A chi passa per il centro di Vittorio Veneto, balza subito all’occhio il Monumento alla Città di Vittorio Veneto, che idealmente divide la piazza del municipio, Piazza del Popolo, dai giardini. Sebbene possa sembrare un semplicissimo tributo ai caduti delle guerre, in realtà è un'opera ben più complessa che merita un approfondimento, soprattutto per la storia che si cela dietro la sua realizzazione. Pertanto, ecco un minimo di storia e di spiegazione dell’opera, così se siete nei paraggi, almeno potete approfondire la visita di quello che non è solo un monumento, ma anche la mirabile scultura di un grande artista.

La Nascita di Vittorio Veneto e le Prime Idee Monumentali
Siamo a Vittorio Veneto, nel quartiere denominato “Centro”, nato nel periodo Ottocentesco dopo l’unificazione dei due precedenti comuni Ceneda e Serravalle. Il monumento Vittoriese ha senza dubbio avuto una storia travagliata. Da tale data, si susseguono idee per la creazione del monumento celebrativo.
Progetti Monumentali Precedenti
Prima della realizzazione dell'opera attuale, diverse idee furono prese in considerazione:
- Il Pizzoc: Si pensò di realizzare una grande piramide con una cappella votiva e un gran piazzale, con una sontuosa cascata d’acqua e immagini simboliche sul Pizzoc, montagna di circa 1500 mt s.l.m., sopra Vittorio Veneto. Il grande piazzale doveva ospitare autorità e persone durante gli eventi ufficiali.
- Il Monte Altare: Il centro della Città è dominato da una collina chiamata Monte Altare (sulla cui sommità ora c’è una grandiosa croce). Si pensò di spianarla, tagliandone la cima e realizzare anche qui una piramide con annessa cappella votiva, come una sorta di sacrario.
- Il San Gottardo: Anche il San Gottardo, una collina che guarda sul centro della Città, fu considerato.
- L’Arco di Trionfo e La Piramide: Altre proposte includevano un arco di trionfo e una piramide.
Il Contesto Storico e la Rinascita del Progetto Monumentale
Aristide Selmi, sulla Domenica del Corriere del 28 marzo 1963, scriveva: “...quello dei monumenti è un antico vizio del nostro paese. Se ne incontrano dovunque, in ogni piazza, in ogni villaggio.” Intorno a metà degli anni Sessanta, dopo un'altra Guerra Mondiale e vent'anni di Fascismo, si torna a parlare della necessità di un monumento. In questo scenario, Giorgio Vandelli, insegnante al Collegio Dante, e 16 studentesse della ragioneria del collegio, proposero alla giunta comunale, ai concittadini e alla stampa, un nuovo progetto.
Il Progetto della Nike di Samotracia
Il progetto prevedeva una Nike di Samotracia, in cemento armato, molto alta, posta sulla parete a picco sul monte Marcantone, dove si trova il Santuario di Santa Augusta. Un'opera grandiosa, visibile da grande distanza, raggiungibile anche tramite una strada che era già stata segnata e che bastava semplicemente continuare, per realizzare poi un apposito spazio per le cerimonie. Addirittura, per la sua realizzazione, tramite intervento del Prof. Vandelli, si era messo a disposizione l'esercito del V Corpo d'Armata.
La Scelta di Augusto Murer e la Realizzazione del Monumento
Augusto Murer risultò essere l'artista più convincente e nel 1966 gli venne dato l'incarico, avvalendosi dell'aiuto dell'Arch. Franco Posocco per il posizionamento dell'opera nella piazza. A togliere il drappo con i colori della Città, ci fu Maddalena Peterle, la Sig.ra Tandura, inaugurando l'opera e scoprendo la lapide alla base del monumento. Per chi non lo sapesse, Tandura è stato il primo paracadutista in azione di guerra al mondo, ed era Vittoriese DOC.

Analisi delle Sculture e del loro Simbolismo
Il monumento è composto da figure in bronzo che possono circondare il visitatore nello spazio vuoto, in cui è inserita l'opera. È composto da diversi materiali, scelti appositamente per la realizzazione di quest'opera e con, ovviamente, un significato.
Le Figure Simboliche
- L’Ardito: L’ardito è la figura che spicca su tutte, a testimonianza dei sacrifici avvenuti nella Prima Guerra Mondiale. È collocato su una base, che funge quasi da altare, mentre è intento a tagliare filo spinato, contorcendosi tra il metallo. Con i movimenti proposti da Murer, rappresenta la solitaria violenza vissuta dagli arditi e la momentanea impossibilità nel raggiungimento della libertà, una rappresentazione del sacrificio per il raggiungimento degli ideali.
