Benedetto da Maiano (Maiano, 1442 - Firenze, 24 maggio 1497), noto anche come Benedetto di Leonardo, è stato uno dei più illustri architetti e scultori del panorama artistico italiano del XV secolo. La sua formazione avvenne all'interno dell'ambiente familiare, sotto la guida del padre Leonardo d'Antonio, intagliatore, e a stretto contatto con i fratelli Giuliano e Giovanni.

L'evoluzione artistica e lo stile
Benedetto iniziò la sua carriera come scultore, specializzandosi nell'intaglio del legno, tecnica che lo rese celebre e gli permise di decorare i soffitti di Palazzo Vecchio a Firenze. Nella scultura su pietra, le sue prime opere risentono dell'influsso di Bernardo Rossellino e dei modelli classici, come evidenziato dall'Arca di san Savino presente nel duomo di Faenza.
Negli anni settanta del Quattrocento, Benedetto divenne uno degli scultori più richiesti a Firenze, grazie a uno stile caratterizzato da morbidezza e armonia, in cui il naturalismo, l'idealizzazione e il virtuosismo tecnico convivevano in perfetto equilibrio. Ricevette importanti commissioni per busti destinati all'aristocrazia cittadina, tra cui spiccano quelli di Pietro Mellini (1474) e Filippo Strozzi (1476).
Capolavori celebri
Tra le testimonianze più iconiche della sua arte si annoverano:
- L'altare di Santa Fina nella collegiata di San Gimignano.
- Il pulpito di Santa Croce a Firenze: una struttura a base pentagonale addossata a un pilastro, con quattro lastre scolpite che narrano la vita di san Francesco, scandite da colonnine e fregi di ispirazione classica.
- La partecipazione, insieme a Sandro Botticelli e Baccio Pontelli, alla realizzazione dei disegni per la complessa decorazione intarsiata dello studiolo di Federico da Montefeltro nel Palazzo Ducale di Urbino.

La Cappella Piccolomini e la Natività
Uno degli interventi più significativi di Benedetto da Maiano a Napoli fu il completamento della Cappella Piccolomini nella chiesa di Santa Maria di Monteoliveto (oggi Sant’Anna dei Lombardi). Iniziata da Antonio Rossellino intorno al 1475, la cappella fu portata a termine da Benedetto tra il 1485 e il 1489.
Il complesso scultoreo rappresenta un momento di eccezionale raffinatezza. La scena della Natività appare come un'istantanea gioiosa ed elegante: il Bambino è adagiato su una mangiatoia che richiama un cesto di vimini, mentre sullo sfondo l'annuncio ai pastori si fonde in un'architettura scultorea dove ogni elemento è in perfetto equilibrio.
Il Crocifisso del Duomo
Benedetto da Maiano si distinse anche nella produzione di crocifissi lignei. Il Crocifisso del Duomo di Firenze, intagliato in legno di tiglio, è un'opera di straordinaria perizia tecnica: alto quasi due metri, risulta estremamente leggero (circa 29 kg) grazie a un accurato svuotamento interno eseguito dal lato della schiena. L'incarnato originale rivela un effetto olivastro tipico dei crocifissi fiorentini del tardo Quattrocento, impreziosito da una corona di spine in bronzo e un'aureola in rame dorato.
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Ricerca e attribuzioni storiche
Il lavoro di identificazione delle opere di Benedetto da Maiano è un processo continuo. Un esempio emblematico è la riproduzione in terracotta di un originale toscano del XV secolo, originariamente scolpito per la Tomba di Filippo Strozzi a Santa Maria Novella. Dopo essere stata erroneamente attribuita a Luca Della Robbia e al Rossellino, l'opera è stata correttamente ricondotta a Benedetto da Maiano grazie al confronto con una copia antica in gesso conservata al Victoria & Albert Museum di Londra.