Il Santuario della Madonna di Santa Valeria a Seregno

Il Santuario della Madonna di Santa Valeria di Seregno, con il suo campanile alto più di 80 metri, è uno dei monumenti simbolo della città. È anche il centro, nel mese di aprile, di una fra le sagre più conosciute della Brianza.

Foto panoramica del Santuario della Madonna di Santa Valeria con il campanile sullo sfondo

Origini e Sviluppo Storico

Dall'Antico Oratorio al Santuario

Il punto in cui sorge attualmente il Santuario della Madonna di Santa Valeria in passato era al di fuori delle mura del borgo di Seregno. Qui sorgeva, lungo la strada di collegamento con Meda, un piccolo oratorio che forse esisteva già nel XII secolo. In questo luogo si venerava l’effigie affrescata sul muro esterno di una Madonna con il Bambino in braccio. È stato ipotizzato che l’autore dell’affresco possa essere stato il pittore milanese Bartolomeo Suardi, detto il Bramantino, vissuto tra il XV e il XVI secolo; tuttavia non ci sono informazioni certe in merito.

Nel 1579, anno della visita pastorale di Carlo Borromeo a Seregno, il piccolo oratorio appariva diroccato e fatiscente. Per questo, il vescovo ordinò di abbattere una parte del porticato e di utilizzare i materiali di recupero per edificare la chiesa parrocchiale di Seregno dedicata a San Vittore (oggi non più esistente). A quasi 20 anni di distanza, però, la demolizione non era stata ancora compiuta. La richiesta di abbattimento non venne ascoltata forse a causa della carestia e della peste che flagellarono Seregno tra il 1627 e il 1630. Solo nel 1650, per volere di don Giovanni Perego, parroco della Chiesa di San Vittore, l’oratorio venne ricostruito. Nel 1653 l’edificio diventò una vera e propria chiesa, seppur di piccole dimensioni, con una sola navata e una cappella in cui venne collocata l’immagine della Vergine.

Nel 1811 il marchese Marco Antonio Odescalchi cedette il terreno davanti alla chiesa per consentire la realizzazione di un grande piazzale. Nel 1839 la chiesa venne impreziosita con due affreschi dei fratelli Luigi Maria e Gaetano Sabatelli: Mosè e il roveto ardente e Abigail davanti a Davide. Luigi Maria dipinse anche una Natività e un’Annunciazione, visibili ancora oggi.

La Costruzione del Santuario Moderno

Vari progetti vennero presentati nel corso degli anni, alcuni anche di architetti celebri. Il 1° ottobre dello stesso anno la prima pietra del santuario venne posta da monsignor Dalmazio Minoretti, al tempo vescovo di Crema e in precedenza prevosto di Seregno. Per realizzare il nuovo campanile, invece, si dovette aspettare un po’, a causa dei debiti accumulati. Il 15 settembre del 1946 fu posata la prima pietra: il progetto era di Giuseppe Calastri e Ambrogio Silva, mentre quello di Chiappetta era stato rifiutato perché considerato eccessivamente costoso. Ma già nel 1949 i lavori dovettero essere interrotti. Gli anni passarono, e sia Calastri che Silva morirono; il loro progetto, intanto, fu rivisitato e adeguato alle nuove necessità.

Architettura e Struttura del Santuario

Realizzato in stile gotico lombardo, il Santuario della Madonna di Santa Valeria è caratterizzato da tre navate e un transetto. Nella navata sinistra c’è l’altare con la pala dedicata alla famiglia di San Vitale.

Dettaglio della facciata in stile gotico lombardo del Santuario di Santa Valeria

Le Opere d'Arte e Gli Affreschi

L'Effigie della Vergine Miracolosa

L’altare maggiore accoglie l’effigie della Vergine miracolosa, restaurata e riportata su tela da Carlo Pianca e Francesco Annoni nel 1927.

Gli Affreschi dei Fratelli Sabatelli

Nel presbiterio sono visibili i quattro affreschi dei fratelli Sabatelli strappati dall’antica chiesetta abbattuta nel 1932. L’Annunciazione e la Natività sono due scene evangeliche legate al culto di Maria. Si ipotizza che risalgano al 1865, anno in cui nell’antico oratorio l’altare centrale fu dedicato alla Madonna. Le altre due opere rappresentano, invece, Il roveto di Mosè e Abigail davanti a Davide.

Quest’ultimo, che mostra Abigail intenta a calmare l’ira di Davide con doni e preghiere, riprende il tema di un dipinto che il padre di Sabatelli, Luigi, aveva realizzato nel 1806 per il Duomo di Arezzo. L’opera venne tracciata e disegnata da Giuseppe Sabatelli, figlio di Luigi e fratello di Luigi Maria, professore di pittura storica presso il granducato di Firenze; poi Luigi Maria pensò a completarla. Il dipinto Abigail davanti a Davide raffigura Davide con un’armatura robusta e un elmo sormontato da un leone, mostrato come un generale romano sul punto di arringare. Accanto a lui ci sono due soldati: uno con un grande scudo e una lancia; l’altro quasi nascosto nel paludamento, con un bizzarro elmo appuntito. Abigail, a sua volta, è circondata da tre servi, impegnati a scaricare i doni dall’asino per offrirli a Davide.

Altre Opere e Artisti

Il quadro dell'altare della navata sinistra è circondato da affreschi opera del pittore Angelo Sesti, autore anche dei dipinti dei quattro evangelisti nelle lunette dell’altare maggiore e degli affreschi attorno al Crocifisso. San Vitale è raffigurato con lo sguardo verso il cielo, in piedi, la mano sul petto. Accanto a lui la moglie Santa Valeria, seduta, mentre indica la croce a Protasio e Gervasio, stretti attorno a lei.

Lo scultore Franco Leveni è l’autore dei due medaglioni in bronzo che rappresentano San Tarcisio e Santa Chiara sull’altare maggiore. Ottavio Cabiati ha disegnato il fonte battesimale, la cui copertura in rame sbalzato è stata realizzata da Riccardo Politi. Anche le vetrate del coro e della facciata sono state ideate da Eugenio Cisterna e Letizia Giuliani.

Come Raggiungere il Santuario

In Treno

Uscito dalla stazione cittadina di Seregno, prendi sulla tua sinistra via Giovanni XXIII; poi gira a sinistra in via Magenta. Segui la strada e dopo la curva verso destra vai dritto fino al terzo semaforo: girando a sinistra, sei in via Santa Valeria. Da qui vai sempre dritto e dopo aver superato un semaforo troverai il santuario sulla tua destra.

In Autobus

Nel caso in cui tu voglia arrivare a Seregno in autobus puoi fare riferimento alla linea C80 e scendere alla fermata Santa Valeria, che si trova proprio di fronte al santuario.

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