- I Patrioti: Le figure dei patrioti fanno trasparire il dolore. Sono rappresentati come rinchiusi in carcere: uno con il volto reclinato, mentre l’altro fiero e dritto come per affrontare l’oppressore che lo ha rinchiuso.
- I Deportati: Sono collocati nel centro dell’opera e rappresentano due ebrei deportati nei campi di concentramento.
- I Partigiani: I partigiani vengono raffigurati in due sculture. Il primo uomo, con un fazzoletto al collo, il secondo, avvolto nel tabaro e appoggiato al caricatore delle munizioni.
- La Staffetta: È immortalata mentre passa il caricatore al partigiano.
- Il Cippo: Detto anche il “cippo della pace” raffigura principalmente le speranze per il futuro.
- La Profuga: Raffigurata mentre fugge con sulle spalle un bambino.
Sulla base, incise nel bronzo, a fare da collante a tutta l’opera ci sono parole dell’Onorevole.
Il Monte Altare: Storia Antica e Significato Territoriale
Il Monte Altare si trova a ovest di Vittorio Veneto e la sua cresta maggiore segnava il confine fra i paesi di Ceneda e Serravalle. È denominato "Monte", nonostante l'altitudine di 450 m s.l.m., a causa del suo profilo aguzzo e tormentato, con creste, pendii scoscesi, valli profonde, alcune strapiombi rocciosi, e numerose sorgenti.
Dal Villaggio Fortificato al Luogo Sacro
Su tale sommità, a partire dal primo millennio a.C., si sviluppò un villaggio fortificato (oppidum) che più tardi sarebbe diventato un tempio dedicato alla paleoveneta dea Reitia e successivamente, verso il V secolo a.C., avrebbe prosperato per quasi un altro millennio con l’esercizio della cleromanzia. Le divinità delle genti paleovenete erano in prevalenza femminili, partorite da una cultura sociale di stampo matriarcale ed attinenti al culto delle acque, della salute e fecondità, della fertilità della terra, alla prorompente vitalità della natura.
In realtà, più che di tempio inteso come definita struttura muraria, è appropriato parlare di luogo sacro per la presenza di sortes, come in epoca pre-storica esistevano tra tutti i popoli europei. Questi luoghi sacri erano spesso collocati in aree di particolare valore evocativo-paesaggistico con l’immancabile presenza di sorgenti, di cui il Monte Altare è punteggiato. I fedeli si recavano a consulto dai cleromanti con l’intento di conoscere il destino che li attendeva nell’intraprendere determinate imprese, soprattutto guerresche; per chiedere protezione, salute o grazie particolari.
Queste informazioni sono state dedotte dai ritrovamenti casuali avvenuti in date diverse e con particolare importanza durante una campagna di scavi alla fine degli anni ottanta del XX secolo. Si tratta di antiche placchette in bronzo, frammenti di vasi ceramici di uso domestico, reperti bronzei come le fibule, dracme veneteghe, oboli del Norego, qualche laminetta d’oro, uno stilo scrittorio in ferro, chiodi, numerose monete romane.

Il Blocco del Grappa e il Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale
Il blocco di roccia proviene direttamente dal Grappa, un monte situato nelle Prealpi venete, fra il canale del Brenta, la valle del Piave e il Feltrino. La montagna, tra il 13 e il 26 novembre 1917, divenne teatro della Prima Battaglia del Piave, un episodio eroico della Prima guerra mondiale. Le forze italiane, reduci dal disastro di Caporetto, nella circostanza si rivelarono capaci di riorganizzarsi e opporsi valorosamente alle truppe dell’Impero tedesco e dell’Impero Austro-Ungarico.
Il blocco di roccia proveniente dal Monte Grappa fu posto qui nel 1921 in concomitanza con la tumulazione della salma del Milite Ignoto nell’Altare della Patria a Roma. Dopo aver inizialmente pensato al Pantheon, il progetto s’indirizzò sul Vittoriano. Ben presto si fece strada l’idea di collocare la salma di un soldato italiano non identificato, il Milite Ignoto, all’interno dell’Altare della Patria. Contestualmente si decise di collocare sul piazzale superiore il blocco del Grappa insieme a un’epigrafe con il testo del documento con il quale il generale Armando Diaz aveva annunciato il 4 novembre 1918 la vittoria nella Prima guerra mondiale.
