Il Sinodo speciale sull'Amazzonia, fortemente voluto da Papa Francesco, si è svolto in Città del Vaticano dal 6 al 27 ottobre 2019, sul tema "Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale". Questo evento ha coinvolto le chiese di nove paesi - Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Perù, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana francese - e ha rappresentato un'occasione storica per la Chiesa, essendo la prima volta che un Sinodo speciale è stato dedicato a questo bioma, il più grande del mondo.

Le Dimensioni Fondamentali del Sinodo
Il Sinodo per l'Amazzonia è stato concepito con quattro dimensioni principali: pastorale, culturale, sociale ed ecologica. La dimensione pastorale è stata riconosciuta come essenziale e onnicomprensiva. L'approccio alla realtà amazzonica è stato inteso con il "cuore cristiano" e gli "occhi di discepoli" per una comprensione e interpretazione profonda, e con gli "occhi di missionari" spinti dall'amore dello Spirito Santo all'annuncio di Gesù Cristo, distinto dal proselitismo.
Papa Francesco ha invitato ad avvicinarsi ai popoli amazzonici "in punta di piedi, rispettando la loro storia, le loro culture, il loro stile del buon vivere", riconoscendo che ogni popolo possiede una propria identità, saggezza e modo di sentire la realtà, e tende ad essere protagonista della propria storia. Questo approccio è stato chiaramente espresso in un telegramma del Papa a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, indirizzato al cardinale Pedro Ricardo Barreto Jimeno, presidente della Conferenza Ecclesiale dell'Amazzonia (CEAMA), riunita a Bogotà dal 17 al 20 agosto.
Tre Dimensioni dell'Azione Pastorale
In tale contesto, tre dimensioni sono state individuate come cruciali per l'azione pastorale nella regione: la missione della Chiesa di annunciare il Vangelo, il trattamento equo dei popoli amazzonici e la cura della loro casa comune. È stato sottolineato che l'annuncio di Gesù Cristo deve avvenire con chiarezza e carità, offrendo agli abitanti dell'Amazzonia "il pane fresco e puro della buona novella e il nutrimento celeste dell'Eucaristia". Si ritiene che dove il nome di Cristo è predicato, l'ingiustizia retrocede, e ogni sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo scompare se si è capaci di accogliersi come fratelli.
Non meno evidente è stato il richiamo al dovere di prendersi cura della "casa" che Dio Padre ha affidato, affinché nessuno distrugga irresponsabilmente i beni naturali o li adori, poiché essi sono stati dati per lodare Dio e ottenere la salvezza.
Il Contesto e le Sfide
Il Sinodo è stato anche il Sinodo della generazione del "Laudato Sì", che ha reso partecipe tutto il popolo di Dio, secondo le competenze di ciascuno, ponendo l'ecologia integrale al centro del dibattito, in cui tutto è interconnesso. Questo ha implicato una decisa contestazione degli interessi economici, della deforestazione indiscriminata, della contaminazione di fiumi e laghi, dello sfruttamento e dei problemi arrecati dal narcotraffico.
Identità dei Popoli Indigeni e Minacce
L'identità dei popoli indigeni, minacciata da diversi fronti, è stata un tema centrale. A ciò si è aggiunta la sordità di molti, sia all'interno che all'esterno della Chiesa, di fronte alle "urla dell'Amazzonia" e al "grido dei poveri", nonché il mancato riconoscimento dei membri delle popolazioni indigene come persone "create ad immagine e somiglianza di Dio", dotate di dignità e diritti inalienabili.

La difesa della vita, delle culture e dei territori è stata un'altra grande sfida. Migliaia di anni prima dell'arrivo dei portoghesi e degli spagnoli, gli indigeni dell'Amazzonia hanno arricchito questo grande ecosistema. L'umanità sta diventando consapevole che l'Amazzonia è essenziale per la vita del pianeta, grazie alla ricchezza della biodiversità e degli ecosistemi che costituiscono il 20% dell'ossigeno mondiale.
Indios dell'Amazzonia: Perù, Ecuador, Brasile
Il Documento "Instrumentum Laboris"
Il documento Instrumentum Laboris, frutto di un lungo lavoro di ascolto delle comunità amazzoniche, è stato la base del dialogo sinodale. Si tratta di un progetto ecclesiale, civile ed ecologico che cerca di superare i confini e ridefinire le linee pastorali, adattandole ai tempi contemporanei. È stato descritto come un sinodo dal "volto umano", che parte da un territorio specifico per costruire un ponte verso altri biomi del pianeta.

