Pellegrinaggio in Terra Santa: Guida Dettagliata

La Terra Santa, culla di civiltà millenarie e teatro della rivelazione biblica e cristiana, continua a essere una meta di profonda spiritualità e significato storico per milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante sia una regione ferita da conflitti che si trascinano da decenni, alternando periodi di relativa calma a fiammate di violenza, la presenza dei pellegrini è un contributo importantissimo alla pace sotto il profilo economico e umano. I pellegrini non fanno parte del conflitto e in Terra Santa sono accolti cordialmente da israeliani e palestinesi; non sono mai stati bersaglio di attentati o di aggressioni.

Un pellegrinaggio in Terra Santa rappresenta non solo un impiego di energie e di tempo, ma è anche un investimento culturale, un contributo alla promozione della pace e un sostegno concreto alla molteplice presenza cristiana. Esso offre l'occasione di percorrere la terra di Canaan o di Israele, quel corridoio geograficamente strategico che univa e separava le grandi civiltà del mondo antico, la Mesopotamia a nord e l'Egitto a sud. Il pellegrino ha modo di riflettere che l'importanza di questa limitata striscia di terra è tutta o soprattutto nell'essere stata teatro della rivelazione biblica e cristiana.

Pellegrinaggio in Terra Santa: In cammino nella terra di Gesù - novembre 2012

Il Significato Profondo del Pellegrinaggio

Una Conoscenza Storica e Geografica della Fede

Il pellegrinaggio in Terra Santa dev'essere mosso dal desiderio di conoscere la storia della salvezza o, meglio ancora, la dimensione storica della fede cristiana. Come ha precisato San Paolo VI, primo Papa pellegrino in Terra Santa e ora santo della Chiesa universale: «È pur vero che il cristianesimo è religione universale, non legata ad alcun paese, e che i suoi seguaci “adorano il Padre in spirito e verità” (cf. Gv 4,23), ma esso è pure fondato su una rivelazione storica. Accanto alla “storia della salvezza” esiste una “geografia della salvezza”. Pertanto i luoghi santi hanno l’alto pregio di offrire alla fede un sostegno, permettendo al cristiano di venire a contatto diretto con l’ambiente, nel quale “il Verbo si fece carne e dimorò tra noi” (Gv 1,14)». Questo aiuta a far percepire, a livello di informazione e di esperienza, la dimensione storica - o se si vuole storico-geografica - della fede cristiana. Il Dio della rivelazione biblico-cristiana non salva gli uomini dalla storia ma nella storia.

In una situazione mondiale multiculturale, multietnica, multi religiosa e contrassegnata da relativismo e dal diffondersi di religioni alternative al cristianesimo, non si insiste abbastanza sul fatto che la rivelazione biblico-cristiana non ha all’origine una speculazione filosofica e non è costituita da una dottrina particolare o da una singolare visione del mondo, ma è scaturita dall’incontro nella storia tra Dio che si rivela e la persona umana che lo cerca e/o a lui si apre.

Il "Quinto Vangelo": un'Esperienza Immersiva

La Terra Santa è stata definita il "Quinto Vangelo". Come disse Ernesto Renan e ripreso da Cesare Angelini, non può comprendere pienamente i quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni chi non ha visto la Terra Santa, dove Gesù visse e svolse la sua missione terrena. L’accordo perfetto dei testi e dei luoghi, il modo come Gesù ha impostato certe parabole e scene nell’ambiente paesistico, la meravigliosa armonia dell’ideale evangelico col paesaggio che gli fa da sfondo, sono una commossa rivelazione all’anima del pellegrino.

L'esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini di Papa Benedetto XVI ha ribadito questa definizione, parlando della Terra Santa come di «quella Terra in cui si è compiuto il mistero della nostra redenzione e da cui la Parola di Dio si è diffusa fino ai confini del mondo. Infatti, per opera dello Spirito Santo, il Verbo si è incarnato in un preciso momento e in un determinato luogo, in un lembo di terra ai confini dell’impero romano. Pertanto, quanto più vediamo l’universalità e l’unicità della persona di Cristo, tanto più guardiamo a quella Terra in cui Gesù è nato, ha vissuto ed ha donato sé stesso per tutti noi. Le pietre sulle quali ha camminato il nostro Redentore rimangono per noi cariche di memoria e continuano a “gridare” la Buona Novella» (n. 7).

