Il Sacro Monte di Varallo Sesia: Un Capolavoro di Fede, Arte e Natura

Un Patrimonio UNESCO nel Cuore della Valsesia

Situato in Valsesia, in provincia di Vercelli, a meno di due ore da Torino, il Sacro Monte di Varallo è uno dei luoghi più straordinari d'Italia. Arroccato su uno sperone roccioso a 600 metri di altitudine, questo complesso monumentale è, oltre che un sito religioso di profonda spiritualità, un vero e proprio museo a cielo aperto, dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2003. Il Sacro Monte di Varallo è il più antico e celebre dei nove Sacri Monti edificati sulle Alpi piemontesi e lombarde, ed è stato modello per gli altri complessi sorti in seguito lungo l'arco alpino.

Il progetto della "Nuova Gerusalemme" nasce nel 1491 dall’idea di Bernardino Caimi, un frate francescano già custode del Santo Sepolcro a Gerusalemme nel 1474. Di ritorno da un viaggio in Palestina, Caimi pensò di riprodurre a Varallo quei luoghi sacri e rievocare la Vita e la Passione di Cristo, a beneficio dei fedeli che non potevano recarsi in Terra Santa, allora sotto il dominio turco. La prima cappella ad essere costruita fu quella del Santo Sepolcro, nel 1491.

Mappa del Sacro Monte di Varallo con indicazione delle cappelle

L'Architettura e l'Arte del Sacro Monte

Il Sacro Monte si compone di 45 cappelle, comprendendo nel conto anche la maestosa basilica, che ha il ruolo di cappella finale. Appare come una vera e propria cittadella fortificata cinta da mura e caratterizzata da vie, piazze, palazzi e giardini. Le cappelle, disposte lungo un percorso che si snoda tra viottoli e piazze immerse nella natura, raccontano episodi della vita di Cristo. All’interno delle cappelle, statue e dipinti danno forma e voce "qui e ora" al percorso che narra la Vita, la Passione e la Morte di Gesù, dall’Annunciazione all’Assunzione di Maria. Ogni cappella rappresenta un episodio della vita o della Passione di Gesù: complesse scenografie sono state realizzate con affreschi e gruppi di statue lignee o di terracotta dipinta, a grandezza naturale e di forte potenza espressiva, del tutto simili a figure umane, con barbe e capelli veri.

L’itinerario tra le cappelle si divide in due parti distinte: la prima, dalla cappella N. 1 (Adamo ed Eva) alla N. 19 (Ingresso di Cristo a Gerusalemme), occupa la zona più impervia del parco ed è completamente immersa nel verde della Riserva; la seconda copre la sommità del Monte, vi si accede dalla Porta Aurea ed è organizzata come una città: palazzi, porticati, piazze del Tempio e del Tribunale, cappelle che raccontano gli episodi della vita di Cristo svoltasi entro le mura di Gerusalemme (Ultima cena, Sepolcro, Risurrezione, Assunzione di Maria).

Evoluzione del Progetto Architettonico e Artistico

Il progetto edificatorio di padre Caimi trovò felice concretizzazione, a partire dal primo Cinquecento. Entro il 1491 erano terminate la costruzione della chiesa e del convento di Santa Maria delle Grazie, realizzati per ospitare i frati francescani giunti al seguito del Caimi e, al Sacro Monte, erano ormai completate la cappella del Santo Sepolcro e la Deposizione.

La seconda metà del Cinquecento è caratterizzata da una riprogettazione radicale del Sacro Monte ad opera dell’architetto perugino Galeazzo Alessi. Tra il 1565 e il 1569 Alessi preparò un manuale manoscritto, noto come “Libro dei Misteri”, oggi conservato presso la Biblioteca Civica di Varallo, nel quale il Sacro Monte venne trasformato in una vera e propria cittadella abbellita da fontane, siepi, giardini e tempietti, non più semplici cappellette. Il vescovo di Novara Carlo Bascapè (1593 - 1615) traghettò il Sacro Monte dal periodo delle riflessioni avviate da san Carlo alle indicazioni dettate dal Concilio di Trento, durante il quale si affrontarono temi cruciali come quello della funzione delle immagini. Il cantiere dei lavori che si sviluppò nel corso del XVII secolo vide nascere un Sacro Monte pressoché identico, negli spazi, a quello che possiamo visitare oggi.

Nel 1614 iniziò la costruzione della nuova basilica, dedicata a Maria Vergine Assunta, progettata da Bartolomeo Ravelli e Giovanni d’Enrico, che sarà terminata nel 1713. L’edificazione del Sacro Monte, iniziata nel 1491, terminò ufficialmente nel 1896 con l’apposizione della facciata della basilica. Il progetto, che osserva delle somiglianze con la facciata della Certosa di Pavia, è dell’architetto Bartolomeo Cerutti di Valpiana.