Interventi di Papa Francesco e la Via del Sinodo
Papa Francesco, già dall'ottobre 2017, ha parlato più volte dell'importanza dell'Amazzonia e dei suoi popoli. Durante la visita in Colombia nel settembre 2017, ha sottolineato le sfide della Chiesa nella regione, definendo l'Amazzonia una "prova decisiva per verificare se la nostra società, quasi sempre ridotta al materialismo e al pragmatismo, è in grado di custodire ciò che ha ricevuto gratuitamente". Ha richiamato alla "arcana sapienza dei popoli indigeni" e alla loro capacità di insegnare la sacralità della vita e il rispetto per la natura.
Nel gennaio 2018, a Puerto Maldonado, Perù, cuore dell'Amazzonia peruviana, il Papa ha incontrato un gruppo di indigeni, lanciando un appello per la difesa dei loro diritti, dignità e terra. Ha denunciato come i popoli originari non siano mai stati così minacciati nei loro territori, a causa del neo-estrattivismo, degli interessi economici legati a petrolio, gas, legno, oro e monocolture agro-industriali. Ha anche criticato politiche di "conservazione" della natura che non tengono conto dell'essere umano, appropriandosi di grandi estensioni di boschi e rendendo inaccessibili risorse naturali ai popoli indigeni.
Il Concetto di "Ecologia Integrale"
Il concetto di "ecologia integrale", esposto nell'Enciclica Laudato si' del 2015, è stato al centro del Sinodo. L'aggettivo "integrale" riferisce all'interezza e all'unità, includendo tutti gli elementi essenziali e le loro interconnessioni, negando esclusione, riduzione o isolamento. Il Papa ha affermato che "un vero approccio ecologico diventa sempre un approccio sociale, che deve integrare la giustizia nelle discussioni sull'ambiente, per ascoltare tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri".
L'ecologia integrale comprende le dimensioni umane, sociali, naturali ed economiche. È inseparabile dalla nozione di bene comune e include le generazioni future. Richiede tempo per recuperare l'armonia con il creato, riflettere sullo stile di vita, contemplare il Creatore e attuare "semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo".
Indios dell'Amazzonia: Perù, Ecuador, Brasile
Il Sinodo come Processo e Non un Parlamento
Papa Francesco ha chiarito che il Sinodo dei Vescovi non è un Parlamento o un Congresso che fornisce norme specifiche, ma un processo sinodale composto di tre momenti: ASCOLTARE il grido dei poveri e della natura; DISCERNERE alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa; AGIRE in modo organizzato secondo la volontà di Dio nella regione Amazzonica.
Ha ammonito contro le "colonizzazioni ideologiche" e l'ansia "imprenditoriale" di proporre programmi preconfezionati o "addomesticare" i popoli originari. Ha criticato l'approccio riduttivo delle ideologie che portano a "slogan" come "civiltà e barbarie", usato in passato per annientare i popoli originari. Ha invitato a una contemplazione dei popoli e a una capacità di ammirazione, rifiutando "misure semplicemente pragmatiche".

Sfide e Implicazioni per la Chiesa
La Chiesa in Amazzonia è stata definita un "banco di prova" per la Chiesa e la società. I "nuovi cammini" per la Chiesa in Amazzonia implicano il non essere per sé stessa, ma per le persone, coinvolgendole pienamente come Popolo di Dio. Di fronte al calo dei missionari e all'abbandono della Chiesa da parte di molti cattolici, il Sinodo mira a rilanciare la missione con "fedeltà e audacia".
La Chiesa deve acquisire un "volto amazzonico" attraverso la partecipazione alla grande diversità di popoli che abitano il territorio, inclusi gli indigeni, gli abitanti dei fiumi, i discendenti degli africani, i meticci, i migranti andini e gli abitanti delle città. Tutti sono chiamati a sentire la terra come propria, ad amarla, odorarla, ascoltarla, e a custodirla, difenderla, senza usarla come mero oggetto da scartare.