Dimensione Orante e Riflessiva

Il pellegrinaggio in Terra Santa deve avere necessariamente una dimensione orante. Non si tratta di abbandonarsi a interminabili recitazioni di salmi, di rosari o preghiere, ma di prevedere e consentire spazi di preghiera più o meno brevi o lunghi a seconda del tempo a disposizione. Non può risolversi in un correre da un luogo all'altro curiosando, scattando foto o acquistando souvenir o altri oggetti. Il pellegrino si trova spontaneamente collocato nella storia e nella geografia della rivelazione biblica ed è aiutato a cogliere la dimensione itinerante e transeunte della propria vita in questo mondo.

A queste due cause - la storia e la devozione - che hanno contrassegnato i pellegrinaggi nei secoli dobbiamo numerosi racconti di viaggio o itinerari - vere e proprie collezioni in varie lingue - preziosi per le testimonianze che ci hanno trasmesso sulla storia, sulla geografia, sui costumi e sulla liturgia e le preghiere. Lo Studium Biblicum Franciscanum ha approntato il volumetto Sulle orme di Gesù, riedito più volte dalle Edizioni Terra Santa di Milano e tradotto in diverse lingue, che raccoglie testimonianze di pellegrini precedenti.

Pellegrini in preghiera al Getsemani

Un Contributo alla Pace e Sostegno ai Cristiani Locali

Un pellegrinaggio è un segno e un aiuto al lungo e difficile cammino della pace in Terra Santa. La presenza dei pellegrini è un contributo importantissimo alla pace sotto il profilo economico e umano.

È in misura ancora maggiore uno strumento di solidarietà e di sostegno per i cristiani che vi abitano. Monsignor Pierbattista Pizzaballa, per molti anni Custode di Terra Santa e ora Patriarca Latino di Gerusalemme, sottolinea spesso che il significato della presenza cristiana in Terra Santa va ben oltre il 2% delle statistiche. Non è questione di numeri ma di qualità di vita; è questione di essere lievito nella massa!

Si ricordi inoltre che quando si parla di presenza cristiana in Terra Santa ci si riferisce non solo ai cristiani locali, ma anche alle numerosissime presenze, comprese quelle di istituzioni universitarie, culturali, educative e assistenziali che danno alla Chiesa locale un tratto di universalità che connota da sempre il cattolicesimo in Terra Santa. È un rammarico che spesso il programma molto fitto del pellegrinaggio non consenta di incontrare comodamente le comunità locali: parrocchie, scuole, associazioni ecc.

La presenza cristiana in Terra Santa, sottoposta alle vicende più varie e dolorose, non è mai scomparsa. Qui non è successo quanto è capitato alle fiorenti comunità cristiane dei primi secoli in Nord Africa e in Asia Minore, delle quali sono rimaste quasi solo le testimonianze archeologiche e monumentali.

La Custodia di Terra Santa e i Francescani

La Custodia di Terra Santa, affidata ai frati Francescani da oltre otto secoli, si occupa della promozione dei pellegrinaggi legati ai Luoghi Santi. I Commissari di Terra Santa, agendo per conto della Custodia, organizzano viaggi con un approfondimento spirituale, seguendo le orme di San Francesco d'Assisi.

Questi pellegrinaggi offrono itinerari che spaziano dagli otto giorni ai Luoghi Santi a percorsi biblici più ampi, includendo visite in Giordania, Egitto, Siria e Turchia. I pellegrini vengono ospitati presso le "Case Novae", strutture di accoglienza francescane, ubicate in posizioni strategiche: a pochi passi dalla Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme, di fianco alla Basilica della Natività di Betlemme e di fronte alla Basilica dell’Annunciazione a Nazareth. Questo garantisce un'esperienza immersiva e spirituale.

Itinerari di Pellegrinaggio: Percorsi Suggeriti

La Custodia di Terra Santa, attraverso i suoi Commissariati, propone itinerari dettagliati per pianificare un pellegrinaggio che ripercorra i luoghi della presenza di Gesù e scopra la lunga storia di questa terra.