I Grandi Maestri: Gaudenzio Ferrari e Giovanni D'Enrico

Al Sacro Monte lavorarono insigni artisti, non solo locali. Tra tutti spicca la figura di Gaudenzio Ferrari (Valduggia ca. 1476 - Milano 1546), pittore, scultore e architetto valsesiano che si formò a Milano e a Roma. Gaudenzio lavorò al Sacro Monte dal 1499, anno della morte del padre fondatore Caimi, al 1529, quando si trasferì a Vercelli. È opera sua l’ideazione e la realizzazione delle scene della Natività, dell’arrivo dei Magi, della Crocifissione e della Pietà. La sua opera più celebre è la Cappella della Crocifissione, che raffigura la scena del calvario con una potenza drammatica straordinaria. All’interno di questa cappella, oltre ottanta statue a grandezza naturale si mescolano con affreschi vibranti di colore e pathos, creando un’impressione di movimento e vita che ancora oggi lascia senza fiato. Gaudenzio racconta alcuni episodi del Vangelo conferendo un senso di freschezza, emozione e semplicità quotidiana. Nelle sculture e negli affreschi ritrae personaggi veritieri che ogni fedele avrebbe potuto incontrare passeggiando tra le contrade di Varallo o nei sentieri verso gli alpeggi valsesiani: ne sono esempi meravigliosi il pastore di Rimella, l’anziano senza denti, la zingara con i bambini, il giudeo gozzuto, la nobildonna. I francescani apprezzarono profondamente l’immediatezza espressiva delle opere del maestro poiché attraverso i personaggi, gli ambienti e il senso del viaggio suggerito dalla morfologia del Sacro Monte il racconto si rendeva facilmente comprensibile e credibile.

Cappella della Crocifissione di Gaudenzio Ferrari al Sacro Monte di Varallo

Il cantiere dei lavori del XVII secolo vide l'esordio e l'ascesa di Giovanni D’Enrico (Alagna 1559 - Borgosesia 1644), architetto e scultore, e dei suoi fratelli pittori Melchiorre e Antonio (detto “Tanzio”) nativi di Alagna. Giovanni, nel rispetto delle linee guida date dal maestro rinascimentale Gaudenzio, fu capace di infondere una forte espressività, un senso di teatralità e verità ai suoi soggetti. Operò al Sacro Monte per circa trentacinque anni (1605 - 1640) realizzando più di 335 sculture. A lui si deve l’erezione dell’elegante Palazzo di Pilato completato dalla Scala Santa, costruita a imitazione di quella della chiesa di San Giovanni in Laterano a Roma. Tra gli altri artisti di fama che operarono nel XVII secolo vi furono il pittore perugino Domenico Alfano, lo scultore fiammingo Giovanni Wespin (“il Tabacchetti”) o Pier Francesco Mazzucchelli detto “il Morazzone”.

Quasi tutte le opere del Sacro Monte sono state create con materiali reperibili in Valsesia e da una gran quantità di artisti ed artigiani valsesiani.

Statue lignee policrome all'interno di una cappella del Sacro Monte di Varallo

L'Esperienza della Visita: Percorsi e Accessibilità

Il Sacro Monte è un luogo assolutamente unico nel suo genere, simbolo dell’operosità, della devozione, dell’alta capacità artistica e artigianale dei valsesiani che gli hanno dato la vita nel corso di quattro secoli. Permette un pellegrinaggio interiore e funge da guida per la conoscenza, dove fede, arte e natura convivono in perfetto equilibrio. Si tratta di un luogo di cultura adatto alla fruizione interreligiosa, scolastica e universitaria, ma soprattutto personale.

Come Raggiungere il Sacro Monte

Il Sacro Monte è raggiungibile in diversi modi:

  • A piedi: Seguendo un percorso di venti minuti in salita che parte dal centro di Varallo e che idealmente rappresenta il percorso di ascesa al Calvario di Gesù.
  • In funivia: È possibile usufruire della ripida e panoramica funivia, considerata la più ripida d'Europa, che con un dislivello di circa 130m collega il centro di Varallo al Sacro Monte in poco più di 1 minuto (precisamente 80 secondi). La funivia ha riaperto solo da una decina di anni.
  • In auto: È possibile raggiungere il Sacro Monte anche in auto. Una volta in cima si trova un ampio parcheggio a pagamento, preceduto lungo la strada da una decina di parcheggi gratuiti. I costi per i pullman sono di € 10,00/ora dopo 3 ore: € 30,00 (tariffa giornata intera). Stalli nello slargo prima di piazza Testori sono gratuiti, mentre gli stalli dei tre piazzali (esclusi quelli al coperto) sono regolamentati da parcometri con orario 0-24.

Accessibilità e Servizi

Nel 2006 è stato realizzato un percorso di collegamento tra la piazza di ingresso (piazza Testori) e la basilica attraversando le due piazze storiche. I disabili possono accedere alle due piazze del Sacro Monte e alla basilica seguendo il percorso segnalato sulla mappa. In caso di assoluta necessità possono accedere con automezzo provvisto di contrassegno disabili. L’accesso in auto all’area storica del Sacro Monte deve sempre essere segnalato al personale di Vigilanza della Riserva. Anticipatamente, si può accedere con automezzo provvisto di contrassegno disabili. L’accesso in auto all’area storica implica l’utilizzo di un montacarichi il cui uso è sconsigliato fuori dagli orari di presenza del personale di Vigilanza. Situato lungo lo stradino di accesso alla funivia, l’elevatore fa parte del percorso per disabili e consente, previa comunicazione al personale di Vigilanza della Riserva, di accedere all’area storica del Sacro Monte e alla basilica. L’elevatore può trasportare automezzi con le seguenti caratteristiche massime: larghezza cm 225, altezza cm 270, lunghezza/profondità cm 470, peso/portata kg. In caso di eventuale emergenza si può contattare la ditta De Zuani P.I. 0039 0163 562727.

