Monsignor Giuseppe Cognata e le Salesiane Oblate del Sacro Cuore: Vita, Opere e Causa di Beatificazione

La figura di Monsignor Giuseppe Cognata (1885-1972), Vescovo di Bova e Fondatore delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore, continua a risplendere come esempio di fede e oblazione, culminando nell'apertura della sua Causa di Beatificazione e Canonizzazione.

L'Apertura della Causa di Beatificazione

Il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, ha annunciato che Papa Francesco, accogliendo l’istanza presentata dal Gruppo dei Giuristi Cattolici, ha autorizzato l’apertura della Causa di Beatificazione di Mons. Giuseppe Cognata, S.D.B., Vescovo di Bova e Fondatore delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore. Questa notizia ha generato una grande gioia per l'ispettoria salesiana Meridionale. La Congregazione delle Cause dei Santi, con lettera inviata il 15 aprile 2020 al Postulatore Generale dei Salesiani, don Pierluigi Cameroni, ha comunicato che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha riferito il consenso del Santo Padre «dopo attento e ponderato esame, ha dato il Suo augusto consenso alle richieste di religiosi e laici che impetravano l’apertura della Causa di beatificazione di S.E. Mons. Giuseppe Cognata».

Ritratto fotografico di Mons. Giuseppe Cognata

Infanzia, Vocazione e Formazione

Giuseppe Cognata nacque ad Agrigento il 14 ottobre 1885, secondogenito di Vitale Cognata e Rosa Montana, in una famiglia dedita alla cultura e alla pubblica amministrazione. Fin da bambino, dimostrò una grande ricchezza di doti e talenti umani, caratterizzati da nobiltà di sentimenti, acutezza d'ingegno, volontà ferma e decisa, e bontà diffusiva. All'età di dodici anni, nel 1897, entrò nel collegio salesiano “San Basilio” di Randazzo (Catania), pronto ad accogliere la chiamata alla vita religiosa e apostolica tra i Salesiani. Questa vocazione fu fortemente contrastata dal padre e dal nonno, superando prove e lotte lunghe e sofferte. Il 5 maggio 1908, il chierico Giuseppe Cognata emise la professione perpetua a San Gregorio di Catania, nelle mani del Beato Michele Rua. L’anno successivo, il 29 agosto 1909, ricevette l’ordinazione sacerdotale ad Acireale.

Dopo aver conseguito brillantemente la laurea sia in Lettere che in Filosofia all'Università di Catania, iniziò la sua missione di sacerdote ed educatore. Fu insegnante e superiore nei collegi di Bronte (Catania), Este (Padova) e Macerata (Marche), dove si distinse come un salesiano eccezionale, un "contemplativo nell'azione" con un'intensa vita di unione con Dio e zelo per la salvezza delle anime. Durante la Prima Guerra Mondiale, don Cognata prestò servizio come soldato a Palermo, Trapani e Padova. Fu proprio a Trapani che gettò le prime basi dell’Opera salesiana che fu chiamato a dirigere alcuni anni dopo. Fu direttore di opere, ma più ancora direttore di anime, guidando i collegi di Randazzo, Gualdo Tadino in Umbria e infine quello del “Sacro Cuore” a Roma, presso la stazione Termini.

L'Episcopato a Bova e la Fondazione delle Oblate

L’11 marzo 1933, all'età di 47 anni, papa Pio XI lo nominò Vescovo di Bova, una diocesi dell'Aspromonte Calabrese, particolarmente povera e disagiata. Entrò a Bova nel giugno 1933, un Anno Santo nel XIX centenario della Redenzione. La diocesi era caratterizzata da parrocchie appollaiate tra le gole dell’Aspromonte, con una vita quasi primitiva, clero scarso e assenza di suore per l'educazione dei piccoli e l'aiuto ai più poveri. Monsignor Cognata scelse come motto episcopale l’espressione paolina «Caritas Christi urget nos» (2 Cor 5,14), che espresse il suo desiderio di offrirsi con Gesù crocifisso per la redenzione del mondo. Ricevette l’ordinazione episcopale il 23 aprile 1933 nella basilica del Sacro Cuore a Roma dal Cardinale salesiano Venerabile Augusto Hlond, Arcivescovo metropolita di Gniezno e Poznań. Attraverso sentieri scoscesi e mulattiere, Mons. Cognata volle visitare e confortare non solo tutti i paesetti della diocesi, ma anche i gruppi di povere famiglie sparse nei luoghi più remoti e inaccessibili.

Uomo di fede e di preghiera, aperto allo Spirito di Dio, diede vita a una pia società di giovani generose, disposte a lavorare con coraggio e gioia nei centri più piccoli, sperduti e abbandonati. Così nacque l’8 dicembre 1933 la Congregazione delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore. Fin dagli inizi, Mons. Cognata affidò alle sue figlie l’oblazione con Cristo come ideale e stile di vita, nell’umiltà, nella piccolezza, nel sacrificio e nella ricerca dei luoghi più difficili, richiamandole continuamente a Gesù Oblato Divino come modello di oblazione.

