Introduzione: Il Ruolo del Sacerdote nell'Eucaristia
Presiedere l'Eucaristia significa radunare la comunità, composta da fratelli e sorelle con i loro problemi, ascoltare la Parola che illumina e riscalda i cuori nella concretezza della quotidianità, accogliere l'Amore di Cristo nella fragilità della vita, lasciarsi trasformare, donarsi, ringraziare il Padre per l'Amore che ci dona e iniziare a immetterlo nelle nostre relazioni, occupazioni e situazioni.
La Gioia della Fede e la Vocazione Sacerdotale
È indispensabile presiedere nell'allegria, una gioia che nasce dalla fede e non da esperienze effimere o sentimenti immediati. Questa gioia affonda le radici nel cuore, anche quando è travagliato da fatiche, incertezze e oscurità, perché nasce dal fatto di essere stati chiamati e inviati. La scelta di diventare preti non è nostra, ma un dono che ci permette di ripetere le parole del "Magnificat" di Maria: "Egli ha guardato l'umile sua serva…". La certezza che Cristo ci accompagna e ci rende partecipi dei suoi gesti di obbedienza al Padre, ci invita a una costante conversione al modello di vita proposto da Gesù, vivendo la presidenza "in persona Christi".
La comunione con Cristo genera la comunione fraterna con gli altri presbiteri e con i fedeli affidati. L'abbraccio di pace, vissuto nella verità, diventa l'attuazione della comunione di ciascuno con Cristo: "Oggi questa Parola si è compiuta per voi che ascoltate".

La Presenza di Cristo nel Sacramento e la Trasformazione Personale
Per presiedere l'Eucaristia, dobbiamo mettere in conto il nostro "scomparire", combattendo assiduamente contro le nostre prevenzioni e presunzioni. Un presiedere convinto e consapevole richiede la contemplazione delle specie eucaristiche, che ci parlano del mondo che verrà e dello sguardo di fede da rivolgere al presente. In questo contesto, emergono gli inutili fardelli della nostra vita: beni posseduti o desiderati, ambizioni personali, legami affettivi che imprigionano. Tenere nelle mani le Specie eucaristiche, testimoniando il Signore, ci chiede di essere esigenti con noi stessi, abbandonando ciò che non è in sintonia con la nostra chiamata.
Ciò implica sviluppare la capacità di comprendere le sofferenze, le gioie e le esperienze delle persone, esercitando il ruolo di guida per condurre la comunità all'unità. In questa prospettiva, diventa spontaneo valorizzare il ministero della riconciliazione, per contrastare la passione per le fazioni, i pregiudizi e le divisioni che albergano nelle comunità.
Il Ministero Sacerdotale come Servizio e Testimonianza
Il sacerdote ha il compito di dare a ciascuno il suo, aprendo percorsi vocazionali. È fondamentale coinvolgere gli anziani e gli ammalati attraverso i ministri straordinari dell'Eucaristia e promuovere la partecipazione attiva e consapevole al cammino della Diocesi, con una viva fraternità presbiterale. Questo è l'augurio pasquale rivolto a ciascun presbitero, specialmente in occasione di anniversari sacerdotali significativi.
La liturgia della consacrazione degli oli ci permette di soffermarci in meditazione e preghiera, prima che il servizio ai fratelli ci concentri sui riti e sulle parole che animano la vita delle comunità. La liturgia non è un ricordo del passato da imitare, ma la "memoria" viva di un evento in cui Dio opera in noi. Il mistero pasquale di Cristo si compie in noi, nella nostra storia: "Oggi, questa scrittura è compiuta per voi che l'ascoltate". L'annuncio di Gesù è per noi, oggi.

