La Madonna dei Miracoli a Tramutola: Storia, Devozione e Tradizioni

Tramutola, un ridente paese dell'Alta Val D'Agri, è il cuore di un'intensa devozione popolare verso la Madonna dei Miracoli. Questa venerazione è profondamente radicata in fatti storici che narrano di straordinari eventi miracolosi accaduti nel maggio del 1853, rendendo Tramutola una terra con una lunga storia di prodigi.

Mappa della Val D'Agri con evidenziata Tramutola

Il Miracolo del 1853: La Pioggia Invocata

La storia della Madonna dei Miracoli è intrinsecamente legata a un avvenimento miracoloso risalente al 17 maggio 1853. Nella primavera di quell’anno, una lunga siccità, persistente sin dal mese di gennaio, aveva gravemente compromesso la fertilità delle campagne, causando una spaventosa carestia e gravi problemi per le colture.

Disperato per la situazione, il popolo di Tramutola fece richiesta al clero il 16 maggio perché l’indomani si svolgesse una processione di penitenza attraverso le vie del paese, per implorare la pioggia sulle inaridite campagne. La mattina del 17 maggio ebbe così luogo la processione. Alla processione furono condotte in giro per il paese le statue di Maria Santissima del Rosario e dei Santi Avvocati Sant'Antonio di Padova, San Filippo Neri e San Rocco, seguite da tutto il popolo trepidante e fidente nel soccorso della Madre celeste.

I Fatti Prodigiosi durante la Processione

Quando il corteo fu sulla via del ritorno, in diversi punti del paese, si verificarono fatti inspiegabili, constatati da tutti i presenti. Il primo si ebbe all’inizio di Via Roma. I testimoni giurarono di aver visto la statua della Madonna indietreggiare da sola, mentre i portatori si “sentivano sospingere indietro da una virtù sensibile”. Questo fenomeno si ripeté cinque volte, in cinque punti diversi del paese. Gli uomini che portavano a spalla la statua sentivano un’evidente forza che li spingeva a contrastare il movimento opposto a quello di marcia, e anche coloro che seguivano la processione si opposero con tutta la loro forza al movimento di retromarcia, ma invano; il fenomeno si verificava perfino in una discesa, dove la retrocessione avveniva nel verso della salita.

Il popolo gridò al miracolo e intese quei segni clamorosi come una benevola risposta della Madre celeste alle sue invocazioni.

Tramutola il valore della tradizione - part 2

La Fiammella Miracolosa e la Pioggia Attesa

Ritornata la statua in Chiesa Madre, si verificò un altro segno che tutti coloro che gremivano la chiesa osservarono: dal petto della Madonna spiccò una fiammella di un acceso color rosso, che attraversò tutta la navata centrale ritornando indietro. Successivamente, dalla mano del Bambino partì un’altra fiammella che volteggiò davanti il volto della Madre e poi si spense. Il giorno successivo, il 18 maggio, la fiammella sul petto della Vergine Santa si rivide dalla mattina, da quando si aprirono le porte della chiesa, e continuò ad apparire e scomparire fino alle ore quindici. A tale ora incominciò la pioggia in modo placido, senza tuoni e senza lampi, e continuò fino a sera, portando il tanto atteso sollievo alle campagne.

Riconoscimento Canonico e Istituzione della Festa

Dei fatti prodigiosi accaduti il 17 e 18 maggio 1853, l’arciprete di Tramutola inviò una precisa relazione all’abate di Cava, D. Onofrio Granata, il quale mandò sul posto il vicario generale D. Michele Granata per investigare. Il 24 luglio 1853, le petizioni del clero e del corpo municipale di Tramutola furono spedite all’abate di Cava perché il 17 maggio venisse elevato, per tutto il territorio, a festa di doppio precetto. Lo stesso abate aveva già provveduto ad avanzare supplica a re Ferdinando II, affinché inoltrasse le commendatizie presso la Santa Sede per il riconoscimento della festa. Il processo canonico fu inviato a Roma e la Sacra Congregazione dei Riti concesse che ogni anno il 17 maggio si celebrasse solennemente la festa della Beata Vergine dei Miracoli.

La Solenne Incoronazione del 1923

Il 15 dicembre 1922, con firma del cardinale Raffaele Merry Del Val, fu concesso all’abate di Cava di incoronare solennemente l’Effige della Madonna dei Miracoli venerata a Tramutola. La cerimonia solenne si tenne il 17 maggio 1923, esattamente settant'anni dopo il miracolo, ad opera dello stesso abate delegato dal Capitolo Vaticano. Nel mese di aprile, una notificazione era stata inviata a tutta la diocesi perché l’avvenimento fosse preceduto da una particolare attenzione alla pratica del mese di maggio. Alla manifestazione partecipò il popolo con grande entusiasmo, insieme alle autorità civili e religiose.

La Tradizionale Processione della "Madonna nella Barca"

Oltre alla celebrazione del 17 maggio, l'ultima domenica di maggio si svolge un'altra particolare e suggestiva processione: la "Madonna nella barca". L’origine di questa processione, per un paese a vocazione montanara e non certo balneare, è da ricercare nel fenomeno dell’emigrazione transoceanica che ha interessato Tramutola, con molti suoi figli partiti per terre lontane, specialmente le Americhe, nei primi del Novecento.

Questa festa è squisitamente popolare, immaginata, voluta e organizzata dal popolo stesso. La sua preparazione coinvolge direttamente l'intera comunità nell'allestimento dell'apparato scenografico: bambini e adulti, sin dal mattino, si affollano per il paese a raccogliere rose che poi mani sapienti fisseranno allo scheletro di una barca di circa sei metri di lunghezza, illuminata dall'interno. È quasi buio, circa le 20:30, quando la statua della Madonna dei Miracoli esce dalla Chiesa Madre su questa barca di fiori.