Foto storica delle prime Salesiane Oblate del Sacro Cuore

La "Bufera" e la Condanna Ingiusta

Dopo sette meravigliosi anni di episcopato, trascorsi nel modo descritto, nel 1939 una bufera si scatenò contro il Fondatore e la sua Istituzione. Il 20 dicembre 1939, il Sant’Uffizio, basandosi su false accuse e a seguito di malcontenti interni al suo Istituto e una ribellione da parte di alcune Oblate, condannò ingiustamente Mons. Cognata alla destituzione dalla dignità episcopale. Gli fu proibito il governo del suo Istituto e il 5 gennaio 1940 si vide obbligato a rinunciare alla diocesi, non potendo più esercitare il suo ministero episcopale.

Egli visse per lunghi anni nel silenzio e nella solitudine, lontano dalle sue figlie spirituali, accolto nelle case salesiane di Trento e Rovereto fino al 1952, e poi in quella di Castello di Godego (Treviso) fino al 1972. In questi anni, svolse un assiduo e apprezzato ministero di confessore e guida spirituale, diffondendo luce, coraggio, fiducia e gioia con la sua paternità avvolgente. Accettò il suo nuovo stato di vita come compimento di un voto fatto a Dio per ottenere la grazia della conversione di suo padre, un sacrificio fecondo che portò suo padre a ritornare alla fede.

Mappa delle località in cui Mons. Cognata visse in silenzio (Trento, Rovereto, Castello di Godego)

Riabilitazione e Anni Finali

Nel 1962, chi lo aveva calunniato ritrattò tutto ciò che aveva detto contro di lui prima di morire. Così, con immensa gioia, nella Pasqua dello stesso anno, Papa Giovanni XXIII lo reintegrò nell’Episcopato. Partecipò per volontà di Papa Paolo VI al Concilio Vaticano II (seconda, terza e quarta sessione). Il 29 gennaio 1972, ebbe la gioia di sapere il suo Istituto riconosciuto con il «Decreto di Lode» da parte della Santa Sede. Morì serenamente il 22 luglio dello stesso 1972, proprio a Pellaro (Reggio Calabria), sede iniziale dell’attività missionaria delle Salesiane Oblate. Le sue spoglie riposano nella casa generalizia delle Suore Oblate a Tivoli. Coloro che lo avvicinavano in questo lunghissimo tempo, confratelli salesiani, sacerdoti, suore, religiosi e laici, ebbero l’impressione di aver incontrato un santo, un grande maestro di intimità con Gesù, devotissimo all'Ausiliatrice.

Mons. Giuseppe Cognata durante il Concilio Vaticano II

La Chiusura della Fase Diocesana della Causa di Beatificazione

Il 1° ottobre 2022, presso il Santuario di N.S. di Fatima in San Vittorino Romano (provincia di Roma), si è svolta la Celebrazione Eucaristica in occasione della chiusura della Fase diocesana di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Mons. Giuseppe Cognata. Le sue spoglie mortali riposano nella Cappella della Casa Generalizia delle Salesiane Oblate del Sacro Cuore a Tivoli.

La Celebrazione è stata presieduta dal Vescovo della Diocesi di Tivoli e di Palestrina, Mons. Mauro Parmeggiani, con la presenza del Tribunale diocesano e di don Pierluigi Cameroni, Postulatore Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana. Erano presenti anche diversi membri della Famiglia Salesiana, tra cui il Rettor Maggiore emerito, don Pascual Chavez Villanuva. Nell’omelia, il Vescovo Parmeggiani ha sottolineato la coincidenza con la memoria di Santa Teresa di Lisieux, di cui Mons. Cognata era devoto, e ha accostato la loro sorte nell'oblazione e nell'offerta di sé all'amore di Dio, trovando pace nell'affidamento totale all'Amore che salva.

Al termine della Santa Messa, si è svolta l’ultima sessione, di chiusura, del Processo Diocesano di Canonizzazione. Don Pierluigi Cameroni ha presentato il lavoro svolto dal 12 dicembre 2020, giorno dell’apertura della fase diocesana, dal Tribunale diocesano, dai Censori teologi e dalla Commissione storica: faldoni con oltre 4.000 pagine di testimonianze e documenti. Suor Graziella Maria Benghini, Madre Generale delle Suore Salesiane Oblate del Sacro Cuore, ha ringraziato Papa Francesco per il consenso all'apertura della Causa di Beatificazione del Vescovo di Bova. Mons. Mauro Parmeggiani ha concluso la cerimonia ringraziando per lo stile di santità di Mons. Cognata, definendolo "un santo della porta accanto", stimolo per tutti i fedeli ad assumere la croce nella preghiera e nell'offerta silenziosa, quale martirio incruento.

Nel pomeriggio è stato proiettato un film documentario sul Servo di Dio.

Immagine della celebrazione di chiusura della fase diocesana di beatificazione di Mons. Cognata

La tua vita, un canto d'amore - dedicato a Mons. Giuseppe Cognata

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