Il percorso per diventare cardinale nella Chiesa cattolica romana non è né breve né facile e, oltre un certo punto, si ha ben poco controllo sulla questione. Richiede un impegno spirituale a tempo pieno e una profonda vocazione.

Introduzione al Cardinalato
Un cardinale non è il capo degli altri vescovi, come potrebbe suggerire la gerarchia della Chiesa cattolica. Un cardinale è in realtà ancora un vescovo, e "cardinale" è solo un titolo aggiuntivo che gli viene conferito. Il termine "cardinale" deriva dalla parola "cardine" e sta a indicare il punto dove ruota la porta, infatti proprio a questo si riferisce, visto che i Cardinali aiutavano e aiutano il Sommo Pontefice nell'amministrazione della Diocesi di Roma e più in generale dello stato del Vaticano.
Per avviare il processo per diventare cardinale nella Chiesa cattolica, è necessario soddisfare alcuni requisiti di base: bisogna essere cattolici, maschi e celibi. Se si possiedono gli altri requisiti, si può anche essere vedovi e diventare comunque membri del clero.
Il Percorso verso il Sacerdozio
Requisiti Iniziali e Vocazione
È necessario essere un uomo cattolico non sposato o vedovo disposto a prendere i voti di castità per diventare sacerdote. La vocazione è una chiamata, quindi prima di intraprendere questo percorso è necessario assicurarsi che Dio ti stia chiamando alla vita religiosa. Il proprio parroco e altri leader della comunità cattolica possono fornire ulteriori informazioni e assistenza. È utile essere attivi nella propria parrocchia e nella comunità cattolica in generale prima di iniziare il processo, per avere un'idea di cosa significhi seguire questa strada e per fare una buona impressione alle persone in carica.
Formazione in Seminario
Di solito, si entra in seminario per seguire un percorso di studi specifico. Esistono corsi propedeutici che introducono sia agli studi teologico-filosofici del seminario sia alla formazione spirituale necessaria per il sacerdozio. È possibile diminuire gli anni in seminario ottenendo una laurea triennale presso un istituto accreditato, preferibilmente in teologia cattolica, ma sono accettate anche altre materie. Entrare in seminario non è una decisione definitiva.

Il Diaconato e l'Ordinazione Sacerdotale
Di solito, è necessario trascorrere sei mesi come diacono prima di poter essere ordinato sacerdote. Durante il diaconato, si è richiesti di partecipare attivamente alla gestione della parrocchia a cui si è assegnati. In sostanza, il tempo trascorso come diacono è come un periodo di prova per il sacerdozio. Una volta completati tutti i requisiti formativi, l'ultima fase del percorso verso il sacerdozio è ottenere l'approvazione del vescovo. Se il vescovo della propria diocesi ritiene che si abbiano le qualità necessarie per essere un buon sacerdote, si sarà ordinati. Dopo aver preso i sacri ordini, il vescovo della propria diocesi assegnerà una posizione. Di solito si viene nominati sacerdoti o assistenti sacerdoti in una parrocchia della diocesi, ma a volte si può essere nominati cappellani in un ospedale cattolico o ricevere un altro incarico simile.
L'Elevazione all'Episcopato
Requisiti e Pre-requisiti
Sebbene non sia un requisito ufficiale, ottenere un dottorato in teologia aumenterà le proprie possibilità di essere selezionato per diventare vescovo. L'esperienza non è un criterio ufficiale, ma è un altro importante prerequisito "non ufficiale" che si dovrebbe avere se si vuole essere scelti. Per essere selezionato, è necessario avere sia esperienza di vita che professionale, avere almeno 35 anni e essere sacerdote da almeno cinque anni. Durante questo periodo, è utile anche farsi un nome.
Processo di Selezione del Vescovo
Il numero dei vescovi è determinato dal numero delle diocesi. L'unico modo per diventare vescovo è attendere che il vescovo della propria diocesi, o un vescovo di una diocesi vicina, vada in pensione o muoia, creando così un posto vacante. Purtroppo non è possibile candidarsi o "presentarsi" per diventare vescovo. La selezione iniziale dei candidati viene effettuata dai vescovi locali delle diocesi vicine, che selezionano i sacerdoti della zona e stilano un elenco di potenziali candidati che ritengono in grado di svolgere i compiti di un vescovo.
Il Nunzio Apostolico, che è l'ambasciatore della Santa Sede in un determinato Stato, esamina i nomi presenti nella lista inviata dai vescovi e, dopo una serie di colloqui e ricerche, sceglie tre candidati da quella lista. La Congregazione per i Vescovi esaminerà i tre candidati e determinerà chi, se del caso, dovrà essere selezionato come nuovo vescovo. Se nessuno dei candidati sarà ritenuto idoneo, il Nunzio Apostolico dovrà selezionare altri tre candidati. Infine, il Papa esamina il candidato finale. Se lo approva, il candidato diventa il nuovo vescovo.