Itinerario "Sulle orme di Gesù" (9 giorni/8 notti)

  1. 1° giorno: Betlemme. Visita alla Basilica della Natività, Grotta del Latte, Campo dei Pastori. Pernottamento presso la Casa Nova francescana.
  2. 2° giorno: Betlemme (Erodion), Qumran e Mar Morto. Esplorazione della fortezza di Erode il Grande, del sito archeologico di Qumran con i Rotoli del Mar Morto e relax nelle acque salate del Mar Morto.
  3. 3° giorno: Nazareth (Basilica dell’Annunciazione, Chiesa di S. Giuseppe, Fontana della Vergine), Tabor. Visita ai luoghi dell'Annunciazione e della casa della Sacra Famiglia, e al Monte Tabor per la Trasfigurazione. Pernottamento a Nazareth o sul Monte Tabor.
  4. 4° giorno: Lago di Tiberiade (Magdala, Tabgha, Cafarnao), Monte delle Beatitudini. Itinerario tra i luoghi in cui Gesù iniziò il suo ministero pubblico e compì miracoli. Pernottamento a Tiberiade.
  5. 5° giorno: Gerico, Betania, Gerusalemme. Visita a Gerico, al sito battesimale sul Giordano e a Betania, la casa degli amici di Gesù. Passeggiata sui tetti di Gerusalemme. Pernottamento presso la Casa Nova dei francescani a Gerusalemme.
  6. 6° giorno: Gerusalemme (Via Dolorosa, S. Sepolcro, Kotel e spianata, Monte Sion). Immersione nei luoghi santi della città vecchia: Via Dolorosa, Santo Sepolcro, Muro del Pianto (Kotel), spianata delle moschee, Cenacolo e Basilica della Dormizione.
  7. 7° giorno: Gerusalemme (Getsemani, Monte degli Ulivi, Ain Karem). Esplorazione del Monte degli Ulivi, con i luoghi dell'Ascensione, del Padre Nostro, del Getsemani e dell'arresto di Gesù. Visita al villaggio di Ain Karem, luogo di nascita di Giovanni Battista.
  8. 8° giorno: Yad Vashem, Emmaus el-Qubeibeh. Visita al memoriale della Shoah, Yad Vashem, e al luogo dove Gesù si manifestò dopo la risurrezione a Emmaus el-Qubeibeh.
  9. 9° giorno: Cesarea Marittima. Esplorazione dell'antica città portuale costruita da Erode il Grande.

Itinerario "In Terra Santa con la Bibbia in mano" (8 giorni/7 notti)

Questo itinerario si focalizza sulla connessione tra la Bibbia e la geografia della Terra Santa:

  1. 1° giorno: Hebron - Be’er Sheva. Visita a Hebron, città sacra per Ebrei, Cristiani e Musulmani, e a Be’er Sheva. Trasferimento a Mitzeph Ramon per cena e pernottamento.
  2. 2° giorno: Mitzeph Ramon - Avdat - Ein Avdat - Sde Boker - Mamshit - Mitzeph Ramon. Ammirare l'alba a Mitzpeh Ramon, visitare l'antica città nabatea di Avdat, passeggiare a Ein Avdat, visitare Sde Boker e il parco nazionale di Mamshit.
  3. 3° giorno: Mitzeph Ramon - Masada - Qumran - Mar Morto - Betlemme. Visita alla fortezza di Masada, al sito archeologico di Qumran, relax nel Mar Morto e celebrazione della Santa Messa a Wadi Kelt.
  4. 4° giorno: Betlemme - Gerusalemme - Betlemme. Esplorazione del Monte degli Ulivi, del Getsemani, della Cappella dell'Ascensione, della Chiesa del Padre Nostro, del Monte Sion, del Cenacolo e del Muro Occidentale (Kotel).
  5. 5° giorno: Betlemme - Sebaste - Betlemme. Visita alle rovine di Samaria, antica capitale, e a Nablus, città natale di San Giustino. Sosta a Sichem, luogo dell'incontro di Giacobbe con Dio e dell'assemblea delle tribù d'Israele.
  6. 6° giorno: Betlemme - Gerusalemme - Betlemme. Visita della città vecchia di Gerusalemme, inclusa la Chiesa di Sant'Anna, la Piscina Probatica, la Via Dolorosa, la Basilica del Santo Sepolcro, il quartiere ebraico e il Muro Occidentale.
  7. 7° giorno: Betlemme. Visita al Campo dei Pastori, alla Basilica della Natività e alla Grotta del Latte. Pomeriggio dedicato alla visita del centro storico e all'incontro con le realtà locali.
  8. 8° giorno: Betlemme - Gerusalemme - Aeroporto. Visita alla spianata della moschea di Omar e celebrazione della Santa Messa al Cenacolino prima del trasferimento in aeroporto per il rientro.
Infografica: I Luoghi principali della Galilea

