La storia della Real Casa dell'Annunziata di Napoli rappresenta uno dei pilastri della carità e dell'amministrazione nobiliare del Regno. Secondo i documenti d'archivio, si ritiene che la Chiesa in onore della SS. Annunziata fosse stata eretta nel 1322, sebbene altre fonti suggeriscano che la sua origine possa risalire al 1304 circa, sotto il regno di Roberto Duca di Calabria. L'istituzione nacque con una vocazione precisa: l'assistenza e la gestione delle opere pie, consolidandosi nel tempo attraverso diplomi reali e il patrocinio di illustri famiglie nobiliari.

L'Amministrazione e il Governo dei Maestri
L'amministrazione della Santa Casa era affidata a figure di spicco note come Maestri o Governatori della Nunziata. Questi uomini, definiti come "insigni nell'amministrazione", provenivano spesso dai ranghi della magistratura napoletana o erano nobili d'illustre casato. La gestione era caratterizzata da una struttura rigorosa:
- I Maestri restavano in carica per un triennio, con la possibilità di essere rieletti.
- Le sessioni amministrative si tenevano in un'area specifica denominata comunemente Audienzia.
- Il governo era assistito da ufficiali come il Segretario, il Razionale maggiore e il Credenziere.
L'elezione dei nuovi membri avveniva attraverso una votazione segreta. Ad esempio, in documenti del 1617, si legge di riunioni presso la Piazza di Capuana e il Seggio di Nido per votare il nuovo Maestro, dove il Principe del Colle fu eletto con 62 voti. Questi processi erano fondamentali per garantire il "più quiete e miglior ordine ed utile" della struttura.
Regolamenti, Tenuta dei Corridori e Sanzioni
Il decoro e la disciplina erano aspetti centrali della vita nell'istituzione. I Maestri Nobili e gli ufficiali dovevano seguire regole precise riguardanti l'abbigliamento e il comportamento. Il Maestro Nobile vestiva interamente di bianco, con fodero di raso bianco e fibbie d'oro, una tenuta che ricordava quella della guardia dei Sovrani e dei Viceré. Anche il personale subalterno doveva vestire egualmente di bianco; in caso di inosservanza, si poteva essere licenziati e destituiti.
Particolare rilievo assumono le sanzioni pecuniarie per cattiva gestione o disordini. Nei registri storici è documentata l'erogazione di una multa di scudi 200 per provvedere alle urgenze della Santa Casa dopo eventi tragici o insolvenze. Questi fondi venivano spesso destinati al mantenimento dei "corridori" (i corridoi o passaggi dell'ospedale) e delle strutture destinate ai poveri, assicurando che il luogo non fosse più "situ olim et squalore magna ex parte obsitus" (un tempo occupato in gran parte dallo squallore e abbandonato).
| Carica | Rifornimento Annuale (Libbre/Capitoni) |
|---|---|
| Mastro Nobile | 40 Anguille / 4 Capitoni |
| Governatori | 40 Anguille / 4 Capitoni |
| Segretario / Credenziere | 28 Anguille / 2 Capitoni |
| Archivario | 20 Anguille / 1 Capitone |
L'Archivio Storico e la Memoria Documentale
La conservazione della memoria era affidata a un famoso Archivio, ricco di preziosi documenti in pergamena e registri notarili che coprono secoli di storia. Tra i notai che hanno rogato atti per la Santa Casa si ricordano Notar Andrea d'Afeltro (1429-1477), Ferdinando Capomazza e Cesare Tagliavia. L'archivio contiene la Miscellanea historica e i volumi dei testamenti, fondamentali per ricostruire le eredità e le donazioni ricevute, come quelle del Conte di Matera o di Giovanni Galeota.
Questi documenti testimoniano anche la permuta di beni tra la Chiesa e altre istituzioni religiose, come il Monastero della Maddalena, finalizzata ad ampliare i locali dell'ospedale e della chiesa per il culto del Corpus Cristi.

Sviluppo Architettonico e Interventi Artistici
Nel corso dei secoli, la struttura subì numerosi ampliamenti. Nel 1513, iniziarono i lavori per "elongare et ampliare et quasi de novo reformare" lo Spedale delle donne e la tribuna grande della chiesa. Artisti come Jacopo de Nola furono incaricati di realizzare opere per l'ornato, tra cui le figure di Sant'Anna. La cupola e il campanile divennero simboli dell'architettura napoletana, lodati per la loro magnificenza e bellezza, seguendo le pure forme dei Greci e dei Romani.
Visite Illustri e Riconoscimenti Moderni
La Real Casa dell'Annunziata ha continuato a ricevere l'attenzione di regnanti e autorità nel corso dei secoli XIX e XX. Tra le visite documentate figurano:
- 1810: Re Giuseppe Napoleone.
- 1851: Papa Pio Nono.
- 1864: Il Principe di Carignano.
- 1878: La Regina Margherita di Savoia con il Principe di Napoli.
Questi interventi e visite sottolineano l'importanza persistente dell'istituzione nella rete di assistenza e cultura della città, mantenendo viva la memoria di "sì illustri benefattori" attraverso iscrizioni lapidarie e la continua cura dei suoi monumenti.