigenti di distretto possono servirsi delle riunioni per ricevere i rapporti relativi agli sforzi compiuti dai missionari del distretto.

Missionari che studiano insieme il manuale

Il Diario di Studio

«Predicare il mio Vangelo» richiede spesso che usi il diario di studio per aiutarti a capire, per chiarire e ricordare ciò che stai imparando. L’anziano Richard G. Scott ha insegnato: «La conoscenza accuratamente registrata è conoscenza disponibile in momenti di necessità. Le informazioni spiritualmente utili devono essere conservate in un sacro luogo, che rivela al Signore come ne fate tesoro. Questa pratica aumenta la possibilità di ricevere ulteriore luce» («Come acquisire la conoscenza spirituale», La Liahona, gennaio.1994, 86).

Il diario di studio può consistere in un diario rilegato, un taccuino o in un registro ad anelli. Riporta e organizza i tuoi pensieri e impressioni in modo adatto a come apprendi le cose. Sviluppa il tuo sistema per trovare facilmente in futuro le informazioni importanti. Usalo spesso per ripassare, trovare e applicare ciò che hai appreso.

Riquadri e Attività del Manuale

Ogni capitolo di «Predicare il mio Vangelo» ha caratteristiche diverse che dovrebbero aiutarti a trarre maggiore profitto dallo studio. I riquadri del manuale sono punti di partenza che aiutano a imparare:

  • «Rifletti sui seguenti punti»: La maggior parte dei capitoli presenta domande che si concentrano sui punti principali del capitolo e costituiscono una base di studio.
  • «Ricordati questo»: La maggior parte dei capitoli termina con un riquadro che riassume i punti principali. Al termine dello studio di un capitolo, ripassa queste dichiarazioni per assicurarti di comprendere i punti chiave.
  • «Studio delle Scritture»: Questi riquadri ti indicano i riferimenti scritturali che possono edificare la tua comprensione e testimonianza. Partendo da questi riferimenti, cerca altri passi scritturali.
  • «Attività»: La maggior parte dei capitoli contiene attività da svolgere durante lo studio personale e con il collega che incrementano l’apprendimento e l’applicazione dei principi esposti. Continua a ripetere queste attività durante tutta la missione.
  • Riquadri rossi: Tutte le storie contenute in «Predicare il mio Vangelo» sono vere, sebbene i nomi della maggior parte delle persone siano stati cambiati. Ogni storia illustra principi diversi relativi al lavoro missionario.

Ogni capitolo termina con altre idee per lo studio personale e con il collega, le riunioni di distretto e le conferenze di zona. Le attività d’apprendimento sono una gran risorsa e offrono esempi di modi efficaci per imparare il materiale. Sii creativo e cerca l’ispirazione per inventarti altre attività ogni volta che studi o insegni una di queste sezioni.

L'Applicazione Mobile "Predicare il mio Vangelo"

L'applicazione «Predicare il mio Vangelo» è uno strumento complementare al manuale cartaceo, disponibile sul tuo dispositivo mobile, e viene usata dai missionari a tempo pieno de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni per:

  • Fissare obiettivi, fare programmi e registrare il progresso delle persone che servono.
  • Lavorare a stretto contatto con i dirigenti e i membri locali.
  • Trovare e contattare persone che sono interessate.
  • Tenere traccia degli appuntamenti e di altre attività.
  • Navigare nella propria area e pianificare il loro tempo in maniera efficace.

L'ultimo aggiornamento dell'app risale al 6 maggio 2026. Il primo passo verso la sicurezza dei dati è capire in che modo gli sviluppatori raccolgono e condividono i dati, con misure di protezione della privacy e della sicurezza che possono variare in base all'utilizzo, alla regione e all'età. L'applicazione è progettata per aiutarti a mettere in pratica i principi che stai imparando.

Interfaccia dell'applicazione mobile

Il Mandato di Predicare il Vangelo e i Timori Comuni

Il manuale «Predicare il mio Vangelo» non solo fornisce strumenti, ma ispira anche a comprendere e adempiere il grande mandato di Gesù ai suoi discepoli: «Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Marco 16:15). Oggi, per quanto possa essere difficile parlare agli altri del Vangelo, non si vivono situazioni estreme come quelle di Giovanni Battista nel deserto di Giudea, o le persecuzioni subite dagli apostoli. In questo momento storico, esiste la libertà di esprimersi, di credere in ciò che si vuole e di predicare il Vangelo in gran parte del mondo senza rischiare la vita.