Il Milite Ignoto fu scelto attraverso un lungo processo. Una commissione prima selezionò undici corpi rimasti senza nome. Il trasferimento della salma a Roma avvenne con un treno che procedeva di notte a passo d’uomo, cosicché la gente potesse renderle onore. Dopo una cerimonia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, il 4 novembre 1921, Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, un lungo corteo accompagnò la bara fino a Palazzo Venezia. Un milione di persone partecipò alla tumulazione, tra squilli di trombe e il suono delle campane di tutta la città.
Il Territorio e i Percorsi Escursionistici
Il territorio circostante Vittorio Veneto offre numerosi percorsi escursionistici che permettono di esplorare la ricchezza storica, naturalistica e religiosa della zona.
Sentieri e Itinerari
- Il percorso che aggira il Monte Altare: parte dalla storica Piazza del Popolo di Vittorio Veneto, luogo di incontro delle città di Ceneda e Serravalle che si unirono il 27 settembre del 1866 per celebrare l’unità d’Italia. Il percorso prosegue nei pressi dell’Area Fenderl, area verde molto gradevole. L'intero percorso aggirerà il Monte Altare, punto panoramico a quota 450m, caratterizzato da un Croce rivolta verso Piazza del Popolo. Tale punto sarà raggiungibile facendo delle deviazioni mediante altri sentieri.
- Sentiero 1042A e 1041: La partenza è direttamente dalla Piazza del Popolo di Vittorio Veneto e si dirige verso la stazione, prendendo il sottopasso della ferrovia. Sul lato opposto si sale un sentiero che sbuca su una strada bianca che si prende in discesa. Si prosegue verso l’Area Fenderl dove si può apprezzare un parco gradevole e vario. Si prende il sentiero di salita che porta a dei pannelli esemplificativi del territorio e di un interessante progetto in ricordo di Tommaso, ragazzo scomparso recentemente. Seguendo il sentiero di sinistra si sale sino a giungere in località Casa Bastanzetti. Da qui si dipartono numerosi sentieri e tutta l’area del monte Altare è un dedalo di tracce più o meno indicate. Seguendo la traccia si sale dapprima dolcemente poi ripidamente sino a raggiungere il punto più alto che, volendo, con deviazione sulla sinistra, porterebbe sulla cima del monte Altare su un percorso un po’ faticoso. Seguendo la traccia si scende sino a Case Foda e di sino al bivio per San Lorenzo. Si imbocca il sentiero 1042A prima e 1041 dopo che, girando intorno al colle, giungerà sino a Case Segat. Si lascerà la traccia sulla sinistra che sale alla Croce del Monte Altare e lungo il 1041 si proseguirà sino al Castello di San Martino cercando di non perdere la traccia, considerando i numerosissimi sentieri, che permetterà delle splendide vedute della città.

L'Importanza Storica e Religiosa del Territorio
Terre come la Venezia Giulia, la Venezia Tridentina e la Dalmazia, pure italiane per lingua e cultura, restarono a lungo fuori dal processo unitario: nel Risorgimento furono per questo dette ‘irredente’, cioè non riscattate. Il Monte Altare è un antico crocevia di cleromanti, un luogo sacro che conserva testimonianze di un passato remoto. L’itinerario proposto è uno dei percorsi più caratteristici e suggestivi di Vittorio Veneto, offrendo splendide vedute verso la Val Lapisina (Lago Morto), verso l’Alpago, il lago di S. Croce. È un ottimo sentiero sia sotto il profilo storico che religioso.
Informazioni Pratiche per la Visita
Per raggiungere il monumento e iniziare i percorsi escursionistici, sono disponibili diverse opzioni di trasporto.
Come Arrivare
- Mezzi Pubblici: Dal lunedì al sabato i mezzi pubblici raggiungono la fermata "Viale della Vittoria", a pochi metri dall'inizio del percorso.
- In Auto: Arrivando dall'autostrada A27 prendere l'uscita Vittorio Veneto Sud e seguire indicazioni per Vittorio Veneto. Alla rotonda successiva prendere l'ultima uscita in direzione Centro. All'altezza del monumento "Vittoria Alata", avente la scritta Vittorio Veneto, tenere la sinistra e proseguire sempre in direzione centro (Via Rizzera).
È consigliato l'utilizzo della Mappa Tabacco n. 068 - Prealpi Trevigiane e Bellunesi.