La figura del Padre Giuseppino del Murialdo è strettamente legata alla **Congregazione di San Giuseppe**, un istituto religioso maschile di diritto pontificio, fondato da **San Leonardo Murialdo** (1828-1900).
Origini e Fondazione della Congregazione
Leonardo Murialdo, penultimo di otto figli di una famiglia benestante di Torino, sperimentò a otto anni il dolore per la perdita del padre. La madre, per la sua educazione, lo affidò al collegio dei Padri Scolopi di Genova, dove rimase dall’età di otto a quindici anni. Questo fu un periodo fondamentale per la sua formazione umana, culturale e religiosa. Superò una crisi adolescenziale che lo allontanava dal Signore con l’aiuto della mamma e di un amico sacerdote. Per la ritrovata pace del cuore in Dio non cessò per tutta la vita di parlare “dell’amore infinito, attuale e individuale che Dio ha per tutti gli uomini”.
Nato da una famiglia della ricca borghesia di Torino, superata una crisi adolescenziale, Murialdo intraprese gli studi teologici e nel 1851 venne ordinato sacerdote. Si dedicò all'assistenza e all'educazione della gioventù povera negli oratori di Torino e nel 1866 venne nominato rettore dell'Opera degli Artigianelli, iniziata da don Giovanni Cocchi per l'educazione cristiana e la formazione professionale dei ragazzi poveri e abbandonati.
Gli “artigianelli”, provenienti da famiglie poverissime o dissestate, erano bisognosi di tutto: pane, istruzione, educazione, preparazione alla vita. Occorreva un’intensa azione educativa a beneficio dei ragazzi (“affinché non si perdano” diceva il Murialdo) e di guida verso le persone che prestavano la loro opera nel collegio (assistenti, insegnanti, maestri d’arte), in genere personale esterno stipendiato. Il Murialdo accettò la direzione degli Artigianelli solo perché convinto di seguire la volontà di Dio e stimolò i suoi collaboratori, esortandoli ad essere convinti educatori.
Da questa unione di intenti nacque in forma del tutto riservata, in una piccola cappella del collegio, la **“Congregazione di San Giuseppe”**. Per dare continuità al lavoro tra i giovani poveri e abbandonati nei collegi, negli oratori, nei patronati e nelle scuole popolari, il 19 marzo 1873 Murialdo fondò, nel Collegio Artigianelli, la Congregazione di San Giuseppe. Il Murialdo, in questo contesto educativo e animato dalla sua precedente esperienza apostolica con i ragazzi della periferia di Torino, dopo un lungo discernimento, diede inizio alla congregazione con la precisa finalità di dedicarsi “alla cristiana educazione dei giovani poveri, orfani o abbandonati od anche solo discoli”, cioè bisognosi di essere riscattati da una vita moralmente disordinata.
Spiritualità e Carisma Giuseppino
La “Congregazione di San Giuseppe” è nata dal cuore, ricco di fede in Dio e di sensibilità verso il prossimo bisognoso, di San Leonardo Murialdo (1828-1900). Come titolare, patrono e modello della congregazione, i cui membri sono chierici e fratelli laici, fu scelto **San Giuseppe**, l’umile artigiano di Nazaret e soprattutto l’educatore esemplare di Gesù.
La Pia Società ha l’alto onore di intitolarsi a San Giuseppe, sposo di Maria Vergine. Questa denominazione, suggerita dalla necessità di mettere l'opera sotto un tale patrocinio, nacque con la Congregazione stessa, fin da principio consacrata a San Giuseppe. Il suo culto ebbe la sua maggiore manifestazione, quando Papa Pio IX, di venerata memoria, proclamò solennemente l’8 dicembre 1870 San Giuseppe Patrono Universale della Chiesa. Solo tre anni dopo, veniva istituita la Pia Società, e posta sotto questo validissimo patrocinio.
San Giuseppe, pertanto, è per i Giuseppini quel servo fedele e prudente che Dio ha preposto alla sua Famiglia e del quale i membri della congregazione devono prendere direzione ed esempio. Egli deve informare del Suo spirito la Congregazione, che, nel nome stesso di questo Santo, ha già tracciato nettamente il programma del suo essere e del suo operare. San Giuseppe è stato una persona che ha detto sempre “sì” a Dio e nei Vangeli, di lui si parla poco. Questo mistero della vita di Giuseppe è luce per il mistero della nostra avventura di esseri umani, perché è indicazione del primo passo che anche a noi permette di entrare nella famiglia di Gesù.
Tra le virtù che devono essere eminenti nei Giuseppini vi sono: **l’umiltà, la vita nascosta e la povertà accompagnate da una fervente devozione alla Vergine Immacolata e al Sacro Cuore di Gesù**. Se si vuole che la Congregazione perduri e si propaghi nella Chiesa di Dio, è indispensabile che si mantenga vivo in essa, non solo il nome, ma ancora lo spirito di San Giuseppe. La Congregazione avrà vita prospera e duratura se, nell’imitazione attenta e diligente di San Giuseppe, si studierà di praticare sempre l’umiltà e la carità, sue virtù caratteristiche, e se ne profitterà costantemente.