Eppure, c’è bisogno anche di ognuno di noi per portare la parola di Dio ai nostri vicini, ai nostri amici, ai colleghi di lavoro, a coloro che non hanno ancora incontrato un missionario o che, molto più semplicemente, hanno incontrato noi, e noi siamo l’opportunità che hanno di conoscere il Vangelo ed essere davvero felici. Come dice l'anziano Dallin H. Oaks, «Abbiamo bisogno che ogni membro della Chiesa aiuti a portare il Vangelo al mondo intero. Fare opera missionaria significa amare e aiutare gli altri.» Amare gli altri è sicuramente uno dei modi migliori per condividere il Vangelo.

Molti possono provare un velo di timore nel parlare della propria fede per la prima volta con qualcuno, preoccupandosi di come potrebbero essere visti o di danneggiare il rapporto. Ma questi timori non sono sempre fondati. L'anziano Robert C. Oaks ha suggerito che invitare un amico a un incontro con i missionari significa offrirgli di renderlo partecipe di una cosa di grandissimo valore a noi cara, e questo non è offensivo. Al contrario, chiedere alle persone di poter parlare loro del Vangelo può rafforzare i legami di amicizia. L'esperienza di molti mostra che il messaggio del Vangelo può davvero cambiare la prospettiva della vita delle persone, senza che si sentano offese.

Condividere il vangelo restaurato

Superare le Barriere nella Condivisione

Vivere appieno il Vangelo e dimostrare amore senza giudicare rende le nostre parole più efficaci. Questo vale anche per le condivisioni online, sui social media, per i commenti o le chat. Non si deve mai cercare la disputa, ma sempre trasmettere amore. Il nostro comportamento e l'esempio che diamo, dicono agli altri chi siamo e ciò in cui crediamo. Quando viviamo appieno il Vangelo, diventiamo una luce per gli altri, a volte senza neanche accorgercene.

In un articolo della Liahona, Stephanie J. ha scritto: «Si tratta di convertirsi di più al Vangelo - come individui - e di lasciare che l’esempio del nostro stile di vita e il nostro parlare amichevole aprano la via. Più ci convertiamo, più ci sentiamo a nostro agio nei confronti della nostra religione, e cominciamo a sentire un crescente desiderio che anche gli altri godano delle benedizioni del Vangelo. Quando accade tutto questo, condividere diventa più naturale. Infatti potremmo addirittura non renderci conto che stiamo parlando del Vangelo. Mentre alziamo il livello del nostro fedele discepolato, l’effetto che ciò avrà sulle nostre azioni, sul nostro parlare e anche sul nostro aspetto non passerà di certo inosservato.»

Come seguaci di Gesù Cristo, abbiamo deciso di vivere una vita seguendo i principi del Vangelo e abbiamo visto che questo ci porta gioia. Se siamo amici sinceri, se viviamo appieno il vangelo, se siamo onesti e naturali quando parliamo con gli altri, il messaggio arriverà a dispetto dei nostri mille timori e delle nostre paure. Tutti i figli del Padre Celeste hanno bisogno di avere una nuova prospettiva della vita, di sapere che sono amati, di poter stare insieme a coloro che amano per l’eternità, di trovare uno scopo e un significato alle prove difficili che incontrano e di godere delle benedizioni che il Padre Celeste ha in serbo per loro.

Elementi Fondamentali per una Predicazione Efficace

Affinché tutto ciò possa accadere, affinché si possa riporre la propria fiducia in Gesù Cristo e nell’opera che ha compiuto e, così, credere al Vangelo, bisogna che questo messaggio sia annunciato o proclamato. Ma cosa è necessario affinché il Vangelo sia predicato davvero? Non basta la nuda e cruda ripetizione del messaggio. Ovviamente il messaggio è importante. Se manca, se è confuso, compromesso dalla presenza dell’errore o gravemente mutilato non c’è predicazione del Vangelo. L’integrità e l’aderenza del messaggio annunciato alla «fede che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre» è conditio sine qua non.

