L'opera e il contesto artistico
Il Matrimonio mistico di santa Caterina è un'ancona portatile a trittico eseguita nel 1400 da Lorenzo Salimbeni (1374-1420), maestro del Gotico internazionale. L'opera è conservata presso la Pinacoteca civica "P. Tacchi Venturi" di San Severino Marche, in provincia di Macerata.
Realizzata con la tecnica della tempera su tavola, il dipinto risale al periodo della signoria degli Smeducci. Questa famiglia di capitani di ventura garantì alla città una notevole prosperità economica e culturale, favorendo scambi con l'Emilia, il Veneto e la Lombardia. Grazie a tali contatti, artisti locali come Lorenzo e suo fratello Iacopo Salimbeni poterono assimilare i modelli del gusto gotico internazionale transalpino.

Descrizione e iconografia
L'ancona presenta scomparti laterali chiudibili, una caratteristica tecnica dovuta all'uso liturgico dell'epoca: lo scomparto centrale, infatti, veniva esposto solo in occasione di particolari solennità. Per questa ragione, era consuetudine dipingere anche il retro degli scomparti laterali.
La scena centrale raffigura un'aristocratica Santa Caterina d'Alessandria mentre riceve l'anello nuziale da Gesù Bambino sorridente, tenuto in braccio da Maria. L'ambientazione è un giardino paradisiaco, ricco di varietà di rose, tradizionale fiore mariano. L'opera è caratterizzata da:
- Un gioco vorticoso di linee nei panneggi, con falcate ampie o nervosamente arricciate.
- Colori irreali, accesi e cangianti, tipici dello stile tardogotico.
- Un'attenta cura nei gesti, con la Santa che accarezza il capo del Bambino, pur mantenendo uno sguardo impassibile.
La figura di Santa Caterina d'Alessandria
Santa Caterina d'Alessandria (287 ca. - 304) è una figura di vergine e martire venerata sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa. La tradizione la descrive come una donna di acuto ingegno e profonda sapienza. Secondo la leggenda, il governatore locale convocò filosofi e retori per convertirla al paganesimo, ma l'eloquenza di Caterina portò alla conversione degli stessi sapienti al Cristianesimo.
Nell'iconografia classica, la Santa è rappresentata con attributi specifici:
- Corona e abiti regali: per sottolineare le sue origini principesche.
- Palma: simbolo del martirio.
- Libro: a memoria della sua sapienza e del ruolo di protettrice degli studi.
- Spada e ruota spezzata: strumenti legati al suo martirio.

L'iniziativa "Le Marche per le Marche"
Il prestigio dell'opera è testimoniato anche dalla sua partecipazione al progetto espositivo “Le Marche per le Marche”, ideato da Vittorio Sgarbi. Tra il 23 dicembre 2016 e il 28 febbraio 2017, il Matrimonio mistico è stato esposto presso l'oratorio di San Giovanni a Urbino.
L'iniziativa aveva lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale della regione, mantenendo alta l'attenzione delle istituzioni sulle necessità dei territori colpiti dal sisma e promuovendo le Marche come meta turistico-culturale. Il trasferimento dell'opera, sebbene temporaneo, ha sollevato un dibattito pubblico sull'opportunità di spostare capolavori fragili, confermando tuttavia il profondo legame identitario tra il territorio marchigiano e i tesori di Lorenzo Salimbeni.