Poco prima dell’ingresso monumentale del Sacro Monte, al 2° piano del Punto-info di Casina D’adda, è presente una sala conferenze per 92 posti ed eventuale video-collegamento al pianterreno per utenti disabili per circa 10 posti. In piazza della Basilica si trova un negozio di souvenir e di materiale divulgativo del Sacro Monte.

Oltre il Sacro Monte: Varallo Sesia e la Valsesia

Varallo Sesia si trova ai piedi del suo famoso Sacro Monte, ed è un intrico di vecchie case e pendii ricchi di vegetazione. Fondata in epoca medievale, conserva un affascinante centro storico. Passeggiando per il corso principale della città si possono ammirare eleganti ville ottocentesche risalenti alla Belle Epoque e murales realizzati in città.

Cosa Vedere a Varallo

  • Collegiata di San Gaudenzio: Eretta su un promontorio roccioso nel centro del paese, è raggiungibile grazie alla maestosa scalinata contemporanea alla sua costruzione. La chiesa si presenta circondata da un loggiato composto da 28 archi dal quale si domina la piazza sottostante con il Teatro.
  • Pinacoteca di Varallo: Custodisce una preziosa collezione di dipinti e sculture del Rinascimento, tra cui opere di Gaudenzio Ferrari e Tanzio da Varallo. La Pinacoteca nasce nel 1885 dalla Società di Conservazione delle Opere d’Arte e dei Monumenti in Valsesia, fondata nel 1875 per documentare, conservare e valorizzare i beni culturali del territorio.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie: Conserva un lavoro stupefacente: il tramezzo interamente affrescato da Ferrari nel 1513 con scene della Vita di Cristo.
  • Ponte sul torrente Mastallone: Attraversando le antiche vie di Varallo si arriva al ponte, dominato dalla statua del generale Giacomo Antonini, che offre un panorama bellissimo.

Natura e Attività Sportive in Valsesia

Gli appassionati di trekking e mountain bike possono esplorare i sentieri del Parco Naturale Alta Valsesia, il più alto d’Europa, che si estende fino alle pendici del Monte Rosa. In inverno, ci si riversa nelle vicine località sciistiche di Alagna Valsesia e Mera con piste di ogni livello, mentre in estate le rapide del Sesia attirano gli amanti del rafting e del kayak. Inoltre, la funivia di Pianalunga regala panorami spettacolari sulle vette alpine e sui ghiacciai del Monte Rosa.

Sapori Autentici della Valsesia

Un viaggio a Varallo non può dirsi completo senza assaporare la cucina tipica valsesiana, che riflette la semplicità e l’autenticità di una tradizione gastronomica legata ai prodotti del territorio. Protagonista indiscussa è la polenta concia, ricca e cremosa, arricchita da burro e formaggi d’alpeggio, come la Toma e il Bettelmatt. Tra i primi piatti spicca la paniscia, un risotto rustico a base di salumi e verdure, tipico del vercellese ma diffuso anche nelle aree montane della valle. I salumi locali, come la mocetta e il lardo alle erbe, sono perfetti da accompagnare con pane di segale e un bicchiere di Nebbiolo delle Alpi, un vino robusto e aromatico prodotto nei vigneti della zona. Per chiudere in dolcezza, i miasce - cialde croccanti di farina di mais - e la torta di pane, preparata con frutta secca e spezie.

Piatto di polenta concia, specialità della Valsesia

Informazioni Pratiche per la Visita

  • Orari: Il Sacro Monte è sempre aperto. Le cappelle sono sempre aperte e visitabili.
  • Orari e costi della Funivia:
    • Orario estivo (ora legale): 9:00 - 18:00 / sabato e festivi: 9:00 - 19:00
    • Orario invernale (ora solare): 9:00 - 17:00 feriale e festivo
  • Visite Guidate: È possibile prenotare la visita guidata telefonando ai numeri 0163.51131 e 348.2444716. La visita dura circa 1 ora ed è disponibile anche in inglese, spagnolo, francese e tedesco. È sempre possibile contattare le Guide Turistiche abilitate consultando la Piattaforma Nazionale delle Guide Turistiche.
  • Come arrivare in auto: Prendere l’autostrada A26 direzione Gravellona ed uscire a Romagnano-Ghemme. Da Torino, si percorre l’autostrada A4 in direzione Milano, uscendo a Greggio, per poi proseguire lungo la strada statale SS299 della Valsesia fino a destinazione. Il viaggio dura circa un’ora e mezza.
  • Riapertura ferrovia: Nel 2026, grazie ai fondi europei, è prevista la riapertura della storica ferrovia della Valsesia che collega Novara a Varallo Sesia.

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