Considerando l'esempio di Gesù in Matteo 5:1-2, dove «Gesù, vedendo le folle, salì sul monte e si mise a sedere. I suoi discepoli si accostarono a lui, ed egli, aperta la bocca, insegnava loro dicendo...», si possono identificare quattro elementi essenziali per una predicazione efficace del Vangelo:

  1. Il Predicatore: In questo caso il predicatore è Gesù, la Parola incarnata, colui che è stato inviato dal Padre, il Messaggero adeguato, autorizzato, colui che incarna il messaggio, egli è la Verità. Tra Gesù e il suo messaggio c’è perfetta corrispondenza, assoluta continuità, di lui si può dire in senso assoluto che «il messaggero è il messaggio». Per predicare il Vangelo, prima di tutto ci vogliono uomini del Vangelo, uomini la cui immagine e testimonianza possa essere sovrapposta a quella delineata dall’apostolo Paolo in 1 Timoteo 3 e Tito 1. Uomini rigenerati da Cristo e che onorano Cristo mostrando di possedere i segni di una spiritualità cristiana matura ed esemplare.
  2. Il Contesto del Vangelo: Il Vangelo è una storia che deve essere narrata, un messaggio che deve essere spiegato, una Persona che deve essere «dipinta al vivo», una chiamata che deve essere estesa e alla quale è necessario rispondere. Questo non si può fare se non c’è un contesto adeguato, che permetta di ascoltare con chiarezza e senza distrazioni, che consenta la comunicazione di un messaggio mediante parole che devono essere spiegate e capite, di contenuti che siano coerenti, adeguati, contestualizzati, veri e franchi al punto da mettere a disagio prima ancora che di rallegrare il peccatore. Un certo «ritiro» dal rumore e dal clamore del mondo è necessario, è salutare, è indispensabile.
  3. La Chiesa: Non intesa come luogo o edificio, ma come corpo, come insieme di persone che hanno creduto davvero in Gesù Cristo e che incarnano e rinforzano il suo messaggio dimostrando che non si tratta di mera teoria o di «belle parole», ma di realtà vissute e realizzate, perché queste chiese sono composte da «santi visibili». Se a questa realtà spirituale che può essere creata solo dallo Spirito Santo si sostituisce un meccanismo, una organizzazione retta da professionisti dell’immagine, del marketing e delle nuove tecnologie, si perde la realtà, l’autenticità e la potenza del Vangelo.
  4. La Predicazione: È la comunicazione verbale del messaggio delle Scritture che possono dare la sapienza che conduce alla salvezza mediante la fede in Cristo Gesù. È fondamentale attribuire valore alla Bibbia come fonte ispirata, autorità, infallibilità e inerranza della Scrittura, trattandola come fonte primaria. È essenziale maneggiare «la spada dello Spirito» ed essere determinati a «presentare se stessi davanti a Dio come uomini approvati, come operai che non abbiano nulla di cui vergognarsi e che taglino rettamente la parola della Verità» (Cfr. 2 Tim. 2:15).

Questo elenco di elementi necessari affinché ci sia la predicazione del Vangelo non è un'invenzione, ma si trova dappertutto nella Scrittura. «Predicare il mio Vangelo» fornisce il supporto per sviluppare questi aspetti fondamentali.

La Potenza del Messaggio e la Presenza Divina

Il grande mandato che Gesù affida ai suoi discepoli prima dell’ascensione al cielo (Ev. Matteo 28:16-17) si svolge in un clima particolare. Gli undici si ritrovano sul monte in Galilea senza sapere cosa succederà. L’adorazione del Figlio di Dio riveste il punto di partenza per ogni predicazione. Poi vi dev’essere il mandato particolare affidato a chi si sente di proclamare il Vangelo, non solamente il mandato generale che riguarda la testimonianza del singolo credente a un’altra persona. Certo le sofferenze di Gesù sono argomento primario per il cuore dell’adoratore, seguito dalla morte sulla croce, la sua potenza nello squarciare gloriosamente il cielo e presentarsi con l’offerta alla destra di Dio.

Quando Gesù si avvicinò e parlò loro, dicendo: «ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra» (V.18), ogni dubbio scomparve, è l’esperienza dei discepoli. Il messaggio riveste e comunica una potenza sorprendente, ma più ancora è importante che Gesù si avvicini per parlare. Quando adoriamo è di estrema rilevanza che sentiamo il Signore vicino, Lui ha detto: «Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome IO sono in mezzo a loro» (Ev. Matteo 18:20).

