Padre Pio e il Suo Angelo Custode: Un Legame Profondo

Il rapporto tra Padre Pio e il suo angelo custode, da lui affettuosamente chiamato "l'angiolino", è stato un legame vivo, intenso e schietto. Più di un testimone ha raccontato questa profonda relazione tra il frate cappuccino di Pietrelcina e il suo piccolo messaggero celeste che lo "accompagnava" nelle sue giornate.

In "Il catechismo di Padre Pio", Renzo Allegri riporta diversi curiosi aneddoti che illustrano la straordinaria familiarità del Santo con il suo angelo custode.

Ritratto di Padre Pio con un angelo custode

L'Angelo Custode nell'Infanzia e nella Vita di Padre Pio

Protezione sin dalla Culla

Padre Mariano Paladino, uno degli infermieri di Padre Pio, raccontò di aver visto il piccolo Francesco adagiato in una culla e protetto dalle ali dell'arcangelo, suggerendo una protezione celeste fin dai primissimi giorni di vita.

Il Compagno Invisibile dell'Infanzia

Quando era bambino, Francesco veniva perseguitato da un uomo vestito da prete, che al ritorno da scuola lo aspettava sulla soglia di casa e non lo voleva far entrare. Francesco si fermava e allora veniva un ragazzino scalzo, faceva un segno di croce, il prete spariva e il fanciullo, sereno, poteva finalmente rientrare. Questo episodio mette in luce la presenza e l'intervento dell'angelo custode fin dalla tenera età di Padre Pio.

Il Guardiano della Casa

All'inizio degli anni '70, persone che avevano conosciuto Padre Pio da giovane ricordavano gli anni in cui, appena ordinato sacerdote, essendo spesso malato, non viveva in convento ma in una casa vicino a quella dei suoi genitori. Mi dicevano che quando usciva non chiudeva mai la porta a chiave. A chi gli faceva notare che potevano esserci dei ladri rispondeva: "C'è l'angiolino che fa la guardia alla mia casa".

La Storia di Padre Pio (parte 1) - RAI Storia

L'Angelo: Messaggero, Consigliere e Compagno Spirituale

La "Lettura" della Lettera Bianca

Una volta, a Pietrelcina, l'amico e confidente di Padre Pio, don Salvatore Pannullo, ricevette una lettera dal direttore spirituale di Padre Pio, padre Agostino da San Marco in Lamis, contenente un solo rigo. Padre Pio, illuminato dall'angelo custode, disse: «Sono stati quei malvagi», e proseguì rivelando il contenuto della lettera, sebbene il foglio fosse bianco. L'incidente parve troppo singolare a don Pannullo, il quale scrisse segretamente all'autore della lettera. Le notizie "lette" da Padre Pio nel foglio bianco erano esattissime, come poi confermò padre Agostino.

L'Angelo come Intermediario

Padre Pio aveva una particolarissima, delicata e rispettosa devozione per l'angelo custode, riconoscendo e apprezzando la funzione di "messaggero" dell'invisibile amico. «Se hai bisogno mandami il tuo angelo custode», ripeteva ai fedeli. Ed aveva un gran da fare, durante le ore del giorno e della notte, per ascoltare i messaggi di tante creature angeliche che gli portavano le richieste delle persone di tutto il mondo. A chi chiedeva un aiuto o un ricordo nelle preghiere per qualche difficoltà particolare, rispondeva: «Quando hai bisogno mandami il tuo angelo custode». Un figlio spirituale gli chiese un giorno: «Ma lei sente veramente quello che le mando a dire per il mio angelo custode?». E il Padre rispose: «E che, mi credi sordo?».

Ai fedeli che si recavano a San Giovanni Rotondo, Padre Pio chiedeva spesso di inviare i loro Angeli Custodi per fargli presenti le loro necessità al più presto. Al sacerdote che gli domandò se sentisse ciò che l'Angelo gli diceva, Padre Pio replicò: "Ti dico di mandarmelo, e ti ascolta, perché non sei disubbidiente come te!". E ancora: "Inutile che mi scrivi, perché non posso rispondere. Mandami l'Angelo, sempre. il tuo Angelo Custode, che ti illuminerà e ti guiderà."

Consigli e Insegnamenti sulla Devozione agli Angeli

L'angelo custode era un richiamo costante nella vita di Padre Pio. A chi andava a salutarlo per intraprendere un viaggio diceva: «L'angelo di Dio ti accompagni». Oppure: «Che l'angelo di Dio ti accompagni e ti apra le porte». O anche: «Che l'angelo di Dio ti sia luce, aiuto, forza, conforto e guida».

Padre Pio esortava: «Dobbiamo essere devoti agli angeli: invocarli spesso». E quando gli chiesero: «Padre, gli angeli ci sorridono?», rispose: «Sicuro, sono nostri fratelli». Spiegò anche: «Non erano in paradiso, ma in un altro mondo. Solo dopo la prova gli angeli fedeli furono ammessi alla visione beatifica». Gli angeli vegliano su di noi, presentano a Dio le nostre preghiere, ci esortano al bene.

