L'Alta Val Parma ha recentemente accolto con un caloroso abbraccio il suo nuovo parroco, Padre Orlando Ruiz Mesa. Questo evento segna un momento importante per la comunità locale, che vede un nuovo pastore alla guida della rinnovata struttura parrocchiale.

L'Ingresso di Padre Orlando Ruiz Mesa: Il Nuovo Parroco di Corniglio
Padre Orlando Ruiz Mesa, 66 anni e di origine colombiana, è giunto nella diocesi di Parma nel 2006 nell'ambito di uno scambio pastorale. Prima di assumere l'incarico a Corniglio, ha ricoperto il ruolo di viceparroco nella parrocchia cittadina di Santa Maria del Rosario e di parroco a San Michele Tiorre, dove il suo passaggio ha lasciato un segno molto positivo. Questa testimonianza è stata ribadita da alcuni suoi ex parrocchiani, presenti a Corniglio per salutarlo durante il suo insediamento.
Durante il rito del solenne ingresso, tenutosi nella chiesa di Santa Maria Assunta di Corniglio e celebrato dal vescovo di Parma, monsignor Enrico Solmi, Padre Orlando si è presentato ai fedeli come «un sacerdote che porta il volto della Colombia». La sua nuova responsabilità lo vede alla guida della Nuova Parrocchia di Corniglio, che comprende un vasto territorio aggregando le parrocchie di Corniglio, Agna, Grammatica, Ballone, Villula, Graiana, Vestana, Roccaferrara, Bosco, Marra, Canetolo, Mossale e Sesta.
Prima della celebrazione eucaristica, il sindaco Giuseppe Delsante ha rivolto un saluto di benvenuto a Padre Orlando, accogliendolo nella sua nuova casa e ringraziando il vescovo per aver donato un nuovo pastore «a una terra ricchissima dal punto di vista ambientale, ma povera di abitanti, dove quindi è ancor più improntante la presenza di un pastore». Anche i parrocchiani hanno espresso il loro benvenuto, affermando: «Avere un parroco è il più grande dono di Dio. Accogliamo quindi padre Orlando con affetto, sicuri di poter costruire un rapporto di stretta collaborazione e aiuto reciproco e che aiuterà tutti noi a superare con serenità le difficoltà».
I fedeli, dopo aver ricordato i sacerdoti che si sono alternati alla guida della parrocchia di Corniglio, hanno tributato un sentito ringraziamento a padre Maurizio, della comunità dei Betharramiti di Langhirano, per aver celebrato le messe domenicali in attesa del nuovo parroco, e a don Giuseppe, parroco di Beduzzo, per il suo costante appoggio in caso di necessità, rafforzando la collaborazione tra le parrocchie di Corniglio e Beduzzo.
Monsignor Solmi ha auspicato una collaborazione sempre più stretta tra le parrocchie e le comunità, esortando i fedeli a superare ogni forma di anacronistico campanilismo e a ringraziare Dio per l'arrivo del nuovo parroco, «perché non vogliamo essere noi l'ultima generazione cristiana del nostro Appennino».
Al termine della celebrazione, Padre Orlando ha salutato i suoi nuovi parrocchiani e la chiesa gremita di fedeli, scusandosi per essere «arrivato in ritardo». Ha spiegato che alcuni problemi di salute lo avevano costretto a fare ritorno in Colombia, posticipando il suo arrivo, inizialmente previsto per metà ottobre. Tuttavia, ha aggiunto: «Il Signore, però, mi ha voluto donare la salute, così che io sia potuto venire da voi». Il sacerdote ha poi sottolineato la bellezza della chiesa di Corniglio, definendola «segno della vostra fede e della vostra cultura religiosa e di quella della gente che ha fatto la storia di Corniglio. Il piacere della scoperta di questa parrocchia è un tesoro che porterò sempre con me».
Tra i suoi primi impegni come nuovo parroco di Corniglio, Padre Orlando ha anticipato la visita agli ammalati e la benedizione degli animali in occasione delle celebrazioni di Sant’Antonio Abate.
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Il Ricordo di Don Giovanni Caimi SdB, Parroco nell'Alto Cornigliese
Nella storia recente del territorio che oggi costituisce la Nuova Parrocchia di Corniglio, spicca la figura di Don Giovanni Caimi SdB (25 febbraio 1931 - 16 aprile 2024), sacerdote salesiano che ha dedicato un ventennio del suo ministero all'Alto Cornigliese.
Nato a Cislago (Varese) il 25 febbraio 1931, Don Caimi entrò nella Congregazione dei Salesiani nel 1956 e pronunciò la professione perpetua nel 1962. Frequentò la Teologia a Monteortone (PD), dove fu ordinato presbitero il 10 aprile 1965.
I suoi primi 15 anni di ministero furono dedicati all'oratorio, lavorando a stretto contatto con i giovani, prima di intraprendere un'esperienza come fidei donum in Rwanda. Al suo ritorno, fu destinato a Comacchio (FE), all'epoca ancora diocesi autonoma, e l'11 gennaio 1981 fu nominato delegato vescovile della Parrocchia di S. Giovanni Bosco. Con il suo arrivo, i Salesiani fecero ritorno a Comacchio dopo un'assenza di 25 anni. Il "Bollettino Salesiano" dell'epoca evidenziava il suo stile pastorale, riportando: «C’era veramente da rimanere meravigliati al vedere l’entusiasmo che don Gianni sollevava tra le persone di qualsiasi età e di ogni credo politico».
Il suo servizio a Comacchio si concluse l'8 dicembre 1987, quando i Superiori decisero la chiusura definitiva della presenza salesiana a causa dell'unione della diocesi con quella di Ferrara. Un suo parrocchiano ricordò anni dopo: «le lacrime sincere che rigavano il volto di molte persone che assistevano alla sua messa di addio».
Don Caimi rimase nella nuova diocesi di Ferrara-Comacchio, trasferendosi nella Comunità salesiana di Codigoro (FE) per i successivi otto anni (1987-1995). Successivamente, fu assegnato alla Comunità di Parma, dove fu nominato parroco di Montechiarugolo e Tortiano, rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice e assistente della Scuola Don Lazzèro. Formalmente rimase in questi incarichi per cinque anni (1995-2000), ma i rapporti con i suoi parrocchiani non si interruppero mai.
Nel 2000, Don Gianni Caimi giunse nell'Alto Cornigliese, assumendo l'incarico di parroco di Bosco, dove rimase per circa vent'anni. Qui si distinse per le sue memorabili iniziative estive e non solo, dedicate a ragazzi e giovani. Con il supporto della Fondazione Bonani, l'appoggio del Comune e di tutta la popolazione, organizzò percorsi di formazione per animatori e Gr.Est. (Gruppi Estivi), capaci di suscitare ammirazione anche negli Oratori cittadini.
Tra le sue molteplici attività, va ricordata l'iniziativa che lo vide protagonista in un ambito diverso: la traslazione delle reliquie del venerabile Fra Ruffino del Bosco OFM (1596-1682) nella Chiesa parrocchiale di S. Giacomo a Bosco. Fra Ruffino, descritto come «homo di santa vita, dotato di ogni virtù», riposava nella Basilica fiorentina di Ognissanti, dove una piccola lapide ne commemorava la deposizione avvenuta nel 1923. Come riportato dal Corriere Apuano, «Al parroco di Bosco, don Gianni Caimi si deve il merito di essersi adoperato, con tenacia, per recuperarle e riportarle in alta Val Parma. … Dopo quasi quattro secoli fra Ruffino era finalmente tornato a casa».

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