Dipinto che rappresenta Gesù che dà il Grande Mandato ai discepoli

Il Mandato Universale e le Sue Conseguenze

Gesù disse loro: «andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato, ma chi non avrà creduto sarà condannato» (Ev. Marco 16:15-16). Il Signore Gesù non ha costituito una casta di predicatori o di addetti religiosi a cui affidare il messaggio evangelico della Buona Notizia, no, ma ha delegato tutti i credenti a trasmettere senza aggiunte di sorta o manipolazioni, la Verità del Vangelo. La visione del Signore non riguarda solo il mondo conosciuto allora, ma riguarda le estremità della terra che tutta dev’essere coinvolta nella predicazione, affinché nessun uomo o creatura sia esclusa dalla Grazia.

Con la sua ascensione Gesù presidia ogni luogo dove viene predicato il Vangelo, inviando il Suo Spirito e presenziando ai progressi di chi vuole credere e lotta per l’affermazione della Verità nel proprio cuore. V’è chi crede alla spiegazione, cioè mette in opera la fede che deriva proprio dall’ascolto della Parola, realizza il pentimento, la conversione e la confessione di peccato dichiarandosi indegno di perdono, ma per Grazia Dio lo accoglie e lo salva perché Gesù ha pagato il debito del nuovo credente. Si battezza per confermare di essere morto e risuscitato in Cristo, pronto per essere arruolato nel numero dei testimoni della Verità e di non aver nessun timore nel parlare di Gesù, perché Lui assicura la sua presenza fino alla fine del periodo della Grazia: «Insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco IO sono con voi tutti i giorni sino alla fine dell’età presente» (Ev Matteo 28:20).

Dunque qual è la consistenza e la natura delle cose comandate e che devono essere insegnate sotto la supervisione del Signore, che assicura la sua costante potenza? Il messaggio lo possiamo sintetizzare con le parole scritte: «Quando Gesù ebbe preso l’aceto disse: è compiuto! E chinato il capo rese lo spirito» (Ev. Giovanni 19:30). «È compiuto» riepiloga tutta l’azione di Gesù sulla croce. Le conseguenze di quella morte sono illustrate in (Ev. Matteo 27:51): «Ed ecco la cortina del tempio si squarciò in due da cima a fondo. La terra tremò e le rocce si schiantarono.» Queste agiscono in tre direzioni: una verso il cielo, l’altra sul creato e sulla solidificazione del peccato. La cortina del tempio si fende in due per dimostrare al popolo che da ora vi sarà libero accesso al cielo, al trono celeste di Grazia. La terra trema per l’affronto della morte del Salvatore, partecipando all’orrore della croce. Gesù muore da Leone della tribù di Giuda, muore come vittima innocente quindi come Agnello e Salvatore del mondo, muore indossando i panni di Mediatore esclusivo tra Dio e gli uomini, eredita il lignaggio di Sommo Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec, risuscita per ereditare la gloria che aveva prima e quella assunta adesso, in attesa del Nome sopra ogni nome.

Condividere il vangelo restaurato

La Perseveranza nel Predicare

Gesù ha promesso la sua presenza con tutti noi quando si testimonia. I contestatori dell’opera non perdono tempo. Nel corso dei secoli gli oppositori alla redenzione si sono distinti con le loro trappole, minacce o ogni sorta di persuasione violenta pur di far ritrattare la fede nel sacrificio di Gesù. Oggigiorno molte persone, inconsciamente trascinate da una corrente culturale e religiosa, sono dissuase dall’incontrare il Signore nella Sua Parola, perché temono in qualche squalifica e nell’emarginazione dalla società. Gli oppugnatori del sacrificio della croce, si rivelano nemici di Cristo in quanto non credono alla parola «È Compiuto»; per loro occorre ancora l’intervento dell’uomo per la salvezza, indispensabile come quello dell’ordine religioso a cui si è aggregati.

«Il Signore Gesù dunque dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio, e quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l’accompagnavano» (Ev. Marco 16:19-20). Se qualcuno all’inizio sul monte dubitava, ora non v’era più spazio per le incertezze. La posizione di Cristo corrispondeva a quella gloriosa annunziata durante il suo ministerio terreno, il Signore assisteva chi predicava, confermando la Parola redentrice che operava in salvezza ed era accompagnata da segni potenti. Ancora oggi la carica salvatrice della Parola di Dio non si è arenata o esaurita; essa è vitale tramite lo Spirito per chi invoca il Nome di Gesù e porta ancora ristabilimento di comunione tra i peccatori e il Salvatore.

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