«Non dimenticate questo invisibile compagno sempre presente, sempre pronto ad ascoltarci. O deliziosa intimità, o beata compagnia che è questa, se sapessimo comprenderla!». Padre Pio raccomandava: «Abbilo sempre davanti agli occhi della mente, ricordati spesso della presenza di quest'angelo, ringrazialo, pregalo, tienigli sempre buona compagnia. Apriti e confida a lui i tuoi dolori; abbi continuo timore di offendere la purezza del suo sguardo. Sappilo e fissalo bene nella mente. Egli è così delicato, così sensibile. A lui rivolgiti nelle ore di suprema angoscia e ne esperimenterai i suoi benefici effetti. Non dire mai di essere sola a sostenere la lotta con i nostri nemici; non dir mai di non aver un'anima alla quale puoi aprirti e confidarti. Sarebbe un grave torto che si farebbe a questo messaggero celeste».

L'Angelo Custode nella Lotta Contro il Male

Trionfo sul "Perfido Disegno"

L'Angelo Custode aiutava Padre Pio nella lotta contro Satana. Il 13 dicembre 1912, Padre Pio scrisse dalla sua cara terra natale a padre Agostino: «Coll'aiuto del buon angiolino si è trionfato questa volta sul perfido disegno di quel cosaccio; la vostra lettera è stata letta. L'angiolino mi aveva suggerito, che all'arrivo di una vostra lettera l'avessi aspersa coll'acqua benedetta prima d'aprirla. Così feci coll'ultima vostra. Ma chi può dire la rabbia provata da barbablù! Egli vorrebbe finirmi ad ogni costo. Sta mettendo su tutte le sue diaboliche arti. Ma rimarrà schiacciato. L'angiolino me lo assicura, ed il paradiso è con noi».

Smascheramento degli Inganni Diabolici

«L'altra notte mi si è presentato sotto le sembianze di un nostro padre, trasmettendomi un severissimo ordine del padre provinciale di non scrivervi più, perché contrario alla povertà e di grave impedimento alla perfezione. Confesso la mia debolezza, babbo mio, piansi amaramente, credendo essere ciò stato una realtà. E non avrei potuto mai sospettare, anche debolmente, essere questo invece un tranello di barbablù, se l'angiolino non mi avesse svelato l'inganno. E solo Gesù sa che ci volle per persuadermi. Il compagno della mia infanzia cerca di smorzarne i dolori che mi affliggono quegli impuri apostati, col cullarmi lo spirito in un sogno di speranza» (Ep. 1, p. 394).

Schema: Padre Pio e la lotta spirituale

L'Angelo come Traduttore e Confidente

Il Traduttore Celeste

Padre Pio non aveva studiato, eppure dimostrava conoscenze inaspettate. Gli chiesero: «Levami, se è possibile, una curiosità. Chi ti ha insegnato il francese?». L'Angelo Custode traduceva a Padre Pio anche il greco a lui sconosciuto. Un'altra volta gli fu detto: «Cosa dirà il tuo angelo di questa lettera? Il tuo angelo potrebbe fartela comprendere; se no scrivimi». Padre Pio, non conoscendo neppure l'alfabeto greco, rispose: «Lo sapete!».

Dialoghi Profondi con l'Angelo

«Il mio buon Angelo custode, a cui tante volte ho affidato il delicato ufficio di venirmi a consolare» (Ep. 1,394). Il Santo di Pietrelcina ricevette parole dense di tenerezza dal suo spirito celeste: «Ti sono sempre vicino, mio diletto giovane…, io mi aggiro sempre a te d'intorno con quell'affetto che suscitò la tua riconoscenza verso il Diletto del tuo cuore… Io so che il tuo cuore batte per il nostro comune Diletto. Io so che tutto faresti …per riabbracciarlo… per non essere più separato da lui… Ma devi aspettare ancora un poco. Ed ancora: Egli per adesso nulla può darti come il raggio di una stella, il profumo di un fiore, il gemito di un'arpa, la carezza del vento». E Padre Pio commenta: «Povero Angiolino! Com'è poeta questo angelo custode!».Un giorno, San Pio sgridò l'Angelo custode perché si era fatto attendere, mentre i demoni lo percuotevano. Finalmente arrivato, il santo lo pulì evitando lo sguardo. L'Angelo, con tenerezza, gli disse: «Ti sono sempre vicino, mio diletto giovane... Questo mio affetto per te non si spegnerà perfino con la vita». Padre Pio lo rimproverò aspramente di essersi fatto così lungamente aspettare, mentre lui non aveva mancato di chiamarlo in suo soccorso.