La Preghiera e il Grido dei Poveri
Durante la Messa di conclusione del Sinodo, Papa Francesco ha riflettuto sulla preghiera del fariseo, del pubblicano e del povero. Ha criticato la "religione dell'io" del fariseo, che si vanta dei propri meriti e disprezza il prossimo, innalzando muri e sfruttando. Ha paragonato questo atteggiamento allo sfruttamento del creato e degli abitanti dell'Amazzonia, alla tratta di persone.
La preghiera del pubblicano, umile e consapevole delle proprie mancanze, è stata indicata come esempio di ciò che è gradito a Dio. La radice di ogni sbaglio spirituale è credersi giusti, mentre la salvezza di Dio agisce in un clima di povertà interiore. La preghiera del povero, "attraversa le nubi", perché nasce da un senso di fede profondo e dalla sofferenza.
Il Papa ha esortato ad ascoltare il "grido dei poveri", che è "il grido di speranza della Chiesa". Ha sottolineato che, spesso, le voci dei poveri non sono ascoltate o vengono derise perché scomode. Nel Sinodo, si è avuta la grazia di ascoltare queste voci e riflettere sulla precarietà delle loro vite, minacciate da modelli di sviluppo predatori.
Indios dell'Amazzonia: Perù, Ecuador, Brasile
Dati sull'Amazzonia e le Sue Vulnerabilità
L'Amazzonia ha un'estensione di 7,8 milioni di km², simile all'Australia. Include aree di Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese. Conta circa 33 milioni di abitanti, di cui 3 milioni sono indigeni appartenenti a 390 gruppi o popoli diversi.
Il suo impatto sull'ecosistema planetario è cruciale: il bacino del Rio delle Amazzoni e le foreste tropicali circostanti nutrono il suolo e regolano, attraverso il riciclo dell'umidità, i cicli dell'acqua, dell'energia e dell'anidride carbonica a livello planetario, costituendo il "polmone" vitale per l'atmosfera del pianeta (circa il 20% dell'ossigeno mondiale).
Le Minacce Principali
- La criminalizzazione e l'assassinio di leader e attivisti per la difesa del territorio.
- L'appropriazione e la privatizzazione di beni naturali, inclusa l'acqua.
- Le concessioni a imprese di disboscamento legali e l'ingresso di imprese di disboscamento illegali.
- La caccia e la pesca predatorie, soprattutto nei fiumi.
- I megaprogetti infrastrutturali: idroelettrici, concessioni forestali, disboscamento per produrre monocolture, strade e ferrovie, progetti minerari e petroliferi.
- L'inquinamento provocato dall'intera industria estrattiva, che crea problemi e malattie, in particolare a bambini e giovani.
- Il narcotraffico.
- Problemi sociali come l'alcolismo, la violenza contro le donne, lo sfruttamento sessuale, il traffico di esseri umani, la perdita della cultura originaria e dell'identità (lingua, pratiche spirituali e costumi), e la condizione di povertà.
- La mancanza di demarcazione dei territori indigeni e la mancanza di riconoscimento del titolo alla terra.
- La rapida perdita di biodiversità (estinzione di specie della flora e della fauna).

La crisi della regione amazzonica si sta avvicinando al "punto di non ritorno", e l'Amazzonia è oggetto di drammatica attenzione. I problemi generali riguardanti la vita umana e l'ambiente naturale stanno subendo una seria e forse irreversibile distruzione. La visione cosmologica amazzonica e quella cristiana sono entrambe in crisi a causa del mercantilismo, della secolarizzazione, della cultura dello scarto e dell'idolatria del denaro. Questa crisi colpisce soprattutto i giovani e il contesto urbano, che perdono il legame con le radici della tradizione.
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