Omicidio a San Marco Evangelista: La Tragica Lite per i Proventi delle Truffe

Sarebbero arrivati a San Marco Evangelista per reclamare i soldi di alcune truffe perpetrate ai danni di persone anziane. Un regolamento di conti, dunque, ci sarebbe dietro il litigio sfociato poi in omicidio avvenuto nella tarda serata di lunedì 7 luglio a San Marco Evangelista, nel Casertano. Questo tragico evento evidenzia in modo drammatico quanto sia profonda e pericolosa la piaga delle truffe agli anziani.

L'Aggressione e la Vittima

Nella serata del 7 luglio, intorno alle 22, si è verificato uno scontro tra due gruppi di persone, alcuni del posto e altri provenienti da Napoli, lungo viale della Libertà, nella zona conosciuta come la "piazzetta", a San Marco Evangelista in provincia di Caserta. La lite è degenerata in tragedia, portando alla morte del 26enne Stefano Margarita, originario di Secondigliano.

L'aggressione è avvenuta fra le 22 e la mezzanotte in una piazzetta del piccolo comune alle porte di Caserta. Sul posto sono giunti i carabinieri e un'ambulanza del 118, richiamati dai residenti allarmati dalle grida. Il 25enne Stefano Margarita è stato trasportato d’urgenza all'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta, ma per lui non c'è stato nulla da fare: è deceduto poco dopo l'arrivo al pronto soccorso a causa delle gravissime ferite riportate. L'intervento dei medici ha invece salvato la vita a un altro giovane di 24 anni, Nicola Milone, ricoverato in gravi condizioni ma non in pericolo di vita. Un secondo ferito, un minorenne, ha riportato ferite lievi.

Il Movente: La Spartizione dei Proventi Illeciti

In un primo momento sembrava che lo scontro fosse scaturito da un diverbio per lo spaccio di droga, ma poi è stata seguita un'altra pista che si è fatta sempre più concreta con l’avanzare delle indagini. La controversia riguardava la spartizione dei proventi illeciti delle truffe commesse ai danni di persone anziane. Stefano Margarita, insieme ad altri tre amici di Secondigliano, sarebbe arrivato a San Marco Evangelista per reclamare i soldi di alcune truffe consumate nei confronti di persone anziane. Avevano organizzato una vera e propria spedizione punitiva contro il giovane che aveva trattenuto per sé soldi e oggetti ottenuti da anziani raggirati e truffati. Il gruppo si sarebbe recato sotto casa del 24enne, Antonio Carozza, per chiedere il denaro.

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Un Esempio di Truffa Agli Anziani

Nel contesto di tali crimini, viene riportato un esempio di come operavano i malfattori. Una vittima è stata contattata da uno dei malfattori che, fingendosi un maresciallo dei Carabinieri, le ha chiesto contezza su eventuali gioielli e armi presenti in casa, spiegandole che poche ore prima era stata perpetrata una rapina e gli autori avevano nascosto i gioielli provento del reato presso la sua abitazione. La signora, allarmata, ha fatto interloquire il presunto maresciallo con il proprio marito, il quale è stato convinto dai truffatori ad allontanarsi, con il pretesto di doversi recare immediatamente presso la Stazione dei Carabinieri per rappresentare la loro estraneità ai fatti. A quel punto, è stato chiesto alla donna di recuperare i gioielli nella sua disponibilità e di riporli sul tavolo. Nel mentre, il marito, insospettito, ha contattato la moglie e, appreso che uno sconosciuto si era introdotto in casa, ha segnalato quanto stava accadendo al N.U.E., fornendo una sommaria descrizione del presunto carabiniere.

La Dinamica degli Eventi e le Indagini

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Caserta, la discussione sui soldi sarebbe iniziata tra il 24enne e il gruppo napoletano in auto, probabilmente una Mercedes con cui le vittime, assieme ad alcuni amici, erano in sei. Poi, dalla vettura, si sono spostati a piazzetta Libertà. Lì sarebbe intervenuto in difesa del figlio il padre, Michele Carozza. La lite si è accesa, le minacce si sono trasformate in scontro e alle coltellate. Quando sono giunti a San Marco Evangelista hanno trovato il giovane Antonio Carozza, contro cui il raid era destinato, armato di coltello, che ha sferrato prima diversi colpi ferendo due del gruppo giunti sul posto con una Panda da Secondigliano e poi ha tentato di investirne un terzo. Non si esclude che l'azione sia avvenuta per autodifesa. La Fiat Panda di Antonio Carozza è stata trovata a Caivano; l’aveva usata per recarsi ad acquistare droga prima di "concedersi una meritata vacanza" come ha scritto in un delirante messaggio.

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I Fermati e le Prove

Le indagini sono arrivate subito a una svolta. I carabinieri hanno fermato due uomini, padre e figlio, rispettivamente Michele Carozza, 57 anni, proprietario di una ferramenta, residente a San Nicola La Strada (accorso sul posto dopo una richiesta del figlio), e Antonio Carozza, 31 anni, noto come “Bombolino”, residente a San Marco Evangelista. Sono accusati di concorso in omicidio e tentato omicidio. Determinanti per la rapida identificazione degli aggressori sono state le testimonianze raccolte sul posto e le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Ad intervenire per primi sul posto sono stati i carabinieri della Stazione di San Nicola La Strada. Sono stati loro che hanno avviato le prime indagini e, grazie all’anziano nonno del 31enne Carozza, hanno rinvenuto il coltello usato per inferire i colpi. Era stato consegnato dal padre del giovane all’anziano per farlo sparire; l’83enne lo aveva lanciato in un terreno vicino. Sono stati effettuati anche una serie di rilievi sul posto.

Antonio Carozza, otto anni fa, fu arrestato per minacce al padre, pretendendo soldi, e fu poi scarcerato. Il padre lo perdonò e, a quanto pare, aveva continuato a dargli denaro che però non bastava mai. L’altra sera, il padre ha provato per l'ultima volta a discolparlo, raccontando ai carabinieri una inverosimile versione dei fatti in cui lui, per difendere il figlio, avrebbe sferrato i colpi. I due sono assistiti dall’avvocato Tommaso Giaquinto, e nelle prossime ore è attesa l’udienza di convalida del fermo.

Tensione all'Ospedale e Sviluppi Futuri

Nella notte, si sono vissuti momenti di tensione all'ingresso dell'ospedale di Caserta, dove si sono radunati i familiari del giovane morto e altri ragazzi provenienti sempre da Secondigliano. Familiari e amici della vittima, giunti da Secondigliano, hanno sfiorato lo scontro con il personale sanitario. Sono intervenute diverse pattuglie dei carabinieri e volanti della polizia di Stato, che sono riuscite a mantenere l'ordine, nonostante si siano registrati momenti di forte tensione, con la rottura di una panca e il danneggiamento di una porta nella zona dei codici gialli. Le autorità temono ora possibili ritorsioni. Le versioni fornite dagli arrestati sarebbero discordanti, rendendo ancora più complesso il lavoro investigativo. Le indagini dei Carabinieri proseguono per ricostruire con esattezza l’intera dinamica dell’accaduto e per approfondire i legami tra gli indagati e il sistema delle truffe, verificando eventuali complicità o responsabilità di altri soggetti coinvolti nella vicenda.

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