Esperienze Personali e Riflessioni sul Viaggio

Nazareth: la Città dell'Annunciazione

La piccola città di Nazareth, situata nella bassa Galilea in una splendida valle verdeggiante circondata da montagne, è spesso la prima tappa di un pellegrinaggio. Coniuga la fede e la spiritualità (è il luogo dell’annunciazione dell’angelo Gabriele e ospita la Chiesa dell’Annunciazione) con la storia e l’archeologia. È la più grande città araba di Israele, dove è possibile sentire per la prima volta il richiamo alla preghiera del Muezzin.

Il Monte Tabor: Luogo della Trasfigurazione

Il Monte Tabor, un luogo magico nel mezzo della pianura di Esdrelon, è alto 554 metri sul livello del mare e raccoglie sulla sua sommità la Basilica della Trasfigurazione e il convento francescano. Salire a piedi, in silenzio, e scendere al tramonto con le fiaccole in mano, mentre il vento soffia e si ammirano le luci della valle di Esdrelon, è un'esperienza indimenticabile.

Il Lago di Tiberiade: il Mare di Galilea

Il Lago di Tiberiade, anche detto mare per essere il più grande lago di acqua dolce dello stato di Israele, si trova all’interno della depressione del fiume Giordano, ben 209 metri sotto il livello del mare. Navigare sul lago e rimanere fermi, circondati solo dall’azzurro del cielo e dell’acqua e da un silenzio assordante, risveglia la coscienza.

Il Deserto della Giudea: Silenzio e Incontri

La passeggiata nel deserto è uno dei momenti più attesi. Il Wadi Kelt, nei pressi di Gerico, è un canyon roccioso che fa parte del deserto della Giudea in Cisgiordania. Si cammina tra bianche e calcaree pareti rocciose e piccole macchie verdi, in un silenzio che rende ancora più spettacolare l’esperienza. A un tratto, appare il monastero greco-ortodosso di San Giorgio, aggrappato alla roccia. Passeggiare nel deserto è indimenticabile non solo per i panorami, ma anche per gli incontri, come quello con un bambino palestinese che vendeva braccialetti.

Betlemme e la Palestina: Realtà Sociali

La Valle d’Israele, con i suoi panorami verdeggianti, è magnifica per gli occhi. Ma Betlemme e la Palestina sono fondamentali per il cuore. Visitare realtà sociali che operano quotidianamente, nonostante le avversità di un contesto socio-politico costantemente in tensione, e che riescono a dare il sorriso a chi ne ha bisogno, è una grande lezione di vita. Per tutti coloro che si lamentano delle stupidaggini e credono che la vita abbia poco valore, qui si ritrova il senso del proprio percorso e si viene investiti di una missione, quella di raccontare cosa si è visto.

Il Getsemani: Riflessione e Meditazione

Il Getsemani, conosciuto come orto degli ulivi e poco lontano dal centro di Gerusalemme, è un ampio terreno con ulivi secolari, una piccola oasi di pace nel caos turistico della Città Santa. Qui Gesù trascorse la notte in preghiera, prima di essere arrestato. In questo contesto paesaggistico ed emotivo, si ha tempo di riflettere e meditare sul proprio percorso.

Gerusalemme: la Città Eterna

Gerusalemme, la città eterna, ha un fascino tutto suo. Ogni pietra di cui è fatta racconta una storia, e la fiaba che da millenni attira migliaia di pellegrini e viaggiatori si sente chiaramente nell’aria. La città vecchia è divisa in 4 quartieri e qui si trovano alcuni dei luoghi più importanti delle tre maggiori religioni del mondo: il Muro del Pianto, il Santo Sepolcro e la Cupola della Roccia. È facile innamorarsi del quartiere arabo e del Suq, caotici e vivaci.