La Pasqua di Cristo e la Trasformazione dell'Umanità
Celebrare la Pasqua significa rivivere il centro dell'esperienza della fede cristiana: Gesù che discende nella povertà umana fino alla morte, ma su di Lui lo Spirito di Dio è presente per farlo risorgere. Gesù scende per essere nella nostra umanità, con noi, affinché i nostri occhi passino dalla tenebra alla luce, i nostri cuori dalla solitudine alla condivisione, dall'odio all'amore, dalla schiavitù alla libertà. Gesù è per il mondo, per ogni uomo, per il compimento di quest'umanità. Egli è immerso nel mondo perché il mondo viva: "per questo mi ha conferito l'unzione e mi ha mandato…".
Tutto questo avviene attraverso di noi, suoi ministri, sacramento della sua presenza. La Liturgia del Giovedì Santo ci invita a riscoprire il senso della nostra vita e del nostro ministero. Siamo chiamati a rivivere il fascino del nostro incontro personale con Lui, del suo sguardo d'amore che conosce le nostre debolezze e ci conduce alla libertà e alla bellezza della vita nuova. "Per questo mi ha mandato…": noi siamo inviati da Lui per tutta la vita, ogni attimo è "essere mandati". Quanto più siamo trasparenti di Lui, tanto più la nostra vita diventa "missione". Il paradosso della nostra vita è che, quanto più scompare il nostro "vecchio io", tanto più vive in noi Cristo, il nostro "nuovo io".
L'Istituto delle Missionarie della Regalità di Cristo
L'Istituto delle Missionarie del Sacerdozio Regale di Cristo affonda le sue radici nel 1919 ad Assisi, nella chiesa di San Damiano, dove dodici terziarie francescane consacrate scoprirono un comune desiderio: dedicare la vita a Dio rimanendo nella condizione laicale, per una missione nel mondo. Questo desiderio si concretizzò nella fondazione di un ramo femminile, le "Missionarie della regalità di Cristo", e successivamente, nel 1928, di un ramo maschile, il "Pio sodalizio dei missionari della regalità di Cristo".
Entrambi i rami erano ispirati alla spiritualità francescana, con voti di povertà, castità e obbedienza. Nonostante le difficoltà iniziali e le opposizioni del Vaticano, la visione di Padre Agostino Gemelli sulla "vita consacrata nel mondo" pose le basi per il futuro riconoscimento degli istituti secolari. Fu con Pio XII, nel 1947, e la costituzione apostolica Provida Mater Ecclesia che la Chiesa cattolica riconobbe gli istituti secolari, basati sulla formula "in saeculo et ex saeculo" (vivere nel mondo, operando con i mezzi del mondo). L'Istituto venne definitivamente approvato e dichiarato di diritto pontificio nel 1948.

La Secolarità e la Missione dell'Istituto
Il Concilio Vaticano II spalancò definitivamente le porte agli istituti secolari. Le costituzioni dell'Istituto confermarono la secolarità dei membri, la loro libertà lavorativa, l'assoluta povertà dell'istituto e l'adesione alla spiritualità francescana. L'arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, approvò le costituzioni nel 1980. L'Istituto agisce per garantire la crescita di ognuno secondo il principio "nella massima libertà, la massima responsabilità", aiutando il singolo ad essere autonomo e creativo.
L'Istituto abbraccia la spiritualità francescana perché particolarmente adatta al laico che vive nel mondo contemporaneo. La sostanza e le caratteristiche della risposta di fede di San Francesco d'Assisi sono ancora oggi fonte d'ispirazione: una filosofia di libertà e responsabilità che libera dagli impacci formali per ridare forza allo Spirito. Ogni membro rimane nel proprio ambito di vita e di lavoro, partecipando pienamente alle varie comunità: familiari, professionali, sociali, politiche, ecc.
Il nome dell'Istituto fa riferimento alla missione a cui le aderenti sono chiamate: testimoniare con la vita la centralità di Cristo Re del cosmo e della storia, che regna dalla Croce. La missione è quella di essere strumento per la trasformazione del mondo, testimoniando la regalità di Cristo.
Ministerialità e Ruoli nella Chiesa
La ministerialità laicale, derivante dal sacramento del battesimo, si distingue dai ministeri ordinati che provengono dal sacramento dell'ordine. La Chiesa è strutturata gerarchicamente e possiede vari ministeri volti all'edificazione della comunità. La presidenza dell'assemblea liturgica, in particolare dell'Eucaristia, è affidata al vescovo e ai presbiteri, in virtù del sacramento dell'ordine.
Il testo evidenzia la varietà dei doni dello Spirito Santo e il loro esercizio a servizio dell'unità del Corpo ecclesiale. Si sottolinea l'importanza dei ministeri istituiti, come quello del lettore e dell'accolito, che aiutano il diacono e servono il presbitero, partecipando alla liturgia e al servizio della parola di Dio. Questi ministeri, pur non conferendo il sacerdozio, sono necessari alla vita della Chiesa e possono portare a una fecondità spirituale inattesa.
Il ruolo dei laici nell'evangelizzazione è fondamentale. Essi sono chiamati a testimoniare con la vita il messaggio evangelico, ad essere sale della terra e luce del mondo. L'evangelizzazione è un dovere di tutti i fedeli, che si esprime attraverso diverse attività convergenti. La Chiesa, attraverso la sua missione, mira a portare il Vangelo a tutti i popoli, promuovendo la dignità della persona umana, il diritto alla vita, i valori della famiglia e il bene comune.
Documentario Famiglia Francescana 4K
tags: #missionarie #del #sacerdozio #regale #di #cristo