Il dibattito sul modo corretto di accostarsi all'Eucaristia è un tema che tocca profondamente il senso del sacro e la fede nella presenza reale di Cristo. Molti fedeli, mossi dal desiderio di un maggiore raccoglimento, guardano con nostalgia e devozione alla pratica tradizionale di ricevere la Santa Comunione in ginocchio e sulla lingua.

L'esempio dei Santi: Giovanni Paolo II e Madre Teresa di Calcutta
Per riflettere su questo delicatissimo tema, autorevoli voci nella Chiesa indicano l'esempio di due grandi santi dei nostri tempi: San Giovanni Paolo II e Santa Madre Teresa di Calcutta.
L’intera vita di Karol Wojtyła è stata segnata da un profondo rispetto per la Santa Eucaristia. Anche negli ultimi anni del suo ministero, sebbene fosse segnato nel corpo dalla malattia e avesse bisogno di aiuto per piegare le ginocchia, il Pontefice non si è mai seduto al cospetto dell’Eucaristia, imponendosi sempre di inginocchiarsi.
Madre Teresa, d'altra parte, pur toccando quotidianamente il “corpo” di Cristo presente nei corpi rovinati dei poveri, decideva con stupore e rispettosa venerazione di non toccare il Corpo di Cristo transustanziato. Ella lo adorava, lo contemplava silenziosamente e lo riceveva come un piccolo bambino umilmente nutrito dal suo Dio.
La riflessione del Cardinale Robert Sarah
Il Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha più volte espresso l'auspicio di promuovere la bellezza e il valore pastorale della pratica tradizionale. Egli sottolinea che, sebbene l'attuale legislazione contenga l'indulto per la comunione in piedi e sulla mano, quella di riceverla in ginocchio e sulla lingua rimane la norma dei cattolici di rito latino.
In questo contesto, la pubblicazione del libro di don Federico Bortoli, "La distribuzione della comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali", offre spunti importanti. L'opera evidenzia come la concessione della comunione sulla mano sia stata spesso oggetto di forzature, svuotando progressivamente i tesori liturgici della Chiesa.

Il senso del sacro e il pericolo della profanazione
Ricevere la Comunione sulla mano comporta il rischio di una dispersione di frammenti consacrati. Al contrario, l'attenzione alle più piccole briciole e la cura nel purificare i vasi sacri diventano professioni di fede nella presenza reale di Gesù nelle specie consacrate.
Il tentativo di togliere dal cuore dei fedeli il senso del sacro, ricevendo il cibo eucaristico allo stesso modo di un cibo ordinario, è visto come un attacco insidioso. La preghiera dell'Angelo della Pace a Fatima, che offrì la Comunione ai pastorelli mentre erano in ginocchio, rimane un monito attuale su come dobbiamo comunicare al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo.
Orientamenti pastorali
È fondamentale ricordare che la Chiesa, pur permettendo in alcune circoscrizioni la comunione sulla mano, impone precise cautele:
- L'Ostia deve essere consumata dal comunicante alla presenza del sacerdote.
- Deve essere rispettato il diritto di ogni fedele di ricevere, se lo desidera, la Santa Comunione sulla lingua.
- I sacerdoti devono essere vigilanti affinché non avvengano abusi o mancanze di rispetto verso le Specie Eucaristiche.
Padre Serafino Tognetti - L’Adorazione Eucaristica a Gesù fa Bene a Noi
In definitiva, mettersi in ginocchio davanti al Signore non è un atto di umiliazione, ma la più alta espressione di amore e sottomissione al proprio Creatore, un gesto che eleva l'animo e rafforza il fervore della vita cristiana.