In un altro dialogo intimo e straordinario, Padre Pio interroga il suo angelo: «Angelo di Dio, Angelo mio... non sei tu a mia custodia?... Dio ti ha dato a me! Sei creatura?... o sei creatura o sei creatore... Sei creatore? No. Dunque sei creatura ed hai una legge e devi ubbidire... Devi stare accanto a me, o lo vuoi o non lo vuoi... a ridere... che c'è da ridere? ... Dimmi una cosa... chi era ieri mattina qui presente?... e si mette a ridere... lo devi dire... chi era?... o il Lettore o il Guardiano... ebbene dimmelo... era forse il loro segretariuccio?... ebbene rispondi... io dirò che era uno di quegli altri quattro... E si mette a ridere... un Angelo si mette a ridere!... dimmelo dunque... finché non me l'avrai detto... Se no, lo domando a Gesù... e poi te lo senti!... Signora... che mi guarda torva... sta lì a far la contegnosa!... Gesù, non è vero che la Madre tua è contegnosa?... chi era... E non risponde ... sta lì... come un pezzo fatto apposta... Lo voglio sapere... una cosa ho domandato a Te e sono qui da tanto tempo... Gesù, dimmelo Tu... E ci voleva tanto a dirlo, signorino!... fatto ciarlar tanto!... sì sì il Lettore, il Lettorino!... ebbene Angelo mio, lo salverai dalla guerra che gli prepara quel birbaccione? lo salverai? ... Gesù, dimmi, e perché permetterlo? ... non me lo vuoi dire?... me lo dirai... se non apparisci più, bene... ma se verrai, ti dovrò stancare... E quella Mammina... la coda dell'occhio... ti voglio guardare in faccia... bene... E si mette a ridere... e mi volta le spalle... ridi... Io so che mi vuoi bene... Gesù, perché non glielo dici alla Mamma tua?... sei Gesù?... di' Gesù!... Bene! la tua Mammina mi guarda in quel modo?... quando vieni un'altra volta, ti devo domandare certe cose... tu le sai... ma per ora te le voglio accennare... cuore?... se non era Rogerio (P. quel tempo nel convento di Venafro) che mi strinse forte... il Lettore... il cuore voleva fuggire... che era?... a passeggio?... un'altra cosa... E quella sete?... Dio mio... che era? bottiglia e la sete non si estinse... mi dovorava... fino alla Comunione... che era?... così .. terra e del cielo... dopo Gesù, s'intende... ma ti voglio bene. Gesù, questa sera verrà quel birbaccione?... quei due che m'assistono, proteggili, difendili... lo so, ci sei Tu... ma... Angelo mio, sta' con me! Gesù un'ultima cosa... fatti baciare... Bene!... che dolcezza in queste piaghe!... Sanguinano... è dolce, è dolce... Gesù, dolcezza... Ostia Santa... Amore, Amor che mi sostiene, Amore, a rivederci!...».

Testimonianze Straordinarie dell'Intervento Angelico

L'Angelo alla Guida dell'Automobile

Un avvocato di Fano stava tornando a casa da Bologna con la sua famiglia. Stava dormendo, così come sua moglie e i suoi due figli. Si svegliò di soprassalto e vide la macchina fare delle manovre perfette per evitare un incidente con un camion fermo sulla strada. Fuori di sé dallo spavento urlò: "Chi ha guidato la macchina? È successo niente?". A lui e alla sua famiglia non era successo nulla. Sua moglie, che dormiva al suo fianco, disse di aver dormito saporitamente e di non aver visto né sentito nulla. Quando l'uomo si recò a San Giovanni Rotondo per chiedere spiegazioni a Padre Pio, il Santo gli disse: "Tu dormivi e l'Angelo Custode ti guidava la macchina".

La Lettera recapitata dall'Angelo

Cleonice Morcaldi, la figlia spirituale prediletta di Padre Pio, nei suoi diari ha lasciato scritto un eccezionale episodio. Durante l'ultima guerra, suo nipote fu fatto prigioniero e non si avevano sue notizie da un anno. Tutti lo credevano morto e i suoi genitori impazzivano dal dolore. Un giorno, non potendo più sopportare il pianto accorato degli zii, Cleonice si decise a chiedere al Padre un miracolo e, piena di fede, gli disse: «Padre, io scrivo una lettera a mio nipote Giovannino. Metto sulla busta il solo nome perché non so dove egli sia. Voi e il vostro Angelo Custode portatela dove egli si trova». Padre Pio non le rispose. Cleonice scrisse la lettera e l'appoggiò, la sera prima di andare a letto, sul comodino. La mattina dopo, con sua grande sorpresa e anche con paura, vide che la lettera non c'era più. Andò a ringraziare il Padre e lui le disse: «Ringrazia la Vergine». Dopo una quindicina di giorni, in famiglia si piangeva di gioia: era arrivata una lettera da Giovannino in cui egli rispondeva esattamente a tutto quello che Cleonice gli aveva scritto.

La Presenza Costante

Anche quando Padre Pio era molto occupato, l'angelo custode era sempre presente. Il dottore chiese a Padre Pio: «Tanti Angeli sono sempre vicino a lei, le portano tutti i messaggi di quelli che la chiamano». Al che Padre Pio rispose: «…non vedi che sono sempre occupato?». E a chi obiettava: «…muove la corona del rosario e dice che è occupato!», il Padre ribatteva: «…che vanno e vengono e non mi hanno lasciato in pace un momento?».

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