La Nomina Cardinalizia
Requisiti per il Cardinalato
Tecnicamente, si può essere nominati cardinali purché si sia vescovi di qualsiasi diocesi, ma i vescovi o arcivescovi di alcune diocesi sono storicamente più propensi ad essere selezionati rispetto a molti altri. Secondo il diritto canonico del 1962, i nuovi cardinali devono essere ordinati vescovi prima di poter essere nominati cardinali, nel caso non lo siano già. Tuttavia, alcuni cardinali, solitamente in età avanzata al momento della nomina e privi di effettive responsabilità pastorali, possono rifiutare l'ordinazione episcopale.
Il Processo di Selezione e la Cerimonia
Come per diventare vescovo, non è possibile candidarsi o presentare domanda per diventare cardinale. Si deve invece sperare che l'attuale Papa riconosca gli sforzi spiritualmente significativi e decida che si è degni di diventare cardinale per volontà di Dio. Oltre a seguire i suggerimenti già menzionati, è utile essere un vescovo particolarmente devoto.
È il Sommo Pontefice che nomina i Cardinali durante una cerimonia chiamata «Concistoro», che il Papa tiene, in genere, ogni due o tre anni. Una volta selezionati per diventare cardinali, viene consegnato l'abito appropriato in una cerimonia ufficiale, durante la quale è necessario prestare un giuramento per esprimere la propria dedizione alla nuova carica:
"Io [nome], Cardinale della Santa Romana Chiesa, prometto e giuro di rimanere, da ora e per sempre finché avrò vita, fedele a Cristo e al suo Vangelo, costantemente obbediente alla Santa Apostolica Chiesa Romana, al Beato Pietro nella persona del Sommo Pontefice [nome] e dei suoi Successori canonicamente eletti; di conservare sempre con le parole e con le opere la comunione con la Chiesa Cattolica; di non manifestare ad alcuno quanto mi sarà stato affidato da custodire e la cui rivelazione potrebbe arrecare danno o disonore alla Santa Chiesa; di svolgere con grande diligenza e fedeltà i compiti ai quali sono chiamato nel mio servizio alla Chiesa, secondo le norme del diritto."
Concistoro per la creazione di nuovi cardinali, sabato 27 agosto ore 16 in diretta su TV2000
Assegnazione del Titolo Cardinalizio
All'atto della nomina cardinalizia, il pontefice assegna in Concistoro a ciascun cardinale diacono il titolo di una diaconia di Roma, a ciascun cardinale presbitero il titolo di una chiesa di Roma, e a ciascun cardinale vescovo il titolo di una diocesi suburbicaria. Ogni cardinale prende possesso del suo titolo durante una cerimonia dopo l'avvenuta nomina. Pertanto, sulla facciata delle chiese titolari è in genere esposto, oltre allo stemma papale, anche quello del cardinale a cui la chiesa è stata assegnata. Il titolo cardinalizio può comporsi con quello di Vescovo di una qualche diocesi nel mondo: infatti, oggi moltissimi Vescovi non residenti a Roma sono elevati al Cardinalato e ricevono uno di questi titoli, in virtù del quale fanno parte del Clero romano e partecipano all'elezione del Vescovo di Roma.