Al suono di canti mariani, in un clima di profonda spiritualità e partecipazione, la statua della Madonna viene trasportata a spalla per le vie del centro storico del paese da una ventina tra giovani e adulti. L'immensa folla, spesso giunta anche da fuori regione, assiste alla ultracentenaria processione. Lungo il percorso nel borgo antico, tra i vari rioni, si trovano composizioni di rose e striscioni a tema come “Ave Maria Tramutola ti onora”. La processione è mimetica del viaggio che compiva un tempo l’emigrante; l’ambientazione serotina esprime il sentimento di nostalgia, di solitudine e di spaesamento che coglieva chi, a quei tempi, era costretto ad affrontare il viaggio solcando l’oceano.

Foto della processione della

La Chiesa Madre della Madonna dei Miracoli: Un Tesoro d'Arte

Di straordinaria bellezza è la Chiesa Madre della Madonna dei Miracoli, al cui interno sono conservate pregevoli opere d’arte. Notevole è il polittico del 1569, attribuito ad Antonio Stabile, che raffigura la Deposizione con San Cataldo, San Giovanni e la Pentecoste. All'interno si possono ammirare anche una tela dell’Incoronazione della Vergine e un seicentesco coro ligneo.

Interno della Chiesa Madre di Tramutola

La Nascita del Comitato Pro-Centenario e l'Idea del Santuario

Il 17 maggio 1948, nel 25° anniversario dell’Incoronazione dell’effigie della Madonna dei Miracoli, giunse a Tramutola, da Cava dei Tirreni, Monsignor Anselmo Filippo Pecci per solennizzare l’evento. Il 19 maggio dello stesso anno, nella Sacrestia della Chiesa Parrocchiale si riunì un gruppo di cittadini tramutolesi, costituiti in Comitato, allo scopo di preparare una degna celebrazione dei festeggiamenti che avrebbero avuto luogo nel maggio del 1953, in occasione del primo Centenario dei grandi Miracoli compiuti per mezzo di Maria Santissima del Rosario, sotto la presidenza di Mons. Anselmo Filippo Pecci.

Dalla Badia di Cava dei Tirreni, il 6 giugno 1948, nel giorno della festa del Beato Falcone, don Anselmo Filippo Pecci O.S.B., Arcivescovo titolare di Soteropoli, alzò la bandiera per la ricorrenza del Primo Centenario dei Miracoli (maggio 1853-1953) da celebrare con la creazione del Santuario di Maria Santissima dei Miracoli. Tuttavia, l’idea di un Santuario generò impressione e preoccupazione a causa dei costi elevati. Nonostante la forza irradiante di Mons. Pecci, Tramutola, per il primo centenario dei miracoli, dovette accontentarsi di realizzare, nella Chiesa Madre, un trono dove è stata destinata la Vergine dei Miracoli. A ricordo dell’erezione del trono nell’anno 1953 e della consacrazione della restaurata chiesa Parrocchiale, fu murata una lapide all’interno di essa, sul lato destro entrando, scritta in latino.

In occasione del Centenario dei Miracoli, il comitato Pro-Centenario fece stampare un opuscolo dalla tipografia S.C.O.T.

Devozione Mariana e Tradizioni Locali

La religiosità mariana è parte integrante del patrimonio spirituale benedettino che tuttora alimenta la vita morale e sociale della comunità tramutolese. Tra le più antiche testimonianze della fede dei tramutolesi per la Madonna è la cappella gentilizia intitolata a Santa Maria di Loreto, costruita a metà del Quattrocento da Petruzzo de Troccoli. La devozione mariana del popolo tramutolese ha avuto sempre un posto centrale, in particolare quella verso Maria Santissima del Rosario, di origine medievale e gloriosa per i monaci Cistercensi.

A Tramutola, nel 1671, la Confraternita del Rosario e il popolo vollero ricordare solennemente il centenario della vittoria di Lepanto. Al centro della pala vi è la nicchia dove un tempo era allogata la statua di Maria SS. del Rosario; statua lignea a tutto pieno, alta circa 1,75 metri. Il peso e la posizione in alto della nicchia rendevano ardue le operazioni di prelevarla e portarla in processione.

Celebrazioni e Rilancio della Tradizione

L'evento del 1853 è un punto luminoso nella storia religiosa e civile del paese, che il popolo celebra ogni anno il 17 maggio con particolare solennità. Recentemente, si è celebrato il 160° anniversario dei prodigi della Vergine Maria e il 170° anniversario del miracolo, oltre al centenario dell'incoronazione della statua. Queste occasioni sono state celebrate con un forte intento di risveglio spirituale dei tramutolesi. Molti, anche i più restii alla Chiesa e ai Sacramenti, si sono sentiti scossi. Le messe, anche nei giorni feriali, sono state inusualmente affollate.

L'organizzazione delle manifestazioni ha puntato anche al rilancio della tradizione popolare, incentivando gli addobbi ai balconi con le migliori coperte e, con la collaborazione dei "vicinati", anche con la premiazione del rione più bello addobbato a tema. L’amministrazione comunale, la Parrocchia SS. Trinità e la Pro Loco lavorano per inserire la manifestazione "Madonna nella barca" tra quelle di rilevanza regionale, sottolineando le "forti emozioni" che pellegrini e turisti hanno sempre riportato.

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