Il Muro di Separazione: una Lezione di Vita

Il viaggio non è fatto solo di delizie per gli occhi e di emozioni positive. Un pellegrinaggio come quello di "Un Invito, poi un Viaggio" smuove le convinzioni e mette faccia a faccia con ciò che spesso si fa finta di non vedere e sentire. Tra la Cisgiordania e Israele esiste un muro di separazione che confina il popolo palestinese al suo interno, una vera e propria prigione a cielo aperto. Trovarsi a camminare sotto quel muro altissimo è un pugno nello stomaco, una lezione di vita amara ma indimenticabile per i pellegrini.

L'Amicizia e Nuovi Orizzonti

Un ultimo metaforico luogo che questo pellegrinaggio in Terra Santa può far esplorare è quello dell’amicizia. Si può partire da soli e tornare a casa con tanti nuovi amici, anzi, una vera e propria famiglia, avendo condiviso esperienze indimenticabili e decidendo di sposare progetti che cambiano la vita, come "Officina del Sole".

Storia dei Pellegrinaggi in Terra Santa

I pellegrinaggi in Terra Santa divennero una pratica comune già poco dopo la crocifissione di Gesù sino a tutta l'età medievale. Sono giunti fino a noi numerosi diari e commentari dettagliati su queste prime forme di devozione cristiana. Un'altra importante testimonianza fu l'Itinerarium a Burdigala Hierusalem usque del 333, di un anonimo pellegrino, il quale all'andata attraversò la penisola balcanica, mentre al ritorno passò per la via del mare sbarcando ad Otranto per poi risalire la penisola italiana.

Periodo Medievale e le Crociate

Durante l'era dell'espansione islamica, che causò un rallentamento dei viaggi, l'imperatore Carlomagno (c. 742-814) inviò due ambasciate al Califfo di Baghdad chiedendo che i Franchi potessero mantenere il loro protettorato sulla Terra Santa. Quando andare a Gerusalemme in pellegrinaggio divenne molto pericoloso a causa dei Turchi, "nacque questa idea: ci andiamo in tanti, tutti insieme, e ci andiamo armati". Nel 1099 vennero anche istituiti i Canonici regolari del Santo Sepolcro di Gerusalemme per mantenere la cura della chiesa restaurata sorta sul luogo della sepoltura di Cristo. L'attrazione per il Santo Sepolcro aumentò ulteriormente quando alcuni personaggi di spicco come re Enrico d'Inghilterra (1155-1183) visitarono il sito, o quando Robert the Bruce e sir James Douglas chiesero che dopo la loro morte il loro cuore fosse portato in un'urna presso il Santo Sepolcro e lì deposto.

Nel 1187 la Terra Santa fu riconquistata dai musulmani di Saladino. Nel 1229 l'imperatore Federico II di Svevia riuscì a recuperare Gerusalemme senza combattere, attraverso un trattato col sultano ayyubide al-Malik al-Kamil (la "sesta crociata"). Gerusalemme venne ceduta dai musulmani smantellata e indifendibile. Nel 1221 vi si recò in pellegrinaggio San Francesco d'Assisi, stabilendo in Terra Santa un punto di appoggio a cui avrebbero fatto riferimento altri frati minori francescani che seguirono il suo esempio. Il loro arrivo ufficiale in Siria è datato alla bolla papale emessa da papa Gregorio IX nel 1230, con la quale costui avvisò il clero locale di accoglierli e di permettere loro di pregare pacificamente, come pure di tenere propri oratori e cimiteri.

Le Vie di Pellegrinaggio

Un ruolo determinante in questo sistema di collegamenti giocarono le antiche strade consolari romane. I porti della Puglia potevano infatti essere raggiunti dalla via Appia, che da Roma attraverso Capua conduceva a Brindisi, oppure lungo la costa adriatica dalla via Flaminia. Una tappa importante di questo cammino era il Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Gargano.

A partire dal XIV secolo, la principale città da cui preferirono imbarcarsi i pellegrini divenne invece Venezia, per via della crescente potenza marinara della Repubblica Serenissima, capace di garantire la miglior sicurezza contro le insidie dei pirati, al punto che quanti intendevano prolungare il Cammino di Roma, anziché proseguire per la Puglia, sceglievano adesso di risalire la penisola per imbarcarsi dalla laguna veneta.

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