Cardinali "in pectore"
A partire da Papa Paolo III, i Papi hanno occasionalmente nominato Cardinali senza renderne noto il nome ad alcuno (creati et reservati in pectore), a volte neppure all'interessato, in genere per proteggere loro o le loro comunità dal rischio di vendette. Quando il Papa lo ritiene sicuro rende pubblica la nomina e da quel momento il nominato può assumere le sue funzioni (ma con anzianità dalla data della nomina in pectore); se però il Papa muore prima, la nomina cessa di avere effetto. Anche Giovanni Paolo II ha utilizzato la nomina in pectore in diversi Concistori.
Il Collegio Cardinalizio: Storia e Ruolo
Origine ed Evoluzione Storica
La prima notizia di Cardinali si ha sotto il santo Papa Alessandro I (105-115), epoca in cui il Papa era eletto da tutto il Clero della Diocesi di Roma. Nel 1059 Papa Niccolò II, con la Costituzione Apostolica In nomine Domini, riservò il diritto di elezione del Papa ai soli Cardinali Vescovi romani. Nel 1179 Papa Alessandro III, con la Costituzione Apostolica Licet de vitanda discordia, estese questo diritto a tutti i Cardinali. Nel 1274 il beato Papa Gregorio X, con la Costituzione Apostolica Ubi periculum, fissò per l'elezione del Papa la maggioranza dei due terzi dei Cardinali, il Conclave e l'obbligo del segreto durante l'elezione e successivamente.
Nel corso del secolo XI, i riformatori gregoriani trasformano i preti-cardinali, vescovi-cardinali e diaconi-cardinali, in un collegio a sé stante al quale viene dato un potere particolare, quello di eleggere il vescovo di Roma al posto del popolo e dell'assemblea del clero che in precedenza aveva questo tipo di incarico. Questa caratteristica, questa dignità, diventerà sempre più importante nel corso del Medioevo.
Numero dei Cardinali
Il numero dei Cardinali, che aveva oscillato da 20 a 40 nei primi secoli del secondo millennio, fu fissato in 70 da Sisto V nel 1588, in memoria dei 70 anziani d'Israele scelti da Mosè nell'Esodo. Nel 1958 Giovanni XXIII ne ampliò il numero, mentre Paolo VI lo portò a 120 nel 1970. Con il motu proprio Ingravescentem Aetatem, Paolo VI decretò che al compimento dell’ottantesimo anno di vita i cardinali perdessero il diritto di entrare in conclave (e quindi a eleggere il papa) ma non quello di poter essere eletti. Durante il pontificato di Giovanni Paolo II, il numero dei Cardinali ha più volte superato i 120 Cardinali Elettori. Nel secolo XX, dopo il Vaticano II, papa Paolo VI ha fissato il numero dei cardinali elettori a 120, creando la categoria dei cardinali ultraottantenni che conservano la dignità ma perdono il potere elettorale.
Funzioni del Collegio Cardinalizio
I Cardinali nella Chiesa cattolica costituiscono un collegio a cui spetta l'elezione del Papa. I Cardinali nel loro insieme formano il Collegio Cardinalizio e la loro riunione è detta Concistoro. Alla morte del Papa i Cardinali hanno il compito di eleggere il successore. Il Collegio cardinalizio assiste il Sommo Pontefice nelle questioni riguardanti il bene della Chiesa e il governo della Chiesa.
Gli Ordini dei Cardinali
Tra i cardinali esistono tre ordini distinti: cardinali vescovi, cardinali presbiteri e cardinali diaconi. Nessun ordine è "superiore" agli altri, ma ciascuno ha le proprie responsabilità e una specifica titolarità romana.
Cardinali Vescovi
In origine erano i Vescovi delle Chiese suburbicarie di Roma. Ancora oggi ai Cardinali Vescovi viene assegnata la titolarità di una Sede suburbicaria, pur non essendo necessariamente Vescovi della Diocesi. Al Decano del Collegio Cardinalizio, eletto tra i Cardinali Vescovi, spetta la titolarità della sede di Ostia che cumula a quella che aveva precedentemente.

Cardinali Presbiteri
Erano gli ecclesiastici preposti alla cura delle più antiche Chiese di Roma, dette "Titoli". Da sempre l'Ordine più numeroso, furono per lungo tempo venticinque, raddoppiarono a cinquanta con Papa Sisto V e hanno superato i cento nel XX secolo.
Cardinali Diaconi
A essi era demandata l'amministrazione dei sei uffici del Palazzo del Laterano (Diaconi Palatini) e dei sette dipartimenti di Roma e la cura dei poveri presenti in essi (Diaconi Regionali). Dopo Papa Sisto V diventano quattordici, due per ciascuno di questi dipartimenti, ognuno avente in gestione una "Diaconia", cioè una Chiesa dell'Urbe di cui è responsabile. Il primo dei Cardinali Diaconi si chiama Cardinale Protodiacono e ha il compito di annunciare al popolo cristiano l'elezione del nuovo Papa dalla loggia della Basilica di San Pietro, con le parole Habemus papam.
Evoluzione degli Ordini
L'Ordine di Cardinalato era una volta corrispondente al grado di Ordinazione dello stesso (Diacono, Presbitero o Vescovo). Ad esempio, i Cardinali Diaconi erano spesso solo semplici Diaconi; l'ultimo Cardinale Diacono a essere veramente tale anche quanto all'Ordinazione fu il cardinale Teodolfo Mertel, morto nel 1899. Nel 1962 Papa Giovanni XXIII stabilì che chi viene creato Cardinale venga anche consacrato Vescovo, nel caso non lo sia già, eliminando di fatto ogni distinzione di Ordinazione tra i Cardinali, mantenendo tuttavia gli Ordini. Dopo dieci anni passati come Cardinale Diacono, si può optare in Concistoro per un titolo presbiterale.
Il galero (o cappello rosso), in disuso, era un tempo imposto per mano del Papa con le parole: "ricevi questo galero rosso; esso significa che fino alla effusione del sangue ti devi mostrare intrepido per l’esaltazione della fede, la pace e la prosperità del popolo cristiano, la conservazione e l’accrescimento della Santa Chiesa Romana".
Tipologie Speciali di Cardinali
Cardinali Eletti o Quasi-Cardinali
Sono i chierici che sono stati creati o proposti cardinali e che hanno rinunciato alla carica o sono deceduti prima di riceverla.
Pseudocardinali o Anticardinali
Sono quei prelati creati da un antipapa.
Ruolo e Responsabilità dei Cardinali
I cardinali sono chiamati a collaborare con il Papa nel governo della Chiesa, sia attraverso la Curia Romana, dove molti Cardinali lavorano, sia partecipando ai Concistori per dibattere questioni di particolare gravità. La loro funzione più nota e solenne rimane l'elezione del successore di San Pietro nel Conclave, un compito che il collegio cardinalizio esercita dal Duecento attraverso l'elezione riservata, a porte chiuse.