San Giuseppe | La Storia dell'Uomo che il Figlio di Dio chiamò Padre
Diffusione e Opere della Congregazione
Questa forma latente della nascita rimase anche caratteristica per lo sviluppo della Congregazione; all’inizio, per le altre istituzioni dipendenti dagli Artigianelli, poi per le richieste che Il Murialdo ebbe al di fuori del Piemonte. Successivamente, nel nuovo secolo, i Giuseppini si stabilirono a Bergamo e a Roma; subito dopo venne aperta la prima missione in Libia; fu poi la volta della missione in Brasile e, alcuni anni più tardi, nel Napo in Ecuador. Fiorirono poi nuove opere sia in Italia, al nord e al sud, che all’estero.
Nel 1935 la congregazione fondò case in Argentina, da dove si diffuse anche in Cile, e nel 1949 negli Stati Uniti d'America.
La Congregazione di San Giuseppe desidera dare, nella Chiesa, il suo modesto contributo per la crescita del Regno di Dio, mettendo a disposizione le doti, le capacità e l’impegno dei suoi membri. Essi, sacerdoti e fratelli, si consacrano al servizio di Dio con la professione dei voti di povertà, castità e obbedienza; ed esprimono la loro unità di intenti vivendo in comunità. In vista dell’approvazione pontificia della congregazione, fu messo mano alla stesura definitiva delle Costituzioni. Nel frattempo la congregazione approfondì alcuni aspetti della sua vita, in particolare della sua spiritualità e della sua pedagogia, avendo come riferimento gli scritti del Fondatore e in modo particolare il suo Testamento spirituale.

Attività Apostolica
L’attività educativa si esplica attraverso molteplici opere a seconda delle nazioni in cui opera e delle situazioni sociali ed ecclesiali in cui si trova, come le scuole, i centri di formazione professionale, le case famiglia, gli oratori, i collegi, le missioni. Anche le parrocchie, non comprese nel progetto iniziale, sono entrate a far parte dell’attività apostolica per volontà del papa San Pio X (1909).
La congregazione svolge la sua azione in scuole, centri di formazione, centri giovanili, oratori, parrocchie, missioni, rivolgendosi in particolare ai giovani ed alla loro educazione. Le parrocchie giuseppine, oltre ad offrire la cura pastorale a tutto il popolo di Dio affidato, si caratterizzano per una speciale attenzione ai ragazzi e giovani, soprattutto i più poveri e bisognosi.
Le Missioni nel Mondo
Sulle orme dei primi missionari partiti per il Nord Africa, p. Girolamo Apolloni, fr. Maurizio Costa e fr. Pietro De Grandi, il primo dicembre 1914 partono da Genova verso terre brasiliane p. Oreste Tromben e d. Raffaele Ruzzon. Nel 1922 p. Emilio Cecco e p. Pietro Monego si recarono in Albania, dove troverà la morte, assassinato, p. Ruzzon. Tuttavia, non pochi problemi sono arrivati, da ultimo, a rendere più difficoltoso il lavoro dei missionari. La globalizzazione ha ampliato l’offerta dell’informazione, ma, con questa, si sono diffusi il confronto con la civiltà occidentale ed il consumismo, che nei Paesi del terzo mondo è fonte non solo di furti e ruberie, ma anche di frustrazione e depressione.
Organizzazione e Simboli
La congregazione è retta da un Superiore generale coadiuvato da un Vicario generale e da cinque Consiglieri, tutti eletti dal Capitolo generale che si riunisce ogni sei anni. La provincia raccoglie in una comunità più vasta diverse comunità locali. La congregazione riconosce nel superiore generale il successore del Murialdo ed il segno della propria unità.
Le **Costituzioni**, codice fondamentale della congregazione, delineano la specifica vocazione giuseppina che lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa per mezzo di San Leonardo Murialdo. Pertanto le Costituzioni sono la “carta di identità” del giuseppino perché in esse sono contenuti il progetto fondamentale e gli elementi essenziali di concretizzazione della sua vocazione e, nello stesso tempo, sono “garanzia di identità” perché punto oggettivo di riferimento nel suo cammino di fedeltà alla sua vocazione. Il nostro modo tipico di servire l’evangelizzazione dei giovani, nel carisma del Murialdo, passa sempre attraverso la dimensione educativa.
Lo **stemma della congregazione** è formato dalle lettere iniziali di Iesus, Maria, Ioseph - **IMI** - dentro una linea ovale circondata da raggi.
La Presenza dei Giuseppini nel Coneglianese e altrove
La presenza dei Giuseppini nel quartiere San Lorenzo ha inizio il 16 marzo 1904, con il primo arrivato, p. Girolamo Apolloni. Questa data segna un importante momento di diffusione dell'opera giuseppina anche in aree specifiche come il Coneglianese, dove i sacerdoti Deani, appartenenti alla Congregazione, hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo significativo nell'educazione e assistenza dei giovani, fedeli al carisma del Murialdo.
Il "fine della Pia Società torinese di San Giuseppe" è stato delineato da d. Eugenio Reffo, cofondatore della Congregazione di San Giuseppe.
La CISM: Conferenza Italiana Superiori Maggiori
La CISM è la Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori degli Istituti Religiosi e delle Società di Vita Apostolica maschili. È un organismo di diritto pontificio, costituito con Decreto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (prot. N. AG. 2166/60, del 30 novembre 1960); essa, pertanto, è sotto la responsabilità gerarchica della Sede Apostolica (cfr. can. 709). La CISM fa parte dell’Unione Conferenze Europee Superiori maggiori (UCESM). Con decreto del Presidente della Repubblica n. 391 del 23 aprile 1966, reg. Corte dei Conti n. 203/102, la CISM ha ottenuto il riconoscimento civile come persona giuridica